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Vol. II.
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CHETISSIMO

Chetissimo , Che-tìs-si-mo. \Add. m.ìsup. A s ? at i chetissimi

tacilurinssimus. Gr. ^(rv^wraros. A&met. * cinfoio allora, diedero fortissimo fremito.

CHI

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e rugiadoso prato Er»--. ritiral0 ia

Cheton chetane Del verdeggianteun cantone. (A)

Chetone , Che--ne. Adii, usato anche come sm. Che parla pochisu-mo, Che volentieri sta cheto; e dicesi il più per dispregio. Fag.Com .Quella chetona , che sta ili quel carilo insensata com una statua , èfigliuola ec. (A) Volg. de Colloijuii del Cives (Venezia 173t.J pag.77. È secco , smorto , ec. burbero, chetane. (P)

' Val ( - >--. Chetospora. * (Bot.) Che-to-spù-ra. Sf. V. O. tal. chaetospora. ( Da

elicalo. Ù C £ eto = Essersi acchetato , Non aver più chete setola , e spora sementa. ) Genere di piante della iriandria mo-

' r n n \ hihctare, (. 5 . E v. appresso 5 - 7* (N) no cima, fainiclia delle cioeracee . che hanno ver cavaliere V ovario o

- 1 1 v - otarc : Q,.; _ ,c _ j\t

., ..curro xorussrmo tremito. Bemb Asci. 1. Alle quali

udire ciascuno chetissimo ed attentissimo era sta . Ouieio. Cai.Casto, Ché-to. Add. m. Che non fa ramare , v nol> . , 3 . 16.

quietus, tacitns. Gr. wrux os - (Dal lat. quieus.) ParoluiM si

Parendogli ogni cosa cheta per ! albergo. E n 7 T 9cheta non si può dire , che non si senta.

Col *

I Voi v. Stare : Stare o Starsi e ^ et0 rr'Muédico'sentì incon-care , Acquietarsi. ) lince, nov. 18. ss. D c e d ^ , a ycrili , be-tonante, e maravigliossi, e stette cheto. L 7a tuo - * * '

uopo se tu stai cheta, e lasciami fare.

- * Col c.Teuerc: Tener cheto = Chetare .Far che altri taccia. Ar.Arit. Se giàl timor non vi tenesse cheti. (A) . e j Mare che ,

~ Acqua cheta, Alar cheto ec ., vogliono l La moa-

avendo poco moto , non fanno romore. del mar

che parte i grandi .nari, è percossa ^ «de»cheto. £ ul-ch «o. M. AIdolri Quelli che dimorano ne!I mar .nontro^e; I p tSjC ì ec . son meglio che quelli fiegli s »degli stagni -cheti non sono utili a usare a ria c

£ rira»« *

cAero e Tinnii Sìm ^ C ' Acqua cheta di cesi d uomo che, benché

1

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cheti, che i pesciuomo.

u, e n ..i - 7-.... » -- -he, benché stia

Secret 11 1, mostri, operi con somma accortezza. EiAcqua, $. 38.leva : oh °Y * c< t 1 " L)ot. /f. 2. La cosa è pure stata cheta come evo- * Ouit t figliuolo avete voi dabbene! (V)

sere eliti ,1 Alberato dallobbligazione. «Veri. Pisi. 1$. lo posso es-Egli ^ 0 . te, doiendoti tenere contento, di quello che detto è. E 23 .questa ?S= lll]a i t°mpo dessere cheto da te di ciò che io ti debbo inL P !s°lla- (Pr)

1 (fv^rbbdi. Di cìiclozzzC lietamente. Lat. taci te, clam. Gr. trryfc, p ( arch. Stor. 11. Il quale di piano e di cheto ne la cavò.

Gr. ^ucameute, Senza contraddizione. Lat. pacate, tranquille,llotnapn Nov. ant. 38. 1. Messer Polo ec. quasi tutta

cesse i a a , sl S nore ggiava di cheto. G. V. 7.85. 2. Quale de detti Re vin-Esop . eletta battaglia , avesse di cheto la detta Isola di Cicilia. » Fav.

9, a .A lupo e l orso gliele lasciarono di cheta. (P)

tesp. 12{?'] i *e''" Ai- tamealc, Pacificamente. V. A Cheto. Ricord. Ma-di Dio ' 1 caldano gli rendè a cheto Gerusalemme , salvo chel tempioardirò \ f nv ' Esop. 12. 1 Compagni udendo questo partimento , non

10 d] c rndla, anzi gli lasciavo lo cervio a cheto. (P)

za fii,irSl come olio , e vale Chetissimo , Tacitissimo, Sen-

dire L'! n ' . lailc - Sacch. nov. q8. È colui cheto com olio, e lasciacheli ^^ a , CC J? qnantunche vuole. Mora. 8. 02.. Tutti prigion n andar

lj_Q 0ai - 0 lc> *

tir ne * e ^j e chinati .* modo busso che esprime il Non si lasciar sen-ta _ p U f f -Ì ire e Proceder cautamente e di nascosto in checchessia.

Cl le (i s c l' e tO, cosi raddoppiato , ha forza di superi.

cheto Lat. quietissinins. Gr.écvx,drx-ro<. Eir. As. tog,

man d - e V(J l ta addietro. Maltn. 1. 11. Sta cheto cheto, e cc Ul piatto Batte la spada sopra ad una cassa,è hjj f.? f . , ^ da jTaciio , 'Tacìtuvuo , Muto , Zitto. Cheto o Quietodi re a rib «*o che si applica a ciò che non fa romore. Tacito vuoldui ddh Parlanta Quindi a rigore non è applicabile che agl indivi-s °rta (p a s P ec ! e umana; mentre Cheto può essere applicato ad ogniU mare ao ®P clt l 11011 romorosi. Diciamo in fatti : ogni cosa è cheta ,ciò eh ,e C let0 \ ® cheta laria ec. E in generale può dirsi di tuttocito è C P f.' V0 'fi mota. Qualche volta per similitudine la parola Ta-Pcopri 3 ^^ 1 f a l' a a< l oggetti di lor natura non parlanti. Taciturno nelsi dice 0 j 80 ?. a PP)icarsi a colui che ha labitudine di tacere. Mutos'ìujd;, 1 C56e ri animati che sono privi di favella. Per metaforaPrenda^ 3 * a * ora ln sen so di Cheto o di Tacilo. La voce Zitto o sinon em COme a gg clt j vo 0 come nome, esprime quiete e silenzio; maCa EXo _ » mpeende fa idea di qualità abituale, come Taciturno.

c 1/1 J !r ' m - (Dal gr. chetis o chetos penuria.) Uno deJi-C, ta'roe rf f)'i' 0 e S P° S0 dl Asteria. (Mit)

Chete . '1 ,^° o, 0 Clie-to--ri. Sm. pi. V. G. Lat. chaetocera. (Dawitenn^ 0 ^ ^ 6 ceras corno i antenna.) Famiglia d insetti , te cuie SOno a modo di setola e raramente pettinate . (Aq )

valeClietocon due

r -v a modo di setola e raramente pettinate,

CattocRATEBB. * (Rot.) Che- to-cra--re. Sf V. O. Lat. chaetocraU -(Da chete setola, e crater coppa.) Genere di piante del.a decorninonouoginia famiglia delle samidee, così dette per avere un calice cam-panulato, diviso in cinque parti senza corolla, ed un tubo ache coruornu il germe e coronato da dieci setole. Lsso non e ama

. da Sprengel, ma bensì il genere casearia ove son riportale le sp -eie di quello. (Au) (N) , , , .. .

Dhetodittero. * (Zool.) Che.to-dlt-te.ro. Sm. V. G. Cai. cbaetodipte-rus - ( Da chetodone nome di un allro genere di pesci , dis due volte ,* .Piero,i ala , pinna. ) Genere di pesci , i quali non differiscono dachetodoni se non per avere due pinne dorsali , mentre i primi nonrx ne "anno cìie una. Ciwier. (0) , f

c-'taTODosE. * (Zool.) Che-to--ne. Sm. V. G. Lat. chaetodon. (Dachele setola , e o dus dente ) Genere di pesci della divisione de to-femi , i quali offrono per carattere de' denti piccoli, flessibili ed in.forma di fili o setole. Buffon. ( 0 ) , ,

'-bbtodosoieb. * (Zool.) Che-to-do-mi-i-de. Sm. V. G. Lat. ebaetodo-n pides. (Da chetodone, ed idos forma , rassomiglianza.) penamma-u °ne di due specie di pesci , una del genere tuziano , e i altra delgenere pletinri, ico , perchè molto rassomigliano per la loro coujorma-Cnl° ne aj chetodoni. Buffon. (O) 7

'-«stolossi.* (Zool.) C 1 k- lo-lòs-si. Sm. V. G. Lat. chaetoloxa. ( Da cfte-V set °la, pelo, e fosco* obbliqno, torto.) Famiglia d insetti chep Mino le antenna a pelo isolato , laterale 9 semplice e barbato . vA*!)ji ^ton chetoìie. Avo. Chelissimamente^ Pian piano. Torvacch. 10 o.

nogìnia, famiglia delle ciperacee , che hanno per care

10 spora o seme circondato da sei setole o da un numero maggiore .Da Sprengel è riconosciuto invece di esso il genere rkyncospora diyahi. (Aq ) (N)

Cheujique, Ghe-un-que. [ Pronome indeterminato com . F. A. V. e diJQualunque. Dav. Acc. i^j5. Avendo per neentc cheunque male si fa-cesse alia Repubblica . Cas. son . 20. Ma cheunque lo stato è doviosono. E 22. altro mai cheunque più ne piace. Liv. M- Delibe-rarono cT a tare c di difendere gli aggiornati in cheunque maniera, »Vit. S. Gir. Appena nulla ora è nella quale noi vivendo , cheunqueuomo si sia che non sostenga alcuna passione. (V)

2 * Qualunque cosa, Ciò che. Lat. quicquid. Gr. onovn. Fr . GiovdQuando egli t ha accecato , fa di te cheunque gli piace. Pelr. cap. 11 .Ma cheunque si pensi il vulgo o parie.

Chezanance. * (Farm.) Chc*za-nàn-cc. Sf. V. G . ( Da chezo io vo alsecesso , c nuance necessità. ) Nome di una composizione di meleed allume bolliti insieme. Quest' unguento che più non si usa , ser-viva a provocare evacuazioni alvine facendone soltanto frizioni at-torno all' ano. (A. O.)

Chi. [j Relativo di Persona], e si usa nel num. del più e del meno , e nelmasculino e nel femminino. Colui che , [ Colei la quale , C >toro iquali. Lat . qui , quae. ] Gr. os , d'sris. Foce. g. 1. j. 5 . Chida diverse cose infestato , sia oltre alla speranza riuscito a lieto fi-ne. Libi\ Sagr. £ i tavernieri, e chi questo sostengono^» Ar. l'm\43. yf. Onde già Manto e chi con essa lem La patria mia, discesersimilmente. (Pe) E 26. 82. Le lance fin al calce si fiaccaro, À quelsuperbo scontro , come vetro Ne però chi le corsero , piegaro ec.Peti\ p. 2. 7 1. Ma chi prima siini!, {secondo Ebbe al suo tem-po , viene. Ainet. O come folli sono e imi sapienti Chi per tal mo-do abbandonali gli affanni. (Cin)

2 [Usato negli obliqui co' segnacasi e colle varie preposizioni ,ma in senso di caso retto ed obbliquo insieme } cioè , Di colui ilquale, A colui il quale, A quelli i quali, cc.]#oco.pr.</.ChVgli è usato diporgere a chi troppo non si mette nesuoi più cupi pelaghi navigando.E nov. 80. 4 quali da chi non le conosce sarebhon e son tenutegrandi cd onestissime donne,

3 P)i chi, a Chi per Di cui, A cui. Pecor. g. 10 . n. ?. Senzadire di chi si fossero figliuoli. Fit. S. M. Al add. no. Vaveva diloro a chi ne caleva. (V)

4 E Da chi per Da quello cui. Pecor. g. 24. n. 1. nellaBallata : Che fui tradita da chi mi fidai. E g. s5. n. 2. A chi Dio vuol male, toglie il senno. (V)

5 Usalo ancora qualche volta senza il segno richiesto dal ca-so. Gr. S. Gir.. Ma chi {di colui che) vi dirà male , e voi nedite bene- Vii. SS. PP. 1. g8 . Chi dunque gli pare ( a colui alquale ) davere rinunziato al mondo cc., poco gli giova aver lasciatele possessioni. (V) G. F. 12. 7 6. E cosi avviene chi (a chi) è involta di fortuna. Petr. p. 1, canz. 7. Per volar soprai ciei vi aveadapali Per le cose mortali , Che son scala al Fattoi, chi ben le sti-ma. E p. 1 . 23. Prese ha giù larme per fiaccar le corna À Babilonia e chi da lei si noma. E p . 1 . canz. 11. Alcuno è, che risponde achi noi chiama; Altri fchiJ priega si dilegua e fugge. (Cioè, da chi

11 priega.) (Cin) G. F. 7. no. Quegli che furono menati in Siena furono chi impiccati , e chi tagliato il capo ( cioè , e a chi taglia-to ec. ) (Pr) Petr. Canz. 49. 1. Invoco lei che ben sempre risposeChi la chiamò con fede. (N)

2 * Dubitativo nell'uno e nell'altro genetta damendue i numeriLat. quisnam , quaenam. Bocc. g. 2. n. 2. La donna chiamata lasua fante, le disse : Va su , e guarda fuor del muro appiè di quest*uscio chi vè, e chi egli è. E g. 2. n. 6. La pregarono a dire chiella fosse , e che quivi facesse. Ì 1 g. io. n. 6. Il ve rivolto a messerNeri il domandò, chi fossero le due damigelle. Petr. p. 3. 3. Tuvuoi saper chi son questi altri ancora. (V)

2 * E poco diverso aggiuntovi il Se o il Che. Lab. Chi sa ,se tu ancora , vivendo , potrai veder cosa di costei che sommamenteti farà lieto. Fr. Guitt. son. E clii sa , che colei che non mi stima,Visto con il mio mal giunto il suo danno , Non deggia lagrimar del-la mia morte? (Cin)

3 * Interrogativo. Ar. Fur. 10. g8 . Chi è quel crudel che con vo-ler perverso ec- (V) Bocc. g. 3. n. g. Disse Beltramo : e chi è ladamigella, Monsignore? E g. 4 io> ^ qual brancolare sentendole femmine che deste erano, cominciarono a dire, chi è ? (Cin)

A > Alcuno che, [ Alcuno il quale o Persona la quale. Lat. ali-quis qui ec. ] Gr. os. Bocc. nov. 2. 6. Non credi tu trovar qui chiil battesmo ti dea ? E nov. 16 . 6. Quivi non era chi con acqua fred-da , o con altro argomento, le smarrite forze avocasse, » Pelr. p.1. 66. Il tempo Non è chi indietro volga, o chi raffreni. Dant. lnf.1. Dinanzi gli occhi mi si fu ofièrlo , Chi per lungo silenzio pa-rca fioco. (Cin)

2 * Alcuno , senza il suo relativo* Petr. p, i t 53 . Per darmi adiveder, chai suo destino Mal chi contrasta, e mal chi si nascoude.(£7©è, male alcuno contrasta col suo destino , e indarno alcuno glisi nasconde ; se pure non debba sottintendersi il verbo Fa o Operao rnmesso per ellissi , nel qual caso il senso sarebbe : Male fa o maleopera chi ec.) (Cin)