LETTERE QQrj
mente la libertà del Castiglione • così avessiavuto gli ornamenti. Ma se Y. E. me ne daràil suo finissimo giudizio ,• e mi farà sentirequello del sig. Ghedini e del signor Fabri edel sig. Pozzi, e di codesti altri maestri dellegrazie, io sarò forse anche in tempo di emen-dare questa orazione, e di aggiungerle alcunlume • nè mi dolere di averla dovuta serperesenza libri, purché non mi manchi il giudiziodi codesti Signori 3 benché per tutti può ba-starmi quello dell’E. Y. Io sono con profon-dissima venerazione di V. E. umilissimo ser-vitore. Roma , 8 aprile i^ 5 o.
Benché il giudizio di tutti possa giovarmi,non credo però che giovi che 1’ orazionevada troppo per le mani, acciocché non ab-bia a parere ch’io reciti qui una cosa rendutapubblica altrove. Anche di questo giudichi V.E. Reverendissima.
Questo sig. Abate Morei, che essendo Cu-stode d’Arcadia non lascia vivere in pace nes-sun Arcade, è venuto da me tante volte anome , dicev’egli, di s. Pietro, perchè io fa-cessi un’ elegia da recitarsi in Arcadia in lodedi questo Santo ; che per liberarmi da tantaseccaggine mi è convenuto di mostrar di far-la , facendo alquanti distichi. Questi ardiscoinviare a V. E. Vedrà ella se voglia prenderliper una elegia, come qui in Arcadia sonostati presi, e se voglia ancor compatirli, comesono stati qui compatiti 3 il che V. E. dovrà