Band 
Vol. II.
Seite
546
JPEG-Download
 

546

DANNÌO

DANZA

eli®

4

Dannìo, Dan--o. [^/w.] V.A.V. e di* Danneggiamento. \JF. Danno.] Bui.Le compagne dellusura, crudeltà, dannìo inverso il prossimo, avarizia,cupidità e negligenza.

Dannìo. Add, m. U. A. Atto a far danno, Vit.S. Ant. Per difender-si dagli animali duomi e dalle bestie che sono in que deserti.

Danno. [Am.] Nocumento che venga per qualunque cosa si sia , [ De-trimento , Pregiudizio , e talvolta Discapito o Scapilo , Perdita , O/-fesa , Sconcio , Disastro , Sciagura, Dannìo , Danneggiamento .] Lat.pernicies , damnum, jactura. òr. j. /ioec. introd. 'j 3. Non avevapotuto con piccoli e gravi danni a'savii mostrare. Enov. 100. 5. Voiproverete , con gran vostro danno , quanto grave mi fìa l aver con-tea mia voglia presa mogliere. Petr. son. 11. E1 viso scolorir, chene miei danni A lamentar mi fa pauroso e lento. Beni, Ori. 2.ib.4- Edun certo proverbio così fatto Dice, che il danno toglie anche il cervello,a * Col v. Accrescere.* Accrescer danno sopra danno. Pergam. (P)

3 [ Co t\ Arrecare , Recare, Dare o Fare : Arrecar ec. danno =3Danneggiare, p. Dare danno e Fare danno.] Dant. % Purg . 11. 4l*lo sonÒmbertoj c non -pure a me danno Superbia fesche tutti i miciconsorti Ha ella tratti seco nel malanno. (A)

2 * Farsi danno ~ Danneggiarsi. F. Farsi danno. (A)

Col v. Essere: Essere un danno, F. §. i5.

a [Essere a gran danno di alcuna persona o cosa = Recarle di-sastro, sciagure, ] Scn. Ben. Farcii. 7. 10, Che doveano essere,uscendo fuori, a gran danno del mondo.

5 * Coir . Lasciare: Lasciare col danno c colle beffe. F. Beffa, $. 5.(N)

6 [Col v. Portare: Portar danno =2 Nuocere , Pregiudicare .] fìern .Ori. 2. 16. 3. .Gli oltre al danno, porta Vergogna , e ci riprende daiinprudenzia.

7 Col v. Restare: Restar in danno = Rimaner con perdita.Ar.Fur.i8. i56. Restar in danno tien miglior consiglio, Che tutti i donarperdere e la vesta.* Meglio è ritrarsi, e salvar qualche schiera, Che,stando, esser cagion chel tutto pera. (P)

8~ * Col v. Ricevere: Ricever danno. Pergam. (P)

5 * Col v. Rimanere : Rimanere col danno e colie beffe. J^Reffa, §.5.(N)jo * Col v. Ristorare: Ristorare i danni o dedanni. Pergam.ìf) F.Ristorare. (N)

li Dicesi Danno eterno, e vaie Perdizione o Condanna all' Inferno.Petr. Trionf. Mori . 2. Negar, disse, non posso, clic laflanno Clicva innanzi al morir, non doglia forte, E più la tema delleternodanno. (P)

13 Dicesi Danno assolutamente Le cose in che altri ebbe danno.Frane. Sacch. nov. 160. Menatelo al Podestà, chel punirà, e farav-vi restituire ogni vostro danno. (V)j3 Modi di dire : Mio danno: spezie di giuramento ; e dicesi quan-do si vuol dinotare una cosa che si crede impossibile. Lat. percalli,dispercam. Gr. ts^vA^v. Malta , it. /fi- Ed ei risponde: sio stosu, mio danno. » Cecch. Comm. S i lo posso serrar tra luscio elmuro, Mio danuo poi sinfreddo. (N)j 4 Suo danno : esprime lo stesso che A me non importa Maini. 1.3. Alcun forse dirà chio non so cica , E eh' io farei il meglio a star-mi zitto: Suo danno, innanzi pur, chi vuol dir, dica.

Egli è un danno; che si usa per dinotare il dispiacimento olacompassione che si ha alcuna cosa 5 che anche si dice : Egli «Un peccato , o simili. Lib. son. 56. Diavo!, gli è pur de Pulci $ egliè un danno, Cb* e' sia così cimiero ad ogni elmetto.

|6 (Leg.) Danno dato : Dicesi da' legali Accusa di danno dato,quella che si contro colui che danneggia C altrui possessioni , ole lascia danneggiar da' suoi cavalli , pecore e simili. (A)

a [Ed usalo anche in senso più generale .] Maestruzz. 2. i5.Per la ingiuria e danno dato altrui, tre cose sogliono nascere in co-lui che lo riceve ; cioè, rancore nell affètto, segno di rancore nellef-fetto , e azione di ragione contro a colui che ingiuria.

3 [Danno ed Interessi, e anticamente Danno c interesso, dice*Quella indennità che appartiene ad alcuno per perdita sof ia

tichi dissero Dannìo , sembra aver più rapporto con

1 &

libili UI3JUU lutili a»V,l JJM-t J. clj I l l'-' .

con Danno nel valore ; e nell uso non potrebbe sostituì »

quasi in nessun de modi particolari a questa voce-Dàhno ta Aa'ao. * Posto avverò. = Annualmente

Un

anno?!!,-

tro. Petr . son. yg. E la nuova stagion , che d anu°fresca in quel 1 antiche piaghe. (0)Dannosamente , Dan-no-sa-mén-tc. Avv. Con danno.

aiiu°

Rat.

Mir 111 '

perniciose. Gr. faxpspis. Lib. cur. malati. Ma que' J , I,riejanvi5 u *' 1vano sempre dannosamente. Fv. Giord. Prcd. R. Vo" e aIvi andò per molto dannosamente. fat.

Dannosissimo, Dan-no-sìs-si-mo. Add. m. superi, di Dann°s * a

uiciosissimus. Gr. ^«fSsp'èraro». Tac , Dav. Stor. 3. ^°°' c os.d° ,! tprestezza a loro utile, a VitcHio dannosissima. » 7 T /'fl(h str 3 (WNell opera commettono le solite loro pretcrmissiomDannoso, Van--so. Add.m. Che apporta danno,Nocivo. ["» o'

Dauneggìoso, sin. F. Pernicioso.] Lat.damnosus, pernici<> sllS jc j| a b,Bocc.introd.1. Universalmente a ciascuno,ch° in o*". 1altrimente conobbe, dannosa .E Lab. 77. La qual mai, se 1K b ^ Jjili-bdannosa mi dovesse riuscire, non mi fu piacevole. G.F.lf clir iz. $ jjveduto e subito accidente, e molto dannoso cadimento. * eir 'jr cop i' JLatin sangue gentile, Sgombra da te queste dannose some* ^ mi 1 '' fdannoso guadagno, e utii danno. Pass' io3. Luomo l} ° r/ : 5j. h' - - " ' 1 ' ' a. Dani- /'^fiacco-

' già nU ^ _

Danno*. * (Geog.) Ligi. Uannoo. C . . w,u

Daso. [A/w. Detto per la rima nel pi. . .. .

Morg. 2j. i63. Ogni di era con orsi alle mani , O porciprioli o dani. .

Dang. * N.pr.m.Lal. Danti». (Dal gr. danos dono-) (/

3 * Add. pr. m. Lo stesso che Danese . V. (B) ^ rrnato**^ w

Dante . tPart. di Dare.] Che .{_, Daentc, Dajente, sin.

dans. Gr. (Uriavs. Bocc. nov.'òz-3. Vanti a ciaschedun che m c ccd^ ^la guantità de danari loro lasciata-da lui, più c , lTì0 . o i;

u ^ . .. . r . ìi n il31 . ...ito

U' 3

disiderare quella cosa che è dannosa e nociva

la dannosa colpa della gola, Come tu vedi , alla piog[g ,a ai).tNNrr. * (Geog.) Ligi. Uannoo. Città dell'Indosian i n 3. e d ]ino. [A/w. Detto per la rima nel pi. Dani in vece di Da 11 ) 1 * CL -rvà°

3. I Cartaginesi altresì furou rotti, il* h

luogo. TÀv. D « .- .....

spalle ec. (Cioè, fuggenti.) Tratt. pece . mori. Quando

.! . .1 f* n .. rr _?. _ 2 A )I.>

il dante c1 ricevente- Seti. Ben. Farcii. 2. 3.

vivi» del dante, allora si conosce la benignità , q^ al1Dante . (Ar. Mes.) [è'm.] Pelle concia di daino o cerv° *

tu grossezza e durezza . . .. : p nn i-

accoro. di Durante. Dante AbS'^ plinti v

n&

JilUD» 1

Dante. * N. pr. m. utbun.. t«i lmuuhu,. ..

si per antonomasia Dante . Nome del divino autore dell 11media ; visse dal 1%65 al i3zi. (B) (0)

(Lett.) Usalo coll'orlinolo , vale II poema di Dantc^ <1*

ito-

si legge nella Cronichetta del Monaldi : Domenica, »bre i 373, incominciò in Firenze a leggere il Dan le ,IltS ' aej |3 I 1cacci, c non è errore, per dichiarar così in passando1 ..giu 3 3il Dante , perchè egli ba dato 1' articolo , non come alla 1 coU 11autore , che a questo modo non lo patirebbe,

pria

dell'

nome 0 cognome del libro. (V)

ri"

Danteggiare. (Vtt.) Dan-teg-già-re.iV. ass. Imitar Datiti 0 . ] t 4poeta , come fu. Dante. Sacch. rim. Onde avvien , cliclode ) gonfio e fastoso Più dun Arlotto, a danteggiò s l ji c hinDanteletei. * (Grog.) Dau-te-le--i. Lat. Dautlieiaci» ** ij

della Tracia . (G) .ttr

Dantesco. (Lett.) Dan-td-sco. Add. m. Dello stile o a

nostro divino poeta Dante . Farcii. Lez. Pieno di q ue . ^ L ,j cza, e dantesca gravità. » Dep. Decam. 3g. Per tutto si ^ citt §ycaccio ) pieno di parole e motti danteschi. (V) Alleg . / ? ,

Oggi canterellar cc. Amor, capricci c grilli, E poesieliriche c burlesche, cc. (Min) . , ,r\ a fi

Dantilibu. * (Geog.) Dun-ti-li-. Città della Nigrizin- t ,Dantista. (Lett.) Dan-thsta, [ Ao.v?. coni. ] Chi studia' \

Dante, o Chi imita Dante . Frane. Sacch. Op div* 4 ' t ; s ta? c n A\- * * i*:- aliente dan 11 a,[cV^

chef ti mandò a messer Antonio piovano, eccellente (eiFquello lettore. Lib. son. 5. Farce pur nondi manco , e . puf c Irugo ìnvèr me nuovo dantista. Capr . Bott. rag 2 *, ,* i 1 isoì? r,t> * A c^

-j: n rp np vali (mando C* tp d' .

si ueua inctenmUi die appartiene ad alcuno per perdita soffertaper fatto o colpa . d altri v per la privazione del lucro che dovea

furti. Ond è die tenuto al risarcimento de'danni ed interessi --. . , . ^ e ^

'chiunque cagioni un danno per sua colpa , o non osserviipatti con * fessione di dantista, e non te «e vali quauc d

venuti e stipulati,'] M. F~. 3. 106. Catuno creditore dovesse avere ed Danuandri. * (Mit. Irid.)^Da-nu-an-un. Dio c i & * £$^(0)

avesse per dono, danno ed interesso, un danajo per lira. me una parte di F'isnu. (Jl0 narmbius. Fi utr f rte*' 0

* ({con.) Uomo brutto, sudicio e con viso arcigno, vestilo di DANueio.*(Geog.) Da-nu-bi-o . Sm. Lat. s er, . }ie l M (l . [e ct tpanni meschini di color di ruggine ; tiene un paniere di talpe e di dopo il Volga , il piu grande , e eie si ^ jy (l ni ^

sorci ed accarezza un'oca: in fondo al quadro si vede una vigna Da nulla, [Posto a modo di aggi] Lo se ctf

devastata dalla H ra S arnia. (Mit) Uomo da nulla, ec. Lat. tiildis , l*oino nIromper ^ P tl u l.

Danno dìlf. da Detrimento, Nocumento, Permeile, Jattura, Scapito, 6 . 1. La radice verde ha virtu (liur , e 'j 0 * 1 _ r/"\)afì 0 'h

Perdita , Dannìo , Danneggiamento. Danno propriamente significa qua-lunque detrazione fai la ad un soggetto, sia nel fìsico, sia nel morale(da demereìi c può anche dirsi una privazione non totale cd assoluta.

Detrimento (da detererc ) nel proprio significa tutto ciò che reca qual-che diminuzione del naturale od ordinario valore duna cosai e si annlira

che diminuzione del naturale od ordinario valore duna cosa; e si applicajion meno al fisico che al morale. Danno è generico, Detrimento è spe-ciale. Nocumento (da nocere ) è male preso assolutamente, e ciò chenuoce in qualunque modo ad un soggetto. Pemizie è nocumento esi-liale, pericoloso, gravissimo; è un male che reca mina c superadintensità Danno , Detrimento , Nocumento. Jutlura o Giattura è pro-priamente la perdita delle merci che si gettano in mare in tempo dipericolosa fortuna. Per simiì. si prende ancora nel senso più genericodi ciò che si getta via. Nel (ìg. è.sempre Danno, Perdila, e simili.La Perdila è una privazione totale ed irreparabile. La morte di unfiglio è una perdita. Può essa considerarsi come cagione del Danno.Così di grave danno ad un uomo diciamo la Perdita d una lite , laPerdita delle fortune. Scapito o Discapito nel proprio è diminuzioneo perdita parziale di^ capitale, di sorte principale, di fondo in mer-ci o m danaro. Sostituendosi però la causa allefiètto, si prende ancheeoo la fìg. unzione di Donno» Danneggiamento in fine, che gli an-

v ^ e ah'orine ; ma la secca non è da nulla.

Danza , Dàn-za. [Sf. Il ballare con certe regole e mocci ^ ^

chorca , tripndium, saltatio. Or. xcpna. (Dal tcd. taflZ a l^.Purg. 3t, 104. Indimi tolse, e bagnato m* offerse D ctì l nZlì iìh) f .,odelle cpiattro belle, (fn vece di dire, entro le quatti 0 , ';a)

a Gollagg. di Bassa .* Dicesi di quella sorta ballo . t# c sfasolamente i passi, e si attende alle varie posture. , at f

3 * ColPagg. di Sacra. F. Ballo , §.

4 * Coll'agg. Cretica o Dedalea ; Danza inventata Fe se ,Ji°

M bella Arianna,-e che rappresentava le sue avventure c< i Ji Jf

* di Delia : Quella che si faceva nelle je ^

*> th Diana . le anali si celebravano in Deio. (Mit) .

che (lavasi a tull °

di Diana , le qtudì s

* Collagg. di Militare: JS'ome

Uche che si facevano con le armi , e rappreseti.'"'- . , y ., .

rione militare. Dette anche Pin iche o Armate.^ r .ID 0 ?

*CoWai(g. di Teatrale : Dcnomifurzione che creciest stt tea tl ' l '^ii<>digerenti danze che gli antichi ed i moderni hanno P ! .c ian ific. '' '

[ Collagg. di Tj-ivigiana : Dello2 per mehif- } n S '^ .af 11Bocc. nov. jS. 11. Aveva sentila la danza U'ivig i;jupo fatta gli era.

l