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OPTISCHE NEBENBILDER.
sie im eigentlichsten Sinne wohl häufiger hervorbringen könntenals alle anderen. Doch hat auch Galilei bei seinen vieljährigenJupiterstrabanten-Beobachtungen hiervon nichts bemerkt, er ent-deckte zuerst die Venussichel, beobachtete sie sehr oft und inseinem Briefe an einen hochgestellten Freund erwähnt er nichtsdavon, er hätte schon damals einen Venusmond entdeckt, wennderselbe bloss ein Spiegelbild gewesen wäre. Er sah aber wederdas eine noch den andern*).
*) Del- wichtige Brief, der zuerst seine Beobachtung und Entdeckung dersichelförmigen Venus enthält, ist am Ende datirt und enthält folgendes:
Jll. m0 et Rev.™° Sig. re mio Col. m ».
E tempo che io deciferi a V. S. Jll ma et R ma et per lei al S. Keplero lelettere trasposte, le quali alcune settimane sono gli inviai; e tempo dico giä,che sono interissima mente chiaro del yeritä del fatto si che non ci restaun minimo scrupulo ö dubbio. Sapranno dunque come circa 3 mesi fävedendosi Veneri vespertina la comminciai ad osservare diligentimenti conl’occhiale per veder col senso stesso, quello, di che non dubitava l’intelletto.La vedi dunque sul principio die figura rotonda, pulita et terminata, mämolto piccola; di tal figura si mantenne sino che comminciö ad auvicinarsialla sua massuna digressione, tuta via andö crescendo in mole.
Comminciö poi ä mancare dalla rotondita nella sua parte orientale etaversa il sole, et in pochi giorni si ridusse ad essere un mezo cerchio per-fettissimo, et tale si mantenne senza punto alterarsi sin que incomminciö äriterarsi verso il sole allontanandosi dalla tangente: hora vä calando dalmezo cerchio, etsi mostra cornicolata et andavä asso trigliandosi sino aloccultatione riducendosi allora con corne sottilissime, quindi passando adapparizione mattutina. La vedremo pur falcata et sobtilissima et con lecorne averse al sole, ande, ä poi crescendo sine alla massima digressione,dove sarä semicircolare, et tale senza alterarsi si manterrä molti giorni; etpoi dal mezo cerchio passera pres al tutto tondo, et cosi rotonda si conser-verä poi per molti mesi, mä e il suo diametro adesso circa cinque voltemaggiore di quello chosi mostrava nella sua prima apparizioni vespertina:della quäle mirabile esperienza haviamo sensata et certa dimostrazione didue gran questioni stati sin qui dubbie trä maggiori ingegni del mondo.L’una 6 che i pianeti tutti sono di loro natura tenebrosi (accadendo anco äMercurio l’stesso che ä Venere). L’altera, que Venere necessariissimamentesi volgo intorno al Sole come anco Mercurio, et tutti li alteri pianeti, cosaben creduta da i Pittagorici, Copernico, Keplero et me. Ma non sensamenteprovata, come hora in Venere et in Mercurio haveranno dunque il Sig.Kepler et gli alteri Copemicani da gloriarsi di havere creduto et filosofatobene, se bene si e toccato, et ci e per toccare ancora ad esser reputati dal’universalitä de i filosofi in libris, per poco intendenti, et poco meno chestolli. Le parole dunque, que mandai trasposte et che dicevano.
Haec immatura ä me jam frustra leguntur, o, y. Ordinate. Cynthiaefiguras aemulatur matnr amorum. Ciö ö che Venere imitä le figure dellaLuna.