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22 —* Unito al v. Fare serve talora ad esprimere Finzione ed Ipocrisia ,o cosa altra che ben non convenga alle qualità della persona di cuisi parla. Soldati . Sat. 3 . Così sovente sotto un sacro ammanto Giuo-can oggi di man que’barattieri, Chc.giuntan questo e quel col far dasanto. Menz. Sat» 1. E se chi un tempo fea da ermafrodito, Or fa daIlarione e torck'.olla. (Gin ) Tasson. Secali. 2, 6 2. E quel vago leg-giadro e bel garzone Esser a far da donna ammaestrato. (N)
2 3 — Avanti a verbo o a nome denota Convenienza , o Necessità ; madavanti a’ verbi si congiugne collo ’njimto , ed è equivalente al nomi-nativo gerundio. Bocc.pv. 8 . La gratitudine ec. è sommamente da com-mendare, e ’l contrario da biasimare. E nov. i 3 . 24. Diede ordine aquello che da far fosse. E nov. 60. fi i 3 . Parendo lor tempo da dovertornare verso casa, con soave passo ec. in cammino si unsero. Dani.In fi 32 . Che non è ’m presa da pigliare a gabbo, cc. [ F.§* 41 » Bocc.g. 1. nov. 1. Queste sono cose da farle gli scherani. Sen.Pist, go. Gliuomini di quel tempo non erano savii, con tutto che facessero cose dafare a’savii. {Cioè, cose da farsi da’ savii. ) Boez . 58 . Si sforzano es-sere da riverire ila’ lor cittadini con onori acquistati. E 63 . Le di-gniladi fanno onorabile, o da essere avuto in reverenza quegli acui provengono. E 6/f. Conciossiaché la diguilà non possa fare daesser riveriti coloro ec .E 65 . Se aduuque esser da riverire ledignitu-di far non possono cc. E 7 4 * Perciocché se io non sono ingannalo ,quella è vera e perfetta fdicitade , la quale solììciente, potente, daesser da revcrire , glorioso c letizioso faécia. E 110 . Non da essereperseguiti, ma da essere avuti in misericordia sono. E 118. Fortid’ animo , da non poter esser vinti con tormenti. (V)
2 — Agg* agl infiniti de verbi , imporla moto da luogo. Frane .
Sacch. tic. nov. 4 °‘ fi detto inesser ltidolfi a- uu suo nipote tornatoda Boiogua da apparare ragione, gli prova che ha perduto il tempo.( Così si dice , Fenir ila cenare , da udir messa, ec. ) 0’) _ _
3 —* Con gli stessi infiniti , ma pivcedulo dal v. Venire o simile ,selve a dimostrare azione o caso pur dianzi intervenuto. Ar. Fur.23 . z 3 . Veniva da partir gli alloggiamenti Per quel contado a cavalierie a fanti. (Gin ) Salviti. Folg. vii. S. Fianc, Sales. T. 1. pag. 277.fi Fir. iji 4 ' J 11 cardinale veniva da concludere quivi la pace diYervius. (N)
2} — Congiunto a 1 pronomi personali Me, Tc , Se, Loro, si usa perescludere la cooperazione , il consiglio o Ut compagnia d' altri nell'a-zione di cui si tratta. Lai. ex me, ex te, ec. Or. od>T0^drm. Uant .Purg. 1. 02. Poscia rispose lui ; da me non venni. » Dant. Par. 2.58 . Ma dimmi quel che tu da tc ne peusi. E p. ig. tqò. Nepote hoio di là c’ha nume Aiagia, Buona da se, purché la nostra casa Nonfàccia lei por esemplo malvagia. (Cin)
2 — Talora ci si frammette il Per, come Da per me, Da per tc, cc.[ V. Da per se.] Lai. per me, per tc. Gr. btà pov, ìtx crov . Uh. cur.malalt. Molle malattie gueriscono da per sé, senza l’opera del medico.Tav.Rit. Tu ci aiuterai da per tc, perché io non voglio venirvi. » Celiai.Fit. 208. Senza queste commissioni da per ine . . . non I’ averci po-tuto tirare innanzi. Tir. Asia . I. 5 . Le mura d’oro schietto riluce-vano in guisa da per loro che la casa si tacca giorno , ancorché ilsolo l’avesse a schifo. (Gin )
3 — E con Noi, Voi. Cur. leu. 1. 81. Così hene spesso non cifanno il servigio; dove da noi medesimi faremmo ogni cosa meglio.Agn . Pandi>{f Gov. Fani, pag. 26. Ediz. dello Stella. Questi vostriprecetti , ditegli voi da voi , o avetegli imparati da altri? (P)
4 — i Accompagnato (Ut pronomi talvolta vale anche Degno di tc,di me, ec.] Foce, nov.g.6. p. 6. La reina ridendo volta a Dioneo, disse ;Dioneo, questa è question da te. » Dani, j nf. 5 . ìo, E quel conoscitordelle peccata Vede qual lungo d’ inferno é da essa. Pctr. Son. 2g3.Alior die-Dio,per adornarne il cielo, La si ritolse, e cosa era da lui.(M)
5 — * Da me vale talvolta Per me , Pe' fatti miei. E eo« Da seec. Ambr. / uvt. 1. 3 . Quantunque io abbia che Tur da me pu* infilisopra i capcgli. (V)
t> — * Qualche volta si replico per maggior energia. Fir. Asìti.ì. 7. RI* era deliberato o col non mangiar niente, o col giltaruii giùper qualche balza , tonni del mondo da me ila me. Anton. Alani.Son. Fo la salsa e ’l savor da ino da me. (Ciò)
7 —- * E al pronome si aggiunse ancora V agg. Solo o Medesimo.Ar.Fur.44. i 3 . Posporlo gli uvea Amon, che da se solo Non era peracchiudere «Bramente. (Gin ) Segner. Mann. Lugl. g. 1. Fa tu l’up-plicazione più puntuale da te medesimo , e di’ fra te ec. (V)
25 —* Unito ad alcuni avveì'bii si stringe Ulivi ha in un solo vocabolo ,e alloxa suol raddoppiare la consonante ■che gli viene appresso. Pei ^ciò si scrive Daddovcro , DadJosso, Dallato , Dapprima , Dassezzo ,Dattorno, Dappoi. V. Salv. Avveri, t. 1. /. 3 . c. 4 • (Cin)
26 — Secondo l* ortografia antica raddoppiava anche la lettera de'pro-nomi Lui, Loro, Lei con cui sì univa ; cod Da lui faceva Dallui, ec.Frane. Barò. 5. 1. Daìloro, cioè Da loro. Frane. Barò. q 8 . 8 . e >44.ij. Dallei , cioè Da lei. Bemb. St. 1. 2. (V) (N)
27 —Congiunto o accompagnalo colle particelle Poco, Molto, Assai,Niente,Bene , Tanto , Più , e simili , sta avverbialm. , e con esse ha fòrzad'add. , delle quali vedi a sito luogo) e tra essa Da e 7 Più taloravi s’ intrometti no gli avveri ii Troppo, Assai, Molto, Poco. Jivcc.nov.22. 3 . Uomo, quanto a nazione , di vilissima condizione, ma peral-tro da troppo più che da cosi vii mestiere. E nov. 60. 1}. Non so-spirò che ciò Griccio Balena gli avesse latto , perciocché noi conoscevada tanto. Cas. Ut', coni. q5. Laddove I’esserne senza, che disua na-tura é biadmcv< le, da molto più divenire le fa. Segtier. Mann. Apr.s 3 . 3 . Qua :do Iddio ti fa hene , non supplicato , non ti dichiara contal atto da più che da meritevole di ricevere. (Così diecsi , trattar unoda signore, da meritevole, o sìmile.') (V)
2S —tàLora p c r pmprìp.'à di linguaggio usato senza Varticolo, benchéiti sig ifio. .che f er altro il richiederebbe. Baca- nov. i 3 . 2Ò. Manu ì-i AlessuiL.ro, ud ì.do !a moglie cp'.cr figliuola de! Re d Ingl it-
DÀ .
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terra cc. ; da altra parte il Papa ec. E nov. 20. 8. Esscw^ ftiti.calendario caduto da cintola ec. , la cominciò a confortare , af( j a>E nov. 5o. 21* Che venir possa fuoco <la cielo, che tutte
29 — C Ne giuramenti e nelle asserzioni serve ad <?jrp;7/ner6
di chi parla , e sta] in vece di Per ; conio , Da quel eh m \juctt°Per quell’ uomo eh* io sono ; Da uomo dabbene , cioè , * * p t yche dee dire un uomo dabbene , Per quell uomo dabbene e ca ya*fesso d’essere. Lai. secundum. Gr. xx-tcL. Stor-Aiol.I} é u, ^° r3) inaliere , che io non 1’ ho veduto. Red. leu. 1. 3o2. Rispondonon le rispondo da medico, ma bensì da suo huouo amico. ^ #1
30 — Talora avv. di tempo e vale Nel tempo dei, come U,
mattina. Lat. vespertino, matntino tempore. Gr. rfp oS ^‘P 1x c agi t,nflBove. nov. 4 $* 6. Come avvenisse che Giacomino per a * cun «are 3da sera fuori di casa andasse. E nov. j 3 . 12 . A me pare 1 1% ^
voi, che questa sia opera da dover far da mattina. Dant. * ^tii^caulinne gli augelli, Ciascuno in suo latino , Da sera e a
Sulli verdi arbuscclli. 0 |[a d*
31 — Nota costrutto. Fit. SS. Pad. 2. 3 i 3 . E quando alcuna ^ c yparesse tardi da tornare al monistero, rimaneva ec. (Che e eC j fi &i nostri moderni direbbono male: troppo tardi per tornai®?^ eS sci*S. Gio. GualO. 2g2. E l’altro popolo, esso B. Giovano* ^iuiii*^'
essere uccisi * 0
: di
lapidato, o d’altra generazione di morte ila(Noia il trasporlamcnto del secondo Da.) (V) .
32 — Noia ellissi. Bocc. g . 5. n. g. A me ornai a Pn?, r *^^> Lnare; cd io, carissime donne, da una novella, simile tn lprecedente, il farò volentieri. (Cioè, il farò dal raccontare* 1
la, o pure il farò raccontando una novella.) (V) . s5 i ihj'
33 — * Nota uso singolare. Omel. S. Greg. 2 i 3 g. ,^ )l)C ) /h' 1 ^ 1l’ombra non ricevono il caldo del sole; perocché quivi rinw^b. ^ Q{pt t
da Dìo , onde in questo secolo sono male coperti ed omb* 1 * lp r jrimangono privi del calore dato da Dio , e perciò freddi. M ^
4 — Per A. Bocc. g. 3 . p. i/. Esso avea intorno da sé,e h - }0 j>' fzo , in assai parti , vie amplissime. Seti. Pisi. Nonla traccia di coloro che furo» diuunzi da non ? Omel. à
per tempo una mattina dinanzi -A^a-onguenti per trovarvi, e per ungere ' ,j]o ^Mandata innanzi parte deila gcute da ^lo la capitauanza di idassinissa. » */ua 15 *[
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Ella si levò molto pervenne con preziosi un;po. Petr. I oni. ilL Mattizzare i minici sotto la ca|
Il quale fiume d’Arno in questo tempo era moltogtvole a passare a quegli da piè, non clic a quegli <J a orlitirarch. Sfar. I. 4 . Commessario delle rassegne di tolte o BFeritine cosi da cavallo come da piè. (Cin) cc vi t Bin * >
3 — Ed accennando molo a Iw go. Bocc. non.20.10. W ’^ IB i ji&ida lei , e son certo che ella vi conoscerà. E nov. 26. 1J '/ fruii 1disse la buona fi mulina , andatevene eia lui. E n"V. 7 9 ‘,. ’ inl i. 0 ‘faccendo per la piazza dinanzi da voi un gran sufolair- P p j0 iaf»>33 . La qual cosa come il Saladino scali, clic s<>minaii>c n jjnei' 1 '*' 1venuto da lui ec. il biasimò molto. EuS . Gio. Gal. <J' 1 ' '' j^.verrà dinanzi da voi, e farà queste sue ginliei ie. Cavea'-^ idià« i 3 . Accommiatandosi da loro, promise di tornare da *”* ’j 0 ,uO 1‘glielo permettesse. (V) E il- Pili. r,o. (MtLuio, 1ÌÌ06.J y ^ 0 Jà d*i prese a dire. Beni- Ori. 4 U d‘‘
gli altri da Ini venuto si prese - _
Ini il Re piacevolmente. (N) * _ 7 •nitl.b 01 ''
^ P er À moelo , A foggia . Lat. instar, more. Gr. SUr.i '-, ltia ,/uzw. Non voler permettere clic i fanciulli vestano inai o J— Cer Avanti. Lai. ante, prope.Gr. à-x-jiMiri.Bocc.donna ec., vc’ggeuelol da casa sua molto sp.csso ] assare, di p3 ~ E denotando Contrada. Botte, g. ti. n. 6. Io dico l<;vostri vicini da Salita Maria Maggiore! (\) Pocor' 1 ' 1 !’
■*" i’ cr Circa,] Incirca, Intorno, o per audio che «««••e 1 , min' 15,
meno. Lat. fere, firme, ad, quasi, usque ad, circi ter , P..
Gr. atr-x-fn. Bocc. tu v.ij. y. Essa incontrogli da tre g |J n'.'J'* . . -• '- ir-:—-- .-m ..I ,-M simili. c0 ' J 3 .Z
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E nov . 28. 21. In cobi tallì ragionamenti , cd ingiare e con battiture fu tenuto Ferondo da dieci i» 1 -^
Si videro vicini ad un castelletto, del quale,subitamente usciron da dodicida N.rzzaretle a IcrusalcinineDi
Dani.cntr«nig
90 inda bocche, tra uomini e femmine c f.incioi'*.badie con due priorie con da ottanta monaci, venti_q*‘ a 5iuiu J,cdi mouuche con da 5 oo donne. Su>i\ Pist.^fà. Quelli *da Montecuccoli con da 4 00 fonti, eda ìoumnini acav* | a rcC*38 — * Per Go n.Filoc.1 Ao non aveva ancora compiuto * r.
mi senti' Io stilisti o lato piagare da una saetta d oio- ^d 9 “ * Per Dal, Dallo, Dalla, Dalle. F. 28. P el, ^ P ’ f jl‘jl.
altra parte Veggio al inio navigar turbati i venti, 1* .
Levare alcuna cosa all 5 uomo di quelle eh’ egli ha daCapric . Rag. 6. L'operazioni che si son date da i,a ‘ ^ - u joi* ij0mente per la conscrvazion nostra. Amni, Ant. f.D llCi ( i ;l
cose che sono da ventura. (Gin ) . , olJc£ 2 ‘ , ' ,ri ' A\t
0 — Pcr \)\.Bocc. pr. 7. Essi ec. hanno molli modi ■« c0( fo*’ t0passar quello .E nov.18.28.L-i donna, a cui più tempo ‘ ^ ,
da riprensioni purea, sorridendo d sse E uov. 49 ' ' d^‘ ‘’-j,
da voi il reputai. JJv. M. Gli biasimava diramente, , ra ^de* |/l1 .. ' Siccome sav ia c ‘ ^ allll
■0
ora da codardia.» Bocc. g. 4• n - 1 °-per potere quello da casa risparmiare, si disposee voler logorar dello altrui. (V) 0
■— Per Di che, Onde. Lat. linde. Gr. à'.ìcv. Bocc. n°
. ~ , T . r . ..-Tinta e
alarsi;
3 . 3 -^
cosini uvee da poterlo servire- E nov. 7. 2. Ladt’cheriri dà <Ti sé di mordere, da parlare e da- — Talo-a si pene col nome in vece della uq
loV
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