DANZANTE
li "* ln ,1.,,,,.‘ /" '‘''crinali. Petr . canz. 22. 3. Ed aneli’io fui alcuna
* C,,i . z, '.\
Danzare. V. §• 8.
9 [j^i
, a ° soavpm° n J a a ' C11 ' su ono si danza.] Bocc. introd. SA- Comiuciaro-' " Co/™ W i* e ,IM d™z.a a sonare.
9 u «lch e • Esseie : Essere o Entrare in danza, fig. t= Ritrovarsi in„ ™ u,e nnpacciato ; che anche diciamo Essere o Entrare inv °lla j n /‘f eUl PWerbiatì.
-, { F. 11,!!? ^ ai ' e: Fare danza o una danza
15 - C'M- (») .
j)«o. f j(l ' * 01 nirc : Fornir la danza ^fg. ~ tornir V affare min-jj’nrir J l7 <j a ^. n *‘ 1 ‘ 3 ‘ Foichè ci conviene , jirima che passi oggi ,
Co 1 \j jtj
1 \f. S. p ( * 1>Je,l, 'we: Menar la danza = Guidar chi balla. Bocc. g.^ndi) ^ reina , clic una danza lesse presa j e quella me*
a —- ],' aurc Ua , Emilia cantasse,
1. a. ìf e /, melt [f Maneggiare o Guidare alcuno afTarc.*S«/A.GrflH-j? Co l u p ra, *chio mena tutta la danza.
J Co l p * rodere : Prendere una danza= Incominciarla, * 3 .(N)intera tì, „ r * ai ' e * Variare la danza, //"-. zzz Cariar tenore, Cariar
DA POI
54?
S>Ho ’\\.f u P e rnre. Ar /.‘ d <I«elle
'tir. 26. 18. Non cosi Ricciardetto c il suo cu-Sol ’f llel le genti variavan danza, Rerchè, lasciando il campo sara-8‘p, e di/P / occl "o all’altro di Maganza. (A differenza di Rag-0, 'a a f i quali or durano deturo alla schiera de'Maganzesi ,
* P de’ Morire così variavano la /lanca delle /toccasse.)(NJ
, u *'7 t, e O Entrare in danza, y. J. io. (N)
Jan-te. [ Pari . di Danzare.] Che danza , Danzatore.
p . "' 5i,| lan« L Cari, di Danzare.] Che danza , Danzatore.
F 4 j ll,:i "0gli ’ a “° r <tas ducens. Or. òpxWTiY-. ir. Jac. T.5. 18. 2.Ì. Su vi„l' ! * l ’ p ',baS‘. rinfrescano i danzanti Sempre clic ne giunge alcuno.
'“'•ea s tl„ " a " re - C/V.as,.] Ballare , CVu-u/in-e C^-Rallarc.] /.(«.tripudiare,iw' V WUn 'a" ( ' r ' Xopeùsm. (Dal ted. tanzen ballare.) Danl.P11rg.2q.I a i L’ alt,.’ nzanc * u ’ *’una tanto rossa, Cli'a pena fura dentro affocoj d jl Zi,1 ’e a || , <l ' a <ic. l'r. Jac. T. 7. 8. 1. Noi mi pensai giammai Di
5 *7 > lW,! " lza ’ M°ntem. son. ig. Dunque non dinegar, giovinehi ^ Ufuto* 1 ltc k’*npi dilettosi e gai.
Cr ifio Co \ nn . Sm - per Danza o Ballo.] Bocc. g. 4. f. 3. Comet i ( ZAT oii K ,’ al danzare c, a! cantar si diedono. » Pros.Fioi . NNp\ ( 0 )Cr, ^ ail 'Sa*tó-rc, y^vh. tn. {di Danzare.] Che, danza . Lat. » al-son nt 0 ^ y,!T T^‘ -d& n - Pand. 3. Ghiotti, bugiardi, sodomiti, bnf-Co > ad tlo |V’ danz at°ri 9 cantori , ruffiani , con frastagli , livree e^ una l cori 'ono a far cercluo all’uscio di chi c prodigo,pr? k* 1 ' 110 i d^' 10 ^ c . fabbrica di vi/.ii. Cecch. Esalò. Cr, q. 4 ■ M ato4j, y 0 COv a ! lz,it ? ri ♦ -i'* Fuggirò in cp«a e ’n Uà , che parvon prò-
À/ AT ° I!i - * (St ,, dl starn °HÌ*
"e/ ec °HÌf ,iCC ^^ Dan-za-tó*rÌ. Sella che sì formo verso la fined'onde si diffuse nel paese di Liegi ,( {^ n ° a l )( Ji €c ‘ Questi fanatici , tanto uomini come donne , si met-*H\\ ìl • s,i t>ini ^ tenen dosi per mano , ed ai^itavansi tanto che ca -o.Di t(( ^ nza dare presso che segno di citai nella cpiale stvaor -lo as/° 7 / ? P reten devano essere favoriti da mirabili visioni ,
h'<-ll n Qi -f i}2 ulee segrete , spregiavano d clero ed il cullo adotta -
ir0*0
2. s ^ n ' ?a *tri-ce. yprb. f. di Danzare. Colei che danza. Chiù -' l > fidine 0 /*.’ ^’* nc i i n catena dolcemente acerba , Trionfo di> tfanJ l ' Ca ^* a ^^ozatrice Amazzone superba. (B)
Kopd^'ff' dim- di Danza. Balletto. Lai. cbore.T , sai la-^ Ah /.ir' lll ^ <:ì Jany^f* , cc * g* 0. P. 3. E cogli strumenti c colle canzoni* (Geci C ^ C01 ’°*
co. Uss '« ^ an ''i-ca. Lai. Gedanuni, Dantiscum. Città della
1 — In ordine , In fatto di cc. Nov. ant. 82. Io sarò poi il più riccouomo di tutto qwesto paese da parte d’ avere. (V)
3 ,— Kisguardo , Per rispetto. Lat. quod altinct. Pass . 273. Ha T uomomateria d’esser umile e da parte del corpo e da parte deJranima :da parte del corpo , se considera , ec. ; da parte dell’ anima abbiamomateria d’umiltà, ec. (V)
4 — Da parte di alcuno = In suo nome. Cas. Iclt. 5 . Sire , io man-do a Vostra Maestà il signor Annibale Rucellai , perchè Je faccia re-verenza da mia parte.
5 — [Da una parte per Da parte nel primo sign. ] Bocc. g. 6• f. 6 •Elisa , chiamate l’ altre donne da una parte , disse.
Da pazzo. * Posto avverb. “ Pazzamente. Cr. alla v. All’ impazzata. ( 0 )
Dapb. [S/i pi.} y. L-, [ che mal s'userebbe fuori di poesia.} yivanda .Lat. dapts. Gi\ è'Wjttx. Dant. Par . 23 . fò. Cosi la mente mia traquelle dape Fatta più grande, di sè stessa uscio.
Da per se , [e così nel pi. Da per loro. 3 Posto avverb . =2 Senzacompagnia , Separatamente. [ y. Da , 2/, 2. ] Lat. distinctim t
seorsun. Gr. Xwpa. G . y.8.87. 1. Prima s’andava ciascuna delle 0.1Arti da per s v.rir.jds. 766’. Sorgi icraiini adunque questi semi di que-ste biade che sono in questo monte, c porrai ognun da per sè.
2 — * Col v. Andare, y. Andare da per sè. (N)
3 — Da sè, Senza bisogno d’altro. Lat. per se. Borgh. Orig. Fir .3 oo. Che di tali basiliche ne fo^se nelle Colonie, è cosa da per sè chia-ra. E Col. Milit. 30 1» Che egli avesser poi proprie leggi, religione,riti, maestrali, co’quali da per loro stessi si reggessero, lo credo. (V)
Da per tutto. Posto avvero. = Da qualsivoglia luogo , In tulli i luo-ghi. Lat. undique , ubifpic. Gr. ■xavtix.^ov. 'Piali. Gov. fa/n. E per-chè lo padre di famiglia non può esser sempre da per tutto , pertan-to fa mestiere , cc.
Da piccoli. Posto avverb.L o slesso che Da piccolo. y.yit.SS*Pad. 4 - iof.E però si sogliono gastigarc da piccoli,acciocché poi essendo grandi,ec.(V)
Da piccot.ino. * Posto avverb. = Nella prima fanciullezza , Dagli an-ni teneri. Bocc. g. 10. n . 10. Ove colei in continue fatiche da picco-lina era stata. (0) (JN)
Da piccolo. Posto avverb.zn Daìlinfanzia.—, Da piccoli, Da piccolino,sin. Fr. Giord. 14. Quegli che da piccolo pigliano mala forma
nani
presso aìFiniboccalam Su Fistola nel Baiti-rirVssi,, “ f ? (1 ‘ Uauzica. Golfo del mar baltico , sulla costa ddlitUn * ((»<■<■ occidentale. (G) ■ ■ i tr\
C'-°’‘wT\{'' cco<a isola del Grande Oceano equinoziale. (G)
* (n tta-.flo. Idolo tunchinesc , protettore de w««gw<o»/.(M )
b. Ra-tVna. Ant. (lame dell’ Indie di la daf Gan 0 e._{G)
\ t>Cr, i l> a -ó-ao. Uno degli Deh"
Posto acerbi Perb* li>l Piti 5 ? Vlj ‘ a sicurtà ; c ancor.
C'"W ,ca w
Uno degli Dei de’ popoli della Caldea. (Mil)lo passato. Cecch. Dissim.
citò da ocei indietro io non
R 1 "’ s l'i).f- <>sl;<n 'i'in ° S 'r a ' Ve ''b- — Per Vavvenire. [ V. Da ora innanzi.]4 °C\i ^, di 1. roD Xoitroù. Cani. G. Io da oggi innanzi tutto
P. J q ìj> ' Posto ° l'.^bo che io abbia a fare di questo fallo.
* i 0(, !si n! ' f I'ioti ,]:.. ln forza d’ aggiunto, vale lo stesso che Quotidiano,tì f |u.|| lAll|p - * p US ' «triocilo-ios.
' * >ei ’ iini!|P ac ific.i nS av ' ,cr b. = Da per lutto. Dant. Par. 3t. Co-
bilica O’*/' - IS U lULItl. iJlUll. l'Ut’. 01. AaO-
! n edo .jii II,ainim Nel mezzo s’avvivava, e da ogni parte‘•S 0 J, ‘"'dava la fiamma. (O) (N)
, »j no f°lnmb' J u 'ó'’ e, i>- ho stesso che Da ora innanzi. F. Bela. Fil.^ o R ‘ ls pOs( a ' , Fate da ora , padre mio, ciò clic volete; che iofine,. . r J a grazia di Dio a fare ogni cosa. (D)
insti u Sto uvt ' er l>.- Lo stesso che Da ora innanzi. F. Se-b»nc di 3 . 22. Da ora avanti, in vece di allontanarci da®ra p" a ' preghiam sempre il Signore cc. (N)
Fisi,, a,ì (i } °sto avverbiahn, — Per l’ avvenire. —, Da ora, Da. allo T*"'b deihV,.!!' 0 avant ì t Da oggi innanzi , sin. Lai. postime , inTm C ° ll °n li*' *% r,s - Petr. son.'il. X*t.-l 0 “Si è ,, s a ' dove ’l voler non s’ci.Clic o’ 1 ll)n^^ 7.' 0 « ’
Da ora innanzi faticoso erga.
0 8 .Fj. E da q«c-
. ...v a guisa d'un nome. Bocc. »» J.J dcglIO amore,tt'-"c i] “F'm™ boto aspetta i meriti del tu
Ìf^covl 10 ‘'«n era. pAV Indoslan. (G)
7 Av n>E »' Dj-nr-cón-da. Cil. e d ls ’ ®. >e " a motivo de’ S™'*
p^'icljq,^ ht ) Da-pà-li-dc. Soprnn. dato• a r viv;m dc.) (Òf )
Hut/' ,f' e s, facevano in onor suo.(Dal lat. se ors;ni.G .
pi ° s< ° nwerliialm. = i» disparte. P a ' c pc voglia ma*a te ° n i Mt’reU. Nè amica nè parente parte.
’ che a sè, disposta la buona coscienza na p
avrebbe detto da piccoli , come disse da grandi ). Il mondo è in tan-to male per le male genti che ci ha , i quali sono usi a’ vizii dapiccolo. E i56. E però è di grande ulilitade ad avvezzare da picco-lo i fancinJJi ai bene. E oppresso : E non solamente de’ leoni, ma de*serpenti si domesticano da piccolo. (V)
Da pik. * Posto avveìb. Lo stesso che Dappiè, y. Dant. Purg. 21. 12.Ci apparve un’ ombra , e dietro a noi vepia Da piè guardando laturba che giace, y. Piede. (N)
Dapifero. * (Arche.) Da-pì-fe-ro. Jìdd . e sm. y. L. Nome che si davaal maggiordomo dell ' imperatore , incaricato dedi' imbandigione del-le vivande. ( Dal lat. dapes vivanda, e fero io porto, quasi Porta-vivande. ) (Mit)
2—■ * (St.Mod.) Colui che perla le vivande (ì cardinali nel conc/aee.(Van)
Da pio. J\laniera esprimente il contrario di Da meno , e denota mag-gioranza. Lat. pluris. Gr. irxdovos. Bocc. nov. 5. 6. Tanto nel suodisio più accendendosi , quanto du più trovava esser la donna , diela sua passata stima di lei. E nov. 3g. 2. Da più furono coloro , a’quali ciò, clic* io dirò, avvenne, e con più fiero accidente, che quellide’ quali è parlato*
^ — Usato in forza d'aggiunto. Al. y. 10. 7 5 . Il quale a quel tempoera il da più e il maggiore cittadino di Perugia . » Frane. *$ aedi. nov.753. Il quale ( messer Dolcibene) in più novelle a drieto è stato raccon-tato, perocché fu il da più uomo di corte, clic fosse già c gran tempo.(V)
Da piu innanzi. Posto avverb. z=z Per innanzi , Nell' avvenire. Lat. po-stime. Fit'enz. t. 4. 38. (V)
Daplidice, * Da-pJi-di-cc. N. pr. f. (Dal gr. diapleos pieno, c dice giu-stizia : Pieno di giustizia.) — Danaùle sposa di Pugno. (Mil)
Da poco. Maniera contraria di Du molto -, ed e usato inforca d’ag-giunto. [Lo stesso che Dappoco. A’’’.] Lai. iuers, ignavus. Gr.
Belline, son. 266. Ma n’ è cagione il mio ligliuol da poco. .Ve//. Ben.yardi. 4. 3o. Come i luoghi imbrattati e sucidi divengono ciliari per
10 riperuiotiinento de’ raggi solari, cosi gii uomini pigri e da pocoper la luce rispondono de’ progenitori loro. Lasc. Spie. 5 . 7. Tu se’più da poco che Maso, che si lasciava fuggire i pesci colli.
2 — Usalo anche nel pi., come Da bene. P Ir. LJom, ili. zoo. Sprez-zati i suoi figliuoli, eonciossiachè bissino da pochi, volle che gli suc-cedesse nel regno il suo avversalo Arrigo. (\ )
Da poco fa in quA. Posto avv.'rb.z=zDa poco ut qua. Lat. rccentcr. Gr.vsomttÌ, Bocc. nov. 11. 11. Così non fussi io mai in questa terra ve-nuto, come io mai non ci fui , se non da poco fa in qua.
Da poco in qua* Posto avverò. ~ Di fresco , (Suovamenie. Lat. reeen-tcr. Gr. vstoarl. ,
Da poi. j 4 vv. Lo stesso che Dappoi, yv yit. o./n , mc.2Jo > . dubito fueliberato: onde da poi ebbe siugulare fede e amore in santo Francesco.(V). Petr. p. 1. canz. 1. Ma talora umiltà spegne di sdegno, Talorrinfiamma ; c ciò sepp’ io da poi. (Cin) Bicctard. 2. 2. llun teneroprincìpio , c presto presto Divengono fortissime da poi. (N)
2 — * Talvolta gli si antepongono alcune voci. G. y . 7, ig. Non moltianni da poi Dio gli mandò grandi avversità. (Cin)
3 -— In forza di prep. col quarto caso , Appresso. Cavale . Espos.Simb. 1. 32. Una medesima fede dee essere da poi tulli. E sotto :
11 intelletto e FalUtto sono naturalmente quelli medesimi da poi tutti.E 2.35. La stoltizia degli buoni Cristiani, che dispregiano lo mondo,è sapienza da po’Dìo . (V) Bemb. Star. 5. (ig. Se da poi quel dì usarvoleano le navi, bisognava che essi dessero loro il soldo. (Min) Pe -