,, ^ RIDESTARE
^cocDar da ridere, o di clic ridere, o eliti ridere, cioè Oc -* ^/»- e fi / wso. Dare da ridere. (A)tri. <CM * Tener ridere e vale Secondare ridendo il ridere degli al-16 P er l opposto Non tener ridere. V . Tenere. (V)
ULrvti PJ.J-.K-1.„ « .rvarciormontP /> dì
c . fiicesi ftidcre di voglia e vale Ridere grandemente e di buonn r re * frane. Sacck. nov. 53. Il priore era grasso ; egli stette ijn
1 J ,eZz ° che non polea raccòrrò l'alito, tanto ridea di voglia. (]N)s j pass, nel 1. sign.']F'ranc.<S'acch.nov.i83. Alla piazza a ponte*8 «^if e tempo di questa novella.
u, * ar si , Farsi beffe , Schernire. Lat. ludcrc , jocari, irridere,lidia^ occ - ir&rod. 11. E di ciò , che avveniva , ridersi edi 8 / Sl > es sere medicina certissimaa tanto male./? noy. 77. *2. Gran-
d, J\ m{ ì P e ^za stettero in festa ed in piacel e , del misero scolare n-noi aosi * Sen. BenJ'arch. 1. i3. Del che essendosi riso Alessandro,dcti 1S8e uno degli ambasciadorì) non facemmo mai cittadin nostrot 3 | 0 no a ltro , se non Ercole e te. Rem. Ori. 1 . 16■ 3g. E sentendo
P a 'lar d’ Orlando ec. , Me ne rideva , e stimava! niente , Te-
;
sopra ogni altro potente. » J?ir, Disc. lett. {Bibl.hnc. It.
Voi* SC * a a ^ uu T ,c il *’ider di me, che voglio lasciare il leggere,c l je entrambi noi ci ridiamo di costui oc. (N)
del
Ed
ej p* . ' Questo sign. anche attivamente. Boez. Vavch. 2. 4' D’ira"'di fo ° e * c m inacce ride. » l f iv. Disc. leu. ( Bill. Enc. 11. 11. 40fy. l ct r 5 avv eduto giovane, la fatica che io duro a profferir que-/^ e • Cotesto rido io , madonna , e non altro , rispose egli al-
20 é"
4 a pri™ 0 Liso , add. §. 1. Bore. nov. g. 1. n. 2.
V (V) ^ ^ an ^l° D* * D P ar *° risa , ** e tutta commendata dalleSempre non ride la moglie del ladri
r r e _ __i. t . rr i
•o=v4 lungo andare
{k°\ n Sco P, erte l e tristizie e gastigate. E. Ladro , §. 4- (N)trtì Ppa ì ' 1 . CSi ) Ridere diciamo anche il Eersare de vasi, quando perdeig Pianezza cominciano a traboccare. ( Dal pers. nhiden ca-a »LyiI lerc cum susuiTO aqnam ex vasc.)
ly«de Far ridere una botte o simiLiz^zRiempirla finche vasi.]
^ Sfitto °k'•*** 2 * Ricopi la botte infino a San Martino ogni due sere^Ita c ]° Vllìo • falla ridere, e soffiale in bocca.» òoder. Colt. Ognirìde^ U questa botte, osserva questa regola di farla scm
■ * i n X Cl ° e traboccare, soffiando forte sopra il cocchiume. (Br)dì sm. per Riso . Salviti. Disc. 2. io5. Alfro non miJ * d , e lHI ridere continuo e non sazievole della natura. (N).>*», £?*/%?• de S§. 4. e 18. F. (N)j '“"v, /■ " l ’ue-stà-re. [Alt. comp ^Destar di nuovo. Lat. rursurn ex-*" UV. * ‘ “"'ysi^uv.
pi- RiS ' 8 ^’ jhfig' [Hi nuovo eccitare, Ravvivare.] Guicc. Stor.S.^D 0ll ^'ce tan , 0s i nell’ animo suo l antiche emulazioni. E 15. 727. XI,| tSt *Ta ’*° ^destandosi in lui l’antica benevolenza ec,, cominciò ec.V° 1 n'n’ /• f .?*' c *e' s tà-to. Add. m. da Ridestare. F. dì reg .—, Ride-F r n cA")
Hi. ic c. T, 6l °- 4dd. m. sino, di Ridestato , V* Nuovamente desto .S/b' 0 '; 5. Berg. (Min)
a j* e l" to ' Add. m. da Ridire. Replicato , Ripetuto. Betnh.Cn a * I *i*iì I ’ qual cosa ridetta a’ Proveditori, grandemente turbò« ^^ean^ 01 ! 0 ’ perciocché essendo loro tanti e si grossi fiumi dinanzi,
•• • • ' * \ >»rv\ /I.. i«_
>vere la via impeditissima avere. (À) (B) Jac.Ces. Se.‘ò che fosse ridetto a Pirro tutto ciò che quegli avea
. ^ovei
V*
c, v »le / V0 ‘ le- -ddd. com. Da ridere ; altrimenti Ridicoloso ,b r' 1 ' co • ■ nWiculus. Gr. KaraysVKffros. Rocc. nov. 6. 7. Per-6$' j. ri| levol motto lui e gli altri poltroni aveva morsi. AvrC e OcuV 1 c °cente ai 'd°re d’avere, pistolenzia lusinghiera, ride-,.; r , V(; Ln t s * > U| to viso, sgombra le ricchezze.
tl^pble. g) [li-de-vol-mén-tc. Avv. In maniera da ridersene. Lat.b ^oln?^ 0 Fr K< *’ Tu y‘ > '-d(?ruts. Farch.Errot. 220. I.a qual cosa fa ogginttc. atlCc schi meglio , e più ingegnosamente, o almeno ride-
*8 1 ji* ■». ,
it,®* - I " f * , *cì-l>i-lo. Add. com. Che puh ridirsi.Buon. Rim. not.
- ncl .'■ ’ ----
a vit a ^ . Vo, ^° bi° col pensici- mio Quel che narrar non puossiV 1 ® che ri’ .SS 0 quello, cioè, che non è ridicibile d’uomo, oJ)j eù è invisibile ad ogni altro. (B)
hdìGp ‘ .' (i-mén-to. [dm,] Il ridire. Lat. relatio , narratio,^rle^^to d"- G. F. 11. 3. *3. Ma perocché il seguente
v °lc f at8 1 P*ù persone contenea molto meno. Guid. G. Ma la* s fti Itadf, a ,.° c ' Pervenne con grandi ridicimenti agli orecchi d’JElena
t] 0 0™ a 'oento retorico ; meglio Ripetizione.] Reti.
• luestn lcllwen l° della parola , che si fa, è la maggiore bel-‘"iciv/'iìciipo,,. Qln amento. E 87. E un altro ornamento, che s’ap-
RIDIRE ,,33
l’Epico, coll’esempio d’Omero, ch’egli potesse usare la varici/ dellelingue dell’ istessa nazione ; onde il poeta qui si serve della rrgolaper introdurre il ridicolo. (\‘)Snlvin.Cttt.i4«. Spesse, (irte il ridicolopiù forte Dell’ agro e meglio le gran cose taglia. (N)
Ridicolo. Add. m. Alto a muovere il riso , Che fa ridere .— , Ridi-culo, sin. Lat. ridiculus. Gr. xxrx’yìt.atrros. Eir. As. 62. Trovan-domi poscia e sanza orecchie e san za naso, e così ridicolo , nonmai poscia mi diede il cuore di ritornare a casa mia. Tao. Dav.ann.i2. 7 55. Era proccoratore di Cappadocia Giulio Peligino , d’animovile, corpo ridicolo, egualmente dispregevole. jE i5. 209. Tornerannoridicoli i promessi prendi dalle leggi a que’che gli aspettali cent’anni.Gal.S'ist. 213. Non dirò della mobilità della terra, ma almanco delnon esser lopinion di coloro, che la credono, tanto ridicola e stolta,quanto le squadi'c de’ filosofi comuni la tengono.» Buon.Eier. 3. 7.2. E poco indi lontano un per le scene Ne troverete, ove comme-die molte Rappresentarsi ridicole ho viste. (B)
3 — * Porre in ridicolo alcuno =: Schernirlo , Porlo in canzona. F.Porre in ridicolo. (S)
Rimcolosaggise , Ri-di-co-Io-sàg-gi-ne. Sfi Lo stesso che Ridicolosilà ,F. Salvia. Tane. Buon. Queste sono delle ridicolosaggini de’ con-tadini , e he , volendo parlare in punta di forchetta , dicono spro-positi. (A) E Cas. 134. X suoi libri son pieni di molta ridicolosag-
gme. (N) . ■
Ridicolosaweste , Ri-di-co-lo-sa-mén-fc. Avv. Con modo ridicolo. Lat.ridicole. Gr. Karay£\«vrws. Red.Oss. an. i38. Questa cosi fatta cli-toride credo che sia stata la cagione , che il volgo de’cacciatori va-dasi ridicolosamcnte immaginando che le lepri siano tutte ermafro-dite. Buon. Fier. 4■ 3. g. E per dar le misure, e porre il sito, Ri-
di colosa niente Girava in aria un dito.
Rinicot/osissinAMENTE , Ri-di-co-lo-sis-si-ma-mén-tc. Avv. superi, di Kì -dicolosamente. Dardi Bemb. Piai. 3o 7. Berg. (Min)
Ridicolosissimo , Ri-di-co-lo-sis-si-mo. [Add. m.[ superi, di Ridicoloso.Salviti. Disc. 1. 85■ Ponendo il mondo fatto a caso dallo accozza-mento fortuito d’infiniti corpicelli in un immenso suino con ridico-losissimi moti per infinito tempo bizzarramente scorrenti.RidicolositÀ , Ri-di-co-lo-si-tà. Sf. ast. di Ridicolo-, ed anche Alti oParole ridicole j altrimenti Zannata , Buffoneria ec. — , Ridicolag-gine , Ridicolezza , Ridicolosaggine , sin. Uden.JSis. 3. 124. In vecedella maraviglia, sottentrerà o la nausea, o la ridicolosità. (A)(B)(N)Ridicoloso , Ri*di-co-ld-so. Add. tu. [Atto a muovere il riso —, Redi-coloso , siti .j hai. ridiculus. Gr. xotraysXaffros. Buon. Fier. 2.4.18.Una piena nidiata Vera ridicolosa.» Gol. Sist. 4t5. Sospcndiam perun poco il nostro giudizio circa il sentenziar per vana la nuova opi-nione. . . , e non la mettiamo così presto in mezzo con le vecchieridicolose. (B) Diod. Sap. 77. 8. Erano egli stessi infermi di ridi-coloso timore. (N)
Rmicimo , Ri-di-cu-lo. [Add. m. F- e di' ] Ridicolo. Bemb. pros.2. gt.Credendo quelle voci graziose essere , che ridicole sono , e le im-bellettate, vaghe.» Borgh. Fast. Roto.465. Dove si vede cc. una sortedi scorrezioni sempre chiara e spesso ridicula. (N)
Ridificare , Ri-di-fì-cà-rc. [ Att-1 F. A. F. e di Riedificare.Fit. SS.Pad. %. 182. Ha in sé la materia apparecchiata della casa sommossa
a poterla ridificare.
RiDUutroARE, Ri-di-man-dà-re. [Alt.comp.Lo stesso che] Ridomandare, F.3 — [E n. ass.J Felt. Colt. 7. Allora quegli ridimandarono se l’ ave-vano a fabbricare di bronzo , o di marmo.
Ridisusdato , " Ri-di-man-dà-to. Add- pi- da Ridimaudare.^". di reg.
Lo stesso che Ridomandato , F. (0)
Ridiminvire , Ri-di-mi-nu-i-re. Alt, comp. Di nuovo diminuire. Fi dì
reg. (A)
Ridimiscito , Ri-di-mi-nu-ì-to. Add- m. da Ridiminuire. Salviti. Pros.Tose. 7. 3ob. Piccoli vermicciuoli , propriamente Pedicelli , clic cvoce latina dell’ altra Pedicidi derivata c ridiminuita, i quali verrai
col loro rodere continuo ec. (A) (B)
Rihiktorkake , Ri-din-tor-nà-re. Alt. comp. Dinlotmare di nuovo. Bai-din, Dee. La qual ( tavola ) fu da lui col gesso tutta ridiutornat i daimo a sommo. (A) Fasar • Fit. Buon . Michelagnolo prese quellacarta , c con penna più grossa ridintornò una di quelle femmine dinuovi lineamenti. (B)
Rioiktorkato , Ri-din-tor-nà-to. Add. m. da Ridinlornare , F. (A)Ridipigmere, Ri-di-pi-gne-re o Ridipingere. Alt. animi, comp. Dipigncrdi nuovo una pittura abbronzala, o in altro modo gunsta.Baid.Der.Opere che il tempo disfece, e furonvi poi ridipinte da altri mae-stri. (A) (N)
Ridipinto, Ri-di-pin-to. Add. m-da Ridipingere o.Ridipignere, F.f A)(N)
^ -n’ j> r nnnm. 4 ' r ' “ ” ir *> ù d una
PetAp 1- . àte, C yy > ' r c - [ Fcrb. m. di Ridire.] Che ridice. Lat. repe-f ol e ”? l)av ;in y 6J1 '' Tesorett.Br. Non sic ridicitore Di quel ch’altrah l Or c ’ . e ùisnan; 1 , 3 ragiona. Albert, cap. 25. Chi è ridicitor di pa-'bi,. srirò , ° r d’amistad e. Cronichelt. d'Amar. 31. Lo ridìci-
n'OiRtdf l - tra P we cosi.
Di-, • (ì„ , ' C1 'tri-ce. Ferb.f [di Ridire.] Che ridica. Lai. re-
7'cc " ®r. •: .. ' '■'-r. 1
Il <1 «So 1 . 0<:, fE » "b ^ amx.
«i-d i-co-làg-gi-ne. Sf. F- dell'uso. F. e t/i’Ridico-
"4°’ bi-du' l Cc * l «-za. Sf.F. dell’uso. F- e i/i’RidicoIosità. (O)J^'co/ ^ Quel'l m ^ ni, ^' a co$a c ^ e induce a riso; e comunemente) f-i'j). p a iPurte introdotta nelle commedie per dire o far cosef }: i fi. 56. Sopra il carro facevan conipsgniA al-
,■ _ c °fl festevolissimi, i Favellari trattosi. (P)
*■ Secai, siccome 11 bello, 11 sublime, Il patetico cc.
ecc/ 71 ' ' , Siccome Al UUIU, Il iuujuuv, • ■ ,----
c.nov.40.27. Alla tante, ea a r ijsicu, --,
statori più volte ridir la fece. Reti. Tuli. 7 4- Anche è uno altro or-namento , ridicendo la parola in un detto molte volte ; che si puòfare in due modi : l’uno, che significhi la parola, che si ridice, unamedesima cosa ; ec. » {h'edtz. di Fenesin >821 a pag. 55 legge :Aneli’è un altro ornamento che si appella ridici mento, cioè ridicendola parola di un detto molte volte: che si può fare in due modi.L’uno,che significhino le parole , che si ridicono , una medesima cosa ;
l’altro , cc.) (B) ■
2 — Raccontare , Riferire , Riportare. Lat. reierrc , narrare. Gr. s'^-
yeèritso. Bocc. nov. 3o. 7 6. V una all’ altra per la città ridicendolo,vi ridussono in volgar motto , che ec. E nov. 65. ig. Non che eglite l’abbia ridetto , ma egli basterebbe se tu fossi stalo presente. Enov. 67. 8, Ed appresso dubito che voi ad altra persona noi ridi-ciate. Dani. Inf. *• io. I' non so ben ridir com’ i’ y’ entrai. E Par.3f. 45. E spei« già ridir com’elio stea. Petr.son. 2^2.E se, com’eiiapalla c come luce , Ridir potessi , accenderci d’ amore , Non dica