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Tomo I.
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ACCIAIO.

dinario, convicn riscaldarlo differente-mente ; così T acciaio tenero può esporsiper lavorarlo ad un caldo violento (pian-to il ferro, l’acciaio medio può esserescaldato al rosso bianco ; l’acciaio piùduro soltanto al rosso roseo ; l’acciaiodurissimo solo al rosso ciliegia ; se fos-s’ estremamente duro non si dovrebberiscaldare che al rosso bruno, od al co-lor di bronzo.

3.° La durezza che gli dà la tem-pera. La natura, il colore e la grossez-za della granitura variano in ogni sor-ta di tempera ; per giudicare quindi del-la grana e della finezza dell’ acciaio ,convien far uso di un metodo indipen-dente dalla tempera che dobbiamo aIteaumur.

Riduccsi la barra d’acciaio in prismatriangolare o di una forma simile all’in-circa a quella di un rasoio ; riscaldasiuna sua cima al rosso bianco e vivo, eposcia si tuffa interamente nell’acquafredda ; si rompe per tutta la sua lun-ghezza l’orlo sottile della barra con col-pi successivi, e vedonsi lungo la spezza-tura le varie sorta di granitura che presela barra, secondo la temperatura e latempera che provò ogni sua parte. Siosserva che i grani alla estremità forte-mente riscaldata sono grossi e bianchi, cdiminuiscono progressivamente fino aduna distanza in cui sono finissimi e grigi,indi aumentano di grossezza perdendopoco a poco la propria forma e divenen-do più grigi, cosicché si può facilmen-te, seguendo la progressione di questigrani, dividerli in quattro classi ben di-stinte: i.a bianchi e brillanti; 2 . a me-di, misti di grani bianchi e brillanti«li grani offuscati; 3. a fini appannati;4- a grani medii foschi e incompleti.

I iù il terzo ordine di granitura èesteso relativamente al secondo, più l’ac-ciaio è fino : «guanto è meno esteso relu-

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tivamente al secondo, più è grossolano.Negli acciari fini l’estensione della grani-tura del 3.° ordine è più che il doppiodi quella della 2 . 0 , laddove negli acciariinferiori quest’ultimo estendesi il doppiodell’ altro.

Questo metodo somministra ancora ilvantaggio di far conoscere e distinguerela specie di grana che presenta l’acciaioa tutt’ i gradi di tempera, dal più bas-so al più alto, cosicché può servire diindicazione agli operai perchè possanodare al loro acciaio la tempera la grani-tura e la durezza necessarie ai loro di-versi lavori. Si valuta la durezza dell’ ac-ciaio dalla maggiore o minore difficoltàche la lima prova ad intaccarlo negli an-goli, o nella superficie, prova che lasciasempre qualche incertezza, a meno chenon si impiegassero lime di durezze dif-ferenti e conosciute.

4-° La densità che l’acciaio con-serva. , e la fragilità delle barre d’acciaio,si deducono dalla grandezza della curva-tura che si può loro far prendere, o dalpeso che loro si può far portare primache si spezzino , l’er far questo saggio siha l’attenzione di esporle ad una tem-peratura uniforme, dopo aver loro datole medesime dimensioni.

5.° L’elasticità dell’acciaio misurasiin un modo analogo. Essa è in ragionedella curva o del peso che ha potutosostenere la barra senza mancare di ri-prendere esattamente la sua figura pri-mitiva, quando la forza ha cessato d’a-gire.

Vi sono altri metodi particolari diprovare gli acciari secondo gli usi peiquali si vuole adoperarli, ma avveneuno che gli operai praticano frequente-mente, e consiste nel tagliare il ferro conistrumenti temperati e affilati dell’acciaioche vuoisi sperimentare. Questi stru-menti si ammaccano nel taglio se so-