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saria ben necessario vedere chi siano quelliche egli intende per ignoranti. Se i contadi-ni, egli certo ha gran torto. Ma chi può cre-dere che egli intenda i contadini ? Se personedi mediocre sludio, e però di qualche intel-ligenza , dice egli poi tanto male ? Bisogne-rebbe dunque che il N. A. citato avesse illuogo espresso del Castelvetro.
E quanto all’altra opinione che il N. A.similmente attribuisce al Castelvetro, cioè chenon debba il poeta , nè per incidenza pure ,dir mai cosa che sappia di filosofia, eli 1 è percerto opinion tanto strana, che appena puòcredersi che il Castelvetro l’abbia detta; equi ancora ben fatto avrebbe il N. A. a ci-tare il luogo. Che se egli per avventura cre-desse aver ciò detto il Castelvetro là doveespone la particella quarta della prima parteprincipale della Poetica d’Aristotele , egli pernostro avviso si ingannerebbe. Perciocché quiviil Castelvetro commenda Omero, e Virgilionell’Eneide, perchè essi non mai s’avvolgonoin cose scientifiche ; e pure quanti luoghi difdosofia toccano essi per incidenza? Onde sivede , che quantunque il Castelvetro vietassequivi a’poeti il trattare cose scientifiche, nonperò gli dispiacque che per incidenza le toc-cassero. E io fatti chi potrebbe guardarseneeziandio volendo ? Eccovi subito nel primosonetto del Petrarca un tratto di filosofia :Che quanto piace al mondo è breve sogno ;nel pii mo del Bembo un altro : Adorar Diosolo sì dee nel inondo, eli è suo tempio. Chipuò leggere quattordici versi di qualsivoglia