c DiSAGGU agliai amente
“‘“a lo io J, s P ,r '}, quali quanto in gran parte da loro si disaggnaglino94 vinto c'p’ 1Ila F °P erc Stesse gridano. Berti. Ori. 3.5. li. Tu m’ hai“ 0 ? « Più t • COrte . sia '> Sicché la guerra mia si disagguaglia. ( Quasi,p cr j . 19 e g'iali, non si facon parità di ragione, o simile.) Alleg.
. isa Sg* , agIiarsi particolarmente dagli animai senza ragione.
*°i Diff e , TisIE t>'TE, Dis-ag-gua-glia-ta-mén-te. Avv. Con disagguaglian-folta due ,U<me,Ue - Lat. inaequaliter. Gr. àvhrws. Cr. (>. •/. p. Alcunaa;i )laute hanno due qualità eguali, secondo l’cssenzia, e nicnte-l!tc< ‘CiG lilo a ^? 8 hatamente aoperano.
!J te Di,., ’ L ’ ls ; a g-guà-glio. (Sm. coma. Lo stesso che) Disagguaglian-7 i^ at >di«si n S" a 8 hanza. ri. ] I r. Giani. Fred. Tra queste due potenze"‘‘‘'Use tv dlsa ? 8 Mglio si trova.
ls T a 'f!'à-re. {All. camp.-, contr. di A giare.] Privar d'agio,Sco-1 9- ifaQi •'ucoinmodare, incounnodum aliène. Grib.xtrruv.DanL.Purg.“ e> nb. p * e e lua stanza mìo pianger disagia. Eia. Disagia, cioè sconcia.* ~~ IN. flJ s ' 1 ' 4$. Posso io bene avere occupati c disagiati soverchio ec., a| lctie dar ^ asc ' Gefos, 1. 2. Ma per non avere a disagiare, nè-fi n 0 9 te fastkli ° cc ‘ ! ,n > disposi venire a trovarti.
Certo si 5 aM j Stare a disagio , Patir disagio, Incomodarsi. Car.LcU.,P at i. q.. 16 J a grandezza vostra si disagia ad abbassarsi per un mio' t' coi ne “ a v - Stare a disagio. (A)
!l agli seco . n d° caso.Guicc.S lor. 5 . ffo. Con questa imposizione nonParto del) e eCC cs * as t* c ' alcuna incomodità, anzi si disagiano di quellah° COn siim.,„ e i! ,rike ) hi quale o conserverebbero iti utilmente nella cassa,^‘■'tTAauH kl s P cse superflue. (Pe)
I " dts n „- TE > Dis-a-gia-ta-méu-tc. Avo. {camp., contr. di Agiatamente.
V, - (ir,}',’,’ 1 Con incomodo .)—, Disagiosamcnte, sin. Lai. incommo-''' "
i * I 1 ( 11 'Snost"'"'' 8 '' 19 sua camera tare nel meno disagiato luogoj 1 ,' ) V^gioncvole. Lai. invalidus , valetudinarius. Cr. ratru-
v Pensie/ ' Aocc * 17, 3 <V. Avendo sempre Costantino PanimoJ r fatto i|° a q^lla donna, immaginando che ec. gli potrebbe ve-0s ti ò fn r [ Su .°. Piacere , per aver cagione di tornarsi ad Atene , siteniun j- . persona disagiato. Tes. Br. 2- 32. E però sono in3 l0<: chè D | ,lsa 8 'ati e fragili i vecchi flemmatici. Ovid. Pisi. Ma ac-" lettera b - ■ - - •
[Pr,
tn "‘"’gttosri 0 'V lvl il non offenda il disagiato corpo ec.
„!?'P s , e ge . ’ [Privo di quelli che si chiamano Agi della vita.] Lai.V' la n oti gp ?, r ' “’ ro f > ° s > irSsvs. Gr. S. Gir. 11. Di quello che c-5 | te il Tesi 0 \ - Racle, quando lo vede bisognoso e disagiato. (Cosi
e ldotn cn '. Guu l. G. In quel tempo Ulisse molto disagiato capitòl ls l’agiato n£ °‘ ^ i0 ''- Pist. 3g. Perocché egli era di vile condizionen Gl 4 To 6E
'Plin*. ». Di-sa-irè,.^ ... >•■ - 2,Che
Is, -''ii tanto e Ll, ‘ *i'icir. hr. si'GV/.wr , rxpxrruv. rr. dora. Pred.Co G1(1 ) Dìs-à-erìn °r o querele sono disagiatoli della quiete comune.
, ""ili
ìq 5e ' (Min)”" 1 ' Z ^' ® non kk P alco Di sostener disagi e pene
tda *' Ltant^f Carestia , [Difetto.] Lai. inopia, penuria. Gr. xifoplx,"“durai h .' ^99- Non era camminata di palagio Là v'eravam,• AeoU. Pfella, Ch’ avea mal suolo e di lume disagio. Bocc.nov.
? tro G ‘ Dc ? h è di
a ' reagir, a rsern.
HisUgT'" £ Stai- °j? rc l>è sia si bel, stare a disagio.
1 — P , sta Uno ' D , n u lsa gio. Ar. Pur. 18. 164. Che son feriti,
<o
? s Pet!,
.Kfs. s
DISAMARE
7 07
^< 0 ^, }^ l 'Scrgia-t( 5 -re. Verb. m. [ dì Disagiare.] Che disagia,Vi 0 " tanto - i f ’!I t,,rbalf ! r - Gr ■ zvoj(Kmv , ra.pctrrcLV. F'f, Giord. Pc Dìs-^ ^ oro Querele sono disagiatori della quit te comune.O^^coi 10 -,^ camp.*, contrario di Agio. Situazione penosa delJr C ^ e Sl i Hl ^ sce P er niniieamento di ciò di'è necessarioeh J '' )ìc °tnihn ! so 5 ,/32 delia vita*, Stento^ Bistento , Incomodità ,] Scomodo .hj 1,1 diversi | Uf11 ’ ^. r '^ v ^XP'h t t 7 ] « a.. ( V. agio.) Bocc.nov. 16.20. Comandòmjq», U0 ^‘i ciascun di loro imprigionato fosse,e con poco ci-^|, 0, E p-- J* disagio serbati , iidìnoatautochè esso altro diiibcrasse difiir° c °ri)Or' i <U ! e ’ 22 4' ^ on curando uè caldi nè freddi ec., nè alcunV ( ‘ ll > Vù'en dìsa ^ io ; a - V ‘ 9 • 3 /;. 3 . E le genti scampate rifug-5 * 45 Z r’ ^ Cr * ^ disagi ricevuti v’addussero infermità. Segn.e ^rta valorosamente si difendesse la gente Toscana,af -
ì’ar ^ imn t e ma *° ’ f ,,rono rot ^ ■> 11011 potendo so-
ìih- ’^iVer c?. ^ uua fresca , e bene avvezza nel mestierodcl-
V.-\ Vavch. Ercol. 214. Nella patria loro propria abitano male e disa-giosamcnte. Bemb . pros. li piu delle volte coll’ossa dure disaedosa-mente appariamo. 0
Disagioso , Di-sa-gió*so. Add. [ m. Lo stesso che Disagiato. V. j SoderColt. 16. Facciasi adunque la fossa quanto tiene la lunghezza di dettospazio destinato loro; e se non è molto grande e disagioso, sì puòfar portare dal contrario lato dell 1 ultima parte del divelto di fuori.2 — E accordato col Per. Galil. Fort. 4‘3- ( Le scale) saranno tantogrosse e grevi, che del tutto saranno disagiose per esser maneggiate. (Pe)Disàgrare , Di-sa-grà-re. [Alt. e n. pass.1 F. A. Profanare , [ Distrug-gere ciò che con sacri riti si era consagrato ; contrario di Consa-grarc. ] —, Disacrare, Dissagrare, sin. Lai. exaugurare , profanare.Or. jSsfotow. Ovid. Pist. Poni giù gl’ Iddii e le sagrate cose, le qualitu , toccando, disagri.
Disaguaglianza, * Dis-a-gna-gliàn-za. Sf. comp .j contrario cfrAgnagltan-za. F. A. F* e dV Disagguaglianza o Disuguaglianza. Bemb. Lett.t . 2. 1. 6. ì 52. Pcr le disuguaglianze che porta «eco ec. [N)
Disàj citare , Dis-a-ju-tà-re. {Alt. comp.] Portare scomodo e impedimen-to} contrario di Ajuture.— , Disaiutare, sin. Lat. incommodare. Gi\fr/xiGvif, Fr. Giord • Salv. Pred. Ad avere i beni del mondo ognigente t’è nimica, c ti disajnta. E 6y.ll corpo seguiterà tutto c in pertutto lo spirito, e ajutcrallo, che ora il disajuta e impedisce. Fir. disc .au.16. Sempre averno udito dire che la fortuna ajuta gli audaci, e dia-ajuta i paurosi. » Car. Leti. ined. t- 2. p. gO. Intendo che il CardinalSermoneta disajuta assai Mivapois intromettendosi molto nelle cose.(Pe)2 — IV. pass. Annighittirsi , Avvilirsi, Lasciar d’ ajutarsi , Non darsile mani attorno , Starsi colle mani a cintola in vece di operare al-cuna cosa in suo vantaggio. Car. part. 3 - lett. 14■ Intanto direte ainesser Lorenzo che stia saldo, e che se Iddio e la fortuna e gli amicilo ajutano , non si disajuti da sè stesso. (A)
Disàjuto , Dis-a-jù-to. iSm. compr,] contrario di Ajuto. Impedimento ,
[ Impaccio , Disturbo. —, Disaiuto , sin* ] Lat. incommodum. Gr.$X<x&7i. Filoc, 2. 3yy. Li quali più tostodisajuto che soccorso mi porsero.Disalare , * Di-sa-là-re. Au. Cavare il sale d’una cosa salata. (Van)Disalberare. (Mario.) Dis-al-bc*rà-re. Alt. comp. Levar via da un ba-stimento i suoi alberi. Lo stesso che Disamorare. F . (A)Disalberato. (Mario.) Dis-al-he-rà-to. Add. m. da Disalberare. Dicasi dinave che non ha piti alberi. —, Disarborato , sin. (A)
Disalbergàre , Dis-al-bcr-gà-re. [ N. ass. comp.] Lasciar C albergo ,Partire. Lat. hospitium relinquerc, discedere. Cr. d-.rip^a^ca. Pr.Jac. T. 2. 26 • 64 L’ima c l’altra poi frustata, Sì lefoi disalb«rg:ue.Disalbergato , Dis-nl-ber-gà-to. Add. m. da Disalbergare-Acucn albergo .Lat. hospes, peregrinus. Gr. |ìVo?. Gr. S. Gir. 18. Dira egli al dìedel giudicio a coloro che volentieri gli hanno albergati: io fui disal-bergato , e voi mi riceveste.
Disàlborato. * (Marin.) Di-sal-bo-rà to. Add. m. da Disalberare. Lostesso che Disarborato. F . Nan. Star. Feti. ami. 16/fjfO)Disàlloggiare , Dis-aldog-già-re. {da. comp. Cacciar V inimico daWal-
- * ' i-iiv^nrono tornare aP *em pe’ cavalli, e d’ altre cose , < 1 egger lungaper-
: eìvo? nitroVe ■' E non era possibile la stanz t il nostro de-
O co . n ?" 0 dk agio. Belline, son. Però ralBwonatc
^ làìft n v °stra dovizia abbiam disagio.
i? di r-rs ”
__ uuxg" 1 ' \TinHnO. P er :dfun
-.«» 1Q :r 94 satólà. G. V. tu 33 . Però che Verona. (£.’ «-
.'iijio,, d !. s "a persona preso a Coloynm, se
i * n , Giunti ^557 legge misagio.) (\) . pr e 2 . (N)
— * n , v ' Avere: Aver disagio == .^’ f<Iir incomodo. C. Dare d'*‘
« as5 °- fi. n ° are 1 Dar ‘ ìisa § i ° = y re " ,C ^
2'' , CoÌ^| ati w= Patir disagio di alcuna 'cosa vI-'ò-ÒD^ Col ù % e ' ldcre: Prender aisagios-C<J^ fre . BCI - 0 mollo, StarQ»* : Stare a disagio = A far c q v *i c " r£t,s
A disagio.] L<K. incommode dege • f . era ita!o
riàeW° v ' ant - ,0 °• «.Dissegli, come gb pe < ve der P.ii'-'Wo
'"quel h , ulso a disagio. Beni- Ori. <■ ?• 8 °’ FmAncori 1 ■
Sjo
e con
are £ J' ene re a disagìor= Far stare altrui con iscotnodo ìVii'’ n ^' CU ^ lnc °nimodo detinere , incommodare. Gr.
^ p tc here ^ T*‘ ** rin ' prol. Ma lasciamo andar questo , per
c .‘d al d,sa8i0 -
ric n irt,^ K ' s:> , ' non dia o non dee dar disagio ; si dice per’icic .. a ?‘o . S .. - e C L< ’ ‘t convitato non si dee fare aspellare. [ V.
gro-sa-mén-te, Avv. (Lo stesso che Disagiatamente.
c. 0s ;; a ?>o
DGa-
gìati i nimici.
2 — E n. ass. Abbandonare gli alloggiamenti, Andarsene dagli allog-giamenti , da' quartieri, dal campo occupato. Sego. Piar. disc. Tantoche tu sarai forzato da qualche necessità a disalloggiare, e venire agiornata. (A)
Disalte. * (Med.) Dis-àl-te, Sf. V- G. Lat. dysallhes. (Da dfs male,ed allho io sano. ) Malattia difficile a guarire. (Aq)
Di salto. Posto avveri. Lo stesso che Di lancio. Lat. confestim, extem-p lo. Gr. n'.' ó :. M. P■ 1. 61. E, sanza contesa o difesa , di salto fumenato prigione a Imola .
Di salto is salto. Posto avveri. = Con continui salti. Lat. saltuaiim.Gr. ■n-rttSyfx.Krniùs. Alam. Coll. 2. 5i. Torrente alpestre, che repentecade Di salto in salto. Morg. 2J. 220. O Astarotte, andar qui cibisogna Di salto in salto come il leopardo.
2 — E l g‘ C Cangiare il pensiero di salto in salto, crhe.J A ogni momen-to , [o piuttosto, Saltando (pia e là con la mente.} Lat. subinde. Gr.u.jzd. Alam. Gir. ff. 3ff Va cangiando il peusier di salto in saito.
Disamabile , Dis-a-mà-bi-le. Add. [ com. comp. Che non è amabile oNon sa farsi amare}} contrario di Amabile. — , Inamabile, sin. fot.inamabili. Gr. «rapacrrcs. Salviti, disc. 2. 22. Barbaro c adunque ec.
colui ' ' 1 . .. ’ ““
E 22
fuggirsi in oppa.,.-- -...------- -,
scono ad ognora Sotto la disamabile vecchiezza. Brace. Schern. 8. 5.0 di zucchero fino anima mia, Da far la pizzicata e’l marzapane, Chea paragon di (e la malvagia Sgarbata e disamabile rimane- (Min)
Disamaste, Dis-a-màn-te. Pari, di Disamare.; contrario di Amante. Chenon ama, Che non appetisce, Che non è affezionato. Stila. Nic. Ter.Ei della vitelletta disamante, Che partorite abbia le prime rede, Traegin le poppe, e le ama poi di latte Sbonzolando. (A)
Disamare , Dis-a-mà-re. (Alt. e n. comp.-, contrario di Amare. ] Pestard' anun-e Odiare . Lat. non amare, odisse , odio prosequi, Gr. cv~.àyocKtt.v ftiaeìr. Filoc. 0. 63. L’ uomo non può amare e disamare asua pósta. G. ri. 11 ■ ò\ 8. Con tutto che prima avea cominciato a di-samarli. Petr. cap. 3. Ve’ 1 ’ altro, che in un punto ama c disama,Nov. ant. 60. 2. Allora li sergenti, che voleano male al re Meliadusper amore di loro signore, e lo disamavano mortalmente, sì sorpreseroquesto lor signore a fradigione. Bini. ant. Guid. Cavale. Deb, eh’ orpotessi eo disamar si forte, Com eo fotte amo voi, donna orgogliosa ;Poi per amare mi odiate a morte, Per disamar mi sareste amorosa.Berti. Ori. i- 3. 3j- Era quell’acqua di questa natura, Che chi ama-va , facea disamare ; E non sol disamar , ma ih odio avere Quelch’era prima diletto e piacere.