720 DISSERTAZIONE
sospirano e muojono con così poca grazia ,che farebbon meglio le donne a lasciargli mo-rire! Quanti rimproveri ordinarii e vili! Quantilamenti puerili e sciocchi ! Quante scortesie ,quanti disprezzi, quanti sdegni bassi e ple-bei ? I motti e le facezie come sono il piùdelle volte di viltà piene e di buffoneria! Orqual poeta vorrebbe parere uno di questi sconciinnamorati? Chi soffrirebbe di leggere i rim-proveri di Didone e le discolpe di Enea , setali fossero quai gli sentiamo tutto ’1 dì farsida i nostri giovani alle lor donne, e dalledonne a i lor signori ? Perchè la poesia, comevoi ben sapete, è per se stessa fastidiosa, nèsì contenta della natura , ma vuol correggerlaet emendarla , levandone via ciò che v’ ha dibrutto, di laido, di disaggradevole, e quelleparti solamente scegliendo che sono le piuavvenenti e le più vaghe ; come industriosoagricoltore che non lascia crescer la pianta, comela natura farebbe, ma comprimendo F orgo-glio de i rami lussureggianti, la torce e piegaa senno suo, rendendola così più bella e piugentile. E se il poeta volendo leggiadramenteesprimere alcuna passione, usar dee tanta av-vedutezza, e tra i sentimenti che di essa sonproprii, sceglier sol tanto quelli che hannoin se nobiltà , bellezza e decoro , ( de’ qualipur pochi si odono nei veri appassionati ; col-pa , cred’ io , dell’ educazione e della ignoranza)chi non vede richiedersi a ciò sedato animoe tranquillo, e non sconvolto dalla passionee conturbato? E che dico io de i sentimenti?Le parole istesse cjuanta cura e quanto studio