T. ETTE RE 541
così die Ì 10 voluto anche rileggerlo; nè m’èpiaciuto meno la seconda volta che la prima.Io non dico di aderire all Autore in ogni suaopinione ; dico che mi par valent’ uomo an-che in quelle a cui forse io non aderirei.Dove bisogna essere metafisico, parrai clic losia molto bene ; poche cose vi son giuntenuove, ma tutte esposte sottilmente, e d unamaniera nettissima. Dove poi si ricerca l’eru-dizione, tutto, secondo me, vi è a proposi-to ; nè v’ ha notizia la quale non aggiungaforza all’ argomento , che è gran lode in unerudito. In somma io credo, che se il signorCardinale vorrà far pubblica questa operetta,dovrà il Mondo avergliene obbligazione. Nonsarà male che voi scriviate questo mio sen-timento ad esso sig. Cardinale, rimandandoglilo scritto; quantunque avendo io avuta occa-sione di scriver d’ altro a Sua Eminenza, leho scritto anche di ciò, ma in tempo che rronavea letto F operetta che appena una volta.Io lio mollo più faccende e fatiche, che nonsi crederebbe di uno che è in villa; nò que-ste però mi hanno impedito di aggiungere nelfoglio ultimo della stampa, che ho corretto,tutto quello che voi desideravate che si fa-cesse pubblico. 11 luogo m’è parato opportu-nissimo , nel (ine di quella parte che spettaall’ Istoria Naturale, e che terminando conl’Istoria del vostro Bolelite e col vostro no-me , parea che mi avvisasse di servirvi. Statesano, et amatemi come fate. Russo, li 6 ago-sto in54.
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Zanotti F. M, Fqì. i.