POESIE
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X
Per guerriero morto in Genova .
Qui giace il prode a cui pari non ebbeNe gli sdegni di guerra aspri e frementi;Fugò vicine e fugò stranie genti;
Alfin cadde fra 1’ armi, e non gl 1 increbbe.Per lui di Barbarossa il nome crebbe
A nuova gloria in fra i guerrier possenti ;Lui di laude immortai, lui di lucentiTitoli e fregi il gran Buflero accrebbe.Morì f almo Buflero ; ed ei sapendo
Che il Franco Eroe del suo valor non tacqueLà giù de l 1 ombre entro il concilio orrendo,Presa la stessa via , 1’ orribil’ acque
Varco di Stige, il duce suo seguendo;Tanto la lode e il lodator gli piacque.
XI
Spesso il pietoso Amor per man mi piglia,
E là mi guida ov’ io perdei me stessoPer te , dolce mia pena, a cui sì spessoScrivendo torno, come ei mi consiglia.
Ivi i begli occhi, ivi le bionde ciglia
Mostrami allor, sì ch’io ne moro espresso;E il bel volto veder parmi, cui pressoDiletto e virtù stanno e meraviglia.
E qui teco , mi dice, ella s’assise ;
E qui, mentre venir ti vide manco,
Dolce del languir tuo meco sorrise.
Qui la mano a baciar ti porse , e il biancoVolto tinse , che te da te divise ,
E tu col braccio le cingesti il fianco.