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Volume I.
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640
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64<* LETTERE

Ho pensato a quello che ultimamente mi di-ceste e di essa e di certe parole della dedi-catoria. Il dire: tiene egli in moltissima vene-razione , mi par poco, non dico al merito diquella gentil Signora, che a quello sarebbepoco ogni cosa, ma dico all ornamento delperiodo. Vedete se per questo rispetto, e perquegli altri riguardi giustissimi che mi sugge-riste , fosse meglio il dire : il cui chiaro in-gegno e inestimabil valore tiene egli in quellavenerazione che dee, cioè somma et infinita.Quegli aggiunti somma et infinita, son tantousati che hanno quasi perduto lo splendorloro, onde non possono far scomparire lelodi che poco innanzi avete date alla signoraContessa. Questo vi scrivo non giudicando,ma proponendovi ciò di che voi giudichere-te. Io non so quanto mi starò qui, dovesono in assai bella compagnia, che mi parrebbeanche più bella se mi potessi dimenticar lealtre, tra le quali mettere ancora la vostra.

Se vedrete la signora Marchesa.prima

di me , riveritela, e baciatele la mano a m 10nome; e ditele, che se mi vuole per tuttosuo , io lo sono ; se mi rifiuta , e voi tene-temi per tutto vostro. Russo, li io ottobre1753,

123. Al medesimo.

Rimandovi il foglio dell 1 Eminentissimo -si-gnor Cardinale Querini, che m 1 è piaciuto som-mamente di leggere ; e sommamente m è pia-ciuto di leggere lo scritto latino dellAmburghese.