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Volume I.
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712
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712 DELLE POESIE

ove esso si rivolga a Dio , divien come un esta-si; e finalmente, che Dio è un argomentoperfettissimo. Quanto vaglia ognuna di questeragioni a provar quello che sera proposto,altri il vegga.

Noi desidereremmo bene che il N. A. neavesse mostrato, quando e come debba ilpoeta rivolgersi intorno ad argomenti divini.Perchè siccome a un fisico che voglia scri-vere della calamita, mal si proporrebbe dientrare in ragionamento sopra i santi sacra-menti , perchè egli allora non vuol predica-re, vuol scrivere della calamita; così ad uncomico che vuol far ridere , mal si propor-rebbe di pigliare un argomento divino , per-chè egli allora non vuol predicare, vuol farridere ; e assai fa bene , se movendo il risocorregge il vizio. E similmente assai ben faun tragico, se induce gli uomini ad aver com-passione de 5 miseri, benché non metta in scenale cose altissime della Divinità. noi consi-glieremmo un epico a pigliar Dio per eroedel suo poema , volendo egli un eroe pienodi stenti e di pericoli; il che in Dio non ca-de ; e farà assai bene anche lepico, se vorràche il suo eroe , qual chegli sia, abbia perfine azion nobile e virtuosa, e sempre inDio si confidi, e a Dio ricorra, e Dio rin-grazi!, come ben fa Goffredo nel Tasso. Ecosì adoperando potranno non men lepico,che il tragico e il comico aver le loro subli-mità, cioè que tratti vivi e sorprendenti chemaravigliosamente dilettano.

Ma qui ancor ben si vede aver doluto il