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Volume I.
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che la presenta. Facendone parte al PadreManiago e al P. Sanseverino, che di que-sto anche la prego, riverirà amendue a nomedel gran Demonio . Ma che è questo? Le ele-gie mie sono così brutte che pajono venirdinferno? Ma veniamo a quello che importail più. Che è ciò che mi dice la signora Con-tessa Vittoria Caprara ? che non. vuol piùdarmi mangiar bere; che i suoi cuochihanno ordine da certo Superiore di non la-vorar più per lei pure, quando ciò debbaservire anche a me. Di che ella intende chequesto Superiore che ha dato un tal ordine,voglia egli pensare a mantenermi in Roma .Io ho detto alla signora Contessa le piu belleragioni del mondo ; ma un maledetto rispettoche ella ha de Superiori, non gliele ha la-sciato intendere. Io sono dunque imbroglia-tissimo; e convengo supplicare V. E., che ètutta pietà, a volere scrivere una lettera allasignora Contessa e raccomandarmele caldamen-te , acciocché voglia mantenermi almen fino atanto che io abbia fatta la orazione del Cam-pidoglio. Se V. E. mi fa questa grazia, iolassolvo dellobbligo di quei tanti polli che,à dirgliela, pretendeva questa nuova elegiettache le mando , la qual però non può conten-tarsi di un pasticcio; lho ben io condotta acontentarsi di un pranzetto che V. E. potràdare a que Signori che ho nominati poco so-pra. In quelloccasione, se non in altra, po-tranno i medesimi considerare piu agiatamentei due versi che io ho segnati i, 2, e insegnarloro come dir debbono ; che non sanno se