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Vol. IV.
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VOCABOLARIO

raa¥M§iULE afilli mìo

L

LA

I i [ Sf. Lettera consonante eh' è la decima dell alfabeto italiana , esi pronunzia Elle.] Ammette dopo di ne' mezzi de'le parole, e indiversa sillaba, tutte le consonanti, dalla R in poi; come Alba, Fal-cone , Falda , Zolfo , Yolgo , Salma , Salnitro , Alpe, Alquanto,Polso , Salto , Selva , Calza. E iti tutti questi luoghi i Toscani netpronunziarla le fatino per più dolcezza perdere alquanto di suono .Avanti di nel mezzo delle dizioni riceve il B, C, F, G, N, F, RjS, T ; come Obbligo , Concludere , Conflitto , Ciglio, [ Tcnnonlo, ]Esemplo, Parlamento, Slmigare, Atleta . Il che sempre fa nella stessasillaba , sa'vochè colla R , [ e colla N] colle quali s accoppia in silla-ba diversa ; ma di rado si trova appo la nostra lingua dopo la B, C,F,N,T, come suono assai per sua durezza fuggito. Dopo la G pocoè in uso, se però non seguila /' I, come Giglio , il quale le fa faràsuono più schiacciato e sottile , come si dice nella lettera G. Di ra-do si trova dopo la S, ovvetxt in principio di parola , come Slegare ;ovvero nelle voci composte colia preposizione Dis o Mis, come Disleale,Misleale. Accoppiala col T avanti non è suono di questa lingua, masolo s'usa per le voci forestiere non divenute ancora nostre affatto , comeAtlante, Atleta . Con tutte queste tenere avanti perde alquanto di suo-no , salvochè colla R e colla S , le quali gliele lasciano mantenere in-tero. Pronunziasi la S avanti alla L nel secondo modo , cioè consuono sonde o rimesso , quale è nella Voce Musa , come si dice nella

teucra S. Raddoppiasi , dove è necessario , ne mezzi della parola ,come Anello , Coltello .

a - (Arche.) Numero romano , che si Usa comunemente , e vale Citi-quanta. Cronickelt . di Amar. 167. Faceasi pane inferigno a ragionedi soldi L. lo stajo.

3 * Con una linea orizzontale posta al disopra , vate Cinquan-tamila : anticamente un I, posta innanzi alla L , toglieva a questauna diecina del suo valore , onde IL vedeva Quaranta ; oggidì peraltro per segnare quaranta con numeri romani si scrive XL. (Van)

La. Articolo [ singolare firn. , scrive innanzi a voce che da voca'enon incominci , e ] si adopera in tutti i casi del nwn. del meno. Nelprimo e nel quarto caso non ha bisogno del segno del caso che / ac-compagni , come negli altri casi , ne quali si dice Della, Alla, Dalla.Bocc. nov. 4 2 La Reina , finita sentendo la novella ec. , aJ E-ìiiilia impose clic cc. seguitasse. Dant. Par. 2 . -tg. La concreata eperpetua sete Del deiforme regno cen portava. Petr. son. 202. Gliocchi e la fronte con sembiante umano Baciollc. Din. Comp. 3. SS.èssendo morto il Marchese di Ferrara , un suo figliuolo bastardo tc-nea la terra , la quale non potendo tenere, cc.

a Se da vocale principiasse la voce che segue , si segna comune-mente coli' apostrofò ; se non se forse altri nelle vocali seguite dapui consonanti non amasse meglio di segnar et apostrofò il nome ,anziché t articolo , scrivendo , per esempio , Langratitudine. ÌY<?»tizia che ha luogo hi tutti i casi che si adoperi , siasi la particella, ditale articolo La cosi sola , o pure affissa a' segni de* casi.

_ 2* Al presente innanzi a vocale segnaci sempre con iapostrofo.P 0( fc* g~ 8. n . 7. La notte dopo molta e lunga dimoranza savvi*CUiò al e cominciò lalba ad apparire. Petr. p. 1. io. Oh* ancornon^ torse dal dritto cammino Lira Giove per ventosa pioggla.(Cin)

3 * Usata anche innanzi a nome proprio , purché non di personedelf antichità.Bocc. " 1. n. 5. La reina verso la Fiammetta rivolta ,che essa 1 ordine seguitasse la comandò. (Gin ) (1N T )

4* * Usata dopo il nome sost. connota grado d eccellenza o segnadistimica persona . Bocc. g. io. n , ) ? \ Q aei) t e son mie figlinolead un medesimo parto nate , delle quali y l]na ba nome Ginevra labella , e 1 altra Isotta la bionda. Petr,

saggia , casta e forte. (Gin )

Alomm natisi /-> A

una

Tr. Cast. Giudit Ebrea la

'Icuna voltaCavale. Espos,

ta 0 è soperchia 0 altra cosa vi si sottintende. U. §. 9..Sìmb.i. 28. Molte sono 1altre ddlinizioni della Fedesecondo i diversi Santi, le quali tutte in somma tornano a quel chenè detto, e però me la taccio. ('Cioè, mi taccio ; o pia'e taccio chie-sta cosa, o simili.) Borgk. Tose . osi* Questo, chi la,volcssepigliare

cosa, o v . .. -- x ? . ,

per un altro verso, e forse migliore , ne gU dovea ritirare. \. G i0S 1'In volesse pigliare la cosa per «Uro verso.): O)

6* Ed in aura maniera pur ancora soverchia. Bocc. gfccegli la festa grande , senza dire alcuna^ parola. (Cin)

7* E in sentimento di Una.

entimemo di Una. Bocc.

recab. ir.

3. n. fi... E8. n. 7. La fante scendrnda

meno arralatamente, sinucciandole il piè cadde della scala in terrae ruppesi la coscia. (Cin)

8 *Si antepose qualche volta al quinto caso , invece di O. Fir. A-sin. I, 1. Dio mi guardi, la mia donna, che senza cagione abbandoniPetronio in casa del quale io sono alloggiato. E lib. 5 . Yedesti ben,la mia sirocchia , quali robe sono in quella casa ! (Cin)

<j* Si adatta talora a cose che non se ne vede il perchè , o non e-presse nelle paiole , ma intese solo in concetto ; come La san Gio-vanni, La san Bartolommeo ec. Salv. Avveri.s.2. in fine. Il femminilearticolo s adatta talora a cose che non se ne vede il perchè ; chentison quelle allangiù , dalla lungi, e se ve n ha altre disimiglianti ;perocché in. quel di Giovali Villani, facendo triegua infino alla SaitGiovanni, lo alla per mia credenza, riguarda il nome di qualchecosa non espressa nelle parole , ma intesa solo in concetto , comecé-stii o si fatta; il che sovente si fa in tutti i linguaggi da tutti i buoniautori. (Cin)

io * Usalo ancora in vece del pronome Quella. Ftr. Leti. Sagri f,Pastor. Adorando la marayigliosa sua deità , e con quella insieme lade nascosti Iddìi. (Cin)

La. Pronome [ persona 1 e. relativo'] femminino , [dinotando I abbietto di-retto dell azione, ossia il ] quarto caso del minor numero , [ e valeLei, Colei, Quella.] Lai. illam, eatn. Or. Un'vr,r. Bocc. nov. fi- 9-Ad una Ior possessione la ne mandò. Dant.Par. //.7 / Quando naturaper forma la diede. Petr.son.211. lla riveggio starsi umilemente Trabelle donne. Din. Comp. 3. 85. Per forza la presono , c tennonla. »Cas. Galal. n. 16&. Egli durò a bere tutta una notte, quauto la frilunga , a gara con un altro buon uomo. (N)a Alcuna volta è quasi di soperchio, e si trova posta per vaghezzadi parlare, anziché per bisogno di esprimere ; [«/ oggi è pleonasmofuor duso.] Bocc. nov. i 6.32. Ed egli lei reverentemente molto lavide e ricevette.

3 Si prepone aie particelle Mi , Ti , Si, Ci , Ni , Vi , [e si diceLa mi, La ti, La si , La ci, La ne , La vi.] Bocc. nov. 20. t3.Con molte altre parole la vi confermò su, e fece la fede maggiore.E nov. 2Q. 26. 1 0 ti richìeggio per Dio , che la condizion postamiper li due cavalieri che io ti mandai, tu la mi osservi. E nov. 3 /.if. Togli, noi la ti diamo qual noi possiamo. E nov. f>- -fi- Dopomolte novelle, trovò li prestatori lo notte passata aver 1 arca imbo-lata , e in casa messalasi. E nov. il). 4-8. Or voi ce 1 avete benfatta ; ma mai più persona non la ci fava.

1 Si pospone (die particelle Me , Te , Se , Ce, Ne, Ve, [ e .si dice.Me la, Te la, Se la , Ce la, Ne la, Ye la.] Bocc. nov. 16. 11.Currado ec. le disse che ec. del tutto facesse che seco la ne menasse.E nov. 2]. io. Comcchè buona opinione avesse della donna , ancorane la prese migliore. E nov. 26. 2t. Alla flue Ricciardo , pensandoche, se ancor ne la lasciasse con questa credenza, molto di male ne po-trebbe seguire, diliberò di palesarsi. E nov. 2g. tg. Il non aver beneda maritarla ve la fa guardare in casa. E nov. ài?. 11. Me la con-viene in questa guisa tanti anni seguitare, quanti mesi ella fu controa me crudele. E nov. 66. 20. Quando la gelosia gli bisognava , deltutto se la spogliò. E nov. 7 3. §. E trovata che noi 1 avremo, cheavrem noi a fare altro, se non mettercela nella scarsella ? Lab. 286.Ella è tale, qual io brievemente te la disegno.

5 Nel caso ietto La per Ella, come Le per Elle, [ fu usato per afè-resi da varii scrittori autorevoli , e specialmente dal Boccaccio nelDecmnerone, ed anche s' usa alla giornata da molli ; pare non è daimitarsi se non dirado .] Fir.nov.4-225.GVi chiedeva sempre qualche ce-sellimi, come la sapeva che 1 gli andasse a città. Lor. Med. Nenc, 10. Lamha concio in modo e governato , Che più non posso maneggiarmarrone S.Agos/.C.D. 1. t2. tit. Della sepoltura degli umani cor-pi , la qual, anco se la sarà negata alli Crisliani ec., non nuoce,toglie lor nulla. Cecch. Assillo!. 5. 2. E così non mi possevo certi-ficare , se la era madonna Oretta o no ; e più tosto dubitavo che lanou fusse qualcli'altra ec. Borgh. Col. IjW. fri. Ella venne inllemani di Siila , onde la ne fu saccheggiata e molto afflitta. (Y) Cm.Pist. Rim. P. -/. son. 15. La quale ha preso si la mente mia , Chela non può pensar se non di lei. ( La edizione dello Zane , Vene-zia 173i , a pagi ? la La qual ha preso la mente nostra, Ecoyertata di si dolca Amore , Ch ella non può pensar se non di lei.)