Band 
Vol. II.
Seite
537
JPEG-Download
 

Da

C ^PPA. *

DA COPPA

DADOR

I t.i Posto wverb. = Dalla parie di dietro, Dalle spalle. F.

15**0, ((j)

0r, 'lioèa It f E |V * (Ghir.) Da-ci'i-o-pi-or--a. Sf F. G. Lai. d.iciyopy-. glimi ' dueryo io piango, p/on pus, c rheo io colo,) Scolo di

pu . enti - (Aq )

(ila Mcd.) Oa-cri-or-ri-si. Add. f. F. G. Lai. dacryoirh ysis.

U:h 11ìi; : 0. lacrima, c rheo colo.) .Seni, dt lacrima,Lacrimazione.

537

, c Oo jq ' Oled.) Da-crir-rc-a. Sf. F. G. Lai dacryrrliaca. (Da da-1 *?? > v v leo colo. ) Flusso di lacrima, Lacrimazione. (Aq )

"Hti l|Sl 0 Ilt -)-Cti-Ii. Sm. pi. F. e di Duttili. ( 0 )

in.' t ^Mus.) Da-cti-li-co. Add. m. F. c di Dattilico. (O)

( Bot -) Oa-ctì-li-dc. Sf. F. e di' Dattilidc. ( 0 )

Sui 0 ( Bot -) Da-cti-li-fe.ro. Sf. F. e di Dattilifero. ( 0 )l/ c ' ri i.tocT., 1 ' 1) Pu-ctì-li-o. Sm. F. e di Dattilio. (A. 0 .)

1 Ctl >-w M A 1 ' 0 ' (^ctt.) Oa-cti-li-o-gli-fo. Sm. F.e di' Dattilioglifo. F.(V;ui)0 ""mitzia K ^ * Cl-tt) Da-cti-li-o-m.m-zi-a. SJl Lo stesso che Dalli-

i 1 4ci iute E * A ' / *^^ i ' r -)D a -cli-li-o--ca.A/i Lo stesso che Dattilioteca. F.( 0 )Ji Act Ho. * ..(Glùr.) Da-cti-li-tc. Sf Lo slesso che Dattilitc. F. (A.O.)

A Ct| (U U .)-cti-lo. Sm. F. e di Dattilo. ( 0 )iS^-tDoc N ° * Da-cti-lo--ta-uo-A/n. F.e c/iDaUilol)Otatio.(Aq )

lS'Aoprn 1 " 8 ' * (LcU.) Da-cti-lo-dii-cinc. Sf. F. e (ADattilodocinc. (Aq )It^'AocorS'i G'Dir) Da-cti-lo-flò-go-si. Sf. ^.ef/iDattilollog 08 Ì.(Aq )iS^osiOM,* . (^Dt.) Da-cti-ln lo-gi-a. Sf F. e di' Dattilologia. (Aq )(Mat.) Da-cti-lo-no-mi-a. Sf F. e di' Datlilouoinia, (Aq )n^'-fitoTEc. 0* (^°.°D) Ba-cti--pte-ro. Sm. F. c rfjDatliloptcro.(Aq )giorno.* (Gliir.) Da-cti-lo--ca. Sf F. e di Datlilolcca. (Aq )Ty i >"<i eo ») D.i-ctò-ui-o. Lai. Dactoniiun. Amica ciuhdella Spa-V * jy X, S°>ese. (G)

f t\ dìid^r m ^ (U * Daclas. ( In cbr. docl vale amico ; in lingua3 ,Llc y al dare. In pi*. dadion facella , c dadoo io convello in

J," s n ' ) (E)

D? l,4c AtiDi, l SS acco >e. di Deodata. F. (B)

,^Co Lo S (Geog.) Da-da-càr-din. Città della Turchia AslaticaJfi)^Y <i0c a a j '^pa-juò-lo. Siili Colui che frequentemente e volentieriDp ^'UvarW 1 e P rc; ndesi in inala parte. Il Bocc. disse : Mellitor>o, f rC*'}}' P«*cci. Mere. Pecch. (A)

\)* u dnn v | a *fià-no, #. pr. ni. Lo stessobP^- A< ; ^t°, disteso. V. Dada.) (B)

,>r.o , * jy°f) Da-da-slà-na. cit. dell Asia min. nella BUinia.(fi')p-^ 0 ' Sf), n '^°do. Sta. usato per lo più nel pi. P. fiorentina Uel-li^^Oco. \ , f( ie sciocche , Scede. ( Dallarabo daddon cosa vile, da

G/*. - avvero. zzi Di sopra la persona , D in sul dosso.Lat.cP So i di Bocc. ìl()v 79 * 4 2 * E con essa sospintoli d ad-

* r Go ^ capo innanzi il gitlò. Lab. 5i. E mugneuii edìy e ,? r p °gni umor d addosso, clic a uitm carbone , a ninna5 ^y° itiimP ^ Ca ^ c ina mai nelle vostre fornaci non fu così dal fuoco

ftCyq^-

(lo ^ 0i Torsi cbcccbò sia d addosso, per metaf. = Levarseloclic c r- n .°^* 1U mo lo avrei per maniera levato dad-Uii Non ® ! lna 11011 avrebbe guatato dove io fossi stata. E nov*pi*. V ^°»osa i° l 10tenza damore comprenderete , ma il senno dal(i m ,j ° Una osalo a torsi daddosso due che contro al suo^D n a ^ ' Va no, cognosccrete. E num. 17. Poiché essi ciò clien° ? Vca 11011 avcan ^ att0 se** tolse d'addosso.

' 1 ' " . Lai.

n. Lo stesso che Dodano. V". ( In islavo

Co,..- u, ssi Wo . Uv cu non avean ratto , se gii unse a aauusao.il ) l ^iiri c> /-> Dad-dO'Ve-rìs-si-iuo. [ Avv.) superi . da Daddovero

c\*!i^ ^* ,xroLra " f^arch. Ercnl. 210. C. Voi dite purI><ì Q p Ho , Ì_M 7 ' 1110 vailta ggl e soverchi Omero? Daddoverissimo.l; ltl !? Vt ^r° a( . oo-\£ VOt sJvv. Da senno; contrario di Da beile.,

dte P° gdtlP*' ^ at ' scr *°» vere. Gr. ùXl^Ùjs. z>oec. nov. 7 6. S. Ca-to A ? va ?Hora più forte , c diceva cc. : io dico daddovero ,5 j!° 0 da k ° 7 lll ^ 0 l a,;0 *(> Chiunque gli rivelava

^X*!r 0, rt è C ^ C °. ^ a( I ( i°vero, parlava contra a Ini , facca morire.

, lia| L .,j°- .Vo/Pn 0 vsce d aggiunto , e vale lo stesso che Beale ,** ^ j aa dUovei ** en \ ^w'ch. 7. 20 . A chi io non manderei navi ov . Cl ' v manderò bene delle dipinte.

Tacque cra mente. Lat. vere. Gr. «à^wb. Cron. Mordi. EÌ%. ^ UVQ j a , y° j emorì daddovero. Cani. Cam. ^ 77 . E poi chidon") ^ s * a jidovero , Lo vede con mcn corna, e manco nero.

, siero''" 111 «lubW* ° r ?,8 li P arT avere un asino clic avesse daddovero/.*** >A voLp eRc * Maini, i. 66. Fatto arrogante, al line alzò1 pen-°^G.v7 r ( Wldl L ! CSti Otlori iladclovero.

c h e '^ rp ^c.) }i' e tl0 Operare risolutamente . (A)h ^ iìet ,ie ^ e qued/ 6 (Utnua li che per tre giorni si solennizzavano da Gre -) (Nbn 1 P ortuvano fiaccole accese. (Iu gr. das , dados va-

^bd'a ^ a ó r * Noj C ?-"^ la ' rc * ass - T~. bas. e poco usata. Giurare a dadi.iv 0 del . Sl Ul10 come i giocatori, i (inali se si vestono del car-

VCW) n'l C S RÌi,re 11011 se lie cal«mo. (A)

ì/ 0 !. * r CGeow \ ij'^ ( 7 er * Cit. della Turchia asiatica nella Natoliaf G)V'iCcir, 1O og.) p\ tta d e fu Turchia asiatica nella iV alalia. (G)

Il ll, *'«° l0 > * n 7 ?° /a . CUtà della Turchia europea . (G)

[ 'icciuò.lo. iSVjj. dim. di Dado. Piccai dado, a Picco-Ad o. rr, (Geo fri" r) e, il°». I dudicciuoli della materia di Cartesio. (A)

Hli

J? 1, it'i^ii 0 dcM ]V* Benevole. ^ Uall ar. daddon giuoco , e nrccisa-0 1 v etl. B « | ul3a <. r ?^ V- Murai.) Ar Sut. Diverso, ài mio pa-

lc7, ° W d < ìk Clla ® cu: abbio pur roba , e sia 1'acquistoSMi >«lo 0 »]» la maccbia. (M) 1 '

t*|fi ll '0ca PS,lato C* S " 1 fuccc d' ia . lIre > e ugnali, in ognuna dellelkl ys * G^ 0 * 1 «so unicl0 5 cominciandosi dallmio inlino al sei, epJ' ^éjìct-, 7? 7 la C at ^ a ^i giuochi di sorte. Lat. tessera,° C( i h. ucc * ,i0 ^- S. Giucatore o niettitor di malvagi

') f) v 1 uamccmou della materia di Lartesio.(A)

i n . a '. _Ce ~l* Antichi popoli vicini ala Sogdiana. (G)

1,1^nerale. ( Dilli' ar. daddon giuoco , e precisa-

dadi era solenne. Pass. 3 fo. Ne! torre cedole o fusccgli a rischio ea ventura, o nel gittare dadi. Maestruzz. 2. 11. 5. Chiunque giuc-ca colle tavole, ovvero dadi ec., pecca? E appresso : Se coinmise inesso giuoco inganno, mettendo dadi falsi, ovvero volgendoli male , eingannevolmente girandoli.

3 Sorta di strumento col quale si tormentano gli uomini stringendoloro con esso le noci del piede. (Sembra così detto dalli» figura dellabase di àlcuni pezzi terminati in punta , clic dopo avere stretta cia-scuna gamba del paziente fra due lamine, l* una esterna e 1 altrainterna , e dopo avere fortemente ravvicinate le interne per mezzodi corde, sintroduceano a colpi di martello successivamente fra leinterne medesime tino al numero di quattro. Inai \labaaton vai tor-tura: ed adhebaton plur. di adhabon vale il medesimo. ) Eir. As .2y5. Ma corda dado stanghetta ec. il poteron mai far can-giare dopiuione.

a [Unde Dare il dado o la stanghetta Tormentare con talistrumenti. ] Sen. Ben. Pareli, /j. 2 2. Giova la buona coscienza ancoudii stessi martori, quando si tocca della fune; giova nel mezzo delfuoco, quando si il dado o la stanghetta.

4 [Col v. Andare]: Audare al dado, dicono i'giocatori del mutare co-

lui , che tira , i dadi , e dal monte prenderne altri.

5 [Coi v. Gìnocai'c] Giuocarc a! dado, assolutam.,s intende del giuo~care al giuoco di zara , o altro che si faccia co' dadi.

6 [Col v. Piantare :] Piantare il dado =: Trarlo con malìzia^ sicchéscuopru il punto che si vuole.

7 [ Col v. Trarre: Trarre il dado , fig. rr: Tentare un affare. Ori'de ] Il dado è tratto = L'affare è fatto. Lat. jacla est alea. Gr. xv&osfypiTrrai. Buon. Pier. à. 1. g. Poi traggo il dado, e vince per laparte Del la mia licenza.

8 [ Prov .] Pagare il lume c i dadi, o Pagarsi del lume e de dadi =2Pagare per tutto , JSon lasciare addietro nulla. Cron, Peli . lo ineno pagai bene del lume e de dadi, perocché ne son di peggio più<T un railion di fiorini.

a- Ed anche Dar il conto suo. Frane. Sacch. nov. 211. Gran-de maraviglia mi pare, che ne di suoi non trovasse dìi lo pagassedel lume e de dadi , come meritava. Moig. 18. g4- E domattina' insui campo saremo , E so che 5 l lume e i dadi pagheremo.

3 Ed anche Averne la peggio. Frane. Sacch. nov. 1S2. Abbia-te cura a una cosa, che quando voi gli appresentate al signore, elic' non ispelezzassono a questo modo , perocché yoi potreste esser pa-gati e del filine e dedadi. (V)

9 Pigliare o Tenere i dadi ad alcuno = Impedirgli lcperazione; toltala metaf. dal parare i dadi a chi giuoca con essi. Lat. impedire ,prohibcre. Gr. ìfL-xodi'siv. 31. P. g. i5. Il valente cavaliere, veggeudoclic gli erano presi i dadi, e ehenon potrà far niente di suo inten-dimento , lasciò T ulficio. Cron. Moretl. Quando evide gli erano statipresi i dadi , e chel suo gi acchiare era da beffe , ec.

10 Esser pari quanto un dado, dicesi di Cosa uguale e pari per* tutto.

11 Scambiare i dadi o le cari cz^Ridire in altro modo quello che s'èdetto altra volta , per ricoprirsi. Pardi. Ercol. 7/. La qual cosa sidice ancora rivolgere, o rivoltare, c talvolta , scambiare i dadi.

2 * Ed anche Scambiare i termini, Pigliar le cose a ritroso.Pareli. Ercol. Egli scambiò i dadi; ma come colui che non doveaessere solenne barattiere, non Io fece di bello, ma si alla scoperta. (A)

12Tirare, Trarre pel f\ndnz=.Corninciare ora^ o in quel punto^ tolta lametaf. dal giuoco , quando si rimette alla sorte il vantaggio del trattodella inano , o simili. Morg. 18. 182. Quel che si ruba non sha asaper grado ; E sai di' io comincio ora a trai* pel dado. Fir . Triti,1. 2. E ora eh io pensava questi riposarmi , e si trae pel dado.Malta . 12. 5 /. Adesso è tribolata al maggior grado; E se allor pianse,or qui tira pel dado.

i 3 Tirare, Trarre o Fare diciotto con tre dadi, dicesi del Riuscire inalcun negozio con ogni vantaggio possibile , essendo questo il mag-gior punto che possa venire con ire dadi. Malta , g. 2. gli uo-min si disfanno; e dii ne scampa, Ha tirato diciotto con tre dadi.

1 4 Tirare un gran dada = Avere una gran sorte , o Scampare daun gran perìcolo. Buon. Fier. 1,5.2. No abbiam tratto un gran dado,Scampata una gran furia.

f 5(Archi.) [ Tavola ad angolo retto , per ogni parte quadra , in formad* un dado schiacciato , dove posano le colonne , piedistalli , esimili.P. Zoccolo , Plinto. ] Lai. basis quadrata, plinthus. « Saldili. Poc,Dis. alla v. Zoccolo: Dicesi anche dado per esser per ogni parte qua-

' tiro, in 'orma duu dado schiacciato. (A) (N)

1 E dicesi anche per similit. qualunque base [a fòggia di dado ,Isulla quale si posano statue , [busti, vasi , e simili. ] Maini. 6. 5 2.Su i dadi i torsi, nobili sculture ec. Ristaurati sono e risarciti.» Baldin.Poc. Dis. alla ^.Piedistallo: Quella pietra che è sotto al dado, sul qualeposa la colonna, da alcuni detto piedestilo , dalia voce greca Stylos , edallitaliana Piede, cioè piede della colonna, e dicesi anche dado. (A)

iG (Ar.Mes.) Qualunque corpo di sei facce quadre eguali, [da moltiartefici detto anche Ralla. ]

17(Marin.) É un pezzo quadralo di bronzo, che s'incastra nel mez-J zo della rotella di un bozzello , ed è grosso quanto essa. Pi passa ilpernuzzo , intorno al quale la rotella gira. (S)

2Dadi deliàncora : Diconsi que' due pezzi di ferro che sporgono al-

pi per t . '_/ / / e >

per tirar col cannone* Band. Ani. (A) (Gr)

Dado. * N. pr. m. accd'c. di Deodalo. P. (B)

Dadoe,* Da--e. 7 ?. pr. m. (V. Duduchi)~Capu de'Messaliani . P. (Ber)Dado*. * (Geog.) Datimi. Piccola citta dell ludostun inglese . (G)Dador. * (Geog.) Città dell Asia nel BduLcistan . (G)

08