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Vol. II.
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DIGIUDiCAIlE

DiGiUìNTO

sii-” Tcs. Br. 2. 4°' Cioè mirando i! cerchio per mezzo di riffa linea,di su in giuso, e di giù in suso. Pecor. g. n. 1. Tutto si cambiònel viso, c audav,a di giù in sù per la sala. (V)

Djgiudicare, Di-giu-di-cà re. Att. F. L. e A. F. e A"’Giudicare.—, Di-judicare, sin. Lai. dijudicare. Or. SixSi nx'(av. Fit. SS. Pad. 1. 4 1 -Digiudicafe voi medesimi, c mettete ragione con voi stessi la mattinae la sera, ed esaminatevi diligentemente. Cavale. Pungi!. 82. Giu-rano subitamente , non pensando nè digiudicando lo loro giuramento.

( Intendi, considerando quel che importi.) (V)

Digiugneiìe , Di-giù-gnc re. Alt. e n. pass. Separare. — , Digiungere ,Disgiungere, Disgiuguere , sin. Lai. separare, sejungerc , disjuugere.Gr. vi. f ifiv , Sioupùv.

2 — Levare il giogo a’buoi, [ Digiogare. ] Lai. bolms jugum solvere.Beni. Ori. 1. 2.4 44■ Digiugne i tori, e ognuno a traverso, Chi quadii là ne van per la foresta.

Dciunante, * Di-giu-nàn-te. Pari, di Digiunare . Che digiuna. Salvia.Prvs. sner. 254. Guardatevi dal paragonare le più ricche cene delleCleopatre . . colla divota parsimonia e colla sobria e stretta refezionedi un digiunante cristiano. E 2jy. Al digiuno tc. il digiunante Cristovi contòrta e v’ invita. (B)

Digiunare , Di-giu-na-rc. [. Y. nss.] Mangiar quanto e quello che con-viene per osservale il precetto di santa Chiesa [ circa le vigilie e igiorni iuche è comandata l’astinenza. Cibarsi con parsimonia , sic-come si usa ne’ giorni di vigilia. F. Comandato add. , (p 3. ] Lat.jcjunare, jrjuniuin celebrare. Gr. «jcrsuon. Bncc. iwv. /. iti. Ognisettimana, tre di almeno, fosse uso di digiunare in pane e in acqua.E appresso : A chi digiuna per divozione , come digiunava egli. Gr.S. Gir. Noi dovemo digiunare , e guardarci di peccare e mal fare.Maestruzz. 2. s5. A uno Conte clic si fòsse botato di digiunare il ve-nerdì in pane e acqua, non basterebbe edificare uno aliare-

2 — Semplicemente Non mangiare, Star digiuno. Lai. inediam susti-nere. Gr. àirirùv. Bore. nov. y. io- Camminato avea , e uso non eradi digiunare. Dant. Purg. 2'i. 27. Non credo che così a buccia stremaErisiton si frisse fatto secco Per digiunar, quando più n’ebbe tema.

3 — Per nreiaf. Astenersi da checchessia , col secondo caso. Gr.S.Gir.&4- L’ uomo non dee pur tanto solamente digiunare del condotto ter-reno, ma dee l’uomo digiunare di tutti li peccati. E 6y .Noi vedernedigiunare di peccato e di male opere fare. Siccome disse santo Agosti-no , che nomo non de’nnqua tanto solamente digiunare dello coudutto,ma di tutti li peccati della sua carne. (V)

4 — * li col sesto caso. Omel. S. Oreg. 1. lyy. Quegli il quale oranon è ricreato da questo spirito, senza dubbio digiunerà dalla refe-zione dell'eterno convito. (Pr)

5 — Usalo in sign. att. Er. Giord. sy4- Le genti la dividono ( liquaresima ) , c digiunano solamente il lunedì ec. Peccato mortale è anon digiunarla tutta . . . I’hoc cerca tutta la Cristianitade : in tutteparli è meglio digiunata che qui- (V)

G — Prov. Digiunare o Aver digiunato la vigilia di santa Caterina, sidice di chi ha avuto buona fortuna nel maritarsi, [idiotismo tratto daun antico uso di digiunare in tal giorno ad eletto di procurarsi fe-lici nozze.} Gel. Sport. 5. i. Io ti so dir , Lapo, che tu avevi digiu-nato la vigilia di santa Caterina, a tor la moglie che tu avevi tolta.E ir. Lue. 4■ 4 • Ti so dire c’ho digiunato la vigilia di santa Caterina.

7 — Chi spilluzzica non digiuna."A"'. Spilluzzicare.

8 —* Chi digiuna e altro ben non tà, Risparmia il pane e a casa delDiavol va m Le opere buone si debbono fare con retta e pura co-scienza, e perciò non basta adempire un solo precetto. (A)

Digiunatore, Di-giu-ua-tó-re. Verb. tri. [di Digiti naie.] Che digiuna. Lat.jejunator , jejunaiis. Gr. njimurfe. Esp. Fang. La cura della naturaè lecita ad ogni digiunatore cd astinente , perciocché la natura di po-che cose si contenta. Frane. Sacch.nov. 22. E stato digiunatore quandoha avuto mal da mangiare. Aiinot. Fang. Non vogliate fare comegl’ ipocriti tristi, i quali si contraffanno la faccia per parere agli uo-mini digiunatola. Maestruzz. 1. 3g. Da che cibi si debbono astenere idigiunatoci-.? E appresso : A^digiunatori non è vietato di bere più volte.

Digiunatrice , Di-giu-na-trì-ce. [Ferb. f. A Digiunare .] Lat. jejimatrix.Gr. vriTTivoveci. Er. Giord. Pred. R. Grande si è il inerito dellepersone digiunatrici.

Digiune , Di-giù-ne. [ Sfi pi. ] Qualti'n tempora. Lai. quatuor tempora.G. F. 8. 81. 3. Per le presenti digiune addi 17 di Dicembre fece12 Cardinali. M. F. 11. Ò2. Per non avere materia di fare in di-spiacenza del Re , che avea chiesti quattro Cardinali , per le digiunenullo ne volle fare.

2 — Digiuno semplicemente. [F. A.o piuttosto è V ani. pi. di Digiuno. F.}Lat. jejunium. Gr. vr.anix. Er. Giord. Pred. Queste presenti digiunesaranno giovevoli all’anima ed al corpo. G. F. 10. 53. 1. Per le di-giune delie quattro tempora papa Giovanni ec. fece io Cardinali.

Digiungere, * Di-giùn-ge-re. [ Att. e n. pass. Lo stesso che Digiugnere. A’’.]Boez. G. S. 4 2 - E queste s’onda corrente le immolla , O secche sidigiungon , il lor peso Gittano a terra di lor seggia solla.

Digiuno , Dì-giù-rio. Sin. [PI. Digiuni e ani. Digiune, Digiuna , Digiu-nora. F.§. 11 .] Il digiunare. —,Digionio, sin. Lai. jrjuniuin. Gr. «jo-re/a.Espos. Fang. E ’l digiuno si è una incompassione de’ corpi, quando sonloro sottratti e negati per alcun tempo li cibi. Il digiuno è rifrena-mento ovvero ristrignimento del ventre- G. F. 6. tg. 4■ Con tuttoil clnricato di Roma , con solenni digiuni e orazioni andò per tuttele principali chiese. Maestruzz. 1. 3g. Il digiuno è allora laudabile ,quando la carne indebolisce c scema la forza ili tal modo, che piùagevolmente si sottometta allo spirito , c non perciò s’avaccia lamorte. Bocc. nov. 16. 20. Quale la vita loro ec. in più lunghi di-giuni , che loro non sarien bisognati, si fosse, ciascuno sei può pensare.

2 — Digiuno comandato , detto per ischerno ad un vecchio magro ecadente. Cecrh. Stiav. 3. 2, E a te , soppiattone, parrebbe, che pariun digum comandato. (V)

jigiiin»’

3 — Fame. Dant. Inf. 33. Poscia, più che il dolor, potè '!

Bocc. Ani. Perocché le ramose quercie , abbondanti di i°

de, soddisfacevano a tutti i digiuni. Alam. Colt. <■ }r^0breve andar magrezza sente, Clìe in piè sta a pena, e tra ''

e il freddo Non ha spazio a veder distrutto il ghiaccio. Tasi- y J^jl)Qual da povera mensa a ricca cena Doni stimolato dal digiun si in g cl) j’Ì0

4 — P«r metaf. [Lunga privazione di checchessia.] Petr.son. ^' cU rO.”" soivere il digiuno Di veder lei, che sola al mona'

•\ g. 40. Mentre il Soldan, sfogando l’odio intcrn i

tornato aTass. Ger.

un lungo digiun ne’corpi umani. (M)

5 — Desiderio [ occasionato da privazione di checchessia. ] ‘ j cS id<"

giuno cagiona desiderio di mangiare, e però si pon qui P er , j figli 0 'rio.» Dant. Par. i5.4g. Grato e lonlan digiuno ec. Soluto J|, a |t»dentro a questo lume in di’io ti parlo , ilici cè di colei E . i ||ll0 ,p/volo ti vestì le piume. E ig. 26. Soìveteini, spirando, il gran eiig pr

1 — * E coll’ agg. di Vecchio, per dinotare lungo ed a" t , (derio. Dant. Par. ig. Sapete qual è quello Dubbio, che ®cotanto vecchio. (N) Jigi" 11 ?

6 — * Col v. Digiunare : Digiunar digiuno, lo stesso eh’ f a fDigiunare, ma con un poco più di forza. Omel. S.

Quando voi digiunavate e piangevate, or digiunaste voidigh" 10 '

7 — * Gol v. Lare: Far digiuno zz: Osservare il digiuno, Plgfi puf 1 ''o — Col v. Mutare : Mutare il digiuno zz Romperlo. Ùlp ^ c ^

~ . --—m. n(0|

58. E menollo alla cella , e lui e gli altri tenne tre E' orn j’ju 'loro onore e convito ; la qual cosa mai imprima non - lV ‘ Vcioè di mutare suo digiuno. (V) .

9 — [Col v. Pascere : ] Pascere il digiuno — Satollarsi. LoLmere. Gr. ?.ttJ.zt sgaipfioG ai.

a — E Pascere il digiuno, detto fig. F. §. 4-

il

10 — * Col v. Rompere. Rompere, Guastare, Solvere »

J. 4 c Ò. E nel sign. del §.3. Bocc. g. y.princ. E poicliè coc con confetti ebbero il digiun rotto, ec. (N) nvii" 10 ^^ir

11 — Anticamente nel pi. fu dello Digiune, Digiuna ,niall ,,

Digiuni. F. Digiune. Par. Unni. ili. 53. Ordini le Jiv 011 ^

tempora. Pisi S. Girci■ 3og. La faccia per le diginnora cipallida e crespa. (V) (N) . .. j; 1H*" 5

12 — * Prov. Il digiuno del lupo o di Fra lupo: Dicesi di .

pili volle quando digiuna. (A)

13 — * Bel predicare il digiuno a corpo pieno = Perniai’’ 1 ^ c jiG Jie non l'tsseivtuv per sé ; che altrimenti si dice : A ne» sl

tore dolse mai il ca|>o. Scrd. Prov. (A) nili ca * < ’

a — * Ed in modo quasi simile. Atnm. cult. 10.2. 3. ' 1

stro è quegli il quale con ventre pieno conforta a dig" 11 0

14 — (Anat.) [ Usato anche come add. 1 Digiuno dicon 0

Anatomisti V intestino tenue secondo , perche si trova set 1

Digiuno. Add. ni. Fóto di cibo. Lat. jejumis. Gr. a

yy. 5y. Ed il suo fante, che ancora era digiuno , co 11

giare. -Serri. Ori. 1. 1 7. 27. Ila gli ocdii rossi , e vede ^

Il Sol non Io trovò giammai digiuno. ftifi tp?

2 — Per metaf. [Privo, Ignaro, Mancante, Scarso ecd ^'' j r'-’

Red. Cons. 1. 146. Si potrebbe adoperare il cc bio. (

polverizzato , e soffiato a digiuno ne 0 ,j.

jflll fjjjl»

Giù eli veder costui non son digiuno (privo). & ul jo pii

la mia sete mcn digiuna. Bui. Si fece la mia sete, cioè Io ^ pf ,le tdi sa|icre, mcn digiuna, cioè meno vogliosa. Peti’. d

strinsi a rimirar s’alcuno Riconoscessi nella folta schicia

di lagrime digiuno. ( Intendi-, che per molto pascersi ^ P^Ltb!è sempre più sitibondo , come se fosse sempre d l g iurl °'j l0 bi' 1(lCNelle t< rre si vuole attendere ec. che le gbiove non a a

nè arene smorte, uè ghiaja digiuna (priva d'umore , ^yua 0tiro.) Rorgh. Arni. Eam. 1Ò. Non elido sia uomo si n.ic»*? Jvsfumi loro , che noi sappia (ignari 1). Mor. S. Greg'^ y u (V)

osservò la salita legge solo secondo la lettera ; ma C’Svero intendimento di quella (non seppe il vero <"

Dant. Par. 2. y5. Ancor, se raro fosse di quel brutidimandi , od oltre in parte, Fora di sua materia . fE

pianeta. (Qui mancai: te , scarso.) (M) di non

3 — Voler esser digiuno di qualche cosa = Desiderare f> , c c-

[Non essersene impaccialo, Esserne privo, o simili■ J a | cU n<i, girquella gente die quivi dimora, Conobbi molti e vidiv el di6 lUll /i Cf.'presodi quello ora ne plora, E forse ne vorrebbe “ iQ . fj)70. Colei, la qual tu vorresti d’aver veduta esser “ig ■ del 1,1 -(l2. 4 1 - Padre, perdona all’ignoranza mia ; Cli’10 V ^ d . c ': (W' 1 !!e-ser digiuno.» Ar. cap. 2. 22. Non sose avete u<tl - n di# 1 '}:d’aver desiato di sapere Gli altrui secreti esser v ° ; re bbe a cDant. Inf. 28. 8y. La terra die tal è qui meco [01 1 '

esser digiuno. (N) css er C jfpitta 1

4 — * Nota modo. Dant. Purg. i5. 58. Io son , jylee <* ,

digiuno , Diss' io , che se mi fòssi pria taciuto, v

ora la cosa vie meno che prima. > (N) , c jqon aV a pc 01 ^

5 — * E detto anche delle cose prive di senso , l V,|p acq uSprovato o risentito. 5'agg. nat. esp. La mole

giuna del nuovo freddo, non si diminuisce. (A] j

6 — * Star digiuno ~ Esser digiuno, Digiui‘ are '£ f in >

7 - lP rov.J II satollo non crede al digiuno — f.r- * j

non crede a chi si rammarica d' esser in ma À' t giaoO' * dig 11 ',»-

Costui, che è satollo, non crede a me, che son : aW . [r • . ju>p 3 U

8 — A digiuno, posto avverò. z= Senza aver £ c | ie ro ca J itc i4‘'

bilmente

fiato da bocca digiuna .) r r b<“-: littt”

9 —Dicesi anche A corpo digiuno, A stomaco n - „i'unt°) ' .},e \ f joC

Digiunto, Di-giùn-fo. Add. m. da Digiugne* 0, % f m os|l3r ;ià ^tus, disjnnctus. Gr. Coni . Purg. | n j e diV crs

eh’ è diginnta dal corpo, non riceyt naturai 11porali azioni.