lettere 653
il componimento tuo, e che te ne scrivoliberamente j e con la stessa sincerità ti dicoche egli mi par tutto bellissimo , e in molteparti divino. Veduta una tale epistola , io nonti domanderò nè come tu stia, nè quel chefacci • fa tu epistole tali, e già intendiamoche tu stai bene , e che sei caro alle Muse.Ma di quell’Algarotti che è ? che non ne sap-piane nulla, come se egli fosse andato, nondirò in Prussia ma nella Zembla. E delle operedel nostro Bassani, che tu già da gran tempomi promettesti, fino a quando le aspetteròio? Vedi di grazia di non confermare la pi-grizia mia con V esempio di qualche illustrepigro. Sta sano et amami, come fai.
Il nostro Granelli predica qui con un con-corso , e con un plauso grandissimo e univer-sale ; egli però, secondo me , lo meriterebbeanche maggiore, se maggiore esser potesse.Etiam sta sano. Bologna , gli n marzo 1749-
j3 2< Al medesimo.
Tu avrai avuto a quest 1 ora una mia ele-gietta, che qui in Roma vollero che io fa-cessi per la solenne accademia che tennergli Àrcadi sopra il Santo Natale. Io la man-dai già a Bologna , pregando quei Satraponi,acciocché volesser mandarlati , se fosse loroparuto che o pessima non fosse l’elegia, otu fossi disposto a compatire anche le cosepessime. Monsignor Borromeo rispondendomi >mi ha detto che l’hanno mandata a Monsieurj