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Vol. II.
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52 2 CUNIZZA

Cunizza , * Cu-niz-za, Cunissa. N. pr. f. ( Dal ted. hiihn franco , ar-dito, ed hitzig focoso.) Sonila di Ezzelino. Dant. Par . g. (N)Ccnoliti. (Mini) Cu-no-li-ti. Sm. pi. Si è dato questo nome ad alcunepetri/icazioni di polipai marini , nelle quali si trovava qualche somi-glianza colle parli naturali della donna. Ora si sono abbandonate

-a J. __. _ _ r. ìi. j- v .

queste denominazioni^ come anche quelle di Isteroliti ec. e le Cuno- i 5 E Jig. Apprender bene una dottrina, quasi convertefl^ si

liti entrano nel genere delle Cicloidi. ( Dal lat. cunnus parti natu-rali della donna, e dal gr. lithos pietra. ) (Boss)

Cuntà. [Sfi] P , A. P. e di' Dimoranza. Lai. cimctatio. Gr: ptXkvjfns.Dant . Purg . Zi. </. Ricominciò» seguendo senza cunta. Bui. Senzaaiuta , cioè sanza dimoranza.

Cuntrude , * Cun-trù-dc. jV. pr. f Lo stesso che Guntrude. P» ( Haited. Kiihn franco, c tratti fedele : Franca c fedele.) (B)

CuNTun. * (Mit.) Uccello del Perù ivi adorato come una divinità.(itili)Cunzia. (Bot.) Cùn-zi-a. [Sf Pianta che ha le radici tortuose, serpeggiantialquanto nere , con molte fibre capillari ; molti culmi triangolavi, li-sci , striati le foglie larghe , carenale , acute , vaginanti ; i fiori adombrella terminante , arcicomposta , fogliata ; i peduncoli nudi ; lespighe alterne. Fiorisce nel maggio. È comune nei luoghi freschied umidi.] Dicesi anche Cunzia la composizione divarie cose odoro-se che si pongono nella cunziera. Lat. juncus odoratus radice oblunga,[cyiperus longus Lin. ] Red. Annoi . Ditir. Cunzia è voce casti-gliana , e significa una spezie di giunco di radice lunga, odorosa. Eappresso : Si concia la cunzia in diversi modi , secondo il gusto.Cunziera, Cun-xìc-ra. [Sfi] Fuso in cui s accomoda la cunzia per farodore.,Cunzierc, sin. Red. Ditir. 27. Fa soavi profumiere, E ricchis-sime cunziere. E Annoi, i'òf. Cunziera è nome dogni vaso, ove si tengala cunzia preparata con odore, per uso di profumar 1 aria delle stanze.Cunziere , * Cun-zic-re. Sm. Lo stesso che Cunziera. p. Alf voc. emod. tose, pag . 20. (N)

Cuocente , Cuo-cèn-te. Pari, di Cuocere. Che cuoce , Che frizza.,Cocente, sm. Red. esp. nat. Espellere la velenosa infezione, di cuiquel cuocente Busso suol essere indizio. (A) Cocch . Disc. 2 p. 1 22. Atogliere le ostinate reliquie di quel cuocente sintonia della sifilide. (N)Cuocere, Cuò-cc-re. [Alt. unom.] L'azione che fa il fuoco nelle cose mate-riali col calor mezzano y tra lo scaldare e l'abbruciare., Coccrc, sin.Lai. coquere. Gr. nzi-xrtiv, Bocc.nnv.54 Z. Acconcia la gru, la mise afuoco, e con sollecitudine a cuocerla cominciò. E nov.61. 6. Avendo ellafatti cuocere due grossi capponi, avvenne che Gianni, che venir nonvi doveva , molto tardi vi venne. Frane. Sacch. nov. 186. Una no-vella d un* al Ir'oca mi viene a memoria di raccontare, la quale ec.venne alle mani di certi che se l* ebbono comella fu colta. Ricett.Fior. Cuoci a fuoco lento lacqua ed il mele, sino a che si levi viala stummia.

2. * Teucre al fuoco checche sia, tanto che per la forza del caloresi alteri, o si muti da quello che era prima , senza alterarne moltola figura o la sostanza, in questo sign. dicesi Cuocer mattoni , calci-na , filo , seta ec. (A)

3 Dicesi dell' azione falla dal calor del sole [nel maturare i frutti,diseccar la terra , la pelle a altro.] Lat. urere, incoquerc. Gi\-vtiv. Baca. nov. 77. of II Sole ec. non solamente le cosse lo carnitanto quanto ne vedea. (//i lutti i testi migliori , del Mannelli , del 27,del 7 2. ec. si legge la cosse. Lombardi.) Alani. Colt. 5 . iZZ. Rendermolle Quanto cuoce il calor, o innaspra il gielo.

I J Dicesi dell azione che fa il freddo -si nelle piante e nelle frutte ,come nella tet ra ec. Lat. mere. Gr. Alani. Colt. 4. 2Z. Già

si cavili le fosse, e tanto avanti , Chel freddissimo Coro e cotto ctrito Aggia il mosso terrai, pria che la vite Se gli commetta. Dav.Colt. iy 4 ' Piuova a pesare due secchi legni ec., luno tagliato diprimavera , e laltro di verno ec. : tiengli all*acqua e al sole: quelsapre come una melagrana, diocesi, e imporrisce.

5- Scottare. Lai. incoquerc. Gr. vepotAstv. Dant. Purg. g. Z2. E si

10ncendio immaginato cosse , Che convenne chel sonno si rompes-se. Vit. Bari . i8. Non puote essere che chi istà appresso del fuoco,che egli alcuna volta non si cuoca.

6 Frizzale , [Pungere, Piccare.] M. Aldobr. E perciocché appressoqueste cose fumo cuocere e ardere, laonde i peli caggiono , uguetcappresso dolio rosato.

7 Per dinotar quella operazione che alcuni eliderono che facesse

11 calci naturale dello stomaco intorno al cibo; lo che anche dicia-mo Concuocere. Lat. concoquere. Gr. irsiran >av. M. Aldobr. Il vino,quando egli viene alla forcella per sua sottilitide , uon vi dimoratanto che sia cotto , anzi se ne va per li membri tutto crudo. E al-trove : SeJ dormire è fatto secondo che si conviene, egli guarda mol-to la sautà del corpo, imperocché tgli fa ben cuocere la vivanda.

8 * Bollire, parlando dell'acqua o di altri liquori. Pallad. 1. 4Cuocinla (f acqua) in fine a tanto che torni o terza o mezza. (Pr)

9 {Fig.] Molestare, Travagliare, Tormentare e Affligger lanimo.Lat. coquere, ungere. Gr. Trepixatsiv. Bocc. Leti. Pin. Ross. 281.Y0-lendo venire a quella parte, la quale ec. più che ninna altra nel pre-sente esilio vi cuoce, Pit. SS. Pad. 2. *70. Tanto mè cociota ecuoce questa , che quella è passata via. Petr. canz. 4 4 Q ua l fu asentir, chel ricordar mi cuoce? Seti. Ben. Parch. Z. iy. Cuocelosempre ed ìmpassiona la coscienzia del benefizio intrapreso. Alleg.yg,ÌVIa perchè io so quanto questa cosa vi cuoce , per non vi far dispe-rare affatto, vel dirò cantando. Buvch. 1, 1Z0. Talché ancor, rimem-brando , me nc cuoce.

10 Innamorare ardentemente. A rei* Rag* Per cuocerlo affatto, Io fe-ci geloso galantemente 1 . (A)

11 * E detto in senso equivoco per Indurre alle sue voglie. Fir.

Asin. 9 <ìà VA., -..-a -K c * bisognasse gran fatto le-

CUOIO

ce , fa male il bere , perciocché la vivanda non cuoce> ^ av ctenatura. E altrove : Quando P orina comincia a spessare,un poco di colore, allora comincia la vivanda a cuocere. n( j 0 fc[ C N. pass, nel sign. del <j. 3 .] Dant. Inf. <7- ,0 7 S. 6 i co^tonte abbandonò li freni, Perchél ciel, come pare a j 0| a in a l E Jig. Apprender bene una dottrina, quasi converte s ; cu 0-mento dell annuo. Amm. Ani. i 5 l. (Firenze 1661.) Moltoce ciò che si prende, quando s'insegna poche cose. (V) gep.f'nf

16 Imbracare stesso. Lat. inebriari. Gr. del

1. 11. Come sarebbe mandare del vino a uno che si di e c f£e si cuoca spesso. Slor. Eur. 5 . 102. Essendo appresso digogna e colpa grandissima il non si cuocere nelle fest ^rhicon*^

17 [Provi] Farla bollire e mal cuocere, diciamo di , Jfi ]

riorità faccia fare altrui ciò che gli pare. [ F. Bollire, 3 ,-(£/!» '

18 Cuocer bue r= Consumare il tempo in cosa che n° .

o non se ne gusti. [ V. Bue , 5. 7. ] , m0 ilo, ^3,

19 Cuocersi nel suo brodo =: Scapricciarsi, Fare a * ^ <. »

nella sua opinione [ con proprio datolo e risico. ] /tea-

Lo lasci cuocere nel suo brodo. ( y. Brodo , §. 2. 1 apPl^ya

Cuocere diff. da Abbruciare e da Scottare. Cuocer^^ n ic(ii°

le vivande al fuoco ; esso inchiede la nozione di un coh^'jK

SU

Io Scaldare c 1 Abbruciare. Abbruciare propriamente^col fuoco checchessia. Scottare é far cottura col t u0dellanimale vivo. V. Scaldare. el

Cuociore , Cuo-ció-re. [Sm.] Quel frizzate che si sente « u

,»aO

U H

le membra eccessivo caloi'e , o simili . , Cociore

pruritus. Gr. xvnauós. " p e t V

Cuoci Torte. (Ar. Mes.) Cuo-ci--re. Sm. Colui che assiste aper la coltura del sale. (A)

Cuocer e ha , Cuo--tu-ra. [ò/i] Il cuocere. , Cocitura, ^ ^ctura, codio. Gr. fyytns. Ricett. Fior. Questo serve p elcune volte le medicine ec. ; serve in cambio di cuociturs- quaa La cosa cotta , [La decozione.) Ricett. Fior. Cuoci j spi CII,U [J

to basta secondo larte, e piglia di quella cuocitiira, bp 1 ,|i i» alibbre tre. » Tcs. Pov. 1 } . S. 3 ì. Lo fomento di cuocit -,

!:. lwv-n Aitila rnatiuM'J» 11 [ tr c .b

rA &

o daltea toglie la durezza c apre la bocca della '(u;lU 1uC uoco , Cuò co. [AVn.] Colui che cuoce le vivande. V- filine ) [Icoquus. Gr. pdynpos. Bocc. nov. 5 . 6. Di quelle soleivivande diviso a suo cuochi per Io convito reale. & / fai 1 '

cuoco gli mandò il manicaretto, il quale egli fece poi vaSS alU ^donna. Dant. Inf. 21. 55 . Non altrimenti ì cuochi a 0 perd 1 ^no atlufiàrc in mezzo la caidaja La carne cogli .jLiCi

galli. Malm. 2. 18. II cuoco anchegli poi non fu nno si 1 * j£bucar sentitosin un fianco , Si vedde prima uscirne ^. o

Di poi un guatterino in greinbiul bianco. Red-gru dimorino talvolta in un sol piede è cosa veris|vedere Chichibio cuoco a Currado Gianfìgliazzi

iSioia 1 .. D,*rtt u

cosa d-..- »

iz/.i colà nel P c s tes

[Prov.] Una ne pensa il cuoco, una il goloso; ' , . g ^ fti 1Una ne pensa il ghiotto, e unaltra iltaveriuijo [, . ..ttiv' 1 ®senza 1 ' oste. ] Cirijf. Calv. 3 . <jp. Benché ci fia e ^ J*

cuoi' ^nuojf]"' ,

t e. ^,0^

alla

Cli mia ne pensa il cuoco , una il goloso.

Cuoiaio , Cuo--jo. [ Sm. Chi vende o concia «

Coiaio. F. ] Lat. coriarius. Gr. fivùcrobi'ìms. Cr., 0 S", e .Cuoiame. * (Ar.Mes.) Cuo-j me. Sm. V. che compiea a |lut ^ ||C i«

cuojo. V, Cojaine. Tariffi. Tose. 5 J Cuojainc conci ctl0 jaW eCuojame concio in olio di pesce. E 35 . Il suddetda suolo dovrà per introduzione ec. (N) rnicH 0 ff't

Cuoi etto. (Ar. Mes.) Cuo-jct-to. Sm. Lo stesso c ' ,e ,, c °, n.il l aI '

Cuoio, Cuò-jo. [Sm. PI. Cuoi e ant. Cuoja.) Pelle » Ìirr % ^

vani usi., Cuoio , Quojo, Corio , sin. Lat. corium. ^

corium, come aja da area, cucchiajo da cochleare, * U 1nov. 3 i .8. Vestilo d un cuojo clic da pruni il dite" 0' a jtf'118. Vedi Asdente, Chavere inteso al cuojo e allo sf'bj c iioj J _ jf,E Par. i 5 . H2. Bellincion Berti vid'io andar cin con'fìtaWfi* E Cuoi d oro diconsi certe pelli .jp l >o ,ll j|e

che servono per adomare le stanze m vece di di app oc d LaPelle semplicemente [o lInvolto esterno, ? ua e n0 jo

degli animali.] Lai. pcllìs. Gr. hopi.Com.Par-i- i ta ndo } 3 r0 cC°" f éCmembra. Bocc. nov. S 5 . 12. Andava caulanuo e ^.^ gidj,.

clic non capeva nel cuojo. Tei. Rr. 4 2 - 1 * su0 , uoi»°i s'lo) é duro, che non sente colpo di pietra c j a O _ nC nii c .

d*

0. Nov. ant. 54 7. Non si scntia in a vc» :

cuojo. Frane. Sacch. rim. O altro ucce! c )]Cr o

guasta , c

iiodcre u; cjiC ipji

sc <;

Lat. leberis, serpcnW^^^f>

con mano,meno il cuojo.

cuoi. Pit. Rari. 24 Egli avea tutta la carnedal caldo del Sole.

3 Lo scoglio della serpe. Lat. icnens , «cip- . ,

Gr. tefapls. Bocc. nov, 77. 60. Tu da questo' f jl

altramenti rimarrai bella, che faccia la serpe lasc d^° il c I( .

4 Per simil. Buccia. Lat. cortes. Gr. \sirt 07 **' c j lt3 s *%i'

le truova luomo , grosse e piccole, c di q ue _ p di JJfO

. d* *a

trario della lor tagliatura, acciocché cosi i 1010 , Jir

polpe, si secchino. , zwllc ( t,i,e . il-

E detto dell'Uva , Pallad. Febb. 9 -^Q 1 t C, 1 '- ju

nuova iu,u u , glosso c jnooo.o , .. ... ^grosso e sottile; quelle channo il cuojo grosso, c . . fi#aa, enfiano la forcella. Cr. 5 . io. 11. Si volga' 10 l y cta..lls Is. a^iooehé cosi i loro 01,01

vinose molto ed hanno il cuojo tenero ec.

Asin , 2 2 4 - Non era però così cruda, ehgne a cuocerla. (V) ^

12 Imhriacaro altrui. P. 16.

13 N. ass. nel sign. del §. f. il/. Aldobr. Quando la vivanda

Dan, D Vemt ? S CU si sci ' ivt> - P. A. Lat. pag"" 1 a i'èUni ì Lo larga ploja Dello Spirito Sa 10. y eccl>! ,H

s Ile vecchie e uj sulle nuove cuoja. Bui. Cioè 111 »" rfi

r e e j" 0V ® Ca , rte »"Perocché le carte membrane sono . d c

felle d ammali, come di pecore, montoni, agnelli , e P . 1 1 ^ >er Tffo intende io vecchio el nuovo lf . pJ^\,ass;ita d «monaco n incrostatura. F-*: fas o lft

tonico delle pareti farai in questo modo cc. : v> P 01 '