’J o/j. DELLE POESIE
apparare, al poeta per sollazzarsi. Nè valeche il poeta , qualora insegai, frapponga ditanto in tanto episodj, siccome vuole il N. A. per dar riposo a’lettori; perchè chi stancod 1 altre cure si mette a leggere poesie , nonvuol di nuovo stancarsi, e mettersi in biso-gno d 1 episodj. E se al poeta può star beneil dar pena e fatica a chi legge, per qualragione vieta il N. A., come egli fa alla pa-gina xli , xlii , il compor poesie alquanto lunghesopra materie o metafisiche, o teologiche , omorali, nè in queste materie assai si confidanegli episodj ?
Due altre ragioni reca il N. A. 1’ una allapag. xxxvn, l’altra alla xxxix , per dimostrarpure che la poesia filosofica non è cosa vana.La prima ragione sic, perchè il poeta spiegale cose più chiaramente che il filosofo ; manella pagina seguente dice poi che il filosofole spiega più esattamente. Noi non vorremmoche egli mostrasse mutar opinione mutandopagina. L’altra ragione si è, perchè la poesiafilosofica invoglia i giovani della filosofia. Benesta; ma anche gliela insegna; e questo è ciò?dirà alcuno, che al poeta non conviene ; e cosidirà il Tasso.
Un’ altra ragione ancora propone il N- A.alla pag. xl , che par 1’ ultima : ed è questa.La filosofia richiedesi all’ eloquenza ; perchénon anche alla poesia ? la qual ragione noivorremmo che egli avesse più sottilmente dbchiarata. Perchè noi veggiamo Demostene eCicerone , uomini eloquentissimi nelle orazioniloro, usar per tutto una profonda filosofia senza