8 2 LEQUEITIO
lon. (Da lepyros squamoso, e pctalon. petalo.) Genere di piante sta-bilito da Elliol nella pentandria triginia,famiglia delle eriche, le (piedifra gli altri caratteri presentano cinque petali squarnifbrmi ed unacapsola ad una cellelta e che si apre in tre videe. (Aq) (N)LEQuEjTio.*(Geog.) Le-que-ì-ti-o. Città della Spagna, rulla Biscaglia. (G')Leqdirizia. * (Bot ) Le-qui-ri-zi-a. Sf. Lo stesso che Liquirizia , e Re-golizia. V. (Van) ^
Lemìa. * (Geog.) Lèr-ba. Città della Barberia. (G)
Lerciare , Lercià-re. [Alt.} Far lercio , Imbrattare , Intridere, Spor-care ; [e fg. Contaminare , Infettare , Corrompere .] Lat. foedare ,polluere, inquinare. Gr. re; veri, fsoxvvuv, p.'frÀrri'. .lUi rt. c. 4~. rialcuore vengono i rei pensieri , siccome sono i micidii cc., bestemmie;e queste lcrciano gli uomini.
1 — [F n. peiss. Macchiarsi, Imbrattarsi.] Albert, cap. 4o- Di peccatosi lercia chi cela la cosa utile ch’egli sac.
Lercio , Lcr-cio. Add. m. Sporco , Intriso , Imbrattato. Lat. pollutus,foedus. Gr. xoivós, /iiccpós. (Non dal lat./«irò che vai solamente ghiot-tone , trangugiatore , mangiatore avido , ma dall’ art. V aggruppatoal celt. are porco. V. lupo.’) Buon. Fier. 4- 2 - 5. L’appetito aguzza,Stregasquarquoja lercia. » E Salvili. Annot . ivi: Lercia, Sudicia,sporca; dal lat. lurcones, che nell’affoltarsi a mangiare s’imbrattano.(N)
2 — [E fg.} Dant. Inf. 15.108. D’un inedesmo peccato al mondo lerci.
3 — [Inforza di sin.} Pataf. 5. Ch’egli ha del lercio assai più ch’ionon scrivo.
Lercioso , Ler-ció-so. Add. m. Che ha del lercio Sordido. Fallisn.3. 26. Berg. (Min)
Leria. * (Geog.) Lé-ri-a. Antica città della Spagna nella Tarragonese.
— del Portogallo . — Una delle Sporadi. (G)
Lerici. * (Geog.) Lè-ri-ci. Lat. Eryx , Erycis Portus. Piccola cittàet Italia sulla costiera di Levante nel Genovesato. (G)
Leriha. * (Geog.) Lè ri-da. Lat. Jlerda. Città e provincia della Spa-gna nella Catalogna. (G)
Lerin.* (Geog ) Lè-riu.Lnf. 1.crina.Cd. della Spagna nella Navarra. [G)Lerina. * (Geog.) Lc-ri-na. Gruppo d’isole nel Mediterraneo sulla co-sta di Emacia nel dipartimento del Faro. Vette dagli Antichi Pla-nasia e Lero , ed anche Lero r Lerina. (G)
Lerma. * (Geog.) Lèr-ma. Città di Spagna nella provincia di Butgos.
Leena. * (Geog.) Lèr-na. Antico nome di un lago nell Argolide. —Città e fumé della Laconici. (G)
Lerkea. * (Zool.) Lor-nc-a. Sf. F. G. Lat. tornea. (Da lernee nomedell’ idra. V. lerneo.') Genere dì molluschi oblunghi , cilindrici, conbocca a proboscide riti aitile, con due o tre zampe tentarli!iformi allaparte anteriore del corpo , colle quali attaccandosi alle, branche, allelabbra, o ad altre parli nude de’ pesci di mare o di acqua dolce, sialimentano col sangue, che ile vanno succhiando colla loro probo-scide. (A q)
Lernee. * (Arche.) Lcr-nò-e. Add. e sf. pi. Feste che si celebravanoin Lana, castello presso la famosa palude di questo nome, ad onoredi Bacco , di Proserpina è di Cerere , perchè era fama , che perlà fosse disceso ali inferno Plutone colla rapita Proserpina . (Mit)Lerneo, * Ler-nè o. Aad. pr. m. Di Lerno. Onde Idra Lernca fu dettaV Idra con sette teste , che si trovava in quella palude, e la cui uc-cisione fu la più gloriosa delle fatiche di Ercole . ( In cc.lt. letti'acqua, e neidr serpente, onde lear neidr, in gr. terne , serpente d’a-cqua , ovvero acqua de’serpenti.) (B) (Mit)
Lernia , * Lèr-ni-a. Add. e sf. F. bassa. Nome che si dà a personalenta e stentata fastidiosamente. (Dal celt. lare pigrizia , negligenza,e hirn noja, lunghezza. In base, lei (loti lento, ozioso. In ted. leer va-cuo , e hlrn cervello.) (A)
Lero . (Bot.) Lè-ro. \.Siu. Pianta che ha gli steli deboli, bassi, ango-lati , molto ramosi ; le foglioline piccole , bislunghe , ottuse. , liscle,in numero di quattordici o sedici ? le stipale lanceolate, dentate allabase, quindi alabardate ; i fiori alquanto bianchi, peduncolati, ascel-lari, in due o otto insieme. Fiorisce nel Giugno , ed è indigena ne’tenvni cintosi de'climi temperali. Corrisponde all’ Ervuin ervilia Lio,Questa pianta è una ) Sorta di legume quasi simile al meco, quantoal seme , e alla lente, quanto alla pianta. Chiamasi anche Veggiolo ,[Moco salvatico , Orobo, Ervo, Rubiglia,] e in alcuni lunghi Capogir-lo, [dall’ effetto che fa in alcuni animali chela mangiano.}Lat.ei'Vum.Gr. opofros. (Dall’alt. /’ congiunto al lat. crOum.) Òr. 2. 28. 11. P.d-ladio comanda che si colgano i semi maturi della spina, ovvero prunoche si chiama rovo canino , e mescolinsi colla farina de’ Ieri coll’ a-cqua macerata. Bicett. Fior. 55. L’orobo, ovvero ervo, è quello diein Toscana si chiama moco salvatico, o veggiolo , o lero.
Lero.* (Geog.) Lat. Leros , Leria. Ant. nome dell isola di S. Onorato,lina delle ferine.—Isola e cit. dell’Arcipelago, detta anche Leria.(G)Lers. * (Geog.) Fiume di Francia che scaturisce dal Pirenei. (G)
Lesa . * (Geog.) Lc-sa. Antica città della Palestina. (G)
Lesse.*(G eog.) Lc-sbè. Cit. del Basso Egitto , nella prov. di Damiata.[G)Lesbia , * Lè-sbi-a. N. pr. f — Donna dell’ isola di Lesbo . (‘siccomele donne di quell’ isola cran reputate le più belle della Grecia , cosìi poeti, parlando delle loro belle, e non volendo nominarle, si servi-vano del nome di Lesbia. ) ( In gr. lesbias , o lesbis valea pure im-pudica.) (B) (Mit)
Lbseia. (Àr.Mes.) Sf. Sorta eh squadra di piombo , così appellata daAristotile . Salvia. Cenlur. 1. Disc. 4l ■ A guisa di quella squadradi piombo da Aristotile addomandata lesbia , la quale alle cose damisurarsi Vaccomoda , c non isforza quelle alla sua misura. (A) (B)Lesbii. * (Geog.) Lè-sbi-i. Antichi popoli abitanti dell’ isola di Lesbo. (G)Lesbio,* Ià-M-o.N. pr.m. Lat. Lesbius. (Di Lesbo, o sia Metelino.)(B)2 —* Add. pr. m. Di Lesbo. (B)
Lesbo, * Lè-sbo. N. pr. m. (Desunto dall’isola di Lesbo : e quest’ul-timo nome dal celt. les vicino , c. bos per bes monte , poiché Lesbo
LESIONE
era vicina al promontorio Asso. Nella stessa lingua los bos terra gras-sa : ed è nota la fertilità di Lesbo .) — Figliuolo di Capite, nipotedi Eolo , marito di Metinna. (Mit)
2 —*(Geog.) Ant. isola del mare Egeo, sulla costa dell’Eolide , primachiiunata Lasia, Pelasgia, Egira, Etiope c Mecaria. Oggi Metelino (B)Lesbonace , * Le-sbo-nà-cc. N. pr. m. Lat. Lesbonaces. ( Dal gr. LesbosLesbos, ed anax re : Re di Lesbo.) —- Filosofi ed oratore di Miti-lene , sotto V impero d’Augusto. (B) (Mit)
Lescar.* (Geog.) Lè-scar, Lascar. Lat. Lascura , Bearnesium Civitas.
Città di Francia nel dipartimento de’ Bassi Pirenei. (G)
Lesche , * Lè-sche. N. pr. m. Lat. Lcsches. ( Dal gr. lescheos chi con-fabula.) (B)
2 —* (Geog.) Riviera de’ Paesi Bassi. (G)
Leschenorio.* (Mit.) Le sche-nò-ri-o , Lcsclienore. Epiteto di Apollo }così dello come Dio delle scienze , e riceveva diversi nomi a secon-da ile’ progressi che si facevano in esse : per coloro che facevanouso delle cognizioni loro nelle assemblee per conversare e per filoso-feggiare , il dio era chiamato Lcschenorio.(Da lesche trattenimento,conferenza di letterati e filosofi , ed aner uomo. ) (Aq) (N)Lesciieo.* (Arche.) Lc-sehè-o. Sm. F. G. Imogo particolare in ognicittà della Grecia , dove si regimavano le persone per conversare.Davasi il nome di Lescheo eziandio alle pubbliche sale di Lacede-mone , ove lenevansi l’ adunanze per gli affari di Stato. Quivi purei Seniori il’ ogni tribù raclunavansi per esaminare la corporaturade’ neonati fanciulli, e per decidere se dovessero far gettare nellavoragine , a pie dell’ altissimo monte Taigete , quegli che avesserosortito dalla natura dei difetti che gl’ inabilitassero alla milizia-(Dal gr. lesche conferenza.) (Aq) (Van)
Lesciva , * Le-scì-va. Sf. Lo stesso che Lasciva. F. (N)
Lesco , * Lc-sco. N.pr.m. (Dal gr. lesche conferenza. In illir. leselipolacco .) — Antico porta lirico greco , nato in Lesbo.—Nome di seire di Polonia tra l'anno 800 e i2Sg- (Mit) (Van)
Lesomi.* (Geog.) Lé-sghi , Lcsgui, Lczgi. Popoli che abitano le mon-tagne del Caucaso , parte nella Georgia ctsiatica , e parte nel Da-ghestan , e. nella Cavassi a d'Europa . (G)
Lesina. (Ar. Mes.) Lé-si-na. [Sf.} Ferro appuntatissimo e sottile , colquale per lo più si fora il cunjo per cucirlo [e adoprasi principiarmente da ’ calzolai , sellai e sìmili. La lesina è ordinaria , mezzana ,grossa , torta, diritta ec. La lesina era sulle prime un piccolo pun-teruolo conico; ora ha la forma di trapezio con angoli taglienti ,ed è piantata in un pezzetto di legno tornito che le serve di manico ìLat. subula. Gr. fftov. ( Dallo spago, lesna od alesila che vale il me-desimo. In francese dicevasi alesile ed ora alene, in ted. ahi, in i ngl-awl. In ar. lasenon aguzzo in forma di lingua.) Sen.Pist. Essere ai'mata d’ima lesina. Palimi.Gemi, i.f E sottilmente fori colla lesina.Fior. S. Frane. i4'i. Porta con seco una lesina , colla quale egli videbbo uccidere.
2 — Palla di lesina n Palla lesina : Specie di palla coperta di cuojt'iripiena di borra , e cucita colla lesina. Cani. Cani. 456. Lamio» 1
E alle lesine , e boncianc. Cecch. E salt. Cr. 4 7* Il poveraccio s’ab;
atte stamani Appunto eh’ io compravo i beccalichi Sessanta , tono 1come palle lesini 1 .
3 — [Fig. Risparmio eccessivo; e pero dicesi anche} tl'Uomo sordido edavaio; [e da questo è venula In faceta Compagnia della lesina,! cui meni'bri son delti Lesinai e Lesinanti.] ( Dall’ ar. lazinoa angustia , strcl'tezza , difficoltà della vita, penuria di vettovaglie : ed è però il vi-vere con eccessiva strettezza. Nella stessa lingua lozabon penuria divettovaglie, c lasebon avaro.) Cecch.Fsali,Cr. 2. 4 ■ Deh conta, Pai'lottala, Qui a messer Seme} la vita vostra, Acciò c’ lo faccia aceri'tar nelle lesine.
4 —* Onde il proverb, che Colle lesine bisogna esser punteruolo, j :r1 '
fare intendere che Cogli avari bisogna essere spilorcio.Veri /.ProvffLesina.* (Geog.) Liesina. Lat. Pharos , Pliara, Pharia , Pharium. Ischidel mare Adriatico sulla costa della Didmazia. — Città capitale d ldetta isola. — Piccola cit. del Regno di Napoli nella Capitanata >posta sopra il lago del suo nome. (G)
Lesinajo, Lc-si-nà-jo. Add. e sm. Spilorco , Avaro; e dicesi scherze-volmente de’ membri dell’immaginaria Compagnia della lesina.--1Lesinante , sin. Sacc. Riin. Ne’ regni d’Amatuuta I lesinai non aPzan loro insegna, Che Apollo o gliela rompe , o gliela spunta. (A)Lesinante , * Lc-si-nàn-te. Adii, e sin. Lo stesso che Lesinajo. F.f‘Lesiniforme.* (Bot.) Le-si-ni-fór-me. Add. coni, contp. Dicesi d’utriparte stretta , dura , e f niente iti punta come una lesina : talisultano le foglie de’vani pini, del ginepro comune o simili. (Van)Lesione, Lc-si-ó-ne. [ Sf. F. L.} Offesa, Danno .—, Lesura, sin.Iff'laesio , olfensa , noxa. Gr. birripsioc, rii? , ùri. Bocc. nov. 28.10’Ella più c mcn data, senza alcuna lesione faceva ec. più e uw 11dormire colui che la prendeva. Fr. Giord. Pred. S. Perocché D'°non ne riceve nulla lesione. Cr. <}. 27. 1. Sopra’l dosso del cavali 0si fa una lesione, che alcuna,volta rompe alcuna parte del cuojod 1dosso. Ciriff. Calv. 4■ l33. E così fur rimossi Dal campo scirri a *'cuna lesione.
2 — * (Log.) Danno, Torto, Pregiudizio che sì soffre in alcuna et» 1 'venzione. Nella compra e vendita degl’ immobili dicevasi enorme 'quando eccedeva la metà del giusto prezzo, ed enormissima ,do ne oltrepassava i due terzi. Pur ora la lesione enorme ahilit t 1 ^chiedere la rcscission della vendita. La lesione oltre il quarto Iff!a rescindere la divisione fra' coeredi. Le transazioni non si resci' ulno per lesione. (N)
3 —* (Med.) Disordine qualunque nella continuità, nella situazione ’ne’ rapporti , nella conformazione , nella struttura , nelle funzioninelle pmprietà degli organi. Si ammettono quattro specie di lesto» >cioè, la Lesione fisica, vitale , organica , e la lesione delle funz 1ni. (A. 0.) (Van)