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Vol. IV.
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2 LA

Lor, Med. Bali. g8 . E la si leva nuda nudella Fuori del suo lettopulito. Car. En. I. 4- v. guy. Oh! perigliosa Fora stata limpresa.E di periglio La si fosse e di morte-, in ogni guisa Morir doven-do, a che temere indarno ? (B) Bocc. Ninf. Eies. 45. ti bisognatemer di Diana, Perocché 1 è di qui molto lontana. E i5g. Me non

f iotresti far che si saldasse Col bagno la ferita che fea. Amore; E nona yedi che lè a mono il core. G. V . «. 24. Lavina moglie dErira,rimase grossa di lui d' uno figliuolo , la quale per paura che Ascaniosuo figliastro non lo uccidesse , si fuggì in selva ad abitare con pa-stori , tanto che la si deliberò. Al. V. 3. yo. 1) re e la reina tor-nati in Napoli si mostrarono turbati molto di questo fatto , usandoparole che se la non fesse femmina, ne farebbono alta vendetta. Pass.E. 5. c. 5. E questo si dee fare per 1 onestà ed acciocché la dicapiù sicuramente e apertamente i peccati suoi .DiUam. 1. 8. India dalmezzo giorno in Oriente Sopra il mar Ocean tutta la giace. Beni.OriFra se stesso diceva: deh pon mente, Cerne fortuna va cangiandostile, Quando la toglie a fare un ucm dolente ! (Cin)

6*Unita al v. Fare esprime Condursi, Mostrarsi. Beni.Ori.g.4- Farla potea non sol come valente , E pien di generoso invitto cole; Mapotea fari' ancor come prudente. (Cui)

7* Talvolta si trasponi) dalveibo a cui propriamente appartiene perattaccarsi ad un altro. Vettor. U/iv. in f. ne .Essendo già dumila annisono da ima persona ingegnosa stata chiamata lArte del lavoiar laterra, madre e nutrice eli tutte le altre arti, sepia tutto mi pare dacommendarla, che abbia trovata questa pianta , e insegnatala custo-dire. ( Cioè, insegnato a custodirla. ) Saìv. Oraz.. 3. Allora chenoi vedremo fiorirla , e rendere frutlo per altra guisa, che al presentenon fa. ( Cioè la vedremo jìorire , parla della linguai) (Cin)

8* Unita agl' infiniti tronchi de vetln fa alcuna volta per comododella rima, sparire la R , ed allora la consonante si raddoppia. Bern .Or!. 45 g. Che quella in corso lodata Camilla Fatica avrebbe avutodi scguilla. Ar. Fur. 43. 45. Ch essendo causa del mio mal stataella , Io 1' odiai , che non potea vedella. (Cin)

1-A* (Mus.) Sm.TSome delta sesta nota della gamma , che anche si dice Ala-miré. V. Salv. Avveri. 1. 3. 1. 1. Alla regola della terminazionein a , i nomi che 1 accento abbiano sopra 1 ultima sillaba, o che di unasola sillaba sian composti, non soggiacciono semplicemente ; e diciamoil/« cd il la a quedue segni della musica, e cosi il dabludà , il la-nanà , e fatti. (Y) Fag. Rim. 6. 1J2. ( Lucca ty34-) Ma naturanon sol, larie ci uni : Se tu canti la, sol, fa, mi, re, do, Ed io stocolle Muse a tu per tu. (B)

L* -Avv. di luogo, così di stato come di moto, e vaie In quel luogo., Lae,Laci, sin. Lai. illic, illuc. Gr. imi. (Dal lat. iìla, supplisci parte od alcunche di simile.) pam.Purg.23.114. Aedi che non pur io, ma questagente Tutta rimira dovel Sol veli. Peti'. son.204.Toma tu in,eh io d esser sol m appago. Bocc. nov. 4°. 14- E sparte le mani inqua ed in cc. , cominciò a smemorare. « Bocc.g.4- ». 4 Ad c S n *suo amico che andava, imponeva, che il suo segreto e grande amorfacesse sentire, e di lei novelle gli recasse.1? g. 8. n. 6. E come cenatoebbero,, onde Bruno avea divisato, chetamente n andarono.(Cin)3 Suole talora aver corrispondenza colle particelle Qua e Qui, po-svanendosi ordinariamente alta prima , e preponendosi alta seconda.Bocc. nov. 38 , 6. Tu diventerai molto migliore , e più costumato epiù da bene, che qui non faresti. E nov. 77. 55. Senza star fer-ma , or qua or si tramutava, piagnendo .Eant.Purg.6. 11. Tal eraio in quella turba spessa, A olgendo a loro e qua e la faccia. EPar. 1. 55. Molto è licito, che qui non lece.

3 t- Pure talora si trova preposta la particella Qui all altra. Eant.Cono , to3. E però è da sapere che qui parla 1 una delle parti , e parla laltra , le quali diversamente litigano.

4 Giunto con altri awerbii , [non vi si pone invano, ma per piùchiaramente mostrare il luogo dove altri è, dove egli va , o per doveegli passa.) V. dove , entro , giù, Lassù , Più , A erso , intorno, oltre e simili.

5 Talora si congiugne colle preposizioni [ pel medesimo effetto, checon gli awerbii ; con le quali ni.n solamente importo luogo, o fòssedi stato o di molo , secondo il significato di lei , o secondo il ver-bo che segue , ma importò ancora tempo. ) Pelr. son. 52. E cliclnotai sopra 1' acque salse, Tra la riva Toscana e V Elbael Giglio.E canz, 3i. 2. Dna pietra è si ardita per 1 Indico mar, che da na-tura Tragge a il ferro , el fura. Eani.lnf.28.1y. E da Taglia-cozzo, Ove senzarme vinse il vecchio Alardó. E canz. 38. 1. ver1' aurora, che dolce 1 aura, Al tempo nuovo , suol muover i fiori.6* E in questo medesimo senso gli si accoppiò ancora il sesto caso.Bemb. Asol. I, 1. E così concedere che 1 altre donne di loro faces-sero a lor modo infìno a tanto che venute dal vespro, tempo fosseda festeggiare. (Cin)

7 Più , A r erso sè pur detto, e conseguentemente posposto adavverbii ed a preposizioni. Bocc. nov. 60. ty. E quindi passai interra dAbruzzi ec, , e poco più (cioè poco più avanti) trovaigenti che portavano il pan nelle mazze. (A r ) EVs.c.43.1b volto verso quel primo ardore De la bellezza de 1 altre fu spento.£ Teseid, 8.53. Ma noi sofferse , anzi vci' correa Aspreggiando il cavai consproni spessi. "(Cin)

** Kit usò ancora per esprimere, comparazione, o in sensout fuori, o dei semplice più. dr, jFiir. 1Q- Chi vuol due fiere

audaci ^anime brave , Cercar più di queste due non deve. (Cin)

- 3 7T, anche per significare Termine di tanpo. Ar. fiur. 20.61 ^V' tC T me ch( - '1 di seguente, (fin)

4 i iu la si riferì ancora a cose puramente astratte , indicando-ne maggioranza. Barn. Purg. 5. dov io più sicuro esser credea;Q ut f- s '* t le far , che mavea in ira Assai più chel drittonon volca. Allegr. 128. Una volta ebbi onror io un fermo pensierodaver a riuscire un poeta più rbe dozziiìàlè. (Cin)

labardata

5 (Più si usò anche assoìutam. in luogo del solo Più. Onde)Saper più, Passar più o simili [Sapere ec. olire, dipiù.)Circ.Gell.8. 100. La eloquenza fila è tale, e lia tanta forza, che chi fussestato a udirti , e non sapesse più , crederebbe cl e lutto quello chehai detto fussel vero.» Lor. Ih ed. Rapptes.S.Gio. e P. si. 7. Nondir più: tu ro hai tratto di bocca Quel che voleva dir.(Cin) Gire.Geli. 1. Non seguir più Ulisse , che questa tua prudenza, e que-sta tua eloquenza. . . . non avrebbono forza alcuna appresso di me.(Cioè, non continuarli più olire in tale argomento.) Cccch. Eot.3.3.lvo dire più, che per non avere a intendere ec. (N)

8 Usato anche per Di, Quindi, Tosto. Cavale. Alt. Apost. 112.Se voi contendete e qnisticnate di vostra leggi e fra voi, vi partiti;che io per me non voglio essere giudice di queste cose. (Y)

9 Usasi I,à ovvero Di per In quello 0 Di quello. E ani. Lnf. 25.Togliea la coda fessa la figura Che si perdeva , e la sua pelle SiIacea molle , e quella di dura. ( Cioè : la coda fessa in uno to-glieva la figura che si perdeva nell altro , ec. Parla del trasformarsiche faceano l' anime di uomini in serpenti , e per converso.J (Y 7 )

= * Per gli altri usi di Di È. a suo luogo , e' V. anche Di da mare, Di entro , Di giù, Di sii. (N)

10* In col V. Andare c= Andare verso quella parie che si accen-na ; ed anche Campare. V. Andare in, §§. 1. e 3. (N)

1 Tirare innanzi, Procedere avanti. [V. Andare in, $. 2.]Lat. procedere , progredì. Gr. tipo fidimi.

3 Andare in cogli anni = Invecchiare. V. 4

4 Entrar troppo in in parlando Voler saperne troppo, oInoltrarsi troppo ne'fatti altrui.

5 (Essere in, Parlandosi di tempo o di cosa relativa a tem-po) = Essere passata gran parte. Elr.As. 128. Psiche se ne andò adormire; e quando la notte era assai bene in col suo viaggio ec.,veggendosi in tanta solitudine, tutta tremante c pavida dubitava dellasua verginità.

6 * Essere in col tempo o ccgli anni = Esser vecchio o di-venirlo. (Yan)

11 Eicesi in modo di domandare: Chi è? Bocc. nov. 4°- *6.Cominciarono a dire: chi è. E nov. 81. 14. Sentendo lo scalj ic-cìo che Hinuccio co piè faceva ec. , gridò : chi è ?

12 * Replicato per accennare diversi punii di uno spazio , invile Qua c. Bern . Ori. 54- ty. quellinsegna e quella ban-diera Getta per terra, e daltro non si cura. (Cin)

13 Eicesi Saper più, Passar più nello stesso sign. di Esserein. V. 5- 7, 5.

14 * Usasi Di da per Più che , e si unisce anche con gli adii.,come Di da tragiche , cioè Tragicliissime, o Più che tragiche.Gori Long. Ihluzzi. (0)

15 * Eicesi ancora O per modo di chiamare , ma più comune-mente Olà. V. (A)

Laa. * (Geog.) Lat. Laha. Città dell Arciducato d' Austria. (G)Laacherse.* (Geog.) La-a-chèr-se. Lago degli Stali Prussiani nella Reg-genza di Coblenza. (G)

Laada,* La-à-da. A', pr.m. Lai. Laada. (Dalla preposizione ebr. I per,e da hadur ornamento : Distinta per ornamento.) (B)

Eaakdro, * La-àn-dro. IV. pr. m. ( Dal gr. laos popolo, ed aner, androsuomo: Uomo del popolo.) Lìatello di IV icocnue,tiranno diCacne. (Mil)Laakat. * (Geog.) La-a-iàt. Isola dell' Arcipelago della Sonda . (C)Laakco , * La-àr-co. A. pr. m. (Dal gr. laos popolo, ed archos capo:

Principe, Capo del popolo. ) Tutore di Ballo di Cirene . (Mit)Laas.* (G<og.)Aiit. cil. ilei Peloponneso.Città del regno 1/tirn o.(G)Laatta. * (Geog.) La-àt-ta. Antica città dell' Arabia L'elice. (G)

Lara. * (Geog.) Antica città dell'Arabia Felice. Riviera della Cir-cassia occidentale. (G)

Laj-aca. * (Geog.)-ha-ca. Antica città dell' India . (G)

LabAdisti. * (St. licci.) La-ba-sti. Eretici discepoli di Giovanni L.a-badia , fanatico del secolo XVII, il quale credeva che E.o possa eveglia ingannare gli uomini , e di fatto qualche volta gl' mgat.ni ,che lo Spirito Sunto operi immediatamente sulle anime, o tot o dia di-versi gradi di rivelazione e simili errori. (Ber)

LafAldokk. (Ar. Mes.) La-bal--ne. Sm. T. di magona. Lai lamierapiù fina e più grande. (A) < .

Lafaha. * (Geog.) Ladina , Labna. Antica citta della Palestina, nellatribù di Giuda. (G)

LABAKAT.*(Gcog.) La-ba-nàt .Ant.cit. della Giudea nella tribù di Aser.(G)Ladano , * La--no. N. pr. m. Lai. Laban. ( Dall ebr. Man candi-do. ) Figlio di Batuele , fratello di Rebecca, padre di Lia e R,.rebete. (B) (Vau)

LaraudA , La-bàr-da. [iV/i] Sona d'arme in asta, [guermìa in cima firnpezzo di ferro lungo , largo, tagliente ed aguzzo, attraversato da un'altro pezzo difetto fitto a foggia di mezza luna.), Alabarda , sui.Lai. basta bipennis, Gr. Sop. (V. alabarda.) Vcucii.Slnr. 1 5. (log.Un soldato , tatto sembiante di volergli menare d una laVavda cheegli aveva inalberata, gli disse: ec. Buon.Lier.2. 1.6. Perchè, lasciatenoi picche c labarde , Da cavalicr farmi di spada e ciarpa , ce.

2 Appoggiare la labarda , si dice per metaf. dell'Andare a mangiarea casa d'altri senza spendere ; [lolla forse dall uso quefanti, cheun tempo iti per parala, all'ora del desinare appoggiavano la la-iarda al muro , e sedevano nelle corti bandite al desco. V. Appeg-giare, §. &,] » Red. app. M«S al ' lell.Emn.1.yy. Avendomi questa mat-tina domandato il Gran Duca, dove io appoggiava la labarda, ed avendolosaputo , ha comandato ec. (N)

Lara Ri. acci A , La-bar-dàccia. [Sf.) pegg. di Alabarda . Buon. Ver. 4.

1. 11. Dar mano a ronche e labardacce e spiedi.

La pardata , * La-bar--fa. Sf Colpo di labarda. Bali Lepid. f. 09Monsignore, questo non è iuogo per voi, e se ci badate a stare toc-cherete delle labirdatc. (Pe)