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Vol. II.
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DETTATO

doccr e Insegnare , Ammaestrare ; [ e propriam. Suggerire.] Lai.

Ice; delti are " Pass. 33. La ragion naturale, la qua-

e hcKi li f ammaestra che non è vergogna cc. die V uomo si lavi'lucilo e! k' 1 «liscrczione è quella che iliscerne; lo libero arbitrio«1 jlhi 0 , ®l e ggc sccondochè la ragione delta, » Car. ìelt. 1 . 8. (Liltz., di c vi Accettatelo per amico, con tutte quelle accoglienze

" ljì,, tj vostra gentilezza. (Min)

T t<mr l n"' P CC:mc " le - {mL «licere. Gr. xiyuv.

«lettati cont XC r at " ® ci 'lt>ex-e. Gr. ypdft». Vii. Plut. Li quali aveva c hc nur-ìi. cn l , itani di Macedonia . Cas. son. /pi. Segli avver-~~ {A i j.i° scrivo o detto Con tanto studio ec.h 0 s «0 hello i sost P cr Dettato.] Com. Inf. i3. Massimamente pere *]4to I) . «Iettare, c ornata bellezza di rettorica.dittato '^1°' òm. Stile , Dettatura , Testura del favellare. ,V Jj/* T-at. dictatum , them.T, Stylus , structura. Gr. Mpa. G.«-U aito ,| E intra laltro fece tre nobili pistole ec., tutte in latinoEl°, s j ' l a l°; Dial. S. Greg. M. Alcuna volta , per Far bel det-^ttorici -, ° e ,i m °lte parole. S, Agost. C. D. Con beili dettati e> *Umo di. V i cran n° per P altrui cause. Lab SS. Per lo stile delJ " Con, . Icttera -

J 0ll °1 Sere X ° ne ^ at ' scr 'P tl,m i poema. Gr. Zifos.Vit.Plut. E quando fu-

DEUS 1 DAMO

Tav* Abbrer.

* Mn^ SU ° l ? ota nto viziosamente. .

^ttlQ c ii (l ^ r ^ Co ^ arc e consueto di favellare , [ o piuttosto Proverbio ,per le bocche di molti a maniera Am

V S n° r0! - -Sluiio 8 * 0 dcl1 '

di sentenza, o Insc-Lat. verbum, adagimi!.

«minnemente ricevuto o saputo. ] .. ,

Tae. Dav. Perd. eloij. 416. Onde è nato quel travoltori"' 11 0 sai ^ a '° » clic i nostri oratori parlano sciocco , c gli strioni * c Voi . Alh s- 221. Però dice qualcun, che se ne intende,

J«nd c . ^ Sl «te in ultimo ridotto (Nostro dettato) ovelbuon vin sib, «itn?» Tane. 5 . 7. In buona, egli è vero quel elettalo,| Ti 4To, *V, i*-'do in ciclo è stabilito.

>?* c ra con 1 *' da Dettare. Frane. Sacch. nov. l5s. E fatta una

con onn . nj °lb! altre cose dettata, la fece

~ ' '

n 'suor tm, ~ cornerò

1 s>,, Leu pbja--re. Veri. m. di Dettare. Che detta., Dittatore,

iT I Antri 1 dlctat - Gr - èitxyootvwv.

p 0 «l sav' destro, Segretario. ] G. V. G. 2 3 . 2. Fece nidiaci- ?btt. s p 110 uio maestro Piero delle Vigne, il buon dettatore.i/° r * deitàf llc ' os3 ' ac l , c alivi trattati ce ne abbi a ec. da troppo mi-tf^blo °T l e . «Maestri clic io non sono ec. » Car. kit. 1.8. (Ediz.. «ntleire P giovine mollo da bene , c mollo amorevole , bello

] Mo P A nssimo dcltatore , e nelle composizioni alla bernesca . ..; (Sl. jt^^vole assai. (B)

A' 0, SAOr,v / ò um e di suprema dignità. V. A. V. e di Dittatore.,» ,* 7 $ . i ^ ì - Cesare Dettatore, primo protettore dei Coloni,

lieti ^Siom T/v 111 ^*1 credito da Cesare Dettatore condotte. ( Parlau.^Csa i'/, 0 )

(>a, iSf.\ Il dettare , el Dettato stesso. -, Dit-

,.N diede* - 1 ' 6t y ll,s . Gr - Viv. Prop. io0. Questa tal det-

5 1 più a , n P 01 «J ua lclie_ facilità al medesimo Galileo cc., per faroili (*' I pari °- lsteso « Q dialogo, che sc veduto. » Salv- Avveri. 1.t 7U0 ari e la dettatura appajon cosi novelli, che per moderiliC n?,/\ prenderebbono. (V)

e tffftpulbfi ^M lc i0 del dettatore. Titolo del supremo magistrato fJ?^tutu». a C ? Jf*-ftowaj Cc in questo sentimento'"c fili 3 . LaL dictatura. Gr. ii,

serrare. Cas. lett. 64<si rimanda la miuuta della replica dettata dal

Gin. Hit. 11)1. Non volendo porre questo nome (rfi Giovanni ) pcrdot lo della madre , andarono a quel benedetto Zacchcria , cc. (V)

G Dal detto al fatto , posto avveri. =s In un subito. [Lo stesso cheDetto fatto. V-ì Lai. statim, illico. Gr. tvàvs. 6egr. Fior. nov. Con-clusero , clic fusse bene osservarlo cosi destramente , acciocché daldello al fallo di nascoso non se ne fuggisse.

7 Dal detto al fallo è un gran tratto. Moda proverà, che significa-Gran differenza essere dal dire al fare. Lat. saepe facta dicfcis nonrespondeut. Gr. nokKxKts ìpya rois Xoyats ovg ofxoix. Fir. Triti. 2. 2.Eh , Purclla, dal detto ai fatto v è un gran tratto.

8 Nota modo. Vii. SS. Pad. 1. igS: È In seconda volta venendoci,senzaltro mio detto fece simigliantemcnle. ( Cioè, senza eli io linvi-tassi più a farlo , orò nella mia cella. ) (V)

Detto. Add. m. da Dire. [Pronunzialo, Profferito J Lat, dietns. Gr. Xt-yófiuvos. Cavalv. Discipl. spìr. 72. Ma sia per non detto. ( Cioè, o-mctto ciò , non Io considero , ec. )

a [Sopraddetto , Già sopra nominato.] Hocc. pr. 9. Delle quali le giàdette donne, che queste leggeranno', parimente diletto ec. potrannopigliare. Cron. Mordi. Vià. Ispese il detto Bartolommco assai danarim possessioni in Firenze . E 2 JS. Il detto Pagolo-, giovarle soTOj solo,sanza alcuno ajnto o consiglio, se non de suoi amici , ec.

3 E senza larticolo. Vtt. SS. Pad. 1. 2. prol. E dobbiamo sapereclic detto libro bac quattro parti. (V) Cron. Stein. l'.U, A di venzeisopraddetto furono impiccali ... e altri detto di. (N)

4 * chiamato per nomo o pcr soprannome. (A) Òr. :

Opere d Antonfrancesco Grazzini detto il Lasca . (N)

Detto fatto. Posto avverila!. 2= Subitamente., Dif detto al fatto-,Come detto così fatto, Detto e fitto, sin. Lat. statim, illico. Gr.iex-pavrlx-x. Fir. Disc. an. 97. Comandò clic intorno all'arbore si acco-stassero di molte legne , e vi si mettesse il fuoco cc. ; e detto fatto vifur messe le legno, c attaccato il fuoco. E nov. 3 . 218. Tenendo pia-cerlo che efisse labate, fu per aprirli detto fatto. » Frane. Sacch.Come detto, cosi fallo. Fav- Esop. ifj. E cosi detto e fatto amendueIo poetarono alle forche. (V)

Detumescf.eza. * (Mcd.) De-tu-me-scén-za. Sf. Diminuzione di gonfia-mento 0 dell intumescenza di una parte. (A. O.)

Detcnda. * (Gcog.) Dc-tùn-da, Ant. cit. della Spagna nella Betica. (G)

Detubpamento , De-tur-pa-mcn-to. Sm. Lo stesso che Deturpazione. V.Stigl. Art. Vcrs. 13 . Berg. (Min)

Deturpare , Dc-tur--rc- [AUà V. L. Sozzare , Imbrattare, Far di-venir bruito, Lat. deturpare , ilcdccorare. Gr. ai 'agfimv. Dani. Par.i 5 . i 4 l- 11 cui amor multe anime drinrpA. l'v. Jac. X. 2. 23.7. Perdetutta la sentina Chel faceva deturpare.

Deve spato , De-tur--to. Add. m. da Deturpare. Cocch . Aneti. Dallaquale credulità si veggono con ammirazione deturpati gli scrittimolti uomini grandi. (A)

Deturpatore , De-lur-pn- -re. Veri. m. [ di Deturpare.] Che deturpa.Buon. Fier- 5 . 4 6. Deturpalo! di fori e tribunali.

Detdrpatrice , * De-tur-pa-li i-ce. Veri. f. di Deturpare. V. direg.( 0 )

Deturpazione , De-tiir-pa-zid-ne, Sf. Imbrattamento, Mondazione.,Deturpamento, sin. De Lue . Doli. Volg, 11. 9. Berg. (Min)

Decallu. * (Mit. Imi.) Dc-u-àl-le. Sin. Festa in onore de'morti, du-rante la quale gl Indi danno de banchetti , distribuiscono alimenti ilpoveri e fanno grandi illuminazioni. (Mil)

Deecaledomi. * (Geog.) De-u-ca-le--ni-i. Lo stesso che Calcdonìi.p'.(G)

Dzucaliije , * Deu--li-de. N. pr. m. ( Pertinente a Deucalin. V. ) Ào-

D

me patronimico dIdomenco. (Mit)ECCAuni, * Dcn--!i-di. Add. pr. m. pi.

, - j far*" " incultura, w. oiktcitiopqs

Tp 0 1 s «ovoli , mise giuso la dettatura.

^ Sua C l c nzn, V: a -=-nc. [,V/] Il dettare. [V.A.V.edil Dettame. Bui.^ I!t .'tr lc * t:l ' 4 iori 0e /- On ! 1 ? scienza, cioè scienza di quel che c coutra laIter, ^Accng * contro I insegnamento della propria ragione.J

Ao° Hét- o * lfJ V-) Del-tel-bàc-cbe. Pie. cit. della Baviera. (G)t u '°- nov.' ' n f Parola . Lat. dictum, verbum, oratio. Gr. fr/xx.( k«letto, a': J per istraziarlo, clic per diletto pigliare dalcnn

fcij,! a ?^asci a a e ,?«' 'A. 36. Vcggeudo i detti della balia con quelli1, Ilo. ^,« e ni Currado ottimamente convenirsi, cominciò a darTanto 11 ^ llc Gnigno in fatto, e cortese in detto. M. V.Sa, 1 *, «>a n,,,., «ncnte si portò in detto c in fatto, che ron ver-5 '- A, (l 'ntn, T uelU «'«altro ec. fu ribattuto. Vani. Purg. 6.33.Rogito ? À e !oi '«! speme vana] O non mèl detto tuo ben manifesto? ° °°n Un jff u ? la > Facezia.] Bocc. nov. 6. tit. Confonde un valente2 ° » ri per ^ c ^° ' a malvagia ipocrisia ec. Berti. Ori. 2. 21. 2.0 K. ®dto bruti 10 " P c, '«l crc un bel detto , Guadagnar qualche scher-- « :v,' : t0 - Castigl. Corteg. 2 igg. Laltra sorte di facezie

consiste solamente nei detti pronti ed acuti, come

n odnnrv. n «-l^ ^. _ - -»- 1: .

voce aulica . P .Petr. Uom. ìli*

0p «tto.

5 ^:

questa novella , poiché io sono entrato''UOinrv, e n °mo, dire certi suoi detti. (N)

«lem * 1 ?' miei a '° studiato o simile, ] Petr. canz. 4' 9- Alzando leiT ^ .«en.l-. u «« « onoro /-' -- ai 1- - . » -

22. Al buon testor degli amorosi

£sc,! '

I- " c, t dìr e -\ ?? ar fal «letto [altrui] Rimettersi al parere,^ v Hle * ù " j neon n h... r .. 1-

* I\-,. ,

«Ito V'f Q stiamoci A d. tiosuo.

AAiu» . rJ Megli altri. Lat. a borimi sentenliaearquiesccre. Gr. TSjs °ln- f ? f-Miuv,.A,nbr. Cof.4. 5. Lo dice mona Laura,Che l -,VrV

?f . ..«l«'tto ? llc stiamoci A detto suo. ®'J 1 * Oc-u-si-da-mo ,

««ni 77 '^°l Jr « l la parola , o Per l'avviso U'alcuno. V>t- S. Deusidaji t

Di Deucalione, o piuttosto DiDcucalo. V . Deucalìonir Salviti. Cas. 2/. La paterna stirpe desatirirapportarono alcuni a Deucalione, poiché per questo Deucalidi dapoeti greci sor» delti. . . Sou poi i Deucalidi figli o nipoti di Deu-calione di Tessaglia. (N)

Deucai-io,*D cu--li-o.iV.p)'. m. Lo stesso che Delicato. V. (In gr. signi-fica vóto di dolcezza ; da deveos dolcezza , e hcdios vóto. P uh anche si-gnificare dolcezza del sole ; da deveos dolcezza, e helios sole. In ebr.é lo stesso che malattia , languor generale ; da deva languore , ma-lattia , e chol ogni , tutto. V. Deucalione. ) (Mil) (.N)

Deucalione , * Deu-ca-li-ó-ne. N.pr.m. Lat. Doucalion. ( V. Deucalio.Le parole greche devo io inalbo, e colane col le, posson dare peraltroa Deucalione il senso dinaflìamento dc« colli, e ricordare il diluvioche soverchiò pcr quindici cubiti i monti più a-Ui.) Figlio di Pro-meteo, re Tessaglia, mai ito di Pirra , d tempi del quale avvenne ildiluvio che porta il suo nome. Figlio e successore di Minosse , secondore di Creta . Figlio di Abitale. di Ercole e di una delle Testiadi. di Alifrone e di Infossa. di Asteria e di Creta . Capitano troia-no ucciso da Achille . (Mit)

2 * (Gcog.) Aulica isola di Tessaglia nel golfo Meliaco. (G)DeucAlioni, * Deu-ca-ìi-ò-ni. Add. pr. m. pi. Discendenti ili Deucalione,che alcuni confusero con i Deucalidi. Salvili. Cas. 22. I Deucalidi . ..i quali ancora in altra guisa i poeti de' Greci nominano Deucalioni ,come nelle Siracusane Teocrito : quei che furon pria Deucalioni,c Lapìli. Lantica glosa, Deucalioni in vece di Deucalidi, da Deuca-lionc Tessalo. (N)

Deucalo, * Dèu -ca-lo,Deucalio. N. pr. m.(V.Deucalio e Deucalione.)Colui daUpiak gli scrittori dantichità greci dicevano discesi Deuca-lione e tutti i Deucalidi. Salvili, Cas. 22. (N)

Deura. * (Mit. Ind.)-u-ra. Sf. Nome generico detempli deglido-latri nelle Indie. (Mit)

Deurigeni. * (Geog.) De-u--ge-ni, Deiinngicni, Deuringi. Ant. popolidelta Germania , nella Marca di Brandebuvgo. (G)

Deusuedit , * De-us--dit. N. pr. m. V.L. Lo stesso che Deodato. ^.(B)Deuseno. * (Geog.) De-u--110 , Deusano. Ant. cit. dell' Africa nel Bi-

Zeusidamo.

m. Lat. Deusidamus.