B'. I lly
1MTTJLOBOTA3VO
DAVANTI
-Mitili-' *™«logici, d€ mitologi , non si potrebbe a Dattilo mai so*
* (Bob) Dat-li-Io-bò-ta-no. Sm. V. G. Lat. dactylobo-a * •' t ^ os dito ì c botane erba.) JSome dato altre volle allacui foglie sono divise in lobi digiloformi .—, Da*^fiion n ° * Sì,u (Aq)
dito e °? E *i * (Arche.) Dat-ti-Io-dò-cme. Sf. G. ( Da dactybsaltri* £ ~ oc hine palmo , cioè palino commensurabile da dita. Secondotra? dwtjios dito, e da dochmos trasverso.) Misura di quattro^iri t0Fì Perse > chiamata anche Palmo. — , Dactilodocme, sin . fO)
S°sis ( t?° S *) * (Ghir.) Dat-ti-lo-flù-go-s-i. Sf. F. G. Lat. dactylopblo-ditfoin tjtios dito , e phlogosis infiammazione.) lujiammaziotieì» c ^*®tUr« •i mano ° de piedi , cagionata da ferita o da slirac-Kì ^ l ^iQf. Ul ° i nta di queste parti. —, Dattìlile, Dactiloflogosi, sm.(Aq)(l)a clac/^i (kett.) Dat-tido-lo-gì-a. Sf. F. G. Lat . dacìylotogia.
Stt tni r 0S - e l°g° s discorso.) Arie di conversare per mezzoco ^ e dita. —, JJactilologia,• sin. (Aq)
Dat-tido-inan*:i-a. Sf. P. G. P. e di' Dalli Ho*
^ Iln )
Dat-ti-lo-no-mì-a. Sf G. Lai. dactylonoraia.^'(tre ^n° S d‘to ) 0 ttomos ll’ggc , regola. ) L’arte di contare o nu-l »tlì Ce ì} f dila , che si fa coniando il dito grosso sinistro per 1 ,b ri,n( h<-‘iliiil 2,e C05 * di seguito sino al dito grosso destro vìi è il de-è dinotato colla cifrao .—, Dactilonomin, s//ì.(Acj)■! dell*,' \. °l') Dat-li-lò-po-ra. Sm. JSome di un genere di po-^ tlì( li'ac e Q l ] lP ' d e $l' idreformi annidati: polipajo pietroso , libero ,Stl l )o r/i c i° c {<*vato^ pei forato nella parte più ristretta , coll’ esterna!> « I>0ri^ ia ! a a maglie romboidali , e colla rete nell’esterno po-l°* c ciò 1 i HQco M ss ì m i‘ ( Dal gr. dactylos dito, e poros transito, mea-b^^fficie 3 ‘ /Motivo del pobpajo ciiindraceo perforato cd avente unaJ T,r,l n fiCA , il quale rassomiglia ad un dito.) llenìer. (Min)
Ur , ylo s dit '*r.) ^dt-ti-lo-tè-ca. Sf G. Lat. dactyliotbcca. ( Da£ tc a d ie Se f e diece guaina, ripostiglio.) Strumento o macchina ckirur-> (ilio*. / * i ìeì riporre e mantenere le dita nella loro situazione na ?b ^ (Lep \ P er qualche causa non visticno. —, Dactilotcca, sin (Aq)* e J U ' Dattilìotrca. (A) (N)
(ha d<u:iYt 0 . j- 00 ■) Dat-ti-lòLte-ro. Sm. V. G. Lai. daclyloptcrus.te a fQrni»i- dì j-° » . c pteron ala, pinna.) Genere di pesci volanti4f) ^ e dìstùu^ .Sfi acantopterigi , sezione de' p ir aboliti^ il cui camt-Q.lf enut i du° Sl è di avere delle pinne composte di raggi o dita ,ej H r<l nth e U l ta mein brana. La specie più comune è rossastra , conli» 1,1 u <irio bì 'une , macchiale di blo. Sì osserva nel MediterraneoC!" s Lin n!‘ > ’^.S! e ^ Oceano. - - -
581
ir, ' .n.o»iu. —, Dactiloptero. sin. Lat. triela vo-
^«to. • ’J A q) (N) b
T^ tlr| al. b0 S - ) Uùt-to-lo. Piccola isola deserta dell' Arcipelago di
r>o, iV, L T trtone dMa Siciliu ■ ( G )
u v n °) •sm, . or ' 110 - Avv. D'intorno , Intorno. —, D’attorno , Dan' 1 - •Bolle ,1 ' U ' c * re,lra 5 circa. Gr. xixXw. Bocc. inlrod. tg- Sciua4' Cl rl n °i o °" nc <1 attorno morivan le genti. E 33. E 4 e di quinci
sii',9<>u
■' i?° n 'pran, C |??’1 mo corpi morii o infermi' trasportarsi dattorno. F<e con giardini maravigliosi.
0l ie j( c tjQsa dattorno, per Circostante. Bocc. g. 5. n. 8. Fuori5*'^ [f r l J 0, ' e t e d ogni altra cosa dattorno, a’dtic martini il gittò.(V),n (ilr' *juelli S (". lc ^ e Óel vicinato, De’luoghi circostanti.] Din. Comp.tiQj. 1 ''titani ri P aes ‘ dattorno venuti. E altrove : Aveano invitatia Srand 1(!S - at h >rl10 ' » Bocc. g. io. n. io. Egli fece preparare lea ^ I 1 geritili Une ® ' )e 'le, ed invitarvi molti suoi amici e parenti,4,,',, Vt, rsi unà* 01111 "’ ' ctl a * tr ‘ dattorno. (V)i , 2 ’9. ]V r ,, Cos ^ dattorno = Partirsene , Lasciarla d’occhio.Fir., da )e 'dorsi SC a ^ evava ma ' d’ attorno. (V)
5 ^ ,? ; 'Uorn,i a ”“ rno a checché sia — Girarvi d’ attorno. V. An-
^ehT 0 a,tcl >e V
, Q u e n' (l if- n -l°f Za ut prep ., e serve comunemente al terzo caso,
Vi, ...
n.>, i
J a folora esempli e col secondo e col sesto. » Bocc.% ' 1 1 cav.il? venuta dattorno a costoro , come smontati
Vo"/«- Ci"‘ ada g' a ''or>o. (Gin )
j di ( re . a - Gr. g. , 7 . 10 _ Conviensi fare il porcile alto dat-*°"><V ^ eoi, } > e Poco più ampio di quella altezza da terra.'Ver ! >e> ' daini e,<r!a Particella njjhsa, \_fu detto dal Bocc ., cioè dat-h'^San i ? r °Pos 1 | U ° 3 sc ' 5 Bocc. nov. i4■ t4■ hi questo destatosi*Ti 0 dosi fi,' ‘ °> e veduto il lume, e questa gente dattoruosi, vcr-hYW' 0> . lAw * ,eme «dosi, nnsc il capo sotto i panni.
ATl ’U. * 1 stesso che} Dattorno- fo. Cr. 2 . 4-
>lb ^nìci ®°t.) j). attorno si parton dalla corteccia.
CfJ>, o// q 5 f < - ltìl ÌiiliJf ~J ì '}' x ‘ tenere di piante della pentundria mo-
• tr20,ll> Pet.(tl a e * solanacee , che portano il calice tubulaso , la' >tlil,l W Co ' Ul *ne ^ imbutiforme ^ pieghettata , e la capsota qumlnlo-1 o solt° te s P ec i e esotiche , ed una europea detta Daturab. PpÌQ 'ffo'ì lin, (, fo° ^ tram °nio . Se ne coltiva una specie con
. \Y».. q_ ì . tx . .
b A Tl >'iKi l/ f' (Sccoiidn**! t Ul °i et{ i delta Datura fastuosa o Stramonio. ÌL '^io, ** CChi^ n n r * Lemery , dicesi nelle Canarie dativo.) (O) (N)fffoi'e t'k, 3 * v Lo stesso che Daturio. V. (Aq)
yfdiuxf. tìXOl, nt a Sostanza immediata alcaloide par-
c °Ìl‘acid ìanf de nella semenza dello stramonio^ ove esistel y r 'i°G:aT^j,J‘. Wnne V^uiUt la virtù anodina iì)^ ‘ e '7 e> «freddo non ^ Ue ^ a pianta. È bianca , polverulenta , quasi'i ^tuvina ? c q ua « nell’alcool , solubile in questo ultimo
h fottio 0 B 0 2c a . » p n » iI "* (Aq) (N)
,, l yie p . ( Uto n m° . apper ^- in forza d’aggiunto dicesi di Chi staI),; 1 11;, . ^Tl 1 onm . " • - ' -
a
Posto
~ . ./ * *' 1 *’ u u,(ji«,ttti/ uti.cac ut Kv ili oiw
g^aluntjue cosa. Cr. alla v. Bosco. ÀI Bosco, §.3.(0)(C r-.ni r A, am ‘‘>'h- — Da qualunque parie. Dant. Utf.10 «i. V.>) Dà‘ | l a ^ lla f "da Tremò si che pensai ec. (0) JV »eug., q >. yuba. Picco! ■ città della Boemia. (G)
Dauco. (Boi.) Dà-u-co. [Sm- V. G. Genere di piante ombrellifere, della
penlandria monoginia , coli dette perchè stimolano e riscaldano. Laspecie più comune è il Dauco comune, volgarmente Carota. (Dal ‘‘i.daco o deco che più comunemente dicesi daino io mordo", io pungo -e ciò per lo sapor pungente delle foglie di questa pianta.) f.at. dauci».Gr. ia.iie.oi. Red. Esp. nat. g6. Dalla China ci recano un certo seme ,a cui danno nome di finocchio della China, predicandolo opportuno amolte infermità ; ina io trovo che di poco trapassa le virtù del finoc-chio nostrale , di git anici, de’ dauci e del cumino.
2 — Dauco eretico , altrimenti Dauco primo , Pastinaca selvatica, piantaperenne de'siti montuosi, che appartiene alla pentandria diginhi, famigliadelle ombrellifere, e iella quale in medicina s'usa il seme che ci pro-viene da Càndia e dall’Egitto . Lai. alhutnantha cretensis Lin. (B) (N)Dauco. * iV. pr. m. (Dal gr. daveos , onde i Lat. hanno fatto per «tu*tastasi audax, audace.) —Padre di Luride e di Timbro, capitani latiniuccisi da Pullulile. (Mit)
Daucoidi. * (Bot.) Du-u cò-i-di. Sm. pi. V. G. Lat. daucoides. ( Dadaveos dauco , ed idos rassomiglianza. ) JSome dato ad una speciedi pianta ombrellifera , a motivo di una certa rassomiglianza eh’essa,ha col dauco, cioè con la carota. Lat .caucalis daucoides Lin. (Aq) (N)Daul. * (Mtlit.) ò m. Grosso tamburo, in uso nella cavalleria turca ,e che si suona da' due lati con ambe le mani. (Van)
i * (Geog.) Datile, Dol. Piume e cit. della iV uovaGranaln.lfi)
Dauci. * (Geog.) Dà-u-li. Fiume dell’ Indoslan inglese . (G)
JJaci.ia. * (Mit) Diu-lì-a. Add. firn. Soprannome di Filomela , perchèdtcevasi avvenuta in Daulide la sua melcmsicosi. (Mit)
2 — * (Geog.) Daudia. Antica città della Macedonia. (G)
Daulide , * Dàu-li-de. N. pr. f. ( Spettante a Daula o a Dtmlia. In gr.
duvlos vai denso o tizzone. ) — Figliuola di Cefìso. (Mit)
2 — * (Geog.) Città della Grecia nella Focide. (G)
Daulide. * (Arche.) Sf. Festa argiva in memoria del singolare com-battimento di Preio contro Acrisio. (Mit)
Daulie. * (Mit.) Dàu -li-e. Feste argive in memoria della trasformazionedi Giove iti pioggia d’ oro. (Mit)
Da ultimo. Avv. Lo stesso che Da sezzo. Lat. postremo. Gr.rà rsAeeraìo v.Bemb. pros. 3. E da sezzo , che è da ultimo. Sagg. nat. esp. i6g.Benché da ultimo, quando si perfeziona l’agghiacciamento di tuttal’acqua t diventi colma
2 — Prov. Da ultimo è bel tempo ; detto ironicamente, e significache Da ultimo si dee temere che venga ilgastigo. Lat. raro anteceden-tein seelestum deseruit pede poena dando, Horat. Malm. 6. e■ Ma statepur, perchè tardi o per tempo Lo sconterà; da ultimo è hel tempo.Dalma. * (Geog.) Dà-u-tna. Isola del Mare delle Molaceli". (G)Daumur. * (Zool.) Da-u-inùr. Sm. Specie di serpe , che entra nellacomposizione della teriaca. (Van)
Da uka basda. * Posto avverb. = Dilli un de' lati , Da una parte,Cr. alla v. Accavalciare. (0) F. Banda , 1 5. (N)
Da una parte. Posto avverb. ~ Dall’ un lato. Segner. Mann. Lugl. i.2 . Da una parte questi sono i danni per lui più considerabili ; e d’ al-tra parte questi sono quei danni di cui men geme. (V)
Da una volta in su.. Posto avverb. = Più volte. Lat. pluries. Gr.sZ-Di; mi x Bocc. nov. 86. g. Da una volta in su caricò P orza.Da un gran tempo o Da un gran pezzo in qua. Posti avverb.zzz Da mollotempo, o che È passato molto tempo da che ec. Lat. jatndiu. Gr. scG.xi.Daunia , * Dàu-ni-a. iV. pr.f. (V. Daunio.)—Figliadi Datino, sorella,di Turno. (Mit)
2 —• * (Geog.) Sf. Lat. Daunia. Ani. contrada d Italia nell' Apulia ,
la sua faccia di lu-
DaiDauno ,
co , vetusto .)—Principe illirio , che venne a stabilirsi in quella partedeli Apulia , la quale prese da lui il nome di Daunia. (li) (Mit)Dauria. * (Geog.) Dau-ri-a. Sf. Antica contrada della Bussili asiatica.(fi)Dautona. * (Geog.) Dau-tó-na. Antica città dell’ Alla Pannonia. (G)DAVANA.'(Gcog.) Da-và-na. Ant. città deli Asia nella Mesopotamìa. (G)Da vantaggio. Avv. Di più. —, Davvantaggio , D’avvantaggio, Di van-taggio , sin. Lat. praeterea, amplius, insupcr. Gr. xÀAmr.-, sn. Beni.Ori. 1. Q. 63. Venni a torre a costui Tarme e’l cavallo^, E trovoquesta donna da vantaggio. Tue. Dar. Star. 2 . z8g. Ma \ itelilo trovòaltre cagioni da vantaggio.
Datante, Da-vàn-tc. Avv. Lo stesso che Davanti, [ ma D.ivante si scrissepiti nel verso che nella prosa. ] Lai. ante. Gr. rpó. n Dant. Purg.1 . Li raggi delle quadro luci sante Fiegiavan si la suame, Ch’ io ’l vedea come ’l Sol fosse davaute. (P)
2 — * Col v. Avere : Avere davante = Aver pronto. V■ Avere da-vanti. (N) i .
3 _ Fie. Per T avvenire. Dant. Inf. 20 .38. Perche volle veder troppodavante, Dirictro guarda, e fa ritroso calle. But. Troppo davante, cioètroppo binanti , che volle vedere quel che venia.
4 — Talora è preposizione , e si usa col terzo , sesto e quarto caso,e più raro col secondo-, £e vale Innanzi alla presenza Lat. Corani ]Peti-, son. 86. Che Tatto dolce non mi sha davante Del quale ho lamemoria e’1 cor sì pieno. » Fil- A.V.f’m/. toni. 4- 3jo. Cristo si tras-figurò davante alti discepoli. Gr. S. Gir.f La sua dirittura e th-mcnticata davaute Dio . (V) Dant, Inf g. Fe sembiante: D > uomo, cuialtra cura stringa e morda , Che quella di colui che gli e davante.Ar. Far. ir. gì. Or con Frantili gli e al fianco, or gite davante. (P)
Cavante che .Avv.Pritna che .—,Davanti clic, Sin. /^dZ-priusquam, GiwpivDavanti , Da-vàn-ti. Avv. [ e in diverse maniere ci mostra il tempopassato.} Prima , Innanzi .—, Cavante, sin. Lat. antea. Gr. Ttpo. Bo, c.inlrod. 3. Seguita prestamente la dolcezza e ’l piacere il quale io v’ ln>d.ivanti promesso^ Petr. p. -t. canz. 2 f. Cbc questa e nitf* d’un seme,Lei davanti e me poi, produsse un parto. (Gin )
2 — (In questo stgn. se gli antepongono altre voci , come con simili