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Tomo I.
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fuso die ha quest’ ultima prerogativa, esaldasi benissimo con sì: medesimo.

4. 0 Acciaio fuso di seconda fusio-ne. Questo acciaio fabbricato in Inghil-terra ed a Liegi , è più compatto, piùomogeneo ed altrettanto duttile che l’ac-ciaio fuso ordinario; sembra capace diricevere una pulitura, un lustro assaibello, a cagione della sua tessitura unitae fina ; può quindi essere utilissimo perfarne minuterie d’ acciaio.

5 .° Il JVoolz è di una composizionediversa dagli altri acciari, mentre parecontenga una piccola quantità di allumi-na e di silice, e sono queste sostanze ole loro basi che gli comunicano i carat-teri che lo distinguono.

Il Wootz è sommamente duro, suffi-cientemente malleabile, ma soggetto asgranarsi. Non può saldarsi, è difficile alavorare, e quando si arroventa trop-po fortemente, una parte della sua mas-sa sembra colarsi, e separarsi dall’ al-tra. Pare che abbia più di tutti gli altriacciari la particolarità di cristallizzarsi,il che gli fa conservare, benché fuso piùvolte , la proprietà di presentare unasuperficie damascata, quando si sotto-pone all’azione dell’acido solforico di-luito, dopo d’averlo lavorato e pulito.Questo acciaio ci viene dall’ Indie, enon si conosce la maniera di fabbricarloche da poco tempo ( V. damasco e lame).

Fino agli ultimi tempi tutto l’acciaiofuso che si adoperava nelle arti, traevasidall’Inghilterra; le due qualità più finee più rinomale, l ’acciaio martellali el ’acciaio hunlzman , non si fabbricanoper altro, a quanto sembra, se non collaghisa, e coi cattivi pezzi o ritagli diacciaio cementato. Soltanto da circa die-ci anni questa sorta d’industria si sparsesul continente, c nel 1811 la Francia ebbe una fabbrica d’acciaio fuso para-gonabile all Inglese . Sgraziatamente que-

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sta officina, creata, per cosi dire, dalle cu-re della Società d’Incoraggiamento diParigi, non appartiene più alla Francia insieme col paese di Liegi , nel quale iPoncelet l’avevano stabilita. L 'acciaioPoncelel è di tre qualità : la prima, som-mamente duttile a freddo, è l’acciaio la-minato, buono per farne molle, super-ficie piane degli orologj, minuterie, co-razze ec., il suo prezzo è 4 fr. al chilo-gramma; la seconda è in grosse barrequadre o rotonde, per conj, punzoni ecilindri a 5 fr. al chilogrammo ; finalmen-te la terza è dello stesso prezzo, ed èridotta in barre di varie forme, per lelime fine, i perni degli orologi, gli uten-sili ed i coltelli fini. Questa fabbricasomministra ancora acciaio fuso che s'in-durisce all’aria , e acciaio di secondafusione , duttilissimo e suscettibile d’unaperfetta brunitura.

E da osservarsi, che tutti questi ac,- 1ciari, eguali per lo meno ai miglioriinglesi, si fabbricano col carbone di ter-ra, tanto per la loro fusione, che perbatterli e lavorarli.

Alcuni industriosi francesi ripararo-no la perdita che aveva sostenuto laFrancia da questa sorta di fabbricazione,ed al presente le miniere di La Berardièresomministrano acciari fusi, non inferio-ri per verun conto ai migliori inglesi,come risulta dagli esperimenti e dai rap-porti che vennero fatti alla Società d’In-coraggiamento nel 1819 e 1820. L’ac-ciaio fuso saldabile di questa officinavendesi in commercio al prezzo di 260a 280 fr. per ogni 100 chilogrammi.

Gli altri acciari che fabbricano le of-ficine francesi si vendono a prezzi chevariano da 4° fi'- fino a ilio fr. , se-condo la loro qualità e finezza, cioè :acciaio naturale da un marco, 4° fi'- > 1°stesso da due marchi, 60 fr. ; da Ire mar-chi, 90 fr. ; acciaio battuto più o meno