Ninna
Jmssiati
die
DA QUATTO
, . cosa avete, qual che ella si sia, o cara o vile, clic tanto vostra
! s ! a te tenere-, e così in ogni atto farne conto, come di me, da quan-eov 10 mi s * a -
ct'e#»' CS8cr c °lni) la cui virtù lia fatto
Ua'oJ “ nza sia levato ? „
w \.. TTO. * Posta t%tun>y'1* —. (^UCtttCWlCTlte , l/l fìiod.0 Crll/lO» Cì\ dllu V*
Lat. ex ilio et
DARE
549
10 uii sia. Lab. 166. E se il minore uomo è da tanto, da quantosser eoi..; t~ i.» f .... c ),’ C ap dagli altri ad alcuna
Quali ’ Posl ° avveri,
«^T ,,C - (0)
deinr».. '. N l ’ 01 - Posto avveri. — Da indi innanzi.
vid,
■!', ncc l's- A.
Agost. C. D. 1. ‘Ai- Per le sue parole commossa la pro-Ponrc ' sana t°iia ( senatoria ) , vietò da quella in poi che non si
9 c eil ?° ,C scdie - (V)
Ag 0st p ao1 - Posto avverò. — Da quel tempo, D’ allora in poi. A.Pneid ")'*' 2 ' 110,1 ò ( ,cl ’ò vero quello clic seguita fin Virgli.
Ex j]i' 2 ,y ’ che da quella poi mancò la speranza de’Grcci. (Pirgilio:Ih qu E r , ucre > ac retro suhlaspa referri Spes Danaum.) (V) (N)da qn (: n. 0I ’ A ( xn anzi. Posto avveri. = D’allora innanzi. Liv. M. E„ Versi t' 1 0ra innanzi furo li accolliticci altresì leali e altresì fedeli
tu CV)
‘W1ZU !
•'am^ 4 . 1 ®* 4 ® 21 - Posto avveri. — Qui innanzi. —, Da questo in-da LÌ'": Lat - exinde. Gr. ÙtwZsv. “ ~ " - an
[ , , —'*"•* couiun. w/ • evi sis~jcv S. Agost. C. D. 1.36- Sicché
- Sicché i lnnail7 -i pigliamo d’ altro esordio le cose disposte. E io. 32 .
in Asia , nel pili ristretto luogo del canale di questo nome. _Canale
de’Dardanelli . Stretto che separa V Asia dall' Europa , e fa comuni-care t Arcipelago col mar di Marinara. Detto anticamente l’ Elle sponto , e poi Stretto di Gallipoli , Braccio di S. Giorgio. — PiccoliDardanelli. Nome di due forti, l'uno in Livadia , f altro in Aiorea >sullo stretto che unisce i golfi di Patrasso e di Lepanto. (G)Dxrda.ni. * (Geog.) Dàr-da-ni. Popoli deli Illìrin. (G)
Dardania. * (Geog.) Dar-dà-ni-a. Sfi Regione dell’Asia Minore, nota an-che sotto il nome di Teucrìa e di Troadr _ Citta capitale della defa
Regione che diede il nome al canale de’ Dardanelli. —Altra regime,nell’ Alta Mesia , detta poi Dacia mediterranea , ora parte della Ser-via. — Isola del mare Egeo, detta poi Samotracia. (G)DAnDANiDE,*Dar-dà-ni-de.fV./n-.m.Z.n{. Dardanidcs. (Figlio di Dardano .) (B)Dardanii. * (Geog.) Dar-dà-ni-i. Nome patron, de Trojani, da Dar dunafondatore di Troja. (Mit)
Dardanio . * (Geog.) Dar-dà-ni-o. Promontorio della Troade. (G)Dardano , * Dàr-da-no. N.pr.m.Lat. Dardanus. (In gr. vai dono du-revole; daldor .daros durevole, c da danos dono. In lingua slava signi-fica dono quotidiano; da dar dono, c diin giorno .)—Figlio di Gio-ve e di Elettra, fondatore del regno di Troja. — Figlio di Riante,ucciso da Achille . (B) (Mit)
come
saltare
> della r) . cd a . venire; c da questo appresso s’incominciò la qualitàh a «fetta infermità a permutare in macchie nere o livide. (V)
A. , ®hanzi. Posto avverò. Lo stesso che Da questa innanzi. P.d °no c i P ' 2 ‘ 2 9' Che sopra ciò non possano quello che ere-5 ~~ D a 05 010 cc., vedremo da questo innanzi. (V)
(di t-| °t" c st° tempo in poi. lìnee, g. 1. n. 8. E da questo innanzijCli e a virtù fu Ja parola da Guiglielmo delta ) fu il più liberale cc.tU Q ltJ 0 che in Genova fosse a’ tempi suoi. (V)
Sto ; ’ vv - eli luogo e di tempo , c vale Da questo luogo , Da que-r«t;t dep' ^ aL Gr.’élHv. Filoc. 3. 121. Conciossiacosaché la fe-tA nostro dio Marte cc. si deliba da qui a pochi giorni celebrare,v. Prò,, 2 °ciu giorni. * Posto avverò. = Fra pochi giorni, Quanto^l’J 1 Lr fe. P. Da qui. ( 0 )
.. ^d.Cons'^'i* J ^ w ' P° stesso che Da qui innanzi. Da quinci innanzi. P.^A ym i BK ' .°" favellato come medico, da qui avanti voglio ec. (N)■ 9- 23 . Af 21, Aw. Lo stesso che Da quinci innanzi. P. Dani. Inf.lnt iaii7, : lor disse il maestro: non si franga Lo tuo pensici- da qui
a jyA s °vr elio.
rc,v « Uso smgolare. Slor. Bari . 8g. Risuscitò il terzo giornon d ’ c< U'c p ’ - C P°* sa hto in ciclo, e da qui innanzi dee venire per giu-U A tjR, s v, vi e li morti. ( Cioè, un giorno, quando che sia.) (V)-. , ‘A'DIETRO.-^f vv. = iusino ad ora , Da questo tempo indietro .
ahl)i an a adrieto, sin. Boez. 188. Questo da quinci indietro
4 l ?CiNc | C0 ! npÌul0 - ( P lat. dice : id vero hactenus egimus. ) (V)
Caini I , IN SANzi,n/iv.—Per l'avvenire .—, Da qui innanzi.Da quindi in-
* JDA ani - - t . y. Tf, . 7)_r_ _ r-n
D
P Qua Jl'lf Mtl , sìn.Lat. in postcrum. Gr. ctv-ìhs. Bocc. nov.68.11011 C -xP® 1 ’ Vlta tua ^ a ( ì l, ’ nc * innanzi simili novelle noi
11 °ì ; e a,11 ° più. Idi). Mott. Io ho trovato chi sa e scortica più che.■ 0 Sc lnai scorticammo, da qiunci innanzi si riscortichi.1,lll< 'Uìzi 1 ' $ 2 ' ^hc sarà , se alcuno dica: io ti voglio da qui4 avcro Per limai ;..’> ’ ° 1
dirigo.
quinci 4
Aw.A tc
Lo stesso che Da quinci indietro. P. Pit.corpo mio , sia pena e vergogna c confusione
- tua tv». I 1 iijiu , oj.i j'tua u y^igu^tti
QUi 50i J a vita clic tu hai fatta da quindi adrieto. (V)
^ Gr. ’ K T ’ s , li ^ nel. Avv. [Lo stesso che ile quinci innanzi. P.] Lat. ex co,4 9 t-i IN Bocc. nov. gg. 28. Il che da quindi innanzi ciascun fece.
°U a i ( 50 ‘ Modo di esprimere la testa, accompagnando queste pa-
U *«A.
fasi.
ce nno,
ilei in su , di dirvi cosa ec.
h casse (l ;i ' r ’". <0 .' Cecc/u Dm. A. 3. Sc. 1. Sono disposto, se me nc an-
JS.
pr.
(V)
-aure. (' c*'fui. Dara. (Dall’ehr. usi mmi. i/.imi a: , c
- * (Ò co C s Cra f‘ on di pastore. Ili ebr. diccsi Varagli.') (B)W<n .... Fiu,me dell Asia nella Caramania. — Città a
f'etta
i,*«Ab.
n 4 U 8 .
aneli,
, a j v.im uciia t'ersta net carsiszan. (G)
4,ic o» E i 100 ®-) Da-rà-ba. Antica città dell’Etiopia , (fi)
1,0 ) età’ s U; ! r " có ' nc - N- pr. m. Lat. Parco». (Dall’ebr. dor gcnerazio-Ti Cts ' dnl„ -° •> c gene possessore : Possessore de’ secoli. In ebr. di-\(- B)
j.*aAb|. * co g) Dì-rsi-i\c-i.Ant.popolidell'Af.nell’interno delIaLibia.fi)
At,A »o. *^f® 0 o )D.i rà-di.P «polo dell' A pica nell’interno dell' Etiopia, fi)pi e ° , 'i’/ip r >nw) Da-ra-do. Lui. Daradus. Fiume dell’Africa che si crede[,' I ''Asi8Ar ll . Senegal , fi)
]u I ' 4,| Agor' .Aycog.) Da-ram-hà-ri, Dembarari. Città del Monomolapa.fi)là ^'SSA.-Vp AGeog,) Da-ra-na-gùr. Citta dell Indoslan inglese . (G)
1 frissi!, .ff" fàa-ra-nts-sa. Aiìt.cìl.dell’As.nell'vJrmenia Àia^‘"ARona. - ficeeg 4 «a p
U4a AR,
)n>i- * fiT la i e f ra un certo Mohamed, cognominato Durati. _ t
ij, * 4c - * fticn't a f-. ' ra " s ' ) Darasco. Città dell' Indoslan inglese . (G)b,,.'’ 4si *. * llan e detta Russia eur.,che si getta nel Caspio.fi )lUn B ' ,SG ' * (V eo ìQ Dar-lia-nì-a. Sf. Paese delta Nigriziaorienlale.fi)t *n*') P" 1 "’ 11 del piccolo Tibet , fi)
rnf* ant ‘C(iml ' , lt -) Dar-da-nà-ri-o. Add. e sm. P. L. Nome che da-sti'° COs * «letp I " ln011n P°lisli delle biade. I-at. dardanariiis. ( Fu-^AtiD U ^° 5sc ì fr [f CA; i to Dardano negromante , che si credeva di-
Waggiore.fi)
(Mit)
osasse i r„ ... «rio jj4[,z tU. * "! Ul dcIla ferra
Velli piaceri a prendere ricominciammo, ora provandoneora a dardeggiare colli pastorali bastoni.
Dardeggiato , ” Dar-deg-già-to- Add. m. da Dardeggiare. P. di reg.fi)
Dardetto, Dar-dét-to. [Àm.] dim. di Dardo. Lat. parvum jaculum. Gr.a.KÓvTiov. Fir.As.ii g. Posciaché con alcuni loro dardetti ebbero sparsomolti fiori.
Dardiero , Dar-dié-ro. Sm. Colui che è armalo di dardo , Guerrierousato a scagliar dardi. Salv. Op. Care. (A) Salvili. Odis. 18. if-.Che dicono i Trojani esser guerrieri Uomin, dardieri c scoccator di frec-ce. (B) F Opp. Caco . 3. 0 la truppa Assaltante de’ giovani dardieri.(iV)
Dardo. [J/u,] Arme da lanciare ; ed è un’ asticciuola di legno, lungaintorno a due braccia, con una punta di fèrro in cima, fatta comeputita di lancetta, e con due penne ; che anche si dice Freccia . Lat.telimi, jaculum- Gr. (JqXÌs. ( In gr. linde ardis significa questa punladi dardo; e doration vale asticciuola. Ili ar. dariion dinota un dardoche penetra l’elmo. Finalmente i Brettoni, come ora gl’Inglesi, chia-mano dart il dardo; ed i Celti dart , e gli Slavi art la punta.Sembra che l’origine araba sia preferibile alle altre.) G. P. 8. 7 8.tfLeggieri d’arme, con balestri e dardi c giavellotti a fusone. Red.Pip. 1. 2g. Leggcsi cc. che i Dalmati , ed i Saci avvelenavano i dardifregandovi sopra i’elemio.
2 — Per simi/. [ Si prenda comunemente , ed in parlicnlare da’ poeti,per Saetta, Strale, ed in questo sign. se gli danno gli aggiunti diAiuto, Velico, Pungente, Acuto, Mortale, Fiero, Grave, Possente,Impiombato, ec. ] Pelr. sin. 228. Ed oiiné il dolce riso ond’ uscio ’ldardo Di che , morte, altro bene ornai non spero.
3 — [Dicesi anche/ig. di Qualunque altra impressione violenta chepunga e accori. ] Amiti. Ani. 12. 3. 3. I dardi che sono prevedutimeno feggono.
— (Marin.) Rampone , Rampicene , Delfiniera.Atra Diruto di pesca.Qi)
1 — Dardo infocato, a fuoco : Bacchetta di fuoco d’artificio per
lanciarla nelle navi nemiche col cannone o col moschetto, e incen-diarne le vele. (S)
Dare. [Alt. e n. ass.] Perito che in alcune voci esce di regola, e per-ciò da’ Grammatici è detto irregolare ; ed in alcuni tempi ha dop-pie terminazioni, come fìc manifesto dagli esempli addotti ne'suoi si-gnificati, e nelle sue frasi e maniere. Lat. dare. Gr. SiSoeai.
1 — Parie uscite , per lo più antiquate. Pelr.part. i.canz. 7. Or m'hnposto in obblio con quella donna Ch’ i’ li Aie’fdiedijpcr colonna Dellasua frale vita. Bernb. Pros. 3. 152. Io mi posi in cuore di dartequello che tu andavi cercando, c dietelo ( disditelo. ) Cavale. Pun-gi!. gj. La sentenza , la quale S. Pietro dette contro Anania e Sa-lirà- Cavale. Sloltiz. 218. Gridiamo a Dio clic ci soccorra cc., edicci (diaci, ci dia) il suo ajulo. Guitt. leu. 1.4. Come dunque da-mo f diamo ) eternai tutto bene per picciolo c temporale? (V)
2 — Andare, Dililaifi. Frane. Sacch. nov. 70. Corre fil porco J porlino androne, c [’ altro porco drictoli, c danno su per una scala. Ilnov. i38. E Boli nano dàlia su per la scala , e_ giugno alla cucina. Fnov. 155. E ’I medico scappucciato ec. dàlia giuso da casa i Torna-quinci , e giuso verso la porta del Prato , che mai non lo poto’ te-nere, Cecch. Dot. 4. 5. Sc voi cc. lo vedessi innanzi per la via, da-tela pe’ tragetti. (V)
3 —* Applicarsi a checchessia.Socc.q.co.u. 3. II quale non ad ammassaredenari, come i miseri fumo, ma ad ispender gli ammassati se:dato.(V)
A — Arrivare, Toccare, Aggiugnere. f.at. pcrtuigcre. Gr. àHKvs'vz^xi.Pardi. Slor: g. Sopra una bellissima mula cc., guarnita con moltoricca maniera d'oro ec., con una copertina di broccato, clic le clavainliuo a’ piedi, c quasi toccava terra. Nov. ani. 83. Quelli rise; ole fece mettere un bel sottano , che le dava a ginocchio, e fecclavicigncre sue. (V) _ . „
5 — * Assegnare, Stabilire o Pagare per assegnamento. Cecch. Dot.E’si sapeva quel che usava dare quella casa di dote. (A)
6 — Attribuire. Passav. Specch. Penit. cap. e pamgrafo ultimo. Av-vegnaché l’erbe c le piante abbiano certe virtù, secondo le lor qua-litadi c le loro spezie cc., tuttavia non credo che abbiano tanta effi-cacia , quanta i filosofi danno loro. E Ar. Egl. Tirs. e Mclib. Da-vano a lei quell’inclita onestade, Che giunta con beltà par elicsistime Al nostro tempo ritrovarsi in rade. (P)
— Cibare, Dare per cibo. Sali . Giugurt. 12. Alcuna parte fece porre