letizia
LETTERA
lactiLia, gaudium. Gr. tv^pcnfar}, tv'èvf.ùa., Bone , nov. 4 ì.
?- 7 : Subitamente in tristo ed amaro pianto mutò Ja inestimabile Ic-izia dello innamorato giovane. Dant. Par. 2. i 44 ‘ La viilù mista1 c .^ *° corpo luce Come letizia per pupilla viva. Pur. canz. 44 7 *, 1 oc chi pien di letizia e di onestate. » Kit. S. Gir. 28. Per acqui-le quelle letizie che sempre durano. Kit. S. Gio. Pati. P. IV. Rin-^aziando Dio tutto infocato d’amore e di letizia. (V) Bui. riferito• (l ^r.allav. Esultazione. Allegrezza fae primo movimento nell’ a-niia , e chiamasi giubilo , c poi esce nel volto e dilatasi nella fac-^ eia , e chiamasi letizia. (N)
3 ^ ^ Vare letizia ~ Rallegrare. K. Dare letizia. (N)
/ 33 * T * ar letizia ~ Letiziare , Giubilare. K. Pare letizia. (N)
3 ^ levare in letizia ~ Dar cagione di allegrezza. V. Levare ec. (N)le rche 0 Travasi in figura di divinità, o in abbreviatura oin-T p Tì a 5 tn m olte antiche medaglie e di donna e di uomo. (O)
W ? A ’- * K P r :f Lat - Lactitia. (B)
/ e (/ AKTe ’ Le-ti-zi-àn-te. [Part. di Letiziare. Che letìzia , CJi è in1 ^ ,a ^’ ^ a£ ‘ Letus , hilaris. Gr. y^o'trwos, t^após. Pros. F'ior. 6.stnt l au ^ co Lrìsippo animosamente ridendo mono; e Crisippopre-U rT e le t j ziante aneli’ egli nel punto della morte si dimostrò.ta< tisce 9 ^e-ti-zi-a-re. [IV. ass.) K. A. Aver letizia , Gioire. Lat.
^ Ue **tia gestire, gauderc, laetari. Gr. avQpcdi’ecrSa.t , àyo-A-piacer* ]f nt 'Ta?\ 3 . 54 - Li nostri allctti, che solo infiammati SonnelLetizi ft . Spirilo Santo, Letiziali del suo ordine formati. But. ivi;
2 n ,* c t°c hanno letizia e godono. Dant. Par. a. 70. Per letiziar
C« 0 folsor s ’ ac <»
dioJ mE 5 .LctLzio-sa-mén-te. Avv. Con modo letizioso y Gau -Tfiurn. Occor. 5 , e Selvett. 7. Berg. (Min)hilar S ° 5 Lc-di-zi-ò-so. Add. m, V. A. Pieno di letizia. Lat. lactus,L s r,S . J 8 es tiens. Gr. tpaiàpoV , eìISti/acs . y^SoVut'0?. Com. Par. 14*lett C /l, 1130110 ^ Lzicsa , con meno gaje»'/.a rendono la risposta. Guiit.Lkto" * , a molto L tiziosi si lasciarono vedere.
^ 1 9 Lc-to. IV. pr. in. {Lieto, dal lat. laetus, ovvero Immemore ,j) S r ‘ ledie. ohhlio .)—Padre di Pileo e d’ Jppotoo. — Quinto Elio.r? e J* tt0 del pretorio che fece uccidere Commodo . —Giulio Pomponio.iF P . 0il ;p° n ‘° Leto. (B) (Mit)
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si dice , Fuor de’ denti ; e ciò perchè nelle scatole degli speziali ec.è scritto a lettere grandi quel che 6 è dentro. K. A lettere maju*scole, A lettere di speziali, A lettere madornali -, V. Dire a letteredi appigionasi, Dire a lettere di scatola ec.] Lat . libere loqui, aper-tis , disertis verbis dicere. Gr. ‘rrocppritTictfav. Cecch, Stiav. 5 . 6. Fapur disegno tu e questi s a dirvela A lettere di scatole , sur altro.Red. ConS' 1. a. Il gentilissimo Cornelio Celso ne parla a letteredi scatola. Lasc. Pinz. 2. 6. Orsù , poich’ e’ bisogna favellar teco alettere d’appigionasi, eh’ è di quella ladra, traditoraccia, rubacuori ?
5 — * Dicavasi un tempo Lettera di Pitagora la lettera f, (Vati)
6 — * Diconsi Lettere istoriate o ricamate o capitolari : le Let-tere iniziali de’ libri , de’ capitoli e de’paragrafi adornate di rabeschie di fioritine ne’ contorni. (Mit)
—■ Diconsi Lettere i Caratteri di cui si servono gli stampatori. {A)—• Carattere , Scrittura . Cecch. Dissim. 3 . 5 . Io non vorrei che la
C W (G)
presso i i-
.“-lupOLi.* (Geog.) Le-tò-po-li. Antica città del Basso Egitto. G)JjEt °R I a. » (Arche.) Le-tò-ri-a, Add. f. Legge romana promulgata daltribuno Letario , la quale poneva che i magistrati del popolo fosseroeletti ne ’ comìzii per tribù. — Altra legge ixnuanu , la quale ordina -
Y Va che si dessem i curatori o per dissipazione de’beni o per pazzia.{ 0)L^torio,* Le-lò-ri-o. IV. pv.m. (Dal lat. /rte£or mi rallegro.) — Pretore ?;o-
Y r/iano e luogotenente di Furio CammiUo .— Jj ibuno del pojtolo. (Mit)LfiTRA.* (Mii.Scand.) I.c-tra. Luogo dove gli antichi Scandinavi si aduna-vano ogni nove anni , nel terzo mese dell’ anno, e quivi immolavanoa'loro Dei novantanove individui di ogni specie d’ animali, cornili -
\gl’ insetti fimo alla specie umana, e di questa sacrificavano
una famiglia che --i scannare le vittime. (Inr> rii/» dardo > fece-
Ciando dagl insetti fino alla specie umana , ^
5 ° donne , e fg uomini. £ sacerdoti nati dachiamava la stirpe di Bor, erano destinati ac clt. llethr collina , eminenza. Bor , lo stesso che bereia , spiedo.) (Mit)
'•rp v E° } * Le-trè-o. N. pr. m, (Montanaro; dal celt. lletr monte. ) —j. di Pelope . (Mit)
Let R 1NA * * (Geog.) Lc-lrì na. Coloniacondotta in Elide daLetreo.Qilit)^ * (fieog.) Le-tri-ni. Antica città della Trifilia. (G)
jpPfo 5 * Li-tró-so. Add. e sm. K. A . 0 piuttosto V. corrotta difa r los °5 c pai * che sia Colui il quale non si arretra nè pur dal malse v fi nos fi uto - Br. Barb. i 3 j. 18. Letroso non si pente , Ancore n C ^’ ^ P r cso il peggiore. {V. la Tav- del Barb. che là spie •
a f T tosns *) 00 (N) _ r
LeUta. òfi. Buona letta per Buone notizie , Buoni avvisi o si -di ^ P er quanto pare. Cai'. Lett. ined. 2. 56 . E se la buona lettaeh»,, CUllatl ia continua , facilmente tireremo il resto. (Aveva prece- 7Wu 6 ' mente ì)arL >‘r, j-h* t„_
lcttera v’ingannasse. Sun. Come? non conosco io forse la sua lettera?Kit. SS. Pad . 2. 248. Va, e scrivi in carte antiche, d’una letterache paja antica quanto puoi , un testamento. Scdv. Avvcrt. 1. 2.12.Noi abbiamo in nostro potere lo stesso originale, di strettissima ebella lettera. (V)
4 — Dottrina , Letteratura. Lat. literae , cruditio. Gr. it'aiJs/a. Bocc .nov. 4 1 > 3 . Mai nè per fatica di maestro, nè per lusinga ec. gli s’erapotuto metter nel capo nè lettera nè costume alcuno. r> Cavale. Att.Apost. i 58 . Tu se’fuori del senno, o Paolo, e panni che la molta let*tcra ti fa uscire del senno, f 11 Testo dice : multac literae. ) (V)
2 — [ In questo sentimento sembra confarsi meglio col pi. secondola maniera latina .] Bocc. nov. 4 *• i °* N° n solamente le prime let-tere apparò , ma valorosissimo tra’ Blosofanti divenne. Bemb. Asol.2. j6. Uomo nelle lettere infìn da fanciullo assai profittevolmente e-sercitato. » Cor. Lett. t . 1. n. 81. Vedete che i contadini , e quelliche sono senza lettere, hanno per lo più migliori memorie, che i cit-tadini cd i letterati. (P)
3 * Onde Essere di lettere r= Essere letterato. Pallav.Dt. Cono •1. 86. Era lo Stupizio di famiglia nobile, c suddita di Federigo:d’ingegno grande, di lettere non grandi ; ma tante eh' erano assaicon chi ne stava senza del tutto. (Pe)
4 ■—• * Favellare per lettera, cioè da uomo letterato , che sa digrammatica. K• Favellare per lettera. (N)
5 — [Saper lettera = Essere addottrinato.'] Nov.ant. 9 1.3 . Ogniuomo che sa lettera , non è savio.
6 — Ed anche Sapere scrivere. Kt.SS.Pad. 2.260. Se così ti ver-gogni, va almeno, se tu sai lettera, c scrivimelo in su una carta (V)
^ — [Uomo senza lettera vale Idiota , JSfon letterato .] Cr. p< yg.4- Il maestro delle pecore sanza lettera, soBìciente non è, perciocchéle ragioni del signore nè altro dirittamente far non puote.io Kit.SS.Pad. Vedendo che Antonio, uomo senza lettera, e parlava necntemeutesottilmente e diceva grandi cose oc. (A)
uno e P altro di questi libriè scritto per lettera molto sottilmente. E appresso ; Anzi convieneispesse date d' una parola per lettera dirne più in volgare. (N)
*—- Parola [scritta, come pare.] Lat. verbum. Gr. srros. Dant. Par.ig.i 34 > L a dare ad ìuteuder quanto è poco La sua scrittura, lien let-tere mozze, Che noteranno molto in parvo loco. Bocc . intivd. 2. Aquesta brieve noja, dico brieve in quanto in poche lettere si contiene,seguita prestamente la dolcezza.
2 Onde Secondo la lettera, A. lettera, posti avverine. Secondola parola , Secondo V espressione letterale , Letteralmente 5 e dicesiper lo piu da’ forensi , parlando di legge , di atto pubblico e simili.(A) Pist. S. Gir. 3 gz. Questo fu vero , secondo la lettera , quandoNabuccodonosor re di Babilonia sconfisse e ridusse in cattività la Giu-
ìTvxc mefUe ì mì ^ al ° di buune notizie ricevute dall’ Imperatore.) (N)a * 158 ° ’ ^etrtùc-cio. [ÒV/z.J pegg. di Letto. Mutt. Franz, rim. buri.Siatr^ ‘ ^°P ra un lettacelo avendo un lumicino , E la
e T n ^ I l * a schiena , Ebbi la notte un trastullo diviL.et-te
la pancia appog-ino.
t g'ato
. , -
‘Wnirti ra - [Carattere dell' alfabeto , [convenuto fra gli
fa- Gr. y Br . " ,te,! dersi. — , Letica , Lettera , Littera, sin.] Lat. lile-’ncise 0 ,^ 7 r- Purg. 12. 1 35 . Trovai pur sei le lettere che
"lolle volte ì* 1 ■ ! ' nav i a me sovra le tempie. Ca-s.lett. oy. Ho lettoAvrei tant a r * s p°sta(li V. S., o , per dir uuglio, la mia pistola , ec.
3 __ . COso da lodare , quante son parole o lettere m essa.
c °Hsonanf KOnsL Lettere vocali, quelle che di per se formali suono ;"n a deUfX UdU che non hanno suono , se non sono congiunte adda
v ocate C .' ^“ e voca l e > semivocali , quelle i cui nomi cominciano‘ioide a 1 ,/ n " ,e , quelle il cui nome comincia da consonantec oiTent£ ° Ue " e nella cui articolazione evvi qualcosa dif erv esi dell° W ; S0,(0 Altere L , M , N , R-3 P"ardi. Ercol. 2gg.‘ a l i n | lettera dolcissima, in assai luoghi, mette poche vòlte
L>ico
tera.in questo medesimo liliro si pruova ec. (N)
•— Lezione*, cioè quello che legge , owero è scritto in alcun testo .Pass. 2$y. L’altra lettera ha vanitanliwn , cioè degli uomini che sivaneggiano. (Y)
— Intelligenza, Sentenza. Segner. Mann. Die. 20. 1. Quella beataterra ec. altra qui non è , secondo la più vera lettera, che Maria.(V)
— * Scrittura c stile erudito. Pass. Prol. 5 . Porgo la mano ec. a
7 «*• vi*- i.vr»*c GvtiiutGUA uu consonante ;
nella cui articolazione evvi qualcosa di jluido e di’ s 0"o le le' T ” " ” ' ” ’ ~ ~
, lettera d
u < k^ e mut<; e delle vocali.
T zi cf ‘e c'n.": u Lettere d’ oro o dorate : Quelle che sifanno coll oro?? feste. a lnc hiosiro \ e Jìg. prendonsi per Lettere chiare ,
ma-
li
Se >bare' ? *■’ Usano per lo piu in cose che' grandemente importi4 — r C p. tte ad eterna memoria. V■ Lettra , 2. (Vari) (N)
‘ c/ >* gr ani i‘ co, ì s * Lettere majuscolc, di scatola, di speziali ec. le Let-*P c ziull t.p l ’ 1 Lettcroni. Onde A lettere di scatola , A^ Cre a 1, u ’ P 0st i uvverb.tol a „ " ttcre
lettere di
Chiarissimamente ; e cosi] Dire, [ Scri-
i,‘g 0 di InVìin? ap,S j? le °. ulautlornali o di camera locanda 0] 'di sca-c ' le = l) "' ia b ‘ sp 8 na chiaramente, e
tino n suó‘“ , "telata -, [ Parlare chiatissimamente , Dire
l <JCab, ^L arcre chiaramente, alla libera, e come altramente
scrivere, e per volgare ec. per coloro che sono letterati , e per let-tera in latino per gli chcrici. (V)
io — Quella scrittura che si manda agli assenti 0 per nogozii o per rag-guagli. [ Altrimenti Epistola, ] Pistola . iDicesi Lettera linga, breve,giocosa, seria, aspettata, calda*, cortese, olficiosa , tarda, gratula-toria o di congratulazione, commendatizia o di raccomandazione,d’avviso , di complimento, di condoglianze ec. Dicesi Aprire, Serrarla lettera , Far la data alla lettera , Intercettar lettere ec.] (JT. Epi-stola.) Lat.epistola, litlerae.Gz*. ypoififixTx.Bocc.nov. 3 i . 3 . EUascrisselina lettera, ed in quella ciò che a fare il di seguente per esser conlei gli mostrò. E nov. 60 . 20. Per lettere ricevute dal Patriarca fattonecerto,m’ha conceduta licenzia ch’io le mostri. Serd.Stor.1, 27. Diedeubbidienza per lettere , secondo il costume , al nomano Pontefice.Cirijf. Calv. 1. i 3 . E molte calde lettere gli scrisse , Che coll’ar-mata all’ isola venisse. Bern . Oli. 3 ■ 7 * 55 .Sopra tutto le lettere sban-dite , E penne e inchiostro e carta e poi ver era. Tass. Ger. 1. 1 g.Lettere a lettre e messi a messi aggiugne ; Sempre al consiglio è lapreghiera unita.
2 — * Diconsi Lettere di favore le Commendatizie. Benv. Celi,fit. t. 2. p. 212. In questo tempo il Bologna dette ad intendere alre eh’ egli era bene che S. M. lo lasciasse andare infino a Roma , egli facesse lettere di favore, per le quali egli potesse ec. (N)
3 —* Diconsi . Lettere di credenza le credenziali degli ambasciatori ,equel'e de' banchieri. f-i-iS, 3 } CjAÒehza, §. 3 y.e ^.Lettra, §.ò. (Jv)
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