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DEVORARE
11 vostro* av ^ e ' vo '. r ®‘ re - ■^ u ‘ X. -A- V' e d? Divorare. Passav.3g 3.reclino ,i„„ versar *o diavolo va cercando intorno ec., come ne possa
s ^n, r? J Jc “ v 9“t«'i-mén-te, Avv. Lo stesso che Divotamcnte.A'LPcfr.V'tnt, P u jtr o nu S Pii}*-* estreme, Allo Dio , a te devotamente mulo.
• coti
<JtVu I>ssiM 4 a “ lci 110te ’ Che ec ;
*?' [io s/ „ ESrK ’ De-vo-tis-si-ma-mdu-te. [Avv.] superi, di Dcvotamcn-t sso r die Divotissimainentc. F. ] Medit. Atb. Cr. Dcvo-
S'. <y. i 3 . Te lucìs unte si devotamente Le usci di bocca,
•issi
|J °r l a „™j e e co, ‘ molto studio c sollecitudine gli lavò. Albert , (/ .jj^dowanjj. COSa S0 P ra questo fatto lo tuo consiglio devotissimaiueute
] I ,
patissimo JJ ^. V0 "^ s ' s *“ mr| . C Add. m. superi, di Devoto. Lo stesso eòe]'"•‘Ha ti, a ■ di. F. 12. 10S. 3 . impuosono a noi, clic , a’ piè^coniata] aies ^ a ’ * oro c la loro città e tutti gli altri divoti d’Italia So, issitn ar e con riverenza dovessitno, c que’ Fiorentini , siccome<Cv °tissi(n 0 ’ e ‘ a ^° 10 fiorentissima città ec. Fir. Disc. mi. 2 5 . Io,p^datr,,} 0 c I ;,<J Hu , insieme cogli altri vassalli suoi fedelissimi la
ig. 5 i. Il qual vecchio , a veder, curvato cr. ca sue devotissime orazioni.
■ Iti ’dev"'p"*°‘ -ddd. \tn. Lo stesso che ] Divoto, V. » Ar. Far. 3 .°‘ a umiltà la donna tocca, Come si vede in loco sacro cj * più j ’ , <>nz - Nasce una gente, a cui’l morir non duole. Questar " Ollèrto • ’ c ‘ le non suole, Col tedesco furor la spada cinge. (Min)0,1 fot ve/* 1 * V °f° ° fu s'acrifizio. Lue. devotus. Petr. cap. 8. Curzioi Co In n , U;l ’ 11011 meQ devoto, Clic di sé e dell’ arme empiè lo3 C ° ferro «p ZO ’H Foro orribilmente vóto.» Cor. Fu. 12. zgj. Ambeapplicai C0IU ' <;la uso, alle devote belve Segnar le tempie. (B)>»ot. /j 0 ’ Apparecchiato. Lai. deditus , addictus. Gr. irpoacaxri-, Ile’ SUo - in( ' Purg. 3 2. io 7. Cosi Beatrice; ed io, che tutto a’pie-3 10 'utto a. 1 ) coma, >damenti era devoto. Bui. Devoto, cioèapparccchia-p" ^fpeiidr. 0 1 su0 ‘ comandamenti.
5 (^scorto j, tc s Amico. Lai. devotus , addictus. Pelr- canz. 32 . 4.>T ^ffezinn 11 , 808 ^ e chiaro lume, Tornai sempre devoto a’primi rami,^'11» | , Ai spirito. G. F. 8. 80. 1. Presentògli al Papa da.?• 3 c 0- o a< fessa di quel munistero, sua devota. » Cavale. Fruii.y^ati à () on ° r ?suseitati da certi Santi loro devoti. ( Cioè da loroG F t ^ ^ ra ^f con devozione. In questo senso si usa anche Di-
fi^ 0 Gli°(p Consacrato dal destino. Car. Eri. 10. 65 g. Le Parched^tlro. ,,,. le1 ’ di mano; onde a morir devoto Fu per 1 ’ armi diPa'V' , 'gnud r'-’ Congiura de ’ Pazzi , al. 3 . se. 2. Già in altoJ fi vejj lri • accenna, Accenna sol : già ne’ devoti petti Piom-
j Beilo a '** ln )
*! Wa-o d’altre cose che spirano devozioneij ^P^xiosa n . Cl11 ’ Pictatcm spirans.» Ar. Fur. 3 . 7. La stanza quadraaM C ^ Ua .devota c venerabil chiesa. Petr . Canz, Onde^ è!i as > snel„ n ‘".tetti si serra, Che fur già si devoti, ed ora in guerrac/i. ^ r cli c ladron son fatti. (Min)h»,,,; l , “i-t; n 'i iSor ne che davasi a chi si dedicava al servizio di qiutl-, IL C e .‘ CÙ 0 tempio. (Mit)
K iil tsf. L‘ esser devoto , nel sigri. del f. 5 . e 7.,
tap‘ c devo !: lam ’ direbbesi ) Divozione. F.n Pii. S.Girof. toj. Perfii[ a Vato i n ° ne c ‘*® ‘ lae 111 santo Girolamo. E tig. Costui in sua vi-5 ^ 'JS 0 lo moli 1116 sln S l darissima devozione. Pii. S. Erano. Per questo»i e , r es «o s'u ^ Cllte vennero in devozione di santo Francesco. (V)vJ ( . e nelle leu m °dernainenle per termine di complimento, panicolar-dla f qobsen. *7 1 e dinota Ossequio e Alletto riverente. Lat. obscr-t9 iit' ara Per l’ 1 '»' 1 '' Gr ' -Isnriìx. Cas. leu. 20. Come io soo certo cheSctii * offesa. èio / ZIOnC c devozione quale ha verso Sua Beatitudine e’ 11 ' ' . l elt - 2. 2tj. La mano non può esprimere quello clic
7'He il,) clii,„; , c «or
M('J' '•tlUI'C I -- U.U-1U IJUU JJUVJ COptlltlLU, 1|IIUIW
c l Ule ? l 'lc, q'■ tenerezze e la devozione del quale è impossibile il„ «'«tate „ l / ( ' Peti. t 8. 68. Onde esso , per la gran lealtà vostra3 w’ u devozinnp -U’ ...... .•.: -I----
. ; , '- a Voi |;„““^ oZ ' 011 c eh’ uvea in voi , in alcuno vostro bisogno ini-
l C. (V) 7
4 vJì’Shcria ? Soggezione. Red. Leti. La gran disposizione di tutta4 „ ^tPezi 01 ,J* e ^ l ?. le di tornare alla devozione di Cesare. (A)vj ( : Ben Con . a v °f°ntà pronta iu ossequio altrui. Cocch . Lez./ a vo r ;_ zan Co < l ua,, t a divozione e gratitudine esigono da me i
„ t ■ 0r i- CA>È(1 a.‘ j|n iosi n - -
. • Frane. Sacch. nqv. y 3 .
eccó‘“ Q - Sma che a ' trl lla P cr . rer inginocchiarsi all al-
Wc c .S'ugnere una compagnia di haltnt P . pensando che
r tc. ,0 Come vede costoro , levasi da» • « _ v) >
( A ,i \ lov devozione uittasse al suo magg 10 . .
Cerimo..^- -
Per
cui Emonia nÙgìosa "praticala specialmente da\ /?omnw,*‘:f«rr c , u ‘odmo offerita involo la sua vita agh Dei infernali
mi r ‘ J ■ ■ .
'^■Con, “ut proprio capo le calamità di cui la repubblica era
Irottc, si'a 1 * 0, 'ddd. m.da Devere. Ar.Cass. 2. 2-Che bestia Non. * [) 1:10 «de a prendere Non avesse devuto un suave ambio.(N). B) «^'‘'tné-na. N.pr.J'. (V. JJcxumeno.) — tua delle e\e-
tiei,
1 Os
u^a-mé-no. JVi
s / , 0 sm!n!! U> ’) — r: “ di Olènn nell Acuii, padre di due fanciulle
^•d^.'toplionid,. (Mit) .
^x/ lCre onvp' De-xi*cre-ón*ti-ca. Soprannome di Venere^ da
u l0 a * ” . nviuN
pr. m. ( Dal gr. dexios destro, pronto,
C 7 * jv* F- (Mit)
Oex ì 0 ' ) — n'°; A- P>'. m. (Dal gr. dexios destro , agile, pronto, ur-j'®*, * n„“- , d ' Ifinoo. (Mit)
dito, della m- N. pr. f. ( Dal gr. dexia destra , e thea Dea :
?'• *^(.licoBNn t( '' Stra ’) - doglio di Minosse . (Mit)
«t. r o 0i ‘ protr ■' it ' za -P“t. Dtci.cia.CA. dell’Egitto , vicino al Cairo.(G)'"'t'ewif 1 ' 5 ™' 10 1 Toscani la lettera D. (Van) _
0 Preposizione usata a significare infinite relazioni , e
principalmente possesso , appartenenza, proprietà o derivazione, nel-la qual funzione fa l’ufficio del genitivo de’ Latini-, e però lo chia-mano ] Segno del secondo caso [ di tutte quelle voci di maschio o difemmina che nell ’ uno e nell' altro numero non ammellon l' articalo.1Gr, tov. (Dal lat. de ilio di quello.) Bocc. introd. 3 . Erano gli an-ni della fruttifera incarnazione del figliuolo di Dio al numero perve-nuti di mille trecenquarautotto. » Ditnt. Purg. 2 3 . E tutti gli altrilumi Faceau sonare il nome di Maria. (Ciu)
2 — Usato anche innanzi a’ pronomi, agli avv., e agl' infiniti de’verbi , siccome il tov de’ Greci. Bocc. pr. 5 . In cambio di ciò eh’ ioricevetti. E 8. Intendo di raccontare cento novelle.
3 — Talvolta ebbe forza presso gli antichi di raddoppiar la letteradella voce con cui s’unisca. Er. fìarb. 3 jò.i 3 . Cosi può fardi!lci.(V)
4 — * Ovunque s’ incontri con una delle particelle che fanno le vecidi articolo determinanti;, come sono il, i, lo, li, gli, la , le, cantra-esi in una parola con essa , formandosi Del, Dei o De’, Dello, Del-II, Degli, Della, Delle. V. (Van)
5 — Talora dinota Fgliuolanza ; maniera comune a noi e a’ Greci.
F. Flos, 5 f. Urb. Siccome quelli clic per ferino credevano che eglifosse di Urbano. Dant. Purg. 1 fi. 101. Quando in Bologna un Fabbro siralligna, Quando in Faenza un Bernardin di Fosco. Din. Comp. 1.l 3 . Himasono quivi i congiurati contro a Griano, i quali furono mes-ser Palmieri di inesser Ugo Altoviti e messer Baldo Aguglioni giudici,Alberto di messer Jacopo del Giudice , Nodo di Guido Bonafèdi , eArriguccio di Lapo Arrighi. E 16. I signori che cacciarono Giano •lolla Bolla furono Lippo del Velluto, Bianchine di Giovanni Bec-caio, Glieri Paganelli, Bortolo Urlanunn , moooe, ...1.... a.. ...
Lotto del Migliore , ec.
0 — * lalora dinota Cagione. G. F. 10. 3 g. La piccola cillà d’imolaquasi rimase distrutta di buona gente, e desolala di preda. ( Per ca-gione della predai) (Pr)
7 — * Talora dinota Cagione efficiente. FU. S. Domitil. 2pf. Terri-bili cose ci ha dette . . ., e cose di grande tremore e paura. (Cioè ,che generano gran paura.) (Pr)
8 — Talora dinota Fatar delle merci ec. Bocc. g. 1, n. 1. Uno a-vendomi recati danari che egli mi dovea dare di panno che io gliavea venduto , ec. (V)
9 —* Tidora importa Fare, Operare. Fil. S. Erano. 18O. Era il dettofrate di grande virtù e di grande orazione. ( Cioè , orava assai. ) G.F, 6. 77. Elessono ... lo Spedilo . . . uomo di grande opera ed ar-dire. (Cioè, operoso, attivo.) (Pr)
10 — * Talvolta denota Malaria di checché sia. Bocc. g. 8. n. 10. Esteso questo materasso sopra una lettiera , vi miser su mia coltre dibucherarne cipriana bianchissima. Petr. p. 1. canz. 7. A piè- del du-ro lauro C’ Ila i rami di diamante, e d’ or le chiome. (Ciri)
11 — * Talvolta segna Cosa fatta di fresco. Bocc. g. (>. n. 2. Ed a-vendo un farsetto bianchissimo indosso , ed un grembiul di bucatoinnanzi sempre, piuttosto muguajo, che fornajo il dimostravano.(Ci 11)
12 — * Talvolta denota Pienezza. Bocc. g. 8. n. 6. La mattina ve-gnente dinanzi alla chiesa Bruno e Bullàlmacco vennono con una sca-tola di galle. (Cin)
1 3 — [Talvolta indica Sapore .] Dant. Par. 17. t ( 5 . E poscia per lo cieldi lume in lume, Ilo io appreso quel che, s’io ridico, A motti fìasavor di forte agrume.
14 — Talora in sentimento di Contrassegno o di Titolo, ma con l’ar-ticolo unito insieme. [F. Della V 12, e Delle Jj. ioi\
1 5 —* Talora dipendente dall' add. Bocc, g. 8. n. 7. In Firenze fu unagiovane d’animo altera c di lignaggio gentile, e de' beni della fortu-na convenevolmente abbondante. E g. 8. n. f. tara questo notajod’ anni già vecchio , ma di senno giovanissimo. (Cin)
16 — * Talora dipendente dal comparativo. Bocc. g. fi- n. 2. Questedonne il dissero a’ mariti, e ad albe donne, e quelle a quel I’altre,cosi in meno di due di ne fu ripiena Vincgia. Petr. p. 3 . 11. Chepiù di un giorno è la vita mortale, Nubilo , breve, freddo e pìendi noja? (Cin)
17 — Talvolta è segno di particolarità, e vale Alcuni, Alquanti,[Parte e simili. ] Lat. aliqui, quidam. Gr. woioi. Bocc. g. 3 . fi. 8. Eb-bevi di quelli che intender vollouo alla nielàuese. E nov. 3 f. g. Fecedue galee sottili armare , e messevi su di valenti- uomini, con essesopra la Sardigna n’andò. j> Fu. S. M. Mad. 2 fi. Ed io dc'miei dìho veduto di persone clic hanno fitto ec. Bocc. nov. 2 8. 11. Io hodi belli giojelli e di cari, i quali io non intendo che d’ultra personasiano che vostri. Gr. S. Gir. 5 . Di tali sono che quando ec. Saie.Avvert. 1. 2. 1 2. In questo libro si trovano di buone voci ; ma ve11’ ha tante delle grammaticali ec. (V) Gitili. Son. Infondi in me diquel divino amore , Che tira l’ alma nostra al primo loco. Car. Leu ,t. 1. I. 3 o. Un pergolato di viti, sfogato e denso tanto, che per l’al-tezza ha dell’ aria assai, e per la spessezza ha d’nn opaco e a un or-rore che tiene insieme del ritirato e del venerando. (Cin)
18 — * Talora ha forza di mostrar partitivi di questa lingua,Dtìfr, Alcuno,Ciascuno, Nessuno, Qualcuno, e gli si pone in mezzo tra essi e unnome. Pass. ir. Fan. c. 5 . Ciascuna di queste [Missioni sono cagione difar sognare sogni conformi. Petr.p. 2. canz. 8. Cogliendo ornai qual-cli’un di questi rami. (Cin)
a _ * E con Chi, Quale, Qualunque e simili fa il medesimo effetto.
Lab. La paura m’impediva di prendere partito verso quale di quellemontagne io dovessi prendere il cammino. Bocc. g. 2. n. <• Egli èstato sempre diritto, come è qualunque di noi. (Cin)
3 —* Il medesimo avviene se s’intromette nel medesimo modo fraQuanto, Alquanto, Tanto, Poco, Molto e simili.Bocc.g 8 n.j. Li mediciappena dopo alquanto di tempo il poterono de’ nervi guarire. E Fiam.I. 1. Oimè quanto di noja sarebbe di me lontauo se io tenebre sì fossemutato sì fatto giorno. E g. 3 . n. 6- Alla fine Ricciardo, pensandoche se andar nc la lasciasse con questa credenza , molto di male ae
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