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Vol. II.
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CALLOSITÀ’

t Cal-lo-ii-ià. [ Sf. Carne indurila bianchiccia

CALOGKOSAMENTE

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Uu - e f‘ anduq Callo. — , Callosità*:, Callositate, 'sin. Lai.

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ru XutTts, rv\u/jtx. Cr. g. 2 g. 1 . Fa una certa callosita

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due cose. Seti. Pisi. I ghiottoni hanno questa ma-

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lieìip ^ l ] r '' durezza che si osserva alcuna volta nelle piaghe an-ulcere vecchie , ed a seni fistolosi. (A. 0.)

4nm' VA*Ì Ó - S0 - -ddd. m. Pica di calli . Lai. callosus. Gr. rv\v$ts.toaiù, £ Muovere, le braccia deboli , e’1 secco petto , e le callosesim u va»!*' j-*' E mona Gioia colle man callose Disse lor : noi

^* l ^u co. ,

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JJclte ^ urc H°* La*, duriusculus. Gr. rvXwS?]?. Cr. 4 * 3. 3.

bidè, £ 1 Ce * u * Cu ne fanno le gradelle callose e alcune le fanno mor-reste e l'^a* 7 ' ^ l° r S raiJt; ^ 0 (deH' uvej sia dalla luce traspa-ri -» i nt * eni:e i e ’1 toccamcuto con morbida giocondità , calloso.

che

ben

al palato già calloso noncalda. Buon. rim. 86. Fa

si porga alcunai conti suoi sulle

mi che si mangiano , ove abbiano alcun poco dì

‘‘etto

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a *) Corpo calloso : Nome che si dà ad una sostanza del cer-

^deutfs

cuour e e m °he -, nia mcn fosca e meno arrendevole , la quale,

^n. De4 * a *f ventricoli di esso. (A)

^ 4Li «Unborg^ ^ a ^ù-ca. Pie. cit. defa Turchìa asiatica. (G)

c liu >ì(iì'c a .^ co tì Cal-iun-bór-go, Caliudborg. Città della Da-[6 1 / 1 7 v 8'eelant. (G)

P%vfìr : ' WODVinmptun /

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>!)na cc'.a \, C: . rc eccessivo, poiché questo molte volte accompagna ladie fu r ' llla Alti * erede che il lat. malacia diè calma, come il gr. tuorplias (.7 -u‘- Pur. do. sfi Era l’aere soave, e’l mare in calma,

‘’eiiio Perfetta , Calma morta : Una cessazione intera di

* r V), CC * e n ” n si sente il menomo soffio da veruna parte. (S)

Sud eh .

, della c ,i, , l ,01 hmo gli3 SS 11 » dell’ 6 ■

anche della tranquillità dell’aria] Sag. nat. esp. i-]o.

ccidenti esterni dell’aria, e del freddo,•li-tó. m " de’ venti.

f' te st aii cn r i""ì ui| lita di spirilo ] Buon. Rim. 6n. Qual fragil legno a, UI Ì A ’°'hi, Dall’ orribil procella in dolce calma.

"cr afa',;,. ■ '“' m ‘V l, . a ‘ dS- pr. f. ( Dali’ebr. cala che molte volte signi-"luileris ' l’ffa /c i , e da meni numero ; e dunque equivale al lat.

P daino e / ubsotuius, perfetto d’ogni parte .)—figliuola di A-

4 Ì'D»te r> \ va ' s0, 'cllu gemella di Caino . (Mit)

pCèeS^-'niu-l. ^ ‘ ~ ’

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■UKiu-te. Pfirt. di Calmare. Sedante , Tranquillante ,Noceti. B. (A) . ,

Sm. Medicina semplice o composta che ha virtù dir^^^ASTi ^ c [ )nV( dsìuni^ gli spasmi e simili angosce dell'ammalato. (2/)(IN)^ a l" l nan-ti-no. $ni. dim. ^‘Calmante. Piccolo calmante.(fi)(Geog.^ Cit. e prefettura di Svezia nella Gozia. (G) ^

r 'jt'-. àia. .. r -• /?..s —

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. i’ lt , [At.f .j Abbonacciare. Lai. tran.pùllare. Gr.-ffxv&tàca,

e lle pas'ioui^ 0 lU m °di come Calmare le passioni , o il bollor

| llla Sc‘dù|^, Ul ’ e y n i e Rintuzzarle , Renderle meno focose} Calmarel f:r ' t i lo ° Minile , e vale Acchetai la , Appartare ; Calmare la col-

IQUÌ

■ p ass e v /d e Placare , Mitigare , Raddolcire. (A)

4-^'* Cai 'i>aìl(S l ^° Sais ^ 4- 22 . Qui santità che santifica l’alma,

ifi s l ,crilll 'ia e fède. Umilila e verità si calma.

f l (i Q hì oJp Sl> Sl \ Rasserenarsi ; ed in più ampia significazione si dice5 a<l °he . Al , e lnc ollentn deponga lo sdegno. e freni in modo la col-

ra ‘ C ‘ A «° Z U ‘d'. (A)

r A q*.| ' it , nuil *ire , Scemare, Cessare. Pros. Fior. Aè Sp. (0)

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iiKi-to. Add. ni. da Cirhvuwc. C. di reg. (A)yd? r -) Cal-mèl-U. Sf. dun. di Calmo. Marza per annestare.

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■i a dì < ’ Starin -) Cal-mc-ri-a. Sf. Calma costante, perpetua, Man--*>U. ? Prcs. f m ,-. IV. Sp. (0) . . . r

f'faUi j ,?•) Sf. Cenere di piante delta decandna ninna gu ua, fa-tylit <7- rn <ioracee, che comprende quattro o cinque arbusti aleniti, ,0““' sempre verdi ed a fiori disposti in corimbi ascellari ,v''' 1, '</ùii 1 ’ 1 tifali coltivali vengono punsi in piena terra ne nostri

V faenza',i°!da essi con l' eleganza della loro forma , e coti av-*1»,,. ‘ lie loro t;~~- in . -

Me'

fiori. (Dai’gr. caHimos per cabs hello.) (Aq)fatti fa ^«pniè-re. Sm. Tassazione , Tariffa delie vettovaglie. V-

\ r r ,' 1 ^ S 1 '* calvs rettamculc, accoueiameiite, e merizo io isr iff)

è" , -àar^'r^ Cal-rot-na. Città delia Guinea superiore. (G)

>■ Cr O'U-] Tralcio , xMarza che s' incalma a sf s^ I^va. ' n^..« •

(A '■'^ ei '--

'■ \ì-\'ì a ^ cl0 ’ [Marza che s’incaìmn a .<fm.] Lat. pal-

pai éi ° lK ') Bemi / a § r ' Aetna che vule il medesimo, fatta metastasiclm „ fa 1 ' 3- Ss. Accetto molto volentieri i vostriM C "^ A -(BotAr. S ;‘ ra ai . Piaceri vostri. x

cal-

, ,! l, *7’? 11 , iilp' ! 110 ’J A ’‘ a ■ [Sf. Lo stesso chi] Camelea. V, Serc/p. s5g.ranii SOtl int \' c a Uioscorides dice rh’ellu è arbusccllo piccolo,

-"un- sono adatti a raccendere io . fu0 ‘;“' , ltn Gergo, f Dall' a-k ’Cal-Uió-ne. Sin. Sembra che vaglia g , s j> e ,-n. Ori- *•locutus fuit, onde caiematon pmo .)

n PI' 111 calinone e per gergo ragion. • K ) con lungo

M. ^ Mos.) Sm. (Some di una specie d> pm»ff .-•■

fa farifi da moki ' ’ "

> d‘ ogni colore. . , . > 1 . arati Tartaria.{G)

^'^''ai'Cal-mùc-chi. Popolo dAsia i ^

1 inZ' \(W-) Cal-muc-chi-a. Paese de Cala

■■ .Pendente. ("

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anche detto Pelone. U e n’ ha de' lisci ,

(A)

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-mué-chi-a. Paese de Calmucchi nella Tarta -

^ da Cahi^ Inghilterra. (G)

^ s ^Vìsi l3 j e ’ e . **ale Calata , Scesa ,accenna ^

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Gr

V Alto dsjf colire.xersigaai;. Dnnt. Par. 15. iti. Che

,llr mtar su, cosi sarà nel culo.

! ■— * Diniinuziouc di peso. Red. Esp nat. Una di esse era scaduta duegrani e mezzo dal pi imo peso , e 1’ altra tra scemata tre grani, e talprova 1’ ho fatla e rifatta molte volte, e sempre è tornato il calo delpeso di due grani e mezzo. (Pr) Salvin. F. B. 2 . i. sS. li calo aidice delle mercanzie che scemano di peso. (N)

3 — Diminuzione di valore delle monete c delle mercanzie. G. V■ Sifeciono di nuovi soldi ... e costava d’ovraggi» e calo soldi sci di pic-cioli per lira. (A)

1 — Onde Dar calo o di calo o il culo Concedere alcjuantopercalo. Cr. nella v. Dare. (A)

3 — Dare a calo = Dare per riavere la cosa data, e il prezzo diquanto ella sia cattila. (A)

4 — [Diminuzione d’altezza.] G. V. g. 335. 3. Trovaro i maestri che ’Icalo d' Arno da Fiorenza in fin laggiù era ceiiciuquanta braccia.

5 — Per melafi. Dicìiinameuto , Abbassamento, Dimiuuimento. Lai. im-inimitìo , dedinatio. Gr. siirrauris. Frane. Sacch. rim. 3g. E ’1 regnodegli Assirii fe tal calo, Che que’di Media , ch'eran lor soggetti,Di-vennon re. Diltam. 2 . 20 . E proprio quando questo venne al cala.

G. C. 12 . f '. 1 * Se cerchi addietro, troverrai il cominciamento del calodella potenza del romano Imperio. Buon. Pier. 2 . 4- 20 - -^ oa sc0l ' supoi di sue bellezze il calo.

6 — Dicesi anche fiig. d'uu uomo che è diminuito di forze e di samta.Salvin. fi. B. 2 . t. ìS. D’ uomo che ha dato, come si dice nelle vcc*chie, «i è diminuito di forze e di sanità (si dicej : Da alcun tempoin qua egli ha fatto un gran calo. (A) (IN)

Caco ata. * (Zool.) Ca-lo-bà-ti. Sm. G. Lat. calobata. ( Da ca'os

bellamente, e balco io vo.) Genere d'insetti deli’ardine de' dàtteri, la.cui conformazione li fa vaghi ed agili al moto. (Aq)

Calosati. * (Arche.) Cu-lo-bà-ti. Sm. pi. C. G. Lat. calobatarii, gral-latores. (V. calobata .) — Panlomini che su lunghe pertiche con piedifòrculi imitarmi diuizando Pane. — Allori che con piedi di legnoed alti coturni rappresentavan gli Eroi. (Aq)

Calocchia , Ca-lòc-chia. Sfi. Fella del careggiato attaccata al manfa-nile per mezzo delia gombina. (Dal gr. calix fune.) Cari. Svin. Epostagli la man sul careggiato , N’ allèrrò la calocchia, E stretta inman ne tenne la capocchia. (A)

2 — * Palo al quale si raccomandano V estremità de' tralci delle viti,

( Dal gr. calon legno. ) (Z)

Caloccuiato. * (Agr.) Ca-loc-chià-to. Sin. Luogo ove sono piantale mollecalocchie. (Z)

2 — * Usalo come add. Agg. di campo di cui le viti sono sostenute dacalocchia. (Z)

Calogeri» a. * (Vetcr.) Ca-lo-ce-rì-na. Sf. Sorta di bevanda medicinalepe' cavalli. ( In gr. vale bella mistura ; poiché calos vai bello, e cere-no io mischio. ) (Vali)

Calogero , * Ca-lò-ec-ro. V. pr. m. Lo stesso che Calogero. F. (Dal gr.

calos bello , e geros vecchiaja , oppure germi vecchio. ) (fi)

Caloguilo. * (Bot.) Ca-lò-chì-lo. Sm. F. G. Lai. calochilus. ( Da calosbello, e chilos labbro. ) Genere di piante della famiglia delle orchi-dee , la cui corolla di più pelali ne ha due esterni disposti a formadi labbra, ed uno de' quali è barbalo e hello. (Aq)

Calocorto. * (Bot.) Ca-lo-cór-to. Sm. F. G. Lat. calochortus. (Da calosbello , e da chortos gramigna.) Genere di piante, della esaltarla trigi-nia , distìnte da una foglia radicale unica simile a quella delie gra-migne. , e da uno scapo o fusto portante tre vaghissimi fiori. Contie-ne la sola specie detta l’elcgaus. (Aq) (N)

CALoDEsnuo. * (Bot.) Ca-lo-dcn-dro. Sm. F. G. Lat. calodendrtim. ( Dstcalos bello, e dei Aron albero.) Genere di piante africane della de-candida monoginia , famiglia delle ruutcee , che si distinguono perun diritto e cilindrico fusto, per foglie ovali e lucenti, e per fioiielegantemente sparsi di bianco e di rosso pallido , misto di porpo-ra. (Aq)

Calofaro. * (Geog.) Ca-lò-fo ro. Lo stesso che Cariddi. V. (G)Calofii.lo. * (Bot.) Ca-lo-fiMn. Sui. V. G. Lat. calopbyllum. (Da ca-los bello , c phyllnn foglia. ) Genere di jiiante esotiche, della polian-dria monoginia , famiglia delle guttifere , che contiene Ire specie digrondi alberi a foglie rilucenti , notabili pel nuoterò e la finezza del-le loro nervature laterali. (Aq)

2 — * (Zool.) Specie di ragno , che ha sull’ addomine una macchiadella fórma d’ una foglia. (Aq)

Calogato. * (St. Gr.) Ca-lo-gà-.to. Sm. Cosi chiamavansi in Atene i cit-tadini distinti o per nascita, o per sapere o per qualche Atra virtù. (Dalgr. calos bello, cd agalhos buono.) (Van)

Calogeri. (St. Ec.) Ca-lò-ge-ri. Sm. pi. F. G. Lat. Calogeri. ( Da calosbello, buono, onesto, e geron vecchio, o pure gercs vecchiaja) Titolodi alcuni monaci presso i Greci moderni che per le loro virtù, dignitàed età esigono rispetto e venerazione. Equivale a Presbiteri, nome cheda’ Greci presero i Latini. (Aq)

Calogero , * Ca-lò-ge-ro, Calocero, Gero , Gerino. N. pr. m. Lat. Calo-geni». ( V. Calogeri.) (B)

Calogka , Ca-ló-gna. [V/i] F. A. F. e di’ Calunnia. Lai. calammo.. Gr.óioevi'Kh. Pisi. Cic. Quint. Quella acerbissima calogua , cioè falsa ac-cusazioue.

2 — * F. contadinesca, corrotta da Carogna. Bern . Callr. Che vo’tufar di codesta caiogna? (A)

Calogkaiie, Ca-lo-guà-rc. \ Att. ] F. A. F. e di' Calunniare. Lat. ca-lumniari. Gr. btxpùKhiw. Fior. Ilal. Ancora calognavano Moisè. Ca-vale. Med. cuor. Orate per quelli elle vi perseguitano e calognauo. G .A. Gir. p. Pregate per coloro che vi perseguitano e che voi calognauo.

2 — Maledire. Fr. Gtord. 2 òr/. Ma noi oggi udendolo bestemmiare e ca-lognare (DioJ , non pare che ce rie curiamo. (V)

Calognato , Ca-lo-guà-to. Add. m. da Cubguare. F. A. F. e di' Ca-lunniata.

Calognosàmekte , Ca-lo-gno-sa rnén-te. Avv. F. A. V. e di' Calunnio-