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nostro Autore restringere la sua proposta, eragionar soltanto della lirica 5 ed essergli av-venuto quello che il signor Francesco MariaZanotti ne’suoi leggiadri ragionamenti osservaavvenire a molti, i quali proposto avendo diparlare della poesia, in somma poi non par-lano che del sonetto. Restringendoci dunquenoi pure alla lirica, desidereremmo che fossepiaciuto al N. A. di dimostrare il modo cometrattar si debbano in sonetti o canzoni argo-menti sacri e divini; poiché poco vale chel’argomento sia splendido e nobile, se eglinon è splendidamente e nobilmente trattato.Il Boileau trova la sublimità in quel detto:Dieu dit: que la lumière se /asse, et la lu-mière se fit. Non la trova in quell’altro: Lesouverain Arbitre de la nature d'une seule po~role forme la lumière, che viene a dir quellostesso. Tanto vale, oltre la cosa che si dice,il modo del dirla. E se alcuno racconterà cheì buoni angeli in certo incontro ebbero tantapaura al rimbombo delle cannonate che giàsi fuggivano, noi non vediamo che gran su-blimità sia in questo, benché qui si parli de-gli angeli che son certamente d’una naturasublimissima. Il Milton è pieno di così fatteimmagini, e parla bene spesso di cose sublimisenza sublimità.
Che se avesse voluto il N. A. mostrare ilmodo di trattar le cose divine , e conseguireper esse quella sublimità che si cerca, il cheei ' a pure da desiderarsi, la cosa istessa l’a-vrebbe tratto, come già trasse Longino , adover considerare e l’uso delle figure che