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Dio non le debba essere più nojosa dellebuone feste ; pure ella stessa vuol venire alei, come a suo Signore, desiderando di ac-compagnarsi con le altre sue sorelle che ri-masero costà in Bologna alla buona grazia diV. E. l’accomandate. Ella è diretta alla Ma-donna Santissima, ed è sopra il Natale , e perquesto può tener dietro a quelle • se possapoi tener loro dietro nello stile ancora, e nonesser troppo da quelle diversa , non so. Po-trebbe esser così rozza e disadorna, die quellestesse se ne sdegnassero. Ma comunque siasi,io le rimetto tutte al giudizio che ne daràV. E., e dietro lei il P. Maniago e ilP. San-severino , e codesti Ghedini e codesti Fabri ecodesti Rampionesi ; a i quali se piacerà farparte di questo mio picciol lavoro al P. Bet-tinelli , mi sarà caro, benché non ardisca pre-gameli -, ben li prego, facendolo, di recar-mene alcun avviso, acciocché io possa scrivereancor io due righe al Francesetto. Domane re-citerò F elegia nell’Accademia dell’Arcadia, percui l’ho fatta, avendo voluto il signor AbateMorei che il componimento latino a me toc-chi 3 il qual però potendo entrare nell’ordinedi quelle elegie che Y. E. mostrò d’aspettarda me, lio creduto servendo all’Arcadia diservire anche a lei, e per ciò l’ho fatto p mvolentieri. Resta che V. E. gradisca l’animomio e non isgradisca l’elegia, la qual non epoi come le orazioni del Campidoglio, a cuisi voglion capponi; a questa basteranno pol-lastri , per cui farò farmi una patente dal si-gnor Abate Morei, e scriverò a mio fratello