700 DELLE POESIE
falsità di queste due opinioniquanto allaprima , dice il N. A. eli» la poesia allora solocominciò ad essere per gl"ignoranti, quandofu introdotta ne 1 teatri di molti e molli secoliaddietro , e fin da principio era stata sempreper gl’intelligenti e pei dotti. Contro la se-conda poi valsi dell’ esempio di tanti e tantiche poetarono sopra materie sottilissime, en’ ebber gran lode ; benché poca ne ebbeDante dal Bembo. Ma il N. A. danna il Bem-bo , e dice che egli non ebbe gran fatto no-tizia di Dante . A noi però sembra che assaine avesse, avendo notalo quel difetto ; ed an-che assai ne avesse il Tasso che notò pureil difetto medesimo, e perciò pospose Dante al Petrarca . Il che può vedersi nella bella le-zione che fece sopra quel bellissimo sonettodel Casa: Questa vita mortai ec.
Or qui prima d’altro ci piace avvertire cheil levar via le due sopraddette opinioni nontanto giova al N. A. , quanto bisognerebbe ;perciocché quand’ anche si dimostrasse doverquelle esser false , non per questo si dimo-strerebbe che le arti e le scienze fossero ar-gomenti eli quel sublime poetico che dee trargli animi fuor di se. Anzi volendo egli chesia proprio al poeta l’insegnare, quanto gligioverebbe che la prima delle due dette opi-nioni fosse vera . e fosse la poesia veramentefatta per gl’ ignoranti ! che così avrebbe ilpoeta maggior ragione di voler insegnare ; es-sendoché agl 1 ignoranti si insegna. Ma lasciandostar ciò , noi diciamo che ovunque il Castel'vetro affermi la poesia esser fatta per gl’ignorantij