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Volume I.
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680
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680 lettere

getica, così subito inventò in essa la poesia,e con quel suo maraviglioso ingegno composeun poema che tanto piacque ai Torniti , e ,secondo che egli dice, strinse i versi geticialla misura deversi romani, alla qual misuraduolsi poi di non poter accomodare il nomedi Tuticano. Se Y. R. avesse voluto far men-zione di ciò , non sarebbe per questo il suolibro più bello, ma sarebbe Ovidio più glo-rioso. Lasciando da parte però questa ambi-zione , opportuna forse all 1 onore d Ovidio ,alla bellezza del libro non necessaria, le diròdi nuovo che il suo libro mi è sommamentee in ogni sua parte piaciuto 5 intanto che se,prima di leggerlo, sentii grandissimo obbligoa Y- R. del nobil dono , ora avendolo letto,

10 sento incredibilmente maggiore ; potreirenderle con le parole con le operetante grazie che mi paresser bastanti, nonparendomi bastanti quelle pure che le rendocon l 1 animo , le quali sono senza fallo infini-te. Stia sana, e mi riponga nel numero de 1 suoimaggiori estimatori. Bologna , 2 gennaro 1771.

1 5 1 .Al sig. Ab. Co. Ginmbatista Robertia Bussano.

Ricevo la lettera scrittami da V. S. Illustrisi..

11 della nostra Porcellina ; il qual miparrà per linnanzi più lieto a cagione diquesta memoria. Quanto alle parole : quod fe-di nuper ec., le ebbi ancor io in qualche so-spetto , quando le scrissi , ancorché non sa-pessi tutte le cose che ella me ne scrive ora;