Band 
Volume I.
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707
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bellabate GOLT. rrft -

il N. À. ; se dimostrar dovesse che argomentoeroico convengasi alla commedia. La stessatragedia rifiuta un protagonista che sia eroe.

Anche un altra cosa fia bene qui «fi avver-tire, per non dovere altrove più volto ripe-terla, essendo per altro necessariissima. Ed è,che , come insegna il dottissimo Boileau , bi-sogna ben guardarsi di non confondere insiemedue generi di sublime : cioè lo slil sublimeclic i reiterici comunemente distinguono dal-lumile e dal mezzano, e quel sublime a cuimirò Longino , e di cui qui si parla, il qualderiva da certi tratti vivi e sorprendenti eliorapiscon lanimo di diletto; son così pro-prii allo slil sublime, che non possano ritro-varsi e non si ritrovino eziandio in altri stili.

Ma venendo oramai alla ragione di sopraaccennata del N. A., noi desidereremmo sapere scome a lui paja che gl 1 Italiani abbiano argo-menti men nobili di quelli cliebber gli Ebrei,e come non gli abbiali più nobili die i Grecie i Latini. Il Tasso fece un poema sopra lacreazione del mondo, ed un altro sopra la li-berazione del sepolcro di Gesù Cristo. Il Pe-trarca ci condusse fino al trionfo della Divi-nità. Dante narrò le cose dellaltro mondo. IlTansillo scrisse le lagrime di s. Pietro; il Ma-rini , la strage deglinnocenti; il Bracciolini , laCroce riacquistata; e quanti poemetti brevi, esonetti e ode e canzoni troveremo noi sopraDio e sopra Santi , sacre e morali, leggendo ilPetrarca , il Bembo , il Casa , il Marini, ilChiabrera, e tanti altri che lungo saria il no-minare '} I quali se d eccellenza non uguagliarmi