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DIVOZIONCELLA
’ Amico. Lat. devotus, adtìicftis, Gr. àtpispwSfils , £oi>divoti d \ì. 12 ‘ 12 ‘ ^ er quale ancora depcndorà lo stato de’
^eriu ar ^ a casa rc , a lc. Tac, Dau. Ann. 4 • io 3 . Perché fu amico di— ^c/^rr’ e se g nita va ad esser divoto alla moglie e figliuoli,gente s UlVota r nl ^ a m °d° dì avverò. Vii, ó\ M . Madd. 28. Laco$j dìy 0 f 110 aiu ^ COn una R*t* z ' a nel cuore ec, d’ udire il Signoreg Ce tnenle°) °^Y^°^ Ccmon ^ e P ar ^ are cc * (,-dllri auria detto divota e dol-
te. Fir^rf 1 SOsi ‘ tagliuolo spirituale o] Affezionato spiritualmcn-il qualè tSc ; a f 3 y, Se n’andò ad alloggiare in casa un suo di voto ,
a _ *’ Poiché assai benignamente ebbe raccolto il santo romito, ec.
^ Vota e, . ? os * pure Di vota. Bocc . nou. Ed appresso con la sua di-
V"o; ct \T c \w . ,
* ’ Di-vo-~ion-cel*la. [A 1 /?] dim. di Divozione. Lat. preca-
* T ' p-txpGc $ir t t tì?. Lib. Pred. Passano le notti in certe a lo-nvozmncelle , approvate dai confessore (cioè, in ceni attin tn ‘ i ìuii^ nQ 5 Cume dire preghiere od altro, e V Autore usa il dì *D,Vt ’ 2 iOBe Vy! si co ? e vezzeggiativo , o simile.')e vers Q } ^''Vo-ri-ouie. [■ 5 '/.’] Affetto pio, e Pronto fervore verso DioP a nip n e e . C0Se sacre , Polonia di far prontamente quello che ap-1. Dive ’ Ser figio d'Iddio. Lat. pietas. Gr. dvifinx. But. Par. 10.G. ° ne c promissione e donazione che P uomo fa di sé a Dio .^iónéV 7 "- .*■ ? l’altro corpo rimisero in suo luogo con granquella m -| , oraz ionì e canti. Bocc. Fit. Dani. 265. Al quale con«o ma.,: . a > con «l'iella divozione, con quella affezione die iopos-Sctiz ac |p 0 ^ e cc ’ i qoclle {grazie) , che io posso, rendo. E nnv. 1.16.Pur. ( 0 ho avuto sempre speziai divozione al vostro Ordi nc.Dant.rt Wersi' a 5 pj- Euor di mortai non fu mai sì digesto A divozione c a
3 _, divozioni —Praticare atti divietile amore verso Dio. (A)
tarsi e C , F: ‘"' ’." "... ;
doana
7 85
ro nC “ l1 - 'ir.
Stale ( (i vai divo-;
P'are le sue divozioni , comunemente si dice per Confes-rsi. (A) Sega. Pred■ 5. 3 . Ila continua pratica con~~ ® u Persf*‘ C * 10 E n K e ^ ^ ar E' sue divozioni. (V)
P'uc. jj izi0 "e o Falsa divozione, Lut.stiperstitio. Gr. ihXoàpviffxdoi.servigi fan™"'" 5 ' 7^. Molte si fidarono nella divozione antica, o neite , coma * popolo romano. x> (Ma i/ui sembra presa in buona par-
Osso " el /a O (E)
,a l n 'onta UI0 ’ Riverenza, Dependenza, Affezione [della volontà tut-"ef/e Ietterà 0Sse( l u i° e servigio altrui; e comunemente s’usa oggidì
F.
Vo^j,
tere
io#.
per termine di complimento. } Lat. devotio. Gr. xeHù-svis.
4
ioi le , -• 2- Per la quale i Fiorentini, vcglievoli con animata
^«‘issine,, E ro S etlI tori tuoi igua/menfe e a fe, (a tua ec celsitudiner e rrom n ° llte destano. Guid. G. 3. Dinanzi al Re e a’suoi Baroni
è-,**?
r ‘ GÌ-aift? T 11 ’«P^e. (A)
Jtl 9 lìc sta a UC lne . ’ Riconoscenza. Buon. Fier. 4 - 5 - 2 9 ■ N°* cittadini8Cw 'nta R.|; ng! , , r sll i 1 sua col vieppiù ardente Aflètto c divozion più svi-? c erat a . n .. oi ' ,;i 'irem noi stessi. E Salviti. Annoi. Divozion più svi-ln httùiQ j lc “ ovc Re costituzioni di Giustiniano è tradotto sempre1 lroi) osc e i lz ^ iìu >’ R ue * f E e ,)e * testo g rcco è oij'i'&yzooTi'i;, gratitudine,r a gare |„ e . 0 ùice in proposito della virtù della prontezza .
„ tua SS ° h>re a suo podere con tutta divozione. » Car.
inn..* n< i n riconoscesse in me più tosto la divozion dell’animo
p r i ncin ‘‘^° ( lt; e contribuzioni > contraccambio delia vigilanzap diyiiupQ7Vf>yt , al coii-
7
'( 1 °^^ le imposte
tra,. 1 >rÌnci P e ifltovno'ai 'ben essere dello Stato5 »° > sconoscenza , lat. quivi indevota). { ) a divozione che
a „ . Affetto semplicemente. Salvin.Disc. Quella tenera
Uo cuore esercitò verso la patria lingua, t, } j n Averlo àiVer, * ® n d e Avere divozione in alcunotrazione, Essergli divoto. V. A’ crc .f“°” w al \ Arezzo , mol-te r ° 0 ^? Zlone - Peir - Com. ili. 27 2 - Andati a < P - t( , u dosi in;iiaiv a a 'la loro divozione recarono. Ma Areliai, usciti
1 avendo avuto a loro divozione Incignano , gb Ai
" n ec '» Sii sconfìssone. (V) _ Essere sotto il governo
0 i a *j'^ n d e Reggersi a divozione di u °o .T - l aua ndo bene snccc-t I«se rf 'r' lrfe,!zac; ' e ' i! - !0 - Guicc.Stor.8. s Milano , il q«? lc
^Tr^ XiXre P e r qu - rt0 fresare a«Al* sempre il Pontct.cec a , l( . Sl l( ;ggcva a divozione di Cesare, avi
■* grandissima di temerne. (.Pe) ... : n r i ve .renza, V-
AvorT' * Avere in divozione, cioè, m am , 0 virtude
in rn? 111 divozione. Fr. Giard. Pred. M- f- ^ - n ain 0 ve. (N)
'-'Vo / t0 ll SiUlt0 gli avea ^ rangeh) in . ec i. l„t. preces .Gr.
S'sVc-. Jd um - del più Divozioni == Orazioni, . • pongono
a Tra PisL A- Gir. 422. Poi, detto le oro divozioni, Pa eitì bjttì, insieme ordinatamente. O)
Tnf E Rate U* sue divozioni- V* §• 1 ? *. dalla sola voce la-
titia / 11 ™® diff- da Devozione. Ambedue de 1 diilè-
^L e T i0 5 “ a '^ 1 * Hn S ua nostra l'oso ne ha ^ % Vo!o , Con-sa crV ■ P>ei>oz ‘one era presso i Latini adopeiat • • ; scvitto-
li tf° ne . Oblazione agli Dei ; come può dipoi del
s^'f! tempo. Gli scrittori latini cristiani, iif a s ; g hlicare
Una « ltnit ’vo significato 1’accennata voce , e ! a . ‘ ù ca uolica rc-•Co‘‘«ato osservai,*, de’ precetti e delle discipline della cal,
£ne\; C<1 «.**nere il luogo di pietà. ?e 'a ni,. Cosi D.v £ ^
nVi, .... ’ J cangiata in Divozione , e passo h a _ , c ,,j(toi'ì piu
bugna nostra. I grandi ingegni da ^. a divozione e2W’° U de ' la '“igua posero quindi gran Rj! el . _ r0I1 t 0 fervore chedohì ■ d0,le . Parlando di quell’affetto pio, c , F. ( ... 1 nol'i voce ®i-voS' 3 " 10 avere verso Dio everso i.auoì santi, adoperano la vuauìi,, " c 'JE' e tr attisi_ di pretesta
Usi
f 3110 W vo ...
.iF^vntì mi] Chiameremo dunque Divoli quei che fanno
tl c ’ Sl’infej.; 0l .j * e -'® 10ne . e & pietà, c Devoti i sudditi fedeli al Prin-tCi Inoltre ab’V VCr<:nf ' a * superiori, gli amici aflèzioiKiti agli ami-Pocab, H IM ‘ Uli0 a Rro segno di ddtèraiza ira queste voci nel-
un h.
..ire ad un Principe, alla patria, ad un'enetattore ossequio, fedeltà, alletto, riconoscenza ec.
la gramafica positiva della lingua , la quale ha assegnato a Divotouna relazione particolare col secondo caso de’ nomi e a Devoto colterzo ; poiché il buon uso vuole Divoto di Dio , della Verdine de’santi, e Devoto al sovrano , all' onore , al dovere cc. b ’
Divuccaheuto , * Di-vul-ga-mén-to. Sin. Lo stesso che Dìvolgamento.F. Segnar. Crisi, inslr. t. 20.28. 0 col divulgamento che poi ne fatra chi non udillo. (N)
Divulgante, * Di-vul-gàn-te. Part. rfi'Divulgare. Che divulga. V.direg.{ O)Divulgare , Di-vul-gà-rc. lAtt-l Far comune , Far noto all’ universale.{Lo stesso che Divolgare. /^.Dichiarare.] Lat. pervulgare. Gr. imxuxsìv.Capr. Boti. 4. 70. Le lettere latine si sono un po’ più divulgate , chaelle non solevano. Tass. Ger. ig-52. Or divulghili le trombe il mio di-vieto. Beni. Ori. 1. 21. 60. E feccia per voce e per scrittura Quasiper tutto il mondo divulgare. E 2. 27. 35. Furori poi queste cose di-vulgate Fuor della terra per tutto il paese, n E Peli -, canz. I’ l’esal-to e divulgo Per quel eh’ egli imparò nella mia scola. (Min)Divolgatissimo , Di-vul-ga-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Divulgato. Lostesso che Divolgatissimo. f r . S. Agosl. C. D. 11. ig. Intra questomanifestissimo .1 noi il dì e la notte, cioè intra questa luce e quelletenebre divulgatissime alti nostri sensi, comandò clic li luminari delciclo dividessono. (B)
Divulgato , Di-vul-gà-to. Add. m. da Divulgare. [ Lo stesso che Di-vorato. F. ] •
Divulgatore , Di-vul-ga-tó-re. Veri. rn.di Divulgare. Lo stesso che Di-volgatore. F. Grill. Leti., Rao in Fet. 23. Berg. (Min)Divulc.atrice , * Di-vul-ga-trì-ce. Ferb. f. di Divulgare. F. di reg.Lostesso che Divolgatrice. F. (O)
Divulsione, * Di-vnl-si-ò-nc. Sf. F. L. Il divellere ; e dicesi propria-mente da' medici per significare Strappamento , Rottura o Lacera-mento di organi. Lat. divulsio. Gr. ìnùcironns. (A. O.)
Divulso, Di-vùl-so. Add- m. da Divellere. F. L. Staccato con vbron-za. Lo stesso che Divelto. F. Lat. divulsus. Gr. Snxtitxiriiids. Gnicc.Star. i3. 655. Se l’uno di loro possedeva forse più regni e più stati,
1’ altro non era da stimare, meno , perchè non aveva sparsa c divnl-sa (qui metaforicamente) in varìi luoghi la sua potenza, ma' il regnotutto raccolto ed unito ec. (A) (B)
Dixan. * (Geog.) Citili .dell' Abissinia. (G)
Dixmude. * (Geog.) Dix-mù-de. Lat. Dìcasmuta. Città de' P. B. (G)Dizaca. * (Geog.) DÌ-za-ca.Ant.cit.deli’ Asia nella Grande Armenia. (G)Dizionario , Di-210-nà-ri-o. [Sm.} Libro ove sono raccolte ed espostem-ele dizioni. Focabotario. Lat. dictionarium. Gr. le grò v.
2 — * Si dice altresì delle raccolte alf abeticamente ordinate sopra ma-terie d' arti o di scienze. (A)
Dizionario diti, da Focnholarìo , da Glossario c da Lessico. Il titolodi Focabotario o Focahalisla non si applica propriamente che a puriDizionarii di parole. Dizionario è d’ un significato più esteso, poichécomprende in generale non solo i Dizionarii delle lingue, ma anche iDizionarii storici, e quelli delle scienze c delle arti. Glossario indicaun dizionario di parole poco conosciute, poco comuni o antiquate ,disusate cc. Il Lessico , anziché a Dizionario , si assomiglia a Foca -bolario ; ma dicesi più propriamente parlando delle dotte lingue morte.Dizione, Di-sió-ne. [Sf. F. L.ì Minima parte del favellare significativa ,della quale è composto il ragionamento , e nella (piale si discioglie.[Parola -, e qualche volta Unione di dueo più parole.} Lat. dictio. Gr.
Espos. Salm. A questo salmo si premette questa dizione Vav.Bern. rim. 7. E certo è strana cosa, s’egli è vero C,he di due dizio-ni una facesse. Cas. lelt. 65. E dunque necessario di far sì con dili-genza , che l’uomo abbia a memoria le dizioni e le figure che si leg-gono negli autori, jj E Favelli , Frammento della Grani , nel volu-me 1F. della Collez. Opusc. scienl. e h it. Firenze 1807 , face. 11.Dovendo noi in questa prima parte favellare delle parti dell’orazione,le quali si comprendono tutte sotto questa parola Dizione , devemosapere che dizione c, secondo i gramatici , ima voce articolata, cioèche si può scrivere, la quale significa alcuna casa-, e in somma dizio-ni si chiamano tutte quelle parti delle quali si compongono e nellequali si risolvono le orazioni. (Pe)
2 — Giurisdizione, Dominio. Lai. diiio, imperlimi, jurisdictio. Gr. ì-tfmpirua.. Dif. Pac. Per comandamento tutta la terra abitante sotto-misero a loro dizione, imperio e signoria.
Dnigper. * (Geog.) Lo stesso che Nieper. F. Anticam. Boristenc. F .(G)Dniester. * (Geog.) Fiume della Russia . F. e di Niestcr. (G)
Do. * (Mus.) Sm. Una delle note musicali , adoperala da' moderni, in-vece'dell' ut degli antichi , forse per esser più risonante. (A) (L) _
Do'. Foce usata da' poeti antichi, e vale lo stesso che Dove. F.Lat. ubi.
Gr eroi Fr. Jac. T. 1. 6. eg. Nulla temoli do’ va il vero, Vcggongiusto il bianco e ’i nero. E 1. 9. 6. Va cercando per la terra Do’potesse mai albergare. E 6. 24. 5. Do’ snn gli amatori, Che sentorid’ amori. Rim. ant. Guitt. R. Partì madonna , e non so do’ dimora.e' altrove-. Vede ben do' son gravi le ferute. » Fr. Jac. T.- c. 25 .
8. La prudenza insegna Do’ la ferita vegna. {Qui par che significhidónde I E 2. 18. 27. Va nasando come pesce Pe’ sto mar , do’ messa1 ’ hai. E 3. i8. 1- Padre , do’ Vuoi eh' io vada ? (V)
Domi. "* (St. Ott.) Do-à-gi. Sm. pi Sacerdoti turchi che hanno in cu-stodia la porla del Divano. (V’an)
Doagio. "(Geog .) Do-à-gio,Doc.FV.Douais. GiuliFiandra.Cr.in Doagio.(N)Doagio. [Vm-I Panno, così detto da Doagio , città di Fiandra , dondeanticamente veniva. —, Dnagio, sin. Morg 22. 143. Di porpora co-perto è riccamente, Di drappi d’oro ornati di doagio. Bern . Ori. 1. 22.
Tutti senz’arme cambiando adagio, Con molta vettovaglia , ar-gento ed oro, Sopra camelli , e vesti di doagio.
Doan * (Geog, ) Città dell' Arabia. (G)
Doana , Do-à-na. [Sf. F. A. F. e di] Dogana. G. F. 7. 76. 5. Pa-gando quelle Colte e doane che sono usati. {Qui per la gabell i stessa,il T- Davunz. ha dogane.)
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