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del suo libro , si sieno fatte ciarle contro dilui. Questa forse fu la cagione perchè alcunilo stimolavano a stampar quella lettera che 1io gli scrissi; ma se egli di tali ciarle daràcolpa a me, avrà torto anche in questo. Statesano. Come vanno i vostri esperimenti dei va-setti di vetro? A di primo di settembre 1754.
125 . sii medesimo.
La vostra lettera mi è stata gratissima eper se stessa e per la compagnia che secoavea ; che di vero niente poteva essermi piùgradito della lettera benignissima del signorCardinale Querini che l’accompagnava, e chescritta a voi, appartiene però egualmente an-che a me. Soltanto m’è spiaciuto che SuaEminenza si mostri quasi turbata di quellafetida lettera che dicesi sparsa per Roma in-torno la Causa del Venerabile Bellarmino ; emolto più che a lui paja di poter darne colpaalla nostra città. Io vi dico il vero ( nè in-gannerei voi, nè Sua Eminenza per cosa al-cuna del mondo ), io non sapea nulla di tuttociò ; et or che ne so , me ne dispiace som-mamente, e pentomi di saperne, e tanto piùmi confermo nel mio proposito di allontanarmiquanto più posso dal mondo, e cercarne poco.Che se si pensa di far onta ad un personag-gio così rispettabile , com’ è il sig. CardinaleQuerini, che si farebbe ad un mio pari ? Ioperò, non ostante la Madonna di S. Luca, che,come egli dice, si rammemora in quella tallettera, non posso indurmi a credere che essa