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Vol. II.
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thi

DEVORARE

11 vostro* av ^ e ' vo '. r ® re -^ u X. -A- V' e d? Divorare. Passav.3g 3.reclino ,i versar *o diavolo va cercando intorno ec., come ne possa

s ^n, r? J Jc v 9t«'i-mén-te, Avv. Lo stesso che Divotamcnte.A'LPcfr.V'tnt, P u jtr o nu S Pii}*-* estreme, Allo Dio , a te devotamente mulo.

coti

<JtVu I>ssiM 4 a lci 110te Che ec ;

*?' [io s/ ESrK De-vo-tis-si-ma-mdu-te. [Avv.] superi, di Dcvotamcn-t sso r die Divotissimainentc. F. ] Medit. Atb. Cr. Dcvo-

S'. <y. i 3 . Te lucìs unte si devotamente Le usci di bocca,

issi

|J °r l aj e e co, molto studio c sollecitudine gli lavò. Albert , (/ .jj^dowanjj. COSa S0 P ra questo fatto lo tuo consiglio devotissimaiueute

] I ,

patissimo JJ ^. V0 "^ s ' s * mr| . C Add. m. superi, di Devoto. Lo stesso eòe]'"Ha ti, a di. F. 12. 10S. 3 . impuosono a noi, clic , a piè^coniata] aies ^ a * oro c la loro città e tutti gli altri divoti dItalia So, issitn ar e con riverenza dovessitno, c que Fiorentini , siccome<Cv °tissi(n 0 e a ^° 10 fiorentissima città ec. Fir. Disc. mi. 2 5 . Io,p^datr,,} 0 c I ;,<J Hu , insieme cogli altri vassalli suoi fedelissimi la

ig. 5 i. Il qual vecchio , a veder, curvato cr. ca sue devotissime orazioni.

Itidev"'p"*° -ddd. \tn. Lo stesso che ] Divoto, V. » Ar. Far. 3 .° a umiltà la donna tocca, Come si vede in loco sacro cj * più j , <>nz - Nasce una gente, a cuil morir non duole. Questar " Ollèrto c le non suole, Col tedesco furor la spada cinge. (Min)0,1 fot ve/* 1 * V °f° ° fu s'acrifizio. Lue. devotus. Petr. cap. 8. Curzioi Co In n , U;l 11011 meQ devoto, Clic di e dell arme empiè lo3 C ° ferro «p ZOH Foro orribilmente vóto.» Cor. Fu. 12. zgj. Ambeapplicai C0IU ' <;la uso, alle devote belve Segnar le tempie. (B)>»ot. /j 0 Apparecchiato. Lai. deditus , addictus. Gr. irpoacaxri-, Ile SUo - in( ' Purg. 3 2. io 7. Cosi Beatrice; ed io, che tutto apie-3 10 'utto a. 1 ) coma, >damenti era devoto. Bui. Devoto, cioèapparccchia-p" ^fpeiidr. 0 1 su0 comandamenti.

5 (^scorto j, tc s Amico. Lai. devotus , addictus. Pelr- canz. 32 . 4.>T ^ffezinn 11 , 808 ^ e chiaro lume, Tornai sempre devoto aprimi rami,^'11» | , Ai spirito. G. F. 8. 80. 1. Presentògli al Papa da.? 3 c 0- o a< fessa di quel munistero, sua devota. » Cavale. Fruii.y^ati à () on ° r ?suseitati da certi Santi loro devoti. ( Cioè da loroG F t ^ ^ ra ^f con devozione. In questo senso si usa anche Di-

fi^ 0 Gli°(p Consacrato dal destino. Car. Eri. 10. 65 g. Le Parched^tlro. ,,,. le1 di mano; onde a morir devoto Fu per 1 armi diPa'V' , 'gnud r'- Congiura de Pazzi , al. 3 . se. 2. Già in altoJ fi vejj lri accenna, Accenna sol : già ne devoti petti Piom-

j Beilo a '** ln )

*! Wa-o daltre cose che spirano devozioneij ^P^xiosa n . Cl11 Pictatcm spirans.» Ar. Fur. 3 . 7. La stanza quadraaM C ^ Ua .devota c venerabil chiesa. Petr . Canz, Onde^ è!i as > snel n".tetti si serra, Che fur già si devoti, ed ora in guerrac/i. ^ r cli c ladron son fatti. (Min)h»,,,; l ,i-t; n 'i iSor ne che davasi a chi si dedicava al servizio di qiutl-, IL C e . 0 tempio. (Mit)

K iil tsf. L esser devoto , nel sigri. del f. 5 . e 7.,

tap c devo !: lam direbbesi ) Divozione. F.n Pii. S.Girof. toj. Perfii[ a Vato i n ° ne c*® lae 111 santo Girolamo. E tig. Costui in sua vi-5 ^ 'JS 0 lo moli 1116 sln S l darissima devozione. Pii. S. Erano. Per questo»i e , r es «o s'u ^ Cllte vennero in devozione di santo Francesco. (V)vJ ( . e nelle leu m °dernainenle per termine di complimento, panicolar-dla f qobsen. *7 1 e dinota Ossequio e Alletto riverente. Lat. obscr-t9 iit' ara Per l 1 '»' 1 '' Gr ' -Isnriìx. Cas. leu. 20. Come io soo certo cheSctii * offesa. èio / ZIOnC c devozione quale ha verso Sua Beatitudine e 11 ' ' . l elt - 2. 2tj. La mano non può esprimere quello clic

7'He il,) clii,; , c «or

M('J' 'tlUI'C I -- U.U-1U IJUU JJUVJ COptlltlLU, 1|IIUIW

c l Ule ? l 'lc, q' tenerezze e la devozione del quale è impossibile il «'«tate l / ( ' Peti. t 8. 68. Onde esso , per la gran lealtà vostra3 w u devozinnp -U ...... ..: -I----

. ; , '- a Voi |;^ oZ ' 011 c eh uvea in voi , in alcuno vostro bisogno ini-

l C. (V) 7

4 vJìShcria ? Soggezione. Red. Leti. La gran disposizione di tutta4 ^tPezi 01 ,J* e ^ l ?. le di tornare alla devozione di Cesare. (A)vj ( : Ben Con . a v °f°ntà pronta iu ossequio altrui. Cocch . Lez./ a vo r ;_ zan Co < l ua,, t a divozione e gratitudine esigono da me i

t 0r i- CA>È(1 a. j|n iosi n - -

. Frane. Sacch. nqv. y 3 .

eccó Q - Sma che a ' trl lla P cr . rer inginocchiarsi all al-

Wc c .S'ugnere una compagnia di haltnt P . pensando che

r tc. ,0 Come vede costoro , levasi da» « _ v) >

( A ,i \ lov devozione uittasse al suo magg 10 . .

Cerimo..^- -

Per

cui Emonia nÙgìosa "praticala specialmente da\ /?omnw,*:f«rr c , uodmo offerita involo la sua vita agh Dei infernali

mi r J .

'^Con,ut proprio capo le calamità di cui la repubblica era

Irottc, si'a 1 * 0, 'ddd. m.da Devere. Ar.Cass. 2. 2-Che bestia Non. * [) 1:10 «de a prendere Non avesse devuto un suave ambio.(N). B) «^''tné-na. N.pr.J'. (V. JJcxumeno.) tua delle e\e-

tiei,

1 Os

u^a--no. JVi

s / , 0 sm!n!! U>) r: di Olènn nell Acuii, padre di due fanciulle

^d^.'toplionid,. (Mit) .

^x/ lCre onvp' De-xi*cre-ón*ti-ca. Soprannome di Venere^ da

u l0 a * . nviuN

pr. m. ( Dal gr. dexios destro, pronto,

C 7 * jv* F- (Mit)

Oex ì 0 ' ) n'°; A- P>'. m. (Dal gr. dexios destro , agile, pronto, ur-j'®*, * n- , d ' Ifinoo. (Mit)

dito, della m- N. pr. f. ( Dal gr. dexia destra , e thea Dea :

?' *^(.licoBNn t( '' Stra) - doglio di Minosse . (Mit)

«t. r o 0i protr' it ' za -Pt. Dtci.cia.CA. dellEgitto , vicino al Cairo.(G)'"'t'ewif 1 ' 5' 10 1 Toscani la lettera D. (Van) _

0 Preposizione usata a significare infinite relazioni , e

principalmente possesso , appartenenza, proprietà o derivazione, nel-la qual funzione fa lufficio del genitivo de Latini-, e però lo chia-mano ] Segno del secondo caso [ di tutte quelle voci di maschio o difemmina che nell uno e nell' altro numero non ammellon l' articalo.1Gr, tov. (Dal lat. de ilio di quello.) Bocc. introd. 3 . Erano gli an-ni della fruttifera incarnazione del figliuolo di Dio al numero perve-nuti di mille trecenquarautotto. » Ditnt. Purg. 2 3 . E tutti gli altrilumi Faceau sonare il nome di Maria. (Ciu)

2 Usato anche innanzi a pronomi, agli avv., e agl' infiniti deverbi , siccome il tov de Greci. Bocc. pr. 5 . In cambio di ciò eh ioricevetti. E 8. Intendo di raccontare cento novelle.

3 Talvolta ebbe forza presso gli antichi di raddoppiar la letteradella voce con cui sunisca. Er. fìarb. 3.i 3 . Cosi può fardi!lci.(V)

4 * Ovunque s incontri con una delle particelle che fanno le vecidi articolo determinanti;, come sono il, i, lo, li, gli, la , le, cantra-esi in una parola con essa , formandosi Del, Dei o De, Dello, Del-II, Degli, Della, Delle. V. (Van)

5 Talora dinota Fgliuolanza ; maniera comune a noi e a Greci.

F. Flos, 5 f. Urb. Siccome quelli clic per ferino credevano che eglifosse di Urbano. Dant. Purg. 1 fi. 101. Quando in Bologna un Fabbro siralligna, Quando in Faenza un Bernardin di Fosco. Din. Comp. 1.l 3 . Himasono quivi i congiurati contro a Griano, i quali furono mes-ser Palmieri di inesser Ugo Altoviti e messer Baldo Aguglioni giudici,Alberto di messer Jacopo del Giudice , Nodo di Guido Bonafèdi , eArriguccio di Lapo Arrighi. E 16. I signori che cacciarono Giano lolla Bolla furono Lippo del Velluto, Bianchine di Giovanni Bec-caio, Glieri Paganelli, Bortolo Urlanunn , moooe, ...1.... a.. ...

Lotto del Migliore , ec.

0 * lalora dinota Cagione. G. F. 10. 3 g. La piccola cillà dimolaquasi rimase distrutta di buona gente, e desolala di preda. ( Per ca-gione della predai) (Pr)

7 * Talora dinota Cagione efficiente. FU. S. Domitil. 2pf. Terri-bili cose ci ha dette . . ., e cose di grande tremore e paura. (Cioè ,che generano gran paura.) (Pr)

8 Talora dinota Fatar delle merci ec. Bocc. g. 1, n. 1. Uno a-vendomi recati danari che egli mi dovea dare di panno che io gliavea venduto , ec. (V)

9* Tidora importa Fare, Operare. Fil. S. Erano. 18O. Era il dettofrate di grande virtù e di grande orazione. ( Cioè , orava assai. ) G.F, 6. 77. Elessono ... lo Spedilo . . . uomo di grande opera ed ar-dire. (Cioè, operoso, attivo.) (Pr)

10 * Talvolta denota Malaria di checché sia. Bocc. g. 8. n. 10. Esteso questo materasso sopra una lettiera , vi miser su mia coltre dibucherarne cipriana bianchissima. Petr. p. 1. canz. 7. A piè- del du-ro lauro C Ila i rami di diamante, e d or le chiome. (Ciri)

11 * Talvolta segna Cosa fatta di fresco. Bocc. g. (>. n. 2. Ed a-vendo un farsetto bianchissimo indosso , ed un grembiul di bucatoinnanzi sempre, piuttosto muguajo, che fornajo il dimostravano.(Ci 11)

12 * Talvolta denota Pienezza. Bocc. g. 8. n. 6. La mattina ve-gnente dinanzi alla chiesa Bruno e Bullàlmacco vennono con una sca-tola di galle. (Cin)

1 3 [Talvolta indica Sapore .] Dant. Par. 17. t ( 5 . E poscia per lo cieldi lume in lume, Ilo io appreso quel che, sio ridico, A motti fìasavor di forte agrume.

14 Talora in sentimento di Contrassegno o di Titolo, ma con lar-ticolo unito insieme. [F. Della V 12, e Delle Jj. ioi\

1 5* Talora dipendente dall' add. Bocc, g. 8. n. 7. In Firenze fu unagiovane danimo altera c di lignaggio gentile, e de' beni della fortu-na convenevolmente abbondante. E g. 8. n. f. tara questo notajod anni già vecchio , ma di senno giovanissimo. (Cin)

16 * Talora dipendente dal comparativo. Bocc. g. fi- n. 2. Questedonne il dissero a mariti, e ad albe donne, e quelle a quel Ialtre,cosi in meno di due di ne fu ripiena Vincgia. Petr. p. 3 . 11. Chepiù di un giorno è la vita mortale, Nubilo , breve, freddo e pìendi noja? (Cin)

17 Talvolta è segno di particolarità, e vale Alcuni, Alquanti,[Parte e simili. ] Lat. aliqui, quidam. Gr. woioi. Bocc. g. 3 . fi. 8. Eb-bevi di quelli che intender vollouo alla nielàuese. E nov. 3 f. g. Fecedue galee sottili armare , e messevi su di valenti- uomini, con essesopra la Sardigna nandò. j> Fu. S. M. Mad. 2 fi. Ed io dc'mieiho veduto di persone clic hanno fitto ec. Bocc. nov. 2 8. 11. Io hodi belli giojelli e di cari, i quali io non intendo che dultra personasiano che vostri. Gr. S. Gir. 5 . Di tali sono che quando ec. Saie.Avvert. 1. 2. 1 2. In questo libro si trovano di buone voci ; ma ve11 ha tante delle grammaticali ec. (V) Gitili. Son. Infondi in me diquel divino amore , Che tira l alma nostra al primo loco. Car. Leu ,t. 1. I. 3 o. Un pergolato di viti, sfogato e denso tanto, che per lal-tezza ha dell aria assai, e per la spessezza ha dnn opaco e a un or-rore che tiene insieme del ritirato e del venerando. (Cin)

18 * Talora ha forza di mostrar partitivi di questa lingua,Dtìfr, Alcuno,Ciascuno, Nessuno, Qualcuno, e gli si pone in mezzo tra essi e unnome. Pass. ir. Fan. c. 5 . Ciascuna di queste [Missioni sono cagione difar sognare sogni conformi. Petr.p. 2. canz. 8. Cogliendo ornai qual-cliun di questi rami. (Cin)

a _ * E con Chi, Quale, Qualunque e simili fa il medesimo effetto.

Lab. La paura mimpediva di prendere partito verso quale di quellemontagne io dovessi prendere il cammino. Bocc. g. 2. n. < Egli èstato sempre diritto, come è qualunque di noi. (Cin)

3* Il medesimo avviene se sintromette nel medesimo modo fraQuanto, Alquanto, Tanto, Poco, Molto e simili.Bocc.g 8 n.j. Li mediciappena dopo alquanto di tempo il poterono de nervi guarire. E Fiam.I. 1. Oimè quanto di noja sarebbe di me lontauo se io tenebre fossemutato fatto giorno. E g. 3 . n. 6- Alla fine Ricciardo, pensandoche se andar nc la lasciasse con questa credenza , molto di male ae