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fare anche per quel lungo uso che ha giàcontratto di compatire i miei errori. Mi pia-cerà grandemente di sentirne il giudizio suo,che ella potrà scrivermi, indirizzando la let-tera a Roma , la quale mi sarà recapitata ovun-que io sia per essermi ; siccome ovunque iosia per essermi, sarò sempre con profondissimoossequio di V. E. servitor devotissimo. Roma ,7 luglio 1750.
142. Al sig. Abate Antonio Sambucaa Brescia .
Io assicuro V. S. Illustrissima che questanostra Accademia delle Scienze ha sentita ama-ramente la perdita dell’ Eminentissimo signorCardinale Querini. Conosce ella che grandeornamento le sia mancato, mancandogli u nCardinale di tanto raro valore in ogni generedi dottrina e virtq. Nè basta a consolarla l’a-vere compagni della tristezza sua tutti gli uo-mini onesti e tutti i letterati, anzi pure laCristianità tutta, presso cui aveva S. E. me-riti singolarissimi che viveranno eternamentenella memoria de’posteri. Non ha però lasciatol’Accademia di gradire infinitamente 1’ officiopio e cortese di Y. S. Illustrissima 5 e quantoè capace di consolarsi, consolasi, come può,di averla compagna in così grave tristezza.Di tanto posso assicurarla per parte di tuttal’Accademia. Per parte mia poi l’accerto cheho sentito dolore della amara perdita incre-dibile e sommo, così che parmi che niunopossa averlo sentito maggiore. È già moh°