LETTERE (jgj
a me giova e mi sollieva lo scriverle. Pre-govi riverire a mio nome, dove vi si apriràluogo di farlo, la signora Contessa e il signorContino, mostrando loro il mio dispiacere tantogrande, quanto potrete, sicuro che non po-trete giammai mostrarlo quanto è , non chemaggiore. Se vi parrà di poter ricreare al-quanto Panimo scrivendomi, scrivetemi, che1 avrò caro ; al che però non più vi stringodi quel che permetta l’angustia in cui pensoche vi troviate. State sano , et amatemi. Rus-so , 2g settembre 1773.
162. Al medesimo,
Ricevo la vostra lettera scritta jeri ; allaquale rispondendo dico, che bene intendoquanti incomodi avete per me, e quasi mene vergogno. Ve ne ringrazio però quantoposso, e vorrei poter più j il che sarebbe, seio sapessi così ben ringraziare, come incomo-dare. Se il noto bracciere saia stato più dili-gente con voi, che non pare essere stato me-co , voi dovete a quest’ ora avere appo voi el’originai mio e la copia da lui fattane. Fa-rete aver questa con la maggior prestezzache potrete, senza vostro incomodo, a Pai-cani , e ad un tempo gli darete la lettera chequi inchiudó , sigillandola, se volete, e facendodi tutto un involto solo. L’originale riterretepresso di voi per renderlomi come io saròa Bologna 5 il che fìa venerdì. Qui il caldo èinsoffribile , e un malnato venticello di mez-zodì lo accresce. Spero tuttavia d’uscirne