<J\6 DISSERTAZIONE
parte assomigliarmi a voi, che avete fin qui im-provvisamente e senza studio parlato ; uè io mipentirò, se scrivendo mi sarò forse incontratone i sentimenti e nelle ragioni dette da alcundi voi, dispiacendomi solo di non saper dirlecon la medesima grazia. Ma venendo al pro-posto dubbio, acciocché non paja ch’io facciaesordio , non facendolo, comincio da quellaparte, nella quale ho detto che niente giovaal poèta , anzi molto nuoce aver nell’ animoquella passione che egli studia di introdurrene i versi.
E so veramente che molti mi riprenderannoet altri si maraviglieranno ch’io dica questo,essendo stata sempre opinione comune venutaquasi in proverbio , che il poeta a scriver versid’amore abbia bisogno di essere innamorato,nè possa fingere quella passione, se egli non1’ ha ; quando al contrario dovrebbe dirsiche, se egli l’ha, nou può fingerla. Ma io di-mando a cotesti Signori che portano una taleopinione : se il poeta vorrà esprimere nel suocomponimento la paura di alcuno, dovrà egliper ciò essere pauroso, e sentir la paura inse medesimo? dovrà essere altiero per espri-mere l’alterigia? avaro per esprimere l’avari-zia ? sdegnoso per esprimer lo sdegno ? daquanti affetti dovrà egli essere combattuto, elacerato e straziato nell’ animo, se dovrà sen-tire quelle passioni che il componimento vuole> e richiede ?
E so bene che sono alcuni componimentii quali si contentan di poco. A un sonet-to , per farsi bello e piegar 1’ animo d’ una