SOPRA UN PROBLEMA. ’j l g
disperato. Che arte sarebbe mai questa, cuiper eccellentemente esercitare bisognasse es-sere il più mìsero di tutti gli uomini? E sele altre passioni si possono assai bene espri-mere senza averle, perché non anche l'amore?
Ma sia pur così, dirà alcuno. Nè ad espri-mer l 1 amore, o qualsivoglia altra passione ,sia necessario il sentirla veramente. Pure chinegherà che non giovi ? Non è poco che ioabbia liberato i poeti dalla necessità di essermiseri.
Ma io dico di più, che ad esprimere in versiacconciamente e con leggiadria e grazia gliaffetti tutti dell’ animo, non solamente nongiova il sentirgli, ma grandemente nuoce.E’ non ha dubbio, che dovendo il poeta imitarqualche affetto, non sia necessario che eglimiri attentamente in coloro che dal medesimoaffetto son posseduti, e ne consideri i senti-menti , le parole, i cangiamenti del volto , efiuo i gesti e i movimenti, che sono , percosì dire, le esteriori sembianze delle internepassioni j ma non per questo però vuoisi cre-dere che egli debba esprimere tutto quelloche vede, e quasi servo della imitazione , eta nuli’altro pensando che ad imitare, rappre-sentar debba le cose così appunto come glisi offrono nella natura ; perchè son pur po-che quelle passioni, le quali rappresentandosiCOSÌ , come naturalmente sono , abbiano gra-zia e leggiadria. Egli pare che fra tutte le ma-lattie dell’ animo amore sia la più gentile ; epure quanti ne veggiamo nelle comuni con-versazioni che amano tanto scomodamente, e