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elastici, come spade, scialilo, passetti, se-ghe, molle <la carrozza; anzi in certi ca-si converrà saldare alcune lamine di fer-ro, fra lastre di acciari differenti, ondefarne composizioni che abbiano cedevo-lezza e flessibilità, come le falci, le scia-lile di damasco, ec. L’acciaio battuto,scelto accuratamente, sarà anche atto afarne utensili da orologiaio e da inci-sore, lime, raspe e molle per gli oro-logi da tavolino. Potrà adoperarsi indi-stintamente dagli armaiuoli, coltellinaj,fabbri, archibugieri ec.
Del saggio, o prova dell'acciaio.
* Per distinguere l’acciaio dal fer-ro, risulta, da quanto si è detto finora,che il miglior mezzo e più sicuro è iltemperarlo, giacché con questa opera-zione l’acciaio acquisterà una durezzamaggiore o minore, secondo la sua qua-lità, ed il ferro al contrario resterà qua-le era dapprima. Talvolta però gli artistisogliono ricorrere ad un’altra prova piùincerta, ma che serve di qualche lume,e consiste nel gettare sul metallo unagoccia d’acido nitrico, il quale producesull’acciaio una macchia nera, metten-do a nudo una piccola porzione di car-bonio e sul ferro una macchia bigia sol-tanto.
Dell’acido nitrico fassi pur uso tal-volta per riconoscere la qualità dell’ac-ciaio ed accertarsi se contenga mac-chie ec. In tal caso cominciasi dal pu-lire esattamente una superficie dell’ac-ciaio che si vuole adoperare, e bagnarlouniformemente con acido nitrico di-luito. Se la tinta nera carburata che vi fal’acido è uniforme, è un indizio dellasua buona qualità; s’ è ineguale, mo-stra essere del pari ineguale la tessituradell’acciaio. *
Comunemente però dalla graniturache la tempera dà all’acciaio, si giudicadella sua qualità, ma non conviene fidar-
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si troppo neppure a questo carattere,giacché la granitura dell'acciaio può va-riare secondo la grossezza delle barre, eil grado di calore al quale si tempera.
In generale la granitura è tanto piùfina quanto la barra è men grossa, e latempera fatta con maggior calore; dimodo che è principalmente la eguaglian-za od ineguaglianza della sua fratturache bisogna osservare, onde dalla omo-geneità od eterogeneità d’un acciaio ,giudicare sulla sua bontà.
Ma vi sono mezzi più esatti e piùcerti per determinare le qualità del-l’acciaio , e in conseguenza gli usi aiquali può convenire meglio. Queste qua-lità sono cinque: i,° l’omogeneità ; 2. 0un lavoro facile alla fucina; 3 .° la du-rezza che gli dà la tempera ; 4 -° ladensità che l’acciaio conserva; 5 .°l’ela-sticità. Con cinque saggi differenti sipuò misurare a qual grado l’acciaio pos-seda queste qualità.
1. » L'omogeneità. Dopo aver battu-to a freddo l’acciaio, c averlo tem-perato, lo si pulisce prima con la mola,poi con ismeriglio di mediocre finezza,indi con altro smeriglio fino, e finalmen-te con istagno calcinato. Yedesi in talmaniera la pulitura o brunitura che puòprendere il campione, e la superficie co-sì spianata lascia vedere la sua perfettaomogeneità, o pure le fibre, i filamenti,le sfaldature, le vene, e tutte le imper-fezioni dell’ acciaio.
2. a JJn lavoro facile alla fucina.Riscaldando e lavorando l’acciaio più omeno a lungo, si vede se è soggetto adisacciaiarsi ; con l’azione del martel-lo si comprende se può reggere ai colpisenza sgranarsi, fendersi, spezzarsi; siprova se si salda facilmente. Si rimarcache è tanto più difficile a lavorarsi quan-to è più duro e per così dire acciaiato.Secondo la durezza che ha nel lavoro or-