ricusare
RIDERE
nov. gj. 1. E postogli certe avella in mano, a lui, non ricusante difarlo, fece sposare la Lisa.
Ricusare, Ri-cu-sà-jre. [Alt. e «.] Non volere, Rifiutare, le si vlfe-sce ordinari aniente a persona • — , Recusare , sin.] Lat. recusare .Gr,d»0LÌv6tr$a.t' (Secondo i più , recusare vidi da re particella iterativa,e da causari scusarsi. In celt. gali. rìs a , ed aichead ricusare; Ri-cusare ad alcuno.) Declam. Quindi. C . Legge cacciare e ricusare sialecito. Fit, SS. Pad. 2. 23 . E ricusando io di menarla cc., inco-minciò a scongiurarmi per Cristo, eh* io non 1 ’abbandonassi. E 35g\E ricusando H monaci di riceverlo cc., dicendo che non per ispiri-lo , ma per povertade vi voleva entrare , vinsegìi per umiliarle. E402. E quegli ciò ricusando , presonìo , e misonlo in quel fuoco.Bemb.Asol.i.14. Egli, non si mutando di proposito, ostinatamenteil ricusava. » ( Nell’ es. di Cr.5. 18.1. la Cr. alla v. Generazionelegge recusa.) Tass. Ger. 12.iò. Cosi gli disse; e con rifiuto alteroGià l* aspettava a ricusarlo Argante. E Lib. Amor. DiaL 2. li giu*dicio d’ogni altro è a lui sospetto *. Io te già non ricuso. (N)
2 — [E riferito a cosa.] Cr. 5. 18. 1 . Questo arbore {il noce) neunoaere ricusa , nè alcuna generaziori di terra.
3 — * Anticamente Ricusare o Ricusarsi morto, alla stessa guisa cheAccusarsi morto. V. Accusare, 5 * 9• Vit.S.Fmnc.2'07. Di suo scamponon v’ avea rimedio, e i medici l’ aveano abbandonato ec. oude essendoricusato morto cc. e ogui argomento umano disperato, ricordossi deisuo di voto Santo Francesco . E 2 44* Lev ossi una fortuna si grandeche tutti si ricusavano morti. (V)
4 —* (Lrg.) Dicesi Ricusare un giudice , un testimonio e vale Esclu-derlo per molivi legali dal giudicare , dal testimoniare. (A) (N)
5 — * (Murili.) Dicesi che Un naviglio ha ricusato, quando non hapreso il vento A avanti. (A)
Ricusato,* Ri^cu-sà-to. Add. m. da Ricusare. V. di reg Ricusato,sin. (A)
Rjcusatore , Ri-cu-sa tó-re. Veli), m. di Ricusare. Che ricusa . Leon.Pascal. Lett. lì erg. (Min)
RicusATiìice, Ri-cu-sa-trì cc. Verb. f. di Ricusare. Che ricusa. Leon .Pascal. Leti. Jierg. (Min)
Ricusazione , Ri-cusa-ziò-ne. [<£/i Lo stesso che] Ricusa, V. Lat , re-cijsatio. Gr. ùvdvevtTts. Guicc. Stor. 1 9. 122. parendogli convenienteche il Re , dopo la sua ricusazione, avesse dovuto replicare.Rjcvjjto^ * Ri c-\\-no.]y,pr. m. Lat. Rievinus. ( Dal celi. gali, rìach,Jo stesso che riabituo bruno, tenebroso, fosco, ed ulne tempo, stagio-ne.; Nato nella stagione, nel tempo oscuro.) (B)
R/DAcaiiAfiE , Ki-dac-chià-re. N. ass. Ridere alquanto.Francesck.Com.168. Berg. (Min)
Riamare , Ri-da-inà-re. [Att. comp.] V.A.V. e di' Riamare. Lat. re-clamare. Gr. ftvrqav. Fr. Jac. T. 5 . 12. i. Dài conforti a quella
mente Che ti prendi a ridamare. E 6. 32. g. [Tua cortesia da ine
vuol clic più Paini ,] E tanto da te amato io ti ridami.
Ridannari: , Ri-dan-iià-re. Au. comp. Dannare di nuovo. Van/iozz.Av-veri. Poi. 4^6* Berg. (Min)
RiDANNATo,Ri-dau-nà'to.^z/(c/.m.c/a Ridannare. Vannozz. Lett. B erg.Qdin)Ridare , Ri-dà-rc. [Alt. comp.] Dar di nuovo (o un'altra volta lastessa costi, o Dare anche, ver la prima volta , una cosa già pos-seduta da colui a cui vieti data ; altrimenti Ridonare*] Lat. iterimiatare. Gr. ttoL\iv Pass. 168. Se ’l confessoro avesse dimenticata
aneli’ egli la penitenziala sua discrezione.
2 — [E n. ass.] Frane. Sacch.Op. div. i34 * E dando e ridando, nonmanca di gloria egli che la dà.
3 — [Dicesi Ridare in fuori e vale Riprodursi, Venir fuori di nuovo.]Buon. Pier. 4 • 5 . i5. Ma urlata di qua , Riurtata di là , ridato hain fuori In sul far della luna il mal già preso, E vuole al (iu far capo.
4 — * N. pass. Darsi un’ altra volta , o Sottomettersi di novo. Lorn.Lez. Ant. Come narra Agazia ec. parlando delle città di Toscana chesi ridiedero a Narsete . (A)
Ridassa. (Marin ) Ri-dàs-sa. Sf. Lo stesso che Radazza, V. (S)
Ridda. (Coregr.) [A/I] Ballo di molte persone fatto in giro, accon pa-gliato lini canto } che anche diciamo Rigoletto, Ballo tondo e Rid-done. Lat. corea , restis. Gr.x 0 P £ ’ i0Ct (Dal celt. gali, ruidhil voltare,girare intorno. Nella stessa lingua reidh cprda , fune ; e si sa chein lat. vestis ha il doppio senso dì fune, e\li ridda. Altri cava que-sta voce dallo stesso latino restis ; cd altri da riedere , da ridursi ec.)Geli, leu . 3. 8. 164. Ridda , ovvero riddone , si chiamava a que*tempi , e si chiama ancor oggi in alcuni luoghi del nostro contado,quella sorta di hallo tondo, nel quale le persone, presesi per la ma-no l’uria l’altra, vanno aggirandosi e cantando; cd è detto così daquel ridursi insieme tali persone, il che $i chiama ancor oggi voi-gniiìunte ture tidatto.Bocc. nov.j2. 4 • Era quella che meglio sapevasonare il cembalo re. , e menar la ridda ed il balionchio , quandobisogno faceva, iiiaestt uzz. 2.7.14. Peccano modalmente coloro chemenauo il ballo o la ridda non licita? Dittai». 4 • A. volle , co-
me l’ uom la ridda guida , Passando se ne vie» per Macedonia .Riddare . (Coregr.) Kid-dà-re.[N.ass.] Menar la ridda, Danzare. Lui,saltare, tripudiare, Inirod. Virt. Io iu croce mi dolsi, e tu lievi lebraccia in croce riddando , cioè danzando , e pigliandoti piacere.
2 Per simil . Andar rigirando a guisa che si fa nella ridda. Daut.
7 - Così convicn che qui la gente riddi. Ciriff. Cala. f._ 6.Così passammo la crudele Scilla , Dove l’acqua ritrosa par che riddi.
I iddokb , Itid-dó-ne. [Sm ] Ridda', e talora si pigliti per lo Ridotto ,v. ^ U i a i e si f a la ri dda. Fir. rim. buri. 116. Mettila in tresca, comene al ballo , Ella non truova pari in sul riddone. Luig.Pulc.Bec.ù. E mena ben la dauza in quel riddone.
Riodone o Ridooki. Aw. anticl, evale Con
«,• A. Ilirjmnrt .... -- • ' - -
corri, per estensi) Allegro , Giojosa , Festante. Lat. riderti. 1 . ^lactns. Gr. ythìiv.Ovid.Melam.òtrad. K del seno della madre *^' a(lo riilente Ltarco.Bocc. nov.i(j.i. Bella c grande era della P^ a pjc-e nel viso, più che altra , piacevole e ridente. Amet.*9‘ ^.ciola bocca vermiglia , e nel suo atto ridente. Dant. P“J'^ £ iK ,ii
Quando mi volsi al suo viso ridente. Beni. Ori. i
26. 64-
con
ha mica viso di ridente , Ma pien di sdegno , di stili*
— Per metaf. Favoreggiante. M. F. 10. 1. Sennacherib
gliosamente esaltato per heuelicio della ridente fortunaaltiero montò sopra le stelle. .
— * Afeli’ uso, Ameno , Vago, Gradevole all’ occhio. (A)
— * (Mit.) Uno degli epiteti di Fùnere , che nacque,mìfnlnrrr. _ ridendo. /IWilò
'secod 0 ‘est 1 " 1 '
ridere , se non una corruscazione della dilettazione gp ltl g,cioè un lume apparente di fuori secondo sta dentro? L gj di*iq 3. Quindi parliamo , e quindi rìdiam noi. E Par. ^
non ridea ; ina s’io ridessi , Mi cominciò , tu ti farestimele fu , quando di cener fessi. E 23. 28. Ridendo a ?*disse : ec. But. Purg. 22. 1. Il ridere è atto che p r °^ e dm ,nasion dettammo, che si chiama allegrezza. Bocc. nov. 63.fece bocca da ruierc. h non. 73. /. Della quale le do» ^ jC egUtanto riso , che ancora ridono. E appressa : Io non s° e p au (i(e. ^mi si verrà fatto di farvi ec. tanto ridere, quanto ha ^p.iaoclf' 11 ”'noe. 77. 1. Molto avevan le donne riso del cattivello di ^ rePetr. son. 207. Non vede un simil par d’amanti il s0 ° ’ n iic»! ,ft ’”dendo e sospiiando insieme. Frane. Sacch. nov.rS/.nop ca vali fll>gelido questo ridette, e scoppiava a uri punto. E i63- & r j c le or:, 'JIquasi ridendo disse : ec.» Buon. Fier. 2. 5 . 5. Chi 1,011 e fie. (vcerto e’ non ha milza, 0 eh’egli ha chiuse a chiave le® p ; i to'a —* Uscita antica. Ridrite per Riderete. Fil- S. i, e Jlezza e la fortezza sarà il vostro sentimento , per tanto a ^aioff“nelle battaglie e non temerete per freddo di neve ne p eIdi venti. (V) , n fauci" 1 ’
3 —* E col terzo caso. Bocc. Ninf. Fies. 1 ° 5 ‘., i -Qoùquando Girafon vide, Da naturale amor mosso gli , U (1 A •
1 Latini. Firg. En. I. 6. Risit pater optimus illi.) (^^jncia * r~—m * JVnt /1 utn. Rmtif. Snnnb. nnu. ^3. La predici co ^ ^
der
Nota uso . Frane . Sacch. nov.e ridi e ridi , tantoché ec. (V)'
pian'
.ctói
Vidi?
uid
inv
Per metaf. Rispiendere.Dant.Puig'. 1. 2 o. Lo bel P 1amar conforta, Faceva tutto rider l'oriente.» E P‘ ir - E® ^a’ior giuochi cd a’ior canti Ridere una bellezza, eh® 11 jj t ,-uigli occhi a.tutti gli altri santi./? Par. s3. Quale ne’ P‘ e(i
z-Wf e ic“
n-atn e
ridia la penitenzia da capo , secondo 5 — Ralf gran
Trivia ride tra le ninfe eterne ec. (A)
4 — [Far bella vista,] Render aspetto ameno. Petr. can ?' ra u, - oVor per le piagge erbette e fiori.E son. 2 6g. Ridono i ^ slip 01 ?J,isi rasserena nGiamluU. Appar. Cortile, che di nuovo <•
«amento rivestilo, e leggiadro e maraviglioso rideva 11 * ^suoi spettatori.(A) Sah’in. Disc. 2. io6.ll ridere del** . gioco* 11
gicro del futuro giorno. Chiabr. Bini. Ben è ver, quali ^. piaRide il mondo , Ride il eie! quando è giojoso , Beu esan poi , Come voi, Fare un riso grazioso. (N) _ ,deS n0 ,<s>
— Halli grarsi./fervi. Ori. s. 8. 3. Sebbene aveva g‘ lisl
E gran ragion di rider del suo male, Tass. Ger. ’ vet |c} j;,e vagheggiala Armida Fra le cupide turbe, e se n aV .jj 0J qecstia già, benché in suo cuor ne rida, E ne disegni alte vi jy[ 0 lte
— Arridere. Lat. arridere. Gr. vp'Kryi^àr.Eitoc. 2. * 1 Idi
è da sperar meglio quando la fortuna si mostra ni° ^ f 0 ito n 5quando ella falsamente ride ad alcuno. Guid. O- ".ride , la quale per subiti avveniineiitì si punte cainbj (
io alcuna volta rideva a loro, non mi'credevano. ^ er f;'fufa Iddio dobbiamo noi intendere lo prosperare che e ^ s ogli 311l ? c ||)p'santi suoi nelle buone opere. Sì come noi per usanza » r» tedi quegli che hanno grande felieitade in questo ®° nride loro. (N)
— Dicesi Ridere ad alcuno o in bocca ad alcuno, ~ ^ co'";., ')•segli amico per ingannarlo. Fil.SS. Pad. 2. Gl- E Q e [/.
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a dimostrare amore , e ridermi , presentarmi , cc ' ' ;,i l v,H ' CStamane mi ha fatto motto tale , e tale mi ha n* . ^ci et '.adfaceva vista di non nU ^ M
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m ‘! < °, Un r S ni0n °iii riddon riddone. (V)
» - r - e. Il w'., dt Ridere.] Che ride j [ed in forza di add,
8 —• Dicesi Ridere agli Agnoli, o simili
di che. • ^
9 — Dicesi Rìdere a credenza, e cale Ridere al riso
altro perchè.Farch.Suoc.5.5. Costoro galluzzano f r!l ^ e {,uO <lC ” c o”dianzi parevano morti: di grazia dicami un di voi, ^ r ;cler cson queste ; eh’ io rido aneli’ io , e non vorrei P er e.»!’"'
deuza. (V) . {on d
10 — [lhccsi Far ridere alcuno, e fig. vale'] Dargli ea§ |, Ll a:>i t:za , Favorirlo. G. F. g. 3 ^p. i ■ Contuttoché la f' u U
ridere , s’ acconciava di voler pace co’ Fiorenti'»- an Ja) i —* Dicesi Rider l'occhio o gli occhi ad alcuno, V } 4\ cuti"''',etra d esser contento di qualche cosa. Cecch.Se> .
uomo non aspetta troppi inviti , e sì gli rise 1’ 000 ocC hioDisc. 2. io5. Quando alla sua donna vede ride* - . 3l [u»ariempie di speranza 1 ’ amante. E fio. Assomigb 3 e °/jy] f'
dere degli occhi di M. Laura alla visione beati» 0 •
12 — • Dicesi Rompersi a ridere, e vale Ridere 5 f r P"
13 —Detto di Pitture o simili =:Aver bella vista. fra® 1,diss’egli (Odi-risi), più ridon le carte Che ( enne 11 £6[mese. (N)
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