536 DABUL
Dacci.. * (Gcog.) Dabol. Lat. Dunga, Dabulum. CU. dell'Indnslan. (G)Da CURIA. Posto avverò. s= Per isckerzo , Da beffe. (F. Burla, 6.)Lat. per jocum , jocosc. Gr. ìv irxtSix. Er. Giord. Pred. R. Subitos’ accorse che lo dicevano da burla, e per [scherzare con lui. Lib.Pred. /?. Nè vi crediate che io ve lo voglia qui presentemente di-re da burla.
Dabcsia. * (Geog.) Da-bù-si-a, Dabusca. Città della gran Bucaria. (G)Daca. * (Mit. luti.) — Figlio di Brama e di Sarasvadi. (Mit)
Da calza. * Agg. a Nuova. Dicesi Nuova da calza per Buona nuova,r. Calza , i 3, ».(P)
Da canto. Posto avverò, e talora in forza di preposizione , lo stessoche Da banda, Dal fianco. Lai. a latere. Gr. itxTtx. Sen. Ben.Farch. 5. 16. Cesare ripose prestamente la spada nella guaina , manon se la levò da cauto mai.
2 — * Col v. Andare : Andar da canto . fig. — Andar via , Allonta-narsi, Cessare. Ar. Fur. 12. 21. Perche Ruggicr fosse occupato tantocc. Che il mal influsso n’ andasse da canto. (P)
Da capo. Posto avverò. = Di nuovo, Un’ altra volta. [—,Daccapo, sin./-''.Capo, §. 56, 2.] Zait.itcrum, iterate, denuo. Gr. xvihs, av.G.F.10.35.5. Da capo gli diedono la signoria della cittade. Cr. 5. ig. 5. E sol-levata la terra dal pedale, e rimeuatala bene , vi si ponga da capoalquanto più rilevata che prima. Amet. io. Dette queste parole , lariguardava da capo. Pass. i6g. Non ci ha altro rimedio, se non cheil peccatore si riconfessi da capo.
a — Dalla principale o più alta parte ; contrario di Dappiè. Lat. acapite. Frane. Sacch. nov. 220. Egli si colico dappiede con unoman-tachctto segretamente, e ’l Golfo da capo coprendosi molto bene, per-chè era attempato.
3 — Da principio. Lat. ab initio, ab oro. Gr. «*’ \_V. Capo, §. d ]
4 — Da capo a piè , [ Dal capo al piè , Da capo a piedi, Dal capoa’ piedi , Dal capo al piede ] = Dall’ una all’ altra estremità ,Interamente, Per filo e per segno, [ Dal primo all’ ultimo. ] Lat.a vertice ad talos, adannissim. Gr. àxpifiùs. Beni. Ori. 2. 1. 2/.Or s’ascoltarmi volete degnarvi, Tutto da capo a piè vengo a con-tarvi. >j Borgh. Tose. 35 1. Rimescolò e rinuovò dal capo al pièogni cosa. Fit. S. Gio. Bau. 220. Battcvasi tutto dal capo a’ piedicon cotali vette d’ alberi. Alla voce Vétta si legge dal capo al pie-de. l’or pò. Arm. Fam. 7 8. Molte altre ( Arme di famiglie ) sene potrebbe!’ nominare , se il proposito nostro fusse di contarle tuttedal capo al piede. ( Cioè, dalla prima sino all’ultima). (V) Segner.Crisi, instr. 2. 8. 8■ Ricoperto di piaghe da capo a piedi. E 2. t2.17. Non fanno altro mai che lordarsi da capo a piedi. (N)
5 —* (Mus.) Da capo, ed abòrev. D. C. significa che terminato quel datopezzo di musica 0 periodo principale, si torni a ripigliarlo fin adun nuovo segno con cui 4' indica il suo Jìne ; il che viene contras-segnalo con da capo al segno , o da capo al fine , o fine. (L)
Da catena. * Posto avverò. = Degno di catena. Cri itila v. Pazzo. ( 0 )Da cavaliere. * Posto avverò. = Secondo la buona cavalleria, Allacavalleresca. Cr. alla v. Alla cavalleresca. F. (O)
Dacca . * (Gcog.) Città e distr. dell’ Indostan inglese . (G)
Daccanto, Dac-càn-to. Lo stesso che Da canto. V. Vide anche fig .Da parte.VU. S. Aless. 265. Ma il popolo desideroso di toccare il santo cor-po , posto daccanto 1’ amore della pecunia, molto più con maggioreimpeto scorrea ec. (V)
Daccapo , Dac-cà-po. Lo stesso che Da capo. V. Borgh. Orig. Fir. gz.
Furon daccapo sollevati i Veterani. (V)
Dacché. Lo stesso che Da che. F .(Dal lat. barb. de quo detto in vece diex quo. ) Borgh. Tose. 3z8. Non tacerò anche , dacché siamo ca-duti in questo proposito , che cc. Fr. Giord. 140. Anzi gli dispiacequalunque peccato è, dacché peccato è. (Cioè, per questo che è pec-cato , perchè è peccato. ) Fit. SS. Pad. 3. 3j. Dacché a lei è datoil gonfalone e ’l nome di questo principio. (V)
2 — * Dappoiché. Fegez. g. Ivi notando i giovani si lavavano, e dac-ché erano lavati generazioni d' arme mutavano. (Pr)
DacchiSi. * (Mit. Air.) Dac-chì-ni. Nome degli stregoni presso i Neridi Lnango. (Mit)
D’ AccoRuissiMo. Superi, di D’accordo. Ar. Negr. 5. 2. C. Siam d’ac-cordo! A. D’ accordo ? C. D’accordissimo.
D’ accordo. Posto avverò, ee: Concordevolmente , Di concordia , Conaccordo , Pacificamente. Lat. concordile! - , pari consensi!. Gr. ó/zo-tppoVws. G. V. 12. 8. 2. Rimanendo d’ accordo a’Fiorentini tutte lecastella di Valdai no. Fir. As. 7 6. Io stessa’ lo confesso d’ accordo ,io stessa sono stata la cagione della tua tribolazione. E ig5. Sen-za pensar più altro , tutti d' accordo ad una voce lo fecero lorcapitano.
Da cessò. * Posto awerb. =: Discosto , Lontano. —, Di cesso , siti.
Fit. S. Gio. Eleni. Da cesso della via. (P)
Dachala. * (Geog.) Dà-cha-la. Città della Nubia. (G)
Dachareni. * (Geog.) Da-cha-rè-ni. Ani. popolo dell’Arabia Felice. (G)Da che. [Congi] Poiché, Giacché. —, Dacché, Dachè, sin. Lai. co quod ,eo quia. Gr. sVéiSz. (Dal lat- de eo quo che vale il medesimo.) Pass,ng. Se potesse avere il prete, si confesserebbe, da che si conducea confessare a laico. E <72. I quali (peccati carnali) è più sicuro dir-li in generale, da che sono una volta ben confessati. Dant. Purg.1. 55. Ma da che è tuo voler che più si spieghi Di nostra condizionconi' ella è vera, Esser non puote 1 mio, che a te si nieghi. Sov.ant.65. 4. Donna , da che Dio ha fatto bene , si il ci togliamo. Baco,nov. yg. 37. Da che non avendomi ancora quella contessa veduto ,ella s' è si innamorala di me. Tav. Rit, Da che volete con noi batta-§l' a cc -1 ** voglio , disse Girone.
3 ~ Dappoiché. Lat. postquam. Gr. cirorxn. Bocc. g. 5. n. 10. E dache diavol siam noi, poi da che noi siain vecchie, se non da guar-dare la cenere intorno al biadare ? Nov. ani. 6. E non avrebbe avu-to cc, SI gran guadagno, che, da che egli avea guadagnato i quattro
DACRIOPEO
e/ c &
soldi, che egli facesse poi necnte. ( E nella Nov. ant.volte,) (V) 1 . J a
3 —- * Aw. Da quel tempo in cui. Petr. Canz. 3 . 2. E'* 1 ^ jlj.comincia la bell’alba ec. Non ho mai triegua di sospir co 5Misog. Son. iy. Da eh’ io bevvi le prime aure di vita ,
4 — * E detto ancora di tempo fatimi, Nov. ani. 82. 0 **Ì C ( niai'l°
nella cittade ( dicca fra se medesimo) io voglio mangiare c oc
mi bisogna. (À) (N) g f h
Dachè. * Lo stesso che Da che. V. Segner. Crist. instr. i \ 3 ^ lC \ ì è &che non hanno danari , la paghino più cara. E 3. rf 1 4 pi**voi al certo non riceverete il perdono. E ivi, 19- Ugo 1H,rt
Ugo * dachè a questa line ec V (N). ...... recate l' er
Dachiume. (Agr.) Da-chiu-mc. Stn.V.A. Preparazione duve • qC IiU‘migliorare il moscadelio. (Dal gr. da part. aument., e chY n * cC( t’!'mos succo espresso da’ vegetabili ; c però vaio Succo sqaisilente. In ebr, tzimuqim vale uve seccate.) Soder. Colt. #9' '’fuv' 15
gonvi alcuui quello che c chiamato dachiume , avendo sec<-con rivoltarle spesso ec. (V) .. b pù l ‘
Daci. * (Geog.) Popoli che abitavano al nord del Danubi 1 e J afa
nure occupate da’ Sarmati Jazigi fino alle foci di esso p 11 'sponde del Ponto Eusino . (G) . c0/l
Dacia.* (Geog.) Dà-ci-a. Sf Antico paese abitato da’ Dn c h l ffisc 13tutta la parte dell' Alta Ungheria che sta all’ oriente <* ecolla Transìlvania , la Ualacchia e la Moldavia. (G)
Daciano , * Da-ci-à-uo. N. pr. m. Lat . Daciauus- (B) , n^j/.
Da ciglio. * Posto avveri. =: Dalla parte dinanzi ,
8. 12. Che '1 Sol vagheggia or da coppa or da cigli?* (W va [Dacio , * Dà-ci-o. N. pr. m. Lat. Dacius. ( Della Dacia, y*dente, da dacos morso. ) — Vescovo di Milano nel red autore di una cronaca. (B) (O) ^ Ì
Lat . idoncus, Gr. sVir^^ÉiOs. Bocc. Test. 2. Allora vogl*°P .
V autorità de’ lor tutori, se in età da ciò fossono. , retiti^ !l!DACNE.*(Mit.Pers.) Sin. Luogo della sepoltura presso i Parsi 0 1* (}d l [.
Dàcne, * (Zool.) Sin. V. G. Lat. dacue. (Da dacno io d e
d’ insetti della prima sezione dell’ ordine de' coleotteri iJ iiml ? eS so, ei .
r ..v—.»/^ . 7... ;i —e c0t f; t(i ilO
» 11
Delia Dacia. Cr. alia v. Elenio. (B) < j; - o *
quella specie di fazzoletto che. gli ^ ,n c_l colto. Cr , atta v. Fazzoletto. V j /f i. ,l
-f. — rt_ I . i.. r 7 / c. 8 • 3. J ,jlo t
tidulari, stabilito da LatreiUe} hanno il corpo spesso e .i lati del corsaletto e degli elen i insensibilmente inclinai 1 1 ltl s0S uii iZ *funghi parassiti e sotto le cortecce degli alberi , e di 9 ucS vsi nutriscono. (Àq) (N)
Daco. * Aliti gr. m. Della Dacia. n - ■■ ( ' R '> ■ ’ » *'
Da collo . * Agg.
donne si mettono al .. ... ..
Da costa. Posto avverò. =3 Da banda. [ V. Costa, J* 2 ’J 5 '*'}latere. Gr. 'tfktvpfStv. Erano. Barb. t/ì. So ’l ti sai 11fa' risposta; Ma ridendo da costa , Sicché 1 ’ uom tegni, ^no’ isdegni. ,
Dacricistalgia. * (Chir.) Da-cri-ci-sfal-gì-a, Sf ^ r * ^ ) P'” 1 ’
stalgia. (Da duejy pianto, cystis vescica, ed algos doieic.che si risente al sacco lacrimale. (Aq ) . n (I)’ 1
Dacridion. * (Farm.) Da-cri di-on. Sm. VG. Lat . d‘ lC . r . M , l . 0c/^o 10 lagrime; onde dacryodes lagrimoso ; porcilegrima o sia stilla dalia radice o dal corpo della p ian '■nome della scammonea. (A. O.) , f
Dacrigelo. * (Mod. c Lett.) Da-cri-gc-lo. Add. e sm. '' .^ 0 fcrygelus. ( Da dacryo io piango, e gelao io rido. ^ fP ulì 'gei' e l 'che ridendo piangono , o a* quali l’eccesso del riso fi rlagrime . (Aq ) -vnoni^ ^!,/.
Dàcrinoma. * (Cbir.) Da-cri-nò-ma. Sm. V. G. Lai. lC pr uldacryo io piango. ) Nome dato da Vogel alla lucriamola dal ristringimento de' punti lacrimali. (A. 0.) q />d*Dacrioadenalgia. * (Chir.) Da-cri^j-a-de-nal-gì-a. Sf V* Aef*cryodcnalgia. (Da dacryo io piango, aden ghiandola » ^ ()•/ y,
so Uro. ) Dolore che si risente nella ghiandola Inerirmi e^Ucrioadesitide. * (Chir.) Da-cri-o-a-de-ni-tì-dc. {.. 'fisini'i 111 * 1
DACRioADErfiTiOE. * (Chir.) Da-cri-o-a-de-ni-u-de. oj. r *
oadeuitis. (Da dacryo io piango, e aden ghiandola.) J ^
. *•!&*
della gianduia lacrimale. (Aq ) . -r
Dacrioslennorrea. *(Chii - .) Da-cri-o-hlcn-nor-ré-a. Sfcryohlunuorhoca. ( Da dacryo io piango , ùlama mocccolo. ) Scolo di lacrime miste a mucosità. (A - 0 .) , 0 cisti s 'Dacuociste.* (Anat.) Da-cri-o-cì-ste. Sfi F. G. Lui. <■ , r Kg„) ,dacryo io piango, e rystis vescica.) Sacco lacrima-.*- I
{ P
st>’
daciyo io piango, e rystis vescica. ) Sacco taci’ imai gDacriocistide. * (Chir.) Da-cri-o-cì-sti-de. Sfi F~■ G. .'’v (Aq ). pj
tis. ( V. Dacrincisle.) Infiammazione del socco lagri'O ( ,
* • * — >■ » • i i f r/ r. T.ttt. dacij 1 ,, , nt \iiD'
Dacriode. * (Chir.) Da-crì-o-de. Add. fi F. G. Lat. .y c ^J]n coi^ 1dacryodes che piange. ) Epiteto delle ulcere che sluUmqualche materia putrida. (Aq ) — fai-
Dacrioemorrisi. * (Chir.) Da-cri o-c-mor-ri-si.
homorrhysis. ( Da dacry lagrima , he ma sangue, edi lagrime miste al sangue. (Aq ) , (P a -iJi,
Dacrioha. (Chir.) Da-cri-o-ma. Sf V. G. Lat. daciy pigriio piango. ) Stalo impervio d’ uno o di ambedue 1 f Jper cui le lagrime non possono entì'are nel sacco d q,
crinoma, sin. Cooper. (Min) . A,là. ,n ‘
.. ..^rhio! fi „a
Dacridpebleknoideo. * (Chir.) Da-crio-pc-hlcn-no-i-m-*^ -- ^j 0 ?
Lat. dacryops-blennoidens. ( Da dacry lagrima ? lagi'i^^moccio , e idos rassomiglianza.) Vizio della ghindocui le lagrime sono simili al muco. (Aq )^ ^ dacry 0 ! 1 ^^
cui LC lagrime sono simiu ai rauco . r r ìltt * .
Dace,orbo. (Med.) Ua-cr,-o-pè-o. Add . m . U ^
K . _...1,70 In sec
dacryon lagrimastanze che
agnina, c pieo proauco. > u»™- • , nse ci*-
i irritano il globo dell’ occhio, accrescono tghindale lacrimali , ed eccitano la lacrimazione. D p. o!H ehi tl Kmaterie acri e stimolanti possedono questa P ,v P rieiit \ e Sil fi/i ! ’l’aglio, d fumo, il vapore di molti acidi, diverse sostati*