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terza elegia die ho fatto qui in Roma soprala Presentazione di Maria Vergine, la qualveggo che il nostro Fabri non ti ha man-data, e ha fatto gran senno, perchè avea undistico che aspettava una correzione tropponecessaria. Se questa elegia fosse bella e gen-tile, come il nostro Benaglia, te la offrireipiù volentieri ; ma egli è troppo più soaveche non sono miei versi. Tu però me ne scri-verai il giudicio tuo tanto ampiamente, quantote lo permetterà cotesta spina, la qual vogliobene e prego che ti permetta di star sano econtento, e di amarmi. Roma , 21 marzo 17 5 o.
1 34 - sii medesimo.
La vostra elegantissima et umanissima let-tera del primo di agosto basterebbe per farmidimenticar Roma ; non perchè io non stimiRoma moltissimo, ma perchè stimo la vostralettera, e la memoria che di me avete , anchepiù. Essendo in campagna ho subito scritto aBologna per avere il vostro Imeneo , che holetto con tanto piacere, con quanta aviditàl’avea aspettato, et ho ammirata la felicità delgrandissimo ingegno vostro nella fecondità delleinvenzioni e nell 1 abbondanza degli ornamentidi cui le abbellite, e nella somma facilità cheapparisce in tutte le parti. Veggo bene chemolti avvezzi alle forme antiche, e che por es-sere antiche pajono ancor più serie, si sde-gneranno di veder gli Dii col tupè e le Musein dominò; e come questi forse eccedono nellor giudicio, così temo che gli Algarottisti si