Cos ^ CONSUETISSIMO
^oiìsuetq ^ on 'S lle- tìs-si-mo. Add.m.superi. (/('Consueto. Bemb.Leltf A)
.6(itt< l3 ’ .' m ' su- è-to. Add. ni. Esitato, Solito, Ordinario. Lat. con-cose, q U c^o 18 ’ **’'• ^É^s. Lab- i 3 7. Sono evidentissime c consueterc 8gere" ]' 2 ‘ Eaccendosi in Firenze ordini d’albitrato a cor-
di ( u S 1 statuti e le nostre leggi, come per gli ordini consueto eraRed - cui. 5. L’intestino dopo li consueti ay„ Vici. , 2 T.n\ conduceva a sboccare nella cloaca del podice. » Salvia.J — r£ ' , c c ° se nuove delle consuete, O padron, son più grate. (N)2y8. XJiP 1 1° di persone, Assuefatto, Avvezzato.] Bocc.letl.Pin.Ross.3 — * ,. lvors ale regola è agli consueti nou fare passione gli accidenti.1782.) \s L °,, COme sm ' E solito. Segr. Fior. Op. t. 4 - p- 3 29. ( Fir.le ad or an “ as j questa . . . per le mani di Giovanni Pandoltini : par-
„ _ * ^ ove f e pagare il consueto. (N)
con s „,,>„ . «e Al consueto vale Al solilo. Maiin. 7. pn. Ha fatto alCo * s BSTDDi» nCantl nU ° VÌ- ( N )
con suctus ARI ° ’ ^ oa ' suc 'lu-(li-nà-ri-o. védd. m. Di consuetudine. Lat.Co Usuetud'’ Cr. lìihtrftìvos. Dant. Cono . 124. Altri sono vizii
‘deludine ^rT 11 ’ a ' fi ua h non ha colpa la complessione, ma la con-_ c °nn.iin..ii- appresso: Veramente questa differenza è intra le passioni^scetudi * e <-’ U consuetl, dinarie.
Con suetud SI! ’ ^ 011 ‘ SUf >tù cH-ne.[V/i] Usanza, Costume.F. Abitudinc-int.
èHos.Bocc.g.io. f. 3 . Acciocché per troppa lungan°n ne '^e alcuna cosa, che in fastidio non si convertisse, nascer<lin c de’l tCsse ' 1i " i 4 2 - 2 - Mutando l’ordine e la consuetu-
Viteiii drn° n i Sg * Francia . Guicc. Star. rj. i6g. Contr’a’ quali il
* ~~ Dìdimi- 1 servar c la sua consuetudine.
Passasse V IC , Za ; Baldin. Decenti. Che fra Oderigi, Giotto e Danto, Presenza 3 < a no ’ Provata amicizia, e clic . . . fusse di vera e attuai’’ -[■ * qA e P cr luuga consuetudine. (A)
. ^ • A vero V A vcre 1 Avere in consuetudine = Usare , Esser solito.1 - Col i p consi, etudine. (N)
ù\V. “rendere : Prendere in consuetudine z= Prender Tuso.Fit.f, v °ltc di J 2 \ 2 7 ~i. E dall’ora innanzi presono in consuetudine spesseC 5, lru alla predetta chiesa. (V)
jr 6. |? s ’ Eon-su-là-re. Add. [ com. F. A. F. e di’ Consolare.] Car.r, e latin» Paratamente lo consulari ( medaglie ) dalle imperatorie , eJ p le Sreche.
. cr,l nun, j; Eon-su-lèn-tc. Add. com. Consigliarne , Consultante', e più
* **• ' delC - * -
0.^0,^ . v . _ _ .
p sta *-° eli un ammalato , o per iscritto o verbalmente. (À.O.)ne c ^e con° n / SU ‘"^* Consultazione , [ Conferenza di più perso -
?*9* lu Ca 51 cT 1 ?’ \ consultatio. Gr. crvp,$ov\ev(ns» Segn. Stor. 8.
*<l suo r,»f ^ a ^viati si ferono molte consulte.» Maini . 8 . 6. Dir ?ol-r* doloro l l? rC anc ^ e * in consulta. (N)
, Tac r) C ° D8U ^ ri0, /<«(. consilium , consultorum conventns. Gr.J 1 ÌQ Ppea* * ^ av .' -dun. i 5 , 222. Il tribuno riferì , presenti TigellinoPìoesi r^ UC5 V' erano la consulta delle crudeltà del principe.fùicip e ^ ( ’ nc be in Firenze, in Roma ed altrove ] il Consiglio delì*!i e s^rptvT cose , civili e criminali) {ed è anche alle volle nome di. l! ^ c a jj t) , f Magistrature in diversi Stati.] » Bisc. Maini. 8. 6. Ai-fi ri kuna] e /j/i ! ., ln ^ e di Firenze che si domanda la Consulta , che è il^ * Cornn appellazioni. (N)
£_'avvocato che consiglia un elica te. (A) De Luc:.Berg.( 0 )~ ’ eh' è chiamato a dare il suo
cC ‘ Co/'u* f cons 'ghéri. (Ne)
p Gre: Aver consultai Consultare. V^. Aver consulta.(N)r.J'U'utte. r\’i E°n-sul-tàn-te. Pare, di Consultare. Consulente , Consi-'“ St,t 'TAr lE Ermog. u. B e rg. (Min)
n ,e [on„J <j0l, ' s '‘d-tà-re. [IV. ass.] Far consulta, Discorrere , Esami-» ’h/ir/v,,... ^Portilo si abbia dii
» ""'T(/r e ,—“ si abbia da prendere nelle cose dubbie j Risolvere,!,J . Ahujfjr ^ Qt " consultare. Gr. nuwfoiO.'^irbai. Tac. Day. Stor. 3 .VaVVare 6 Antonio consulta elle sia da fare, Arrio Varo, volonte-:.:! c,1 ‘4/c?:^ cha opera , co’ più pronti cavalieri assalì e piegò i*/,„.. ecc ^' &onz. 3 . 7. E’ ci può accader dodici cose Da con-
s,| ltal
3
4
, *»•tare o
" * È r e ' 1 ' Atnr.ment UlUn
d’f ' disse^ n partilo un si voglia appigliarc. Salvia. Odis.
" ,n >Ua ™ a io volea, in mento consultando, Di mia madre
^ dti. ^ (1 7 ' 1 ’ alma. (Pc)
^ Xn , S ,. 1 .A a l e 1111 ;t persona , e fig. una cosa. Aerati. Cr. Tav.
11. 299. I signori Frauzesi consultarono di darsi,m mente =r Pensare tra se. Considerare nella
.r, All - una persona , e fìg. una eusa. ^r. AUW.
abì i }./l ,1 ‘ l c ^ e hiogo (//e//a Divina Commedia ) più dubbio o dif-0 Con^ 0 ] COl ^ìo i miglioiù e più antichi testi a penna. (P)»* Ipando : Sl ! iaic consiglio =3 Tener consiglio. Salvili. Odis. z 3 g.* P l 'itno Pu° rno a l^ città troiana ConsuUayan consigli, sempre
A. (J„ arIava - (Pe)
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oas!. 1 nie piar» T * ™ a peiebe s’è consultato col Vescovo di Spoleto
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ao. ri. 2. Si consultarono di2. 1. Si risolvè che fossero le
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m. di Consultare. V'. di reg*Peti), f. di Consultare. V'. di reg.
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[V(i] Consiglio , Discorsa , Esame,consultatio. Gr. nrfoixivms. Star. Eur.1.15. Dopo ma-™».one si risolvette pur finalmente di far lega con Berengario ,t-onsulto. Red. leu. i. A28. Non sì maravigli V. S. Ulu-n posso rispondere allaunh,»- d [
* ja Cone ’ lls ponclere alla sua dottissima consultazione. E10 P cr dan^^ lfa c P les *- a sua consultazione venutami, ha giovato1,1 U fortuna di conoscete la persona dt V. S.
CONSUMARE
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Goiv sdltivo , Con-sul-tì-vo. Add.m.Atto a consultare,— ,Consultativo,sin.a — Voto consultivo =3 Voto di chi ha facultà di consigliare, e nondi decidere. Lat. consulcndi tantum vira habens.
Consulto, Con-sùl-to. [Vm.] Scrittura dell' avvocato a favore delclien-mio. Lat. consilium , consultatio. Gr. ffv^goib.E«ns. Al. Bin. rim. 1.201. Ove non va consulto nè scrutino.*
2 — (Med.) Parere o Consiglio, che fanno o scrivono i medici intornoalla cura d’un ammalato. Red. leu. 2. ni- Abbiamo discorso in-torno a’ mali della signora , ed intorno a ciò che ne hanno scritto imedici , de’ quali abbiamo insieme letto i consulti. E Cons. 1. 3.L’ eccellentissimo sig. dottore Salina così dottamente e con tanta pru-denza ed avvedutezza ha scritto il consulto trasmesso ec.
Cohsultohe , Con-sul-t< 5 -re. Ferb.m. idi Consultare, e si usa come add.e sm.\ Che consulta, iChe dà consiglio. — , Consultatore, sin.] Lat.consulto! - . Gr. fior\svrris. Fir. disc• an. Perda Iddio il consigliotuo , e te , pessimo consultore. Buon. Fier. 5. 3. S. I consultori Frasé stessi contrarii, al proprio voto Rinunziar persuasi. » Bemb. •Stor.1. 43. Due scribi pubblici, che consultori erano siati sopra ciò. (V)
2 — Titolo d’uomo che ha pubblico incarico. Ar. Cass. 3. 7. Trovatiinnanzi al Consultar del dazio. (B)
3 — * (Eccl.) Consultori chiamansi in Roma alcuni teologi incaricalidal Sommo Pontefice di esaminare i libri e le proposizioni proposte
' al loro tribunale ; essi ne rendono conto nelle congregazioni, nellequali non hanno voce deliberativa. (Van)
a — * Consultori chiamansi pure in certi ordini monastici alcunireligiosi incaricati di corrispondere col generale dell' ordine intornoalle cose più importanti del loro convento. (Van)
Consultori A mente , Con-sul-to-ria-mcn-te. Avv. Da consultare , Conconsultazione. Lat. consulte. Gr. aV. stfoyolxs. Lib. cur. malati. A”violenti medicamenti non si faccia passaggio se non consultoriamente*CoN'sULTonio , Con-sul-tò-ri-o. Add. m. Dicesi di persona o di cosa abi-le o idonea a dare o prendere consiglio, [o allenente a consiglio .JMaestruzz. 2. 14• Se si cerca per sorte a cui si sia da dare alcunacosa , questa è chiamata sorte divisoria ; ma se si cerca quello che sidee fare , è chiamata consultarla.
Consultriqb , Con-sul-trì-ce. Feti. f. dì Consultare. Che consulta, Checonsiglia .—, Consumatrice , sin. /foco. G. D. Consultarne del peccato. (A)Consuma , Con-sù-ma. Sf. F. A. F. e di’ Consumamcnto , Consuma-
zione. Monos. Ftos. 11. (A)
2 — Andar alla consuma—Consumar Pavere, Rumarsi. Serd.Provfk)
Consumabile, Con-su-inà-bi-le. Add. com. Atto ad esser consumato.Dant »Conv. <p 5 .L’umido è ingrossato ec.,sicch’è meno vaporabile e consumabile.
Consumamcnto , Con-sn-nia-mèii-lo. [>S'/o.] Il consumare, t Lo stesso cheConsumazione. F.] Cr. 6. 4i- 1- Altri bollono il sugo suo col melequasi infino al consumameuio del sugo.
2 — [Per melafd Afflizione, Travaglio, Tormento d’animo. Lai. ani-mi afflictio, anxietas. Gr. SArpis. Bocc. nov. 5o. 4- Vergendo che questo,suo consumamento piuttosto, che ammendamento della cattività del ma-rito, potrebbe essere. E nov. 65. 3. Il che quanto e qual consumamento,sia delle cattivelle, quelle sole il sanno che l’hanno provato.
3 — Struggimento. Legg. Itiv. Cr. Lo quale mare era iufìno a quel tem-po consumamento di quelli che vi passavano.
Consumante , Con-sii-màn-te. [ Pan. di Consumare.] Che consuma-Lat.consumens, absumens. Gr. òairavwv. Cr. 2. 25 . 4- Se alcuna volta incola’ luoghi è altro calore, si è ardente è consumante.
2 — [Pcrticicnte, Che dà compimento.] Bui. Purg. 1. Beatrice significala grazia cooperante e consumante , senza la quale ninno si può salvare.
Consumanza , Con-sii-màn-za. [èf/f] F. A. F. e di' Consumamento,[Consumazione.] Fr.Jac. T. 6. 21. 3 o. Nel tuo amore mi dà’ consu-manza. Rim. ant. Guilt. F. R. Sla ’i core nella prima consumanza.
Consujiahe , Con-su-mà-re. Att. Torre i essere , Distruggere , Ridur-re al niente, [Annullare , Disfare, Sperdere , Dar fonda, Mandara male. —, Consumere , sin.] Lat. consumerò, absuinere. Gr. ùnxXt-eMiti. Bocc. introil. s5. Non d’ ajutare i futuri fruiti delle bestie edelle terre , e delle lor passate fatiche, ma di consumar quelli chesitrovavano presenti si sforzavano. Dant. Par. 12. < 5 . Gli' amor consnn-se, come Sol vapori. Petr. son. 226. Che poco umor già per continuaprova Consumar vidi marmi e pietre salde.
3 — * Ed anche Logorare a Levar particelle d’una cosa attenua-ta sì che vada perdendo sua perfezione , guastandosi, sfacendosi ; on-de dicesi Consumare la grossezza, la mole di qualche Cosa. (A)
2 — [ Tormentare.;] Dant. Inf. 11. 66. Qualunque trade iu eterno è
consunto. (
3 — [Far morire, Uccidere.] G. F. 2. 3. 1. Molti santi monaci e reli-giosi da lui ec. furono martirizzati e consumati. E 2. :o. 2. Molti fe-deli cristiani distrussero e consumarono.
4 — Per metqf. [Dicesi dell’ azione che Ju alcuna passione sull’ animoUmano, quando per essa quasi vien meno ] Bocc. nov. 27. 3. Pernon far lieta colei, che del suo male era cagione, di vederlo consti^mare. Dant. Inf. y. 9. Consuma dentro tc colla tua rabbia. Petr. canz.S. 3. Acciocché ’l rimembrar più mi consumi. E 19. 3. Che dolce-mente mi consuma e strugge.
5 — Dar perfezione e compimento. Lat. consummare, perficere , absol-Verc- Gr. «brortXtìe. » Dant. Inf. 2..,/(■ Perchè, pensando, consumaila'mprcsa, Che fu nel cominciar cotanto tosta. (P)
6 — Disertare , Emungcre. Frane. Sacch. nov. 69, Quando con questogiuoco ebbe consumata quasi ogni uomo ce. (V)
7 — [il matrimonio = Dar perfezione e compimento al contralto dimatrimonio coll’atto delia congiunzione de' due consorti. Lai. matri-monium consummare. Gr. aTi-orsAne.] Bocc. nov. 98. 23. Quinci con-sumato il matrimonio , lungo e amoroso piacere prese di lei. Farcii.Stor. 9. 222. Deliba riavere i figliuoli, e consumare il matrimonio conmadama Leonora sua moglie.
8 — la fatica , il tempo ec. 3= Impiegarsi di continuo-in qualche co-