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Volume I.
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702
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"02 delle poesie

poeta, e non incorrere in qualche vestigio

rii scienza?

Però assai bene dice il Tasso nella lezionepoco davanti citata , che al poeta ben si con-viene accennar cose di scienza, e toccarleleggermente, ma non già insegnarle. E talecrediamo noi fosse anche 1 avviso del Castel-vetro. Che se il N. A. avesse posto mente aduna tal distinzione dove cita que 1 tanti poetiche ragionaron cose di scienza e ottenner lo-de , ne avrebbe citati meno ; perchè molti diquelli che egli cita, ne ragionarono, toccan-dole leggermente Come vuole il Tasso , noninsegnandole come vorrebbe egli. E se quelliche le insegnarono furon lodati, per questoancora furon lodati, che avendo tra le maniargomenti poco acconci, pur tanto bene nescrissero, in quanto in così fatti argomentipotea scriversi. Empedocle avendo voluto in-segnare, fu stimato meno; in tanto che Ari-stotele (x) paragonandolo con Omero , nonlo stimò pur degno del nome di poeta.

Ora seguendo il N. A. a disputare degl 1argomenti scientifici, e parendogli aver dettoassai contra il Castelvetro, volgesi a dire con-tra uno scrittore moderno, al quale è uscitodi penna che la poesia scientifica è cosa vana.Noi non sappiamo qual sia cotesto scrittore ;

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