fanciulla , basta una lagrima, un sospiro. Quasinon d’altro formò il Petrarca quel nobilissimosuo Canzoniere. E se noi leveremo al Bembo pochi lamenti, e al Casa un certo sdegno cheegli sparse per tutto , così che pajon talvoltale rime istesse e fin gli accenti sdegnarsi, pocoo nulla di quei loro sonetti e di quelle lorocanzoni ci resterà. Ma il poeta è egli ristrettoa i sonetti soli e alle sole canzoni? Condensila poesia in sì angusti termini ? o non va ellapiù tosto vagando per le epopeje, per le tra-gedie , per le commedie, ove traendo secol’infinita moltitudine delle passioni, quasi si-gnora e imperatrice de gli animi, trionfa eregna ? Or qual poeta soddisfar potrebbe alpoema epico o al tragico eh’ egli compone,se egli sentir dovesse nell’ animo tutti gli af-fetti che studia esprimere o in se stesso o inaltrui ? Qual tragedia è, in cui non abbiano unagrandissima parte 1’ emulazione , 1’ odio , 1’ in-vidia , il dolore, la disperazione, e , quelle chevogliono quasi sempre essere in scena, la com-passione e il, terrore ? Il poema eroico nonaltro intende che mostrare un chiaro esempiod’ una eccellente, maravigliosa e sovrumanavirtù ) la qual però non apparirebbe mai tale,se non fosse perseguitata da tutti i vizj. Perquanti terrori passò Enea, venendo in Italia ? efra tanti scogli avvolgendosi, e tanti mar-i var-cando , quante ire , quante lusinghe e quantiinganni solcò ? Come fu giunto nell’ Àfrica ,amore così il prese , e in tanto pericolo loaddusse , che per poco non antepose la bel-lezza di un vago volto alla maestà dell’imperia
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Volume I.
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