VOCABOLARIO
raa¥M§iULE afilli mìo
L
LA
I i [ Sf. Lettera consonante eh' è la decima dell’ alfabeto italiana , esi pronunzia Elle.] Ammette dopo di sè ne' mezzi de'le parole, e indiversa sillaba, tutte le consonanti, dalla R in poi; come Alba, Fal-cone , Falda , Zolfo , Yolgo , Salma , Salnitro , Alpe, Alquanto,Polso , Salto , Selva , Calza. E iti tutti questi luoghi i Toscani netpronunziarla le fatino per più dolcezza perdere alquanto di suono .Avanti di sè nel mezzo delle dizioni riceve il B, C, F, G, N, F, RjS, T ; come Obbligo , Concludere , Conflitto , Ciglio, [ Tcnnonlo, ]Esemplo, Parlamento, Slmigare, Atleta . Il che sempre fa nella stessasillaba , sa'vochè colla R , [ e colla N] colle quali s’ accoppia in silla-ba diversa ; ma di rado si trova appo la nostra lingua dopo la B, C,F, ’N,T, come suono assai per sua durezza fuggito. Dopo la G pocoè in uso, se però non seguila /' I, come Giglio , il quale le fa faràsuono più schiacciato e sottile , come si dice nella lettera G. Di ra-do si trova dopo la S, ovvetxt in principio di parola , come Slegare ;ovvero nelle voci composte colia preposizione Dis o Mis, come Disleale,Misleale. Accoppiala col T avanti non è suono di questa lingua, masolo s'usa per le voci forestiere non divenute ancora nostre affatto , comeAtlante, Atleta . Con tutte queste tenere avanti perde alquanto di suo-no , salvochè colla R e colla S , le quali gliele lasciano mantenere in-tero. Pronunziasi la S avanti alla L nel secondo modo , cioè consuono sonde o rimesso , quale è nella Voce Musa , come si dice nella
teucra S. Raddoppiasi , dove è necessario , ne’ mezzi della parola ,come Anello , Coltello . ’
a - (Arche.) Numero romano , che si Usa comunemente , e vale Citi-quanta. Cronickelt . di Amar. 167. Faceasi pane inferigno a ragionedi soldi L. lo stajo.
3 — * Con una linea orizzontale posta al disopra , vate Cinquan-tamila : anticamente un I, posta innanzi alla L , toglieva a questauna diecina del suo valore , onde IL vedeva Quaranta ; oggidì peraltro per segnare quaranta con numeri romani si scrive XL. (Van)
La. Articolo [ singolare firn. , sì scrive innanzi a voce che da voca'enon incominci , e ] si adopera in tutti i casi del nwn. del meno. Nelprimo e nel quarto caso non ha bisogno del segno del caso che /’ ac-compagni , come negli altri casi , ne quali si dice Della, Alla, Dalla.Bocc. nov. 4 2 ‘ La Reina , finita sentendo la novella ec. , aJ E-ìiiilia impose clic cc. seguitasse. Dant. Par. 2 . -tg. La concreata eperpetua sete Del deiforme regno cen’ portava. Petr. son. 202. Gliocchi e la fronte con sembiante umano Baciollc. Din. Comp. 3. SS.èssendo morto il Marchese di Ferrara , un suo figliuolo bastardo tc-nea la terra , la quale non potendo tenere, cc.
a — Se da vocale principiasse la voce che segue , si segna comune-mente coli' apostrofò ; se non se forse altri nelle vocali seguite dapui consonanti non amasse meglio di segnar et apostrofò il nome ,anziché t articolo , scrivendo , per esempio , La ’ngratitudine. ÌY<?»tizia che ha luogo hi tutti i casi che si adoperi , siasi la particella, ditale articolo La cosi sola , o pure affissa a' segni de* casi.
_ 2 —* Al presente innanzi a vocale segnaci sempre con i’apostrofo.P 0( fc* g~ 8. n . 7. La notte dopo molta e lunga dimoranza s’avvi*CUiò al dì e cominciò l’alba ad apparire. Petr. p. 1. io. Oh* ancornon^ torse dal dritto cammino L’ira dì Giove per ventosa pioggla.(Cin)
3 * Usata anche innanzi a nome proprio , purché non di personedelf antichità.Bocc. "• 1. n. 5. La reina verso la Fiammetta rivolta ,che essa 1’ ordine seguitasse la comandò. (Gin ) (1N T )
4 —* * Usata dopo il nome sost. connota grado d eccellenza o segnadistimica dì persona . Bocc. g. io. n , ) ? \ Q aei) t e son mie figlinolead un medesimo parto nate , delle quali y l]na ba nome Ginevra labella , e 1 ’ altra Isotta la bionda. Petr,
una
Tr. Cast. Giudit Ebrea la
'Icuna voltaCavale. Espos,
ta 0 è soperchia 0 altra cosa vi si sottintende. U. §. 9..Sìmb.i. 28. Molte sono 1 ’altre ddlinizioni della Fedesecondo i diversi Santi, le quali tutte in somma tornano a quel chen’è detto, e però me la taccio. ('Cioè, mi taccio ; o pia'e taccio chie-sta cosa, o simili.) Borgk. Tose . osi* Questo, chi la,volcssepigliare
cosa, o v . .. -- x ? . ,
per un altro verso, e forse migliore , ne gU dovea ritirare. \. G i0S 1'■In volesse pigliare la cosa per «Uro verso.): O)
6 —* Ed in aura maniera pur ancora soverchia. Bocc. gfccegli la festa grande , senza dire alcuna^ parola. (Cin)
7 —* E in sentimento di Una. ”
entimemo di Una. Bocc.
recab. ir.
3. n. fi... E8. n. 7. La fante scendrnda
meno arralatamente, sinucciandole il piè cadde della scala in terrae ruppesi la coscia. (Cin)
8 — *Si antepose qualche volta al quinto caso , invece di O. Fir. A-sin. I, 1. Dio mi guardi, la mia donna, che senza cagione abbandoniPetronio in casa del quale io sono alloggiato. E lib. 5 . Yedesti ben,la mia sirocchia , quali robe sono in quella casa ! (Cin)
<j —* Si adatta talora a cose che non se ne vede il perchè , o non e-presse nelle paiole , ma intese solo in concetto ; come La san Gio-vanni, La san Bartolommeo ec. Salv. Avveri.s.2. in fine. Il femminilearticolo s’ adatta talora a cose che non se ne vede il perchè ; chentison quelle alla ’ngiù , dalla lungi, e se ve n’ ha altre disimiglianti ;perocché in. quel di Giovali Villani, facendo triegua infino alla SaitGiovanni, lo alla per mia credenza, riguarda il nome di qualchecosa non espressa nelle parole , ma intesa solo in concetto , comecé-stii o si fatta; il che sovente si fa in tutti i linguaggi da tutti i buoniautori. (Cin)
io — * Usalo ancora in vece del pronome Quella. Ftr. Leti. Sagri f,Pastor. Adorando la marayigliosa sua deità , e con quella insieme lade’ nascosti Iddìi. (Cin)
La. Pronome [ persona 1 e. relativo'] femminino , [dinotando I abbietto di-retto dell’ azione, ossia il ] quarto caso del minor numero , [ e valeLei, Colei, Quella.] Lai. illam, eatn. Or. Un'vr,r. Bocc. nov. fi- 9-Ad una Ior possessione la ne mandò. Dant.Par. //.7 / Quando naturaper forma la diede. Petr.son.211. l’la riveggio starsi umilemente Trabelle donne. Din. Comp. 3. 85. Per forza la presono , c tennonla. »Cas. Galal. n. 16&. Egli durò a bere tutta una notte, quauto la frilunga , a gara con un altro buon uomo. (N)a — Alcuna volta è quasi di soperchio, e si trova posta per vaghezzadi parlare, anziché per bisogno di esprimere ; [«/ oggi è pleonasmofuor d’uso.] Bocc. nov. i 6.32. Ed egli lei reverentemente molto lavide e ricevette.
3 — Si prepone a’ie particelle Mi , Ti , Si, Ci , Ni , Vi , [e si diceLa mi, La ti, La si , La ci, La ne , La vi.] Bocc. nov. 20. t‘3.Con molte altre parole la vi confermò su, e fece la fede maggiore.E nov. 2Q. 26. 1 0 ti richìeggio per Dio , che la condizion postamiper li due cavalieri che io ti mandai, tu la mi osservi. E nov. 3 /.if. Togli, noi la ti diamo qual noi possiamo. E nov. f>- -fi- Dopomolte novelle, trovò li prestatori lo notte passata aver 1 arca imbo-lata , e in casa messalasi. E nov. il). 4-8. Or voi ce 1 ’ avete benfatta ; ma mai più persona non la ci fava.
1 — Si pospone (die particelle Me , Te , Se , Ce, Ne, Ve, [ e .si dice.Me la, Te la, Se la , Ce la, Ne la, Ye la.] Bocc. nov. 16. 11.Currado ec. le disse che ec. del tutto facesse che seco la ne menasse.E nov. 2]. io. Comcchè buona opinione avesse della donna , ancorane la prese migliore. E nov. 26. 2t. Alla flue Ricciardo , pensandoche, se ancor ne la lasciasse con questa credenza, molto di male ne po-trebbe seguire, diliberò di palesarsi. E nov. 2g. tg. Il non aver beneda maritarla ve la fa guardare in casa. E nov. ài?. 11. Me la con-viene in questa guisa tanti anni seguitare, quanti mesi ella fu controa me crudele. E nov. 66. 20. Quando la gelosia gli bisognava , deltutto se la spogliò. E nov. 7 3. §. E trovata che noi 1 ’ avremo, cheavrem noi a fare altro, se non mettercela nella scarsella ? Lab. 286.Ella è tale, qual io brievemente te la disegno.
5 — Nel caso ietto La per Ella, come Le per Elle, [ fu usato per afè-resi da varii scrittori autorevoli , e specialmente dal Boccaccio nelDecmnerone, ed anche s' usa alla giornata da molli ; pare non è daimitarsi se non dirado .] Fir.nov.4-225.GVi chiedeva sempre qualche ce-sellimi, come la sapeva che 1 gli andasse a città. Lor. Med. Nenc, 10. Lam’ha sì concio in modo e governato , Che più non posso maneggiarmarrone S.Agos/.C.D. 1. t2. tit. Della sepoltura degli umani cor-pi , la qual, anco se la sarà negata alli Crisliani ec., non nuoce, nètoglie lor nulla. Cecch. Assillo!. 5. 2. E così non mi possevo certi-ficare , se la era madonna Oretta o no ; e più tosto dubitavo che lanou fusse qualcli'altra ec. Borgh. Col. IjW. fri. Ella venne inllemani di Siila , onde la ne fu saccheggiata e molto afflitta. (Y) Cm.Pist. Rim. P. -/. son. 15. La quale ha preso si la mente mia , Chela non può pensar se non di lei. ( La edizione dello Zane , Vene-zia 173i , a pagi ? la • La qual ha preso sì la mente nostra, Ecoyertata di si dolca Amore , Ch’ ella non può pensar se non di lei.)