b, CIB8o di giuso
Lo stesso che Di giù. V.
SWr) pi-gU-fo. Sm. F.G. Lut. digtyphus. (Da dis due volle, eic °fyùa • 8 CoI Pmco.) Propriamente vale Cosa che sia stata due volte& stira* comunemente è quella specie di triglifo imperfetto ,° Intagli in vece di tre. (A) (Aq)
“le vòlte ^ ISI0 ^ - ) IXi-glòt-to. Add. e sm.F.G. Lai. Jiglottus. ( Da dis“«e lin(. u è , e Sl°ttu per glossa lingua. ) Nome che si dà a chi ha, sui, (iifì a ci> “ P oss * e de due linguaggi diversi. —, Bilin-
ndquil e ^ e ^ t J‘ a ‘jy. pr. f (, In lat. digna vai degna.)— Donna ferie di[,'^ìoor, » ò, v u ggi colla morte all' amore di Attila . (Mit)i, lc H» 0 ,. ffS"* 0 ®-). Di-gna-gòr, Dignagur. Città del Bengala. (G)ri" 6 ' * (Ge C ° \ • lgI11 '' 00 ' ('d.del R..Illirico nel circolo di Trieste . (G)
Basse Dina. Città di Francia , cap. del dipartimento
ni ’ tj Dì-gnì-li-cì-rc. Ait.Lo stesso che Degnificar c. fe.Abriani,"‘^Asft 0 ™'. (N) _
? Jn >ente. 1 r B ' Di-gms-si-ma-méu-le. Avv. superi. V e di' Degnissi-pL.""Unente ? 9 ; Noi confessiamo costui , cioè Dio , essere dignis-
s * ISs >Ho ^fluentissimo sopra tutte le cose. (V)
al" 10 '] ÌSoce ^ n * S S '" nl0, [ddd. m.] superi, di Digno. [F. e di' Dcgnis-*° leva ‘ H f v ' 3 ». 20. Assai sovente (la fortuna') li non degni addu.^'gniss' * )asso Asciando i dignissimi. G. V. 12- 108. 3 . A te ,•i “*>tino ( 1 u U,1Q capo della tua schiatta , pe’ nostri rapportameli Uj )' 1 ' 9 c d’ Q^re quelle cose ec. Petr. son. s 54 - Che d' Omero dignis-bir .?*'! 19 resi C ?. ’ D del pastor eli’ancor Mantova onora. JBemb. rim.a L!*i Di-t ! | l - d t , P iss .i ma d ’Cipero.
2 ai "^o off . tty’l astr - di Degno, in senso d’Orrevol condizionetin dioòuT' —’ Dignitade, Dignitate, Degnità, sin. [ F. Deccn-.. n ri»;„„. Smtas. Gr. ùslx. Dant. Par. y. 82. Ed in sua dignità maiintrod. AH. Tanto j:~. ~—»- —*—
i' ’ 1V| cne ° ù-ij 3 - Dant. Par. 7. 82. “Ed in sua dignità mai
' , l'Par t j ei • voce, introd. fe- Tanto dico, quanto alla vostra dignitàdie v er, dj. Star. 7. 101. Rifiutarono alcune condizioni di* ^D.^Uca.’py* coloro proposte erano, a dignità (cioè degne) della
5 - 5 * Pura: l E ^ ’
P elt o ni» COscie,12 a un un mi rimorse.
'tra ^5. La C <r ? s 'S nor >le. Lat. oris dignitas. Fir. Dial. bell.^ Umiltà -Suda nell’ uomo noD è altro che un aspetto pieno diu n ai *D Òri Cn ° d ‘ r t vei 'cnzia e d’ammirazione,i ^DiV^nìle la -? lento i Cosa rara. V. A. Pecor. g. 9. n. 1 , Aveach e av ’ * 'l'. la * e era il più bello e il più ricco è la maggior
«39.) Nom V / negÌa ? S utI icmjio. (V) H Sb
c ie'(, C! ° è ann e c 'ie si dà in alcune chiese a que' canonici, al cuiqualche parla di giurisdizione ecclesiastica, qual-fi r *taictr! ° c l ui dphe uffizio particolare, come è quello del De-
J j7(As( ^“ol/ft^^ono e simili, secondo i titoli usilati ne
‘ ^ * a Sgior fnfi ev<l della situazione di un pianeta nel segno ove essoVe (D«*. Mat.)
hS 0 Ssa dall en donna riccamente e magnificamente vestita , maVlj. f 0 n tornnt° rn ì? P eso d’una grossa pietra che porla legata inDì-gru.,/' ^tnme. (Mit) F
a ,, cr ' KSO ' -ddd. m. Degno , Che ha dignità, Riputalo ,H s r ! ’<W 0 r c ^ e ^ la dignità. — , Degnitoso, rin.] Lai. dignus.V è’ "'-Ha ’ * u g.R. Del quale ninna cosa è migliore, nè più di-
>ife ar * innanzi 01 ?- dcgH uon| ini. Faler.Mass. Sua dignitosa schiattapdelpg ' ■j'r.Gjorzèi?.Eccoti, dico, di questo comandamento,r Vo a e ^’ 18 . Il p ^i 0 ' ti n questo seniim. è modo antico.) Fr. Giord.> V tenern ■ ” a P a quando consacra , si vi sono molti vescovi,J'Wl^ di„ n -, tn ca P° corona di gemme, ma feriali ; solo il Papa^ a? 1 il li,a!* 053 - R*or. Tuli. Se la parola sarae nella favellaIv 1 ' 0 ciol r f,® s less u ' ,.° re < l' ctT ® il detto suo. Dani. Purg. 3. 8 . Ei miJ*!*° iir»i^ linoi 'so ; Oh dignitosa coscienza e netta, Come
>
- »tuiorao :
>.* dinaro morso’. -n„tx* JV. Sp> r n sieS$°
m - V- L. F. e di Degno. P° '’~. r gocciole % L
rfc, 1Ji ^c-cio- l a.n, UiU.en.ass. r**J Gr.
p fev 3 P^cciplare. d j'occiolaro. f Da dis <l» e
X suoi preziosi meni lui <fi . digonu 3 - v /a JueV ^ot.) Di-Ro-ao. Add. m. F. faste che ha “
' S°.«w angolo.) Nome che si dall'a tl °'
^ ^ . c (Dal g ,
^*•4 1 1 *) Soprannome di Bacco m ° ., gu .
® S°«e generazione.) ( Ma3 p gozzo. Lat. 1 SW.) Sgozzare , Levale^ s
^ lilè. Um ^scindere. Gr. ff . < ? otrT '“' , ,o ? ’.Ì|a. Frane. Sac ‘. l '' m ot 78 - Si P! pf?. Torsi vìa la copritura dell» h dice: «el i le
Soft ! a gorgiera,'c ^ | ^ 0 cosi sinnUneot
K,V 5 ; a 6 "ai mandala a vendere a r rri
dl go«ò. ,, T)i-’radazione. r-i
Ì^ lnr" ' Di'gra-da-mén-to. [Sm. Lo al V^ 0 ^ ’
7-In questo principio del digradamento “
tv (' > itt.\ a n^ la s ' Pnnisce^ , dolcemente i co ul
V>41 D t esi delV U ni?e e confondere dolosa
' ?’ 9- (A) , che digrada. Lo stess
Fan - di l p,,,*. .■» 0*
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\ "f- s, ^ adus dividere. Gr. «s 8
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Ll gratto; c m questo sigiujic. si dice se-
• '«mo u mt ì rr l ‘i|mcitaui.
' , ' ìr ® a c u la »o ^L£^r mo al p unto ’ dovc •• d;grada
d' 8 'iita .
DI GRANDISSIMI TEMPI DAVANTI 663
^iidtomeiitg degli Ecclesiastici , quando pei* aleuti hs*>n • /».privati de'privilegi e delle dignità
fd-ovv. Maestruzz. 2. 56. Il terzodecimo si é auando il r>RoV,^ ’digradato. E 2. 3 ;. I cherici falsarli debbono essere digradati e 0 ?!.;nelle mani della podestà , che gli punisca. Fr. Jac. T. E mettiloflagello, ch’io lo vo’ digradare. lo al
4 — JV. ass. Scendere a poco a poco o di grado in grado. Lat. Rra .datilo descendere. Gr. p^irV xx.ru.Pa'n/eti'. Dant. Par. 32. iA. Puoi tuveder cosi di soglia in soglia Giù digradar. G.F. 1.36. fi. E di gradoin grado sedeano le genti, al di sopra i più nobili ,epoi digradandosecondo le dignità delle genti.
5 — Dechinar dolcemente. Bocc. g. 6. f. 8. Le piagge delle quali mon-tagnette , così digradando, giù verso’! piano discendevano.
6 — Diminuirsi o Scorciare degli spazii o d’altro corpo. Ed in questosign. s’usa anche in n. pass. Lat. gradatilo imminui. Gr.ÌKxrroi<r9-xi. Dant. Purg. 22. i33. E come abete in alto si digrada Diramo in ramo. M. F. 3. j.f. E poi assottigliava , digradando conragione infino alla punta della coda. Cr. 2. 23. t3. Si inetta per dueo tre dita un conio di ferro, ovvero d’osso, che digradi insino al taglio.
7 — Per metof. Peggiorare. Lab. i58. L’orme di coloro che la Reinadegli angioli seguitarono, sono ricoperte ; e le nostre femmine, digra-dando , hanno il cammino smarrito.
8 — Derivare. [F.A.] Frane. Sacch. Op.div. L’accidia, quanto da sè,non digradando altro peccato da questo , è il minor peccato de’ mortali.
9 —- (Pitt.) Confondere ed unir bene i colori e i lumi ; che più propria-mente si dice Sfumare. Fasar. Osservazione nel digradare il colorito.(A)
3 — * Ed in forza di sosl. per Digradamento, Digradazione. Bai-din. Dee. Con un digradar di piani, e un tignere delle cose lontanedi tanta dolcezza , che, a propozione della lontananza, vanno dolcemen-1 ° perdendosi di veduta. (A)
Digradare difi', da Degradare e da Disgradare. Degradare non hache il sign. di Privar dei grado ; ma Digradare, oltre a questo , hapure quelli di Scendere a poco a poco, del Diminuirsi de’ gradi, delDechinare dolcemente cc. che derivano da' proprii e metaforici signifì-cati di Grado._Gi^jv<^ I ^ n "-j sc ^ij s p}^'e , gt e ^uelfi'che gli vengono daGrado in sign. di Gratitudine .
Digradatamente , Dì-gra da-ta-mén-te. Avv. Per grado. Lo stesso cheGradatamente. F. Guilt. lelt. 29. Re e baroni, e digrada tamen te tat-to umano lignaggio, ciò pruovano a giornata.
Digradato, Di-gra-dà-to. Add. m. da Digradare. Partito in gradi. Lat.in gradua divisus. Gr. ds SixiptBds. But.Lnf.3. Tutti gli altri
cerchi , che sono deutro di esso digradati , come detto è di sopra.
2 — Privato del grado. Lat. gradu dignitatìs dejectus. Fai. Mass. P.*y. E a loro comandato dì partirsi dal sacerdozio digradati, flfaeslruzz.1. f. Solo il prete puote couficere il sacramento j eziandio che e fosseeretico , scismatico , iscomunicato e digradato.
3 —- (Pitt.) Noi diciamo Digradato a un piano , o ad altra cosa tira-ta iti prospettiva, per lo dechinare che fh. Baldin. (B)
Digradazione , Di-gra-da-zió-ne. [Sf. Scetidimento a grado per grado.1— , Digradamento , sin. Lat. descensus. Gr. xaràfxcis. Bui, Per ladigradazione degli scogli fatta come scala.
2 — Quella diminuzione degli oggetti che V occhio ci rappresenta gra-datamente minori nell’allontanarsi. Baldin. Dee. Vaghissimi colli conville e verdura , da’ quali con digradazione stupenda sorgono di ma-no in mano più altre montagne, che lontanissime appariscono. (A)
3 — Spogliamento o Privazione di un grado, di una dignità , di unuffizio, accompagnata da cerimonie o formalità ignominiose ; d chemeglio dicesi Deposizione o Drgradazione. (A) Pallav. Ist. Cono . 2.220. E nondimeno per negar ciò non bisognava digradazion di con-cilio. (Parlasi del degradare il Pontefice.) (Pe)
Digradazione diff. da Degradazione. Essendo nomi astratti deverbi Digradare e Degradare , vale per quelli del pari che per Di-gradamento e Degradamento la stessa difi. che per Digradare e De-gradare, V. Non deesi per altro dissimulare che Digradazione trova-si talvolta usata anche nel senso eh’è riserbato a Degradazione.
Di grado. Posto avverò, =r Ben volentieri, Gratamente. Lat. lihcutcr.Gr. «ff/xsVws. Bocc. nov. 100. 11. Ninno ve n' era die più die sènon l'amasse, e che non T onorasse di grado. Pìst. Sd pione
se n’andò tuffo di grado in l>ando. Vii- Plut. Biasimavano il poeta
*• • ’ ■' * • —-1’ r,c./>/vlltn/n rii Drudo.
2 —
Lat. UUCMLCl , --- • , , c
Di grado IN GRADO, posto avverò. = Grado per grado , Successiva*mente . Lat. gradatili), per gradus. Gr. Darti. Par.2S.1iAf. Cosi di
grado in grado si procede. G. F. 1- SS. 3. E poi di grado ni gradosopra volte andavano allargandosi inlino alla line deli altezza .b nuni.4- E di grado iu grado sedeano le genti, al di sopra 1 piu nobili,e poi digradando secondo le dignità delle genti.
RgrammA. (Gram.) Di-gràm-ma. Sf F. G. Lat. digramma. ( Da disdue volle , e gromma lettera, pittura. ) Prolungazione delle parole.
Digramma.
due volte , e granaria lettera, pittura. , - ^
Salviti. Eier. Buon. (A) ( Nel passo del Salviti, citalo dal Berg. si
parla del digamma eolico.) (N) .
2 — * (Zool.) Specie di pesce delgenere Labro, famiglia degli acanlopleri-
gi,contraddistinto da doppie lìnee lalerah.Lat. labi us hifasciatus. (Aq)(P|)Digranare , Di-gra-nà-re. (Atl.Lo stesso che} Sgranare. V. Cavale.Spec-ch. Cr. cap. 25. Dice il Vangelo , che li discepoli passando per lebiade, digranavano le spighe , e si le manicavano. ( Così ne’ buonitesti a penna ; la stampa ha disgranellavano.)
Dì grandissima lunga. Posto awerb. superi, di Di gran lunga. Lui.quara maxime. Gr. ùs /acÌAict*. Lab. i88. Nè è o sarà donna o fem-mina ec., in cui tanta di vanità fosse, che quella di colei, di cuiparliamo , di grandissima lunga non 1’ avanzasse.
Di grandissimi Team HAVAKXI. Posto avveri’. = Da lunghissimo tempo.